martedì 29 gennaio 2013

Questa è la famosa esperta che doveva fare da consulente, gratuitamente, a Pizzarotti sindaco del comune di Parma. Se gestisce il bilancio nella stessa maniera in cui fa le analisi economiche a Parma sono proprio in buone mani. Sono anni che Grillo si vende questa bufala portandola come esempio per l'Italia. Non pagare i debiti come ha fatto l'Islanda. In verità l'Islanda sta pagando tutti i debiti sovrani. E non è vero che in Islanda c'è la democrazia diretta. Quella è una bufala che solo i grillini possono vendere sul web. Tanto, come dicono i pirla grillino, nella rete non si può mentire. Certo che si può mentire ed in verità si possono anche scrivere ca........ su ca..........


Il favoloso mondo di Loretta Napoleoni

22/06/2012

Il favoloso mondo di Loretta Napoleoni
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Dicono che bisogna che l’Italia dichiari default e che esca dall’euro, ma l’ideologa di questa scuola di pensiero racconta e s’inventa le cose a suo comodo, come tanti altri.
UNA PESSIMA PRODUZIONE - Leggendo alcuni dei materiali prodotti da Loretta Napoleoni mi sono imbattuto spesso in numerose imprecisioni e in un uso disinvolto di esempi di altri paesi. Così disinvolto da risultare in ricostruzioni false, quanto funzionali alle tesi che sostiene. Mi è successo leggendo come raccontava i fatti che hanno riguardato la crisi islandese e mi è capitato di nuovo in altre occasioni, come quella rappresentata dalla sua ricostruzione di quanto successo a Dubai, che l’economista riassume così:
Questa ricostruzione risulta molto infondata, oltre ad essere del tutto incongruente come esempio utilizzabile per indicare una via europea di uscita dalla crisi. Dubai è una monarchia assoluta federata con altre monarchie assolute, ha gli abitanti di una media cittadina europea e il sovrano è banca, governo, giustizia e potere legislativo, che può esercitare senza alcun sindacato di controllo da parte di alcuno.
CONOSCI DUBAI? - Per di più la crisi di Dubai non è stata quella del debito sovrano come nel caso di alcuni paesi europei, quanto semmai il fallimento dell’impresa privata, e non garantita dallo stato, di proprietà della famiglia reale. Dubai non ha mai avuto particolari problemi con il debito sovrano e nessuno ha mai pensato d’accollare allo stato i debiti di Dubai World e altre società private, che sono nate e rimaste tali e che avvertivano pubblicamente da sempre di non godere di alcuna garanzia da parte dell’entità statale. A fallire è stata l’impresa di famiglia fondata sul potere della famiglia reale e lanciata nella speculazione immobiliare, che ha fatto uno spettacolare crash insieme a buona parte di quelle che nell’emirato sono andate fallite. A centinaia, coinvolgendo persino molti italiani, tanto che uno dei recenti “suicidi per crisi avvenuti nel nostro paese ha avuto la sua causa scatenante nella crisi di Dubai e non in quella italiana.
DUBAI IS MEGLIO CHE UAN - A fallire è stata Dubai World, che aveva un’esposizione netta superiore del doppio a quella del paese senza che il debito fosse garantito altro che da progetti affondati miseramente e dal già costruito. A questa si sono aggiunte numerose società impegnate nell’espansione immobiliare di Dubai, chiaramente insostenibile fin dall’inizio del suo boom, una chimera che ha bruciato un sacco d’illusi in giro per il mondo. Dubai World ha rinegoziato il suo debito con i creditori, banche e investitori privati, ma Dubai non ha rinegoziato nulla del suo debito sovrano, contrariamente a quello che scrive Napoleoni. Si è trattato quindi della ristrutturazione del debito di un gruppo privato tecnicamente fallito, grazie all’arrivo dell’emiro di Abu Dhabi, che però non ci ha messo i soldi in cambio di niente e non ha ripianato tutti i debiti di al Maktoum, che tutti non li poteva pagare comunque.

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