giovedì 3 marzo 2016

Amministrative Roma, Silvio Berlusconi furibondo con Salvini. Per ora tiene su Bertolaso, ma alla fine... sarà la Meloni

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BERLUSCONI MELONInt
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“Questo Salvini è totalmente inaffidabile. Ma chi si crede di essere per comportarsi così? La verità è che pensa solo ai voti della Lega a discapito degli alleati. Io tengo il punto su Bertolaso”. Con una aggiunta: almeno finché “Salvini non ragiona”. Silvio Berlusconi è davvero una furia. Accecato dall’ira decide addirittura di rimandare l’intervento agli occhi programmato al San Raffaele, per intervenire alla kermesse romana organizzata da Tajani. Ha appena letto le agenzie di stampa con l’ennesimo “no” di Salvini alla candidatura di Guido Bertolaso: “Adesso basta – sbotta coi suoi – io non mi faccio trattare così. Se non ragiona con le buone, proviamo con le cattive”.

La mossa successiva è far partire a Mediaset la richiesta di ridimensionarlo negli spazi televisivi. Non proprio il “trattamento Fitto” il cui gruppo sulle reti del Biscione praticamente non esiste. Ma certo una ridimensionata sì. Far ragionare Salvini, provando a evitare una clamorosa rottura. Questo l’obiettivo. Al momento la candidatura di Bertolaso tiene per Berlusconi, ma il vero punto fermo più che l’ex capo della Protezione Civile è il “no” di Berlusconi alle primarie. Perché dare il via libera alla consultazione nella capitale significa sancire un precedente nazionale. A supporto della tesi viene indicato il “modello Milano” dove il centrodestra ha trovato un candidato competitivo secondo i sondaggi senza le consultazioni. 
Le stesse fonti vicine a Berlusconi, per uscire dall’impasse, parlano di un prepotente ritorno della candidatura di Giorgia Meloni, nei panni di salvatrice della patria. Incontri, contatti. A metà pomeriggio il centrodestra pare una maionese impazzita: “Sono ore frenetiche. È ancora presto” taglia corto Gasparri. Girano le più disparate ipotesi, compreso un ticket Bertolaso-Meloni. Nella war room del Cavaliere sussurrano: “Siamo allo stallo perfetto. Salvini sta forzando con l’obiettivo di fare le primarie per arrivare a Marchini. In questa direzione pressano anche i nostri, come Tajani e Giro. E Berlusconi che, per ora, tiene su Bertolaso. Per uscirne, due sono le strade. O andiamo divisi e ci massacrano oppure serve un nome che tiene assieme tutti”. E quel nome è solo quello di Giorgia Meloni. È l’extrema ratio di cui la Meloni ha parlato più volte. Proseguono le stesse fonti: “È evidente che lei preferirebbe evitare una campagna elettorale al sesto-settimo mese di gravidanza, ma è altrettanto evidente che Giorgia non può sostenere Bertolaso con Berlusconi e senza Salvini. Il suo popolo non capirebbe. E non può permettersi Marchini. Dunque… ”. 
Tutto porta alla sua candidatura, nei panni di salvatrice della patria. Con Berlusconi che le chiede il grande sacrificio perché “non è che Giorgia scende in campo perché glielo chiede Salvini, se però lo chiede anche Berlusconi…”.

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