lunedì 27 marzo 2017

E adesso quelli di sinistra della sinistra di sinistra della sinistra che più sinistra non si può potrebbero spiegare questo risultato elettorale? Il populismo fa breccia solo in Italia. E noi competiamo con dei incapaci e incompetenti grillini su questo terreno?

Elezioni Saarland, altro che avviso di sfratto: trionfo Merkel, Spd sotto al 30%

Germania
epa04967288 German Chancellor Angela Merkel (L) walks next to European Parliament President Martin Schulz at the European Parliament in Strasbourg, France, 07 October 2015.  EPA/PATRICK SEEGER
Cdl e Spd si confermano i due bastioni (entrambi continuamente europeisti) su cui si fonda il sistema politico tedesco. I populisti di AfD cominciano a sgonfiarsi
 
Nessuna rivoluzione politica in Germania, almeno non per ora. Il primo colpo ad Angela Merkel non è arrivato, anzi. Il voto dello Saarland, il piccolo Land tedesco al confine con la Francia, ha riconfermato la Cdu come prima forza, che raggiunge quasi il 41% delle preferenze secondo gli exit poll. Più di dieci punti indietro la Spd con il 29,6% dei voti. Entrano nel Parlamento regionale anche la Linke (sinistra radicale) con il 12,9% e gli anti-europeisti di Alternative fuor Deutschland solo con il 6,2% dei voti (altro segnale di “sgonfiamento” dei populisti in Germania). Fuori i Verdi e i liberali, fermi rispettivamente al 4 e al 3,3%.
Con ogni probabilità, quindi, si riproporrà al governo del Land una riedizione della Grosse Koalition che già governava da queste parti e che governa il Paese.
A meno di sei mesi dalle politiche federali in Germania, non era da escludere (almeno a livello numerico) lo scenario di un primo possibile governo regionale con una maggioranza rosso-rossa, vale a dire tra i socialdemocratici (Spd) e La Linke, la sinistra radicale. Ecco perché il voto veniva seguito con grande attenzione anche a Berlino: avrebbe potuto inviare un forte segnale di “riconciliazione delle sinistre” tedesche, divise dal 1999, dall’era del cancellierato Schroeder. Così non è stato.
Ed era anche un primo test per valutare l’effetto Schulz che sta facendo volare la Spd nei sondaggi nazionali. Si tratta di un successo di Angela Merkel, il cui partito stacca gli alleati-rivali di oltre dieci punti, contrariamente alle previsioni più “tenere” della vigilia che davano solo 5 punti di margine tra i due grandi partiti di massa. Che, a differenza del trend in corso in tutta Europa, si confermano i due bastioni (entrambi continuamente europeisti) su cui si fonda il sistema politico tedesco.
Il prossimo appuntamento con le elezioni regionali sarà per il mese di maggio nella Renania Westfalia e nello Schleswig Holstein e poi, il 24 settembre, le legislative federali.

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