giovedì 19 maggio 2016

Bravo il nostro sindaco a chiedere 100 mila euro a Chirichelli. Pensare che Salvini non si è neanche costituito parte civile contro Belsito per l'uso distorto che ha fatto dei fondi del finanziamento pubblico ai partiti. La coerenza è coerenza. Bravo De Paoli.

Processo al via, il Comune parte civile per il danno d’immagine. L’azienda vuole la restituzione di oltre un milione
Depaoli chiede 100mila € a Chirichelli
La vicenda è quella del milione e 800mila euro usciti dai bilanci dell'azienda di via Donegani e finiti su conti correnti intestati a Pietro Antoniazzi (nella foto), ex direttore finanziario di Asm, e a una sua società, la Consula. Insieme ad Antoniazzi sono chiamati a rispondere dell'accusa di peculato anche Giampaolo Chirichelli, ex presidente di Asm, Claudio Tedesi, ex direttore generale e Luca Filippi, ex presidente di Asm lavori e componente il Consiglio di amministrazione di Asm. Per tutti e quattro, la procura ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato. Solo Chirichelli ha chiesto di andare a dibattimento. Tedesi e Filippi hanno scelto il rito abbreviato mentre Antoniazzi vorrebbe patteggiare 4 anni e 4 mesi, ma l’accordo non è stato ancora raggiunto.di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Il Comune chiede all’ex presidente di Asm Giampaolo Chirichelli centomila euro per il danno di immagine provocato dalla bufera giudiziaria che ha travolto gli ex vertici di Asm. Dei soldi che l’azienda di via Donegani avrebbe versato per una serie di lavori pubblici, il Mezzabarba non ha visto neanche l’ombra. Secondo la Procura di Pavia, che ha condotto le indagini, almeno un milione e 186mila euro fatti risultare per quelle opere sarebbe invece confluiti nei conti correnti dell’ex direttore finanziario Pietro Antoniazzi. Con la complicità di Gian Piero Chirichelli che ora, per primo, si trova ad affrontare il giudizio. Il manager, in carica dal luglio 2009 al febbraio 2915, vuole affrontare il dibattimento che è stato aperto ieri mattina davanti al collegio del Tribunale di Pavia presieduto dal giudice Luigi Riganti (giudici a latere Pasquale Villani e Rosaria D’Addea). In un lungo colloquio avuto martedì pomeriggio a San Vittore con i suoi difensori, gli avvocati Orietta Stella e Salvatore Scuto, il manager ha chiesto di seguire la strada più breve per dimostrare in aula la sua verità. Ha dato ai suoi legali la disponibilità ad accorciare, dove possibile, i tempi dell’iter processuale: la Procura di Pavia, che gli contesta il peculato, aveva chiesto il giudizio immediato senza passare dall’udienza preliminare, la difesa di Chirichelli avrebbe avuto a disposizione fino al 21 maggio (15 giorni dalla notifica) per presentare una nuova richiesta di rito alternativo. Invece rinuncia e chiede di cominciare subito il processo. Il collegio ha già stabilito un primo calendario con udienze straordinarie che cadranno tendenzialmente di lunedì, con l’eccezione della prossima, fissata per mercoledì 25 maggio. Ieri mattina l’ex presidente di Asm Pavia ha preferito non comparire. Era presente invece la moglie, Amarillide Sempio, non più in qualità di co-difensore: ha dismesso il mandato ed è stata sostituita dall’avvocato Salvatore Scuto, già presidente delle Camere Penali che ora affianca la collega Orietta Stella. Nell’udienza di ieri oltre al Comune (rappresentato dall’avvocato Gian Luigi Tizzoni) anche Asm Pavia si è costituita parte civile e si prepara a chiedere i danni patrimoniali: quel milione e 186mila euro di cui - secondo il teorema accusatorio - Chirichelli si sarebbe appropriato, in concorso con Pietro Antoniazzi (direttore finanziario) e Claudio Tedesi (direttore generale).

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