domenica 28 febbraio 2016

Secondo Salvini che ha governato e distrutto l'Italia per venti anni questo 88% di giovani sono codardi. Codardi semmai sono quelli che fanno i portaborse nel partito del presepe.

Una generazione smarrita: l’88% pronto a emigrare per lavoro. Sfiducia nelle possibilità del Paese
La fuga dei nostri ragazzi senza un futuro
di Orazio La Rocca wROMA La stragrande maggioranza dei giovani europei pur di lavorare è pronta ad emigrare. È quanto emerge dal Rapporto Giovani (www.rapportogiovani.it) in un sondaggio a carattere internazionale - il primo del genere realizzato in Europa - svolto in Italia, Francia, Spagna, Germania e Gran Bretagna. Un disagio denunciato, in media, da oltre il 50% degli intervistati, ma con picchi che partono dal 91% della Spagna, seguita dall’88,3% dell’Italia, dal 63,5 per cento della Francia e dal 53,9% del Regno Unito. Unica eccezione, la Germania, dove la percentuale dei giovani pronti ad emigrare si ferma al 47,6% (praticamente la metà rispetto a Italia e Spagna). L’indagine, promossa dall’Istituto Giuseppe Toniolo dell’Università Cattolica di Milano e col sostegno di Fondazione Cariplo e di Intesa Sanpaolo - è stata svolta su un campione di 5.000 giovani tra i 18 e i 32 anni sia laureati che diplomati distribuiti nei 5 Paesi analizzati. «Al di là dei livelli attuali di disoccupazione e sottoccupazione - spiega il professor Alessandro Rosina, docente di demografia e statistica sociale alla facoltà di Economia dell’Università Cattolica e tra i curatori del sondaggio europeo - quello che pesa è il non sentirsi inseriti in processi di crescita, di essere inclusi in un percorso che nel tempo consenta di dimostrare quanto si vale e di veder riconosciuto pienamente il proprio impegno e il proprio valore. L’Italia presenta, nella percezione dei giovani, la combinazione peggiore in Europa tra condizioni attuali e aspettative verso il futuro». Ed infatti, se per i giovani spagnoli (i primi pronti ad emigrare) e per tre quarti dei giovani italiani (75,6%) le opportunità offerte dal proprio Paese sono “Peggiori” o “Abbastanza peggiori”, questo è vero solo per il 20% dei francesi, per il 17% dei britannici e addirittura meno del 10% dei tedeschi (8,6%). Al contrario, più di un quarto di britannici e tedeschi (rispettivamente, il 25,6% e il 27,4%) ritiene che il proprio Paese sia “molto attrattivo” anche per i giovani stranieri; solo per il 9,8% degli italiani. Alla base di questa voglia di fuga, dunque, c’è un senso diffuso di sfiducia nelle prospettive offerte dai rispettivi Paesi. In particolare sono molto simili le paure e le incertezze dei giovani italiani e spagnoli che al 60,9 % pensano che le opportunità offerte dal proprio Paese siano “Peggiori” o “Abbastanza peggiori”. Dichiarano inoltre di avere “Per nulla” o “Poca” fiducia il 71,6% degli italiani. Per il 74,8% dei giovani italiani andare all’estero è un’opportunità per nuove esperienze e confrontarsi con altre culture contro il 63,4% dei francesi, il 41% dei tedeschi, il 48,8% degli inglesi e il 60,6 % degli spagnoli. Ma la “fuga” resta soprattutto una necessità per trovare migliori opportunità di vita e lavoro per il 45,4% dei giovani italiani. In tale contesto in Italia l’88,3% dei giovani italiani è disposto ad emigrare stabilmente pur di migliorare le proprie condizioni di vita e di lavoro. Oltre il 60% è disposto anche a farlo all’estero. Conclude Rosina: «i giovani italiani non sono una generazione senza futuro, perduta. Sembrano una generazione smarrita nel senso di chi sta cercando la propria strada e fa fatica a trovarla nel nostro Paese». 

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