La maggioranza assoluta dei candidati eletti a seguito delle comunarie on-line del 7 aprile scorso,insieme ad altri attivisti, ha sfiduciato Vincenzo Rizzi, "atteso - si legge sul blog di Beppe Grillo - che la sua candidatura a sindaco è stata ritenuta controproducente per la credibilità del M5S per le prossime elezioni europee e comunali di Foggia". I predetti attivisti e candidati ritengono, infatti, che la sfiducia sia motivata dai numerosi conflitti di interesse ed atteggiamenti incompatibili con i principi del MoVimento. Sono numerose le domande degli attivisti che sono rimaste ancora senza risposta. Le predette incompatibilità sono emerse chiaramente solo dopo lo svolgimento delle Comunarie on line. Quanto sin qui esposto risulta pienamente documentato e ulteriori dettagli si rendono disponibili su richiesta dello Staff.
Liberi cittadini contro il regime partitocratico, i privilegi della casta sindacale della triplice, la dittatura grillina e leghista, la casta dei giornalisti
sabato 19 aprile 2014
Riceviamo e pubblichiamo.
Predicatore del Papa contro i super stipendi
Il frate cappuccino e predicatore della Casa pontificia, padre Cantalamessa, ha dedicato la celebrazione della Passione di Cristo a un atto di accusa contro gli amministratori che rubano in adorazione del "dio denaro", ma anche conro i percettori di super stipendi, cui non vogliono rinunciare. "Sono come Giuda - ha detto - e per loro il denaro non è uno dei tanti idoli ma l'idolo per antonomasia". "'L'attaccamento al denaro, dice la Scrittura, è la radice di tutti i mali'", ha sottolineato. "Dietro ogni male della nostra società c'è il denaro, o almeno c'è anche il denaro".
"Cosa c'è - ha chiesto padre Cantalamessa - dietro il commercio della droga che distrugge tante vite umane, lo sfruttamento della prostituzione, il fenomeno delle varie mafie, la corruzione politica, la fabbricazione e il commercio delle armi, e perfino - cosa orribile a dirsi - alla vendita di organi umani tolti a dei bambini?". "E la crisi finanziaria che il mondo ha attraversato e che questo paese sta ancora attraversando - ha proseguito -, non è dovuta in buona parte all'esecranda bramosia di denaro, l'auri sacra fames, da parte di pochi? Giuda cominciò con sottrarre qualche denaro dalla cassa comune. Dice niente questo a certi amministratori del denaro pubblico?".
"Ma senza pensare a questi modi criminali di accumulare denaro - ha aggiunto il frate cappuccino -, non è già scandaloso che alcuni percepiscano stipendi e pensioni cento volte superiori a quelli di chi lavora alle loro dipendenze e che alzino la voce appena si profila l'eventualità di dover rinunciare a qualcosa, in vista di una maggiore giustizia sociale?".
E adesso vediamo se i grillini ed i leghisti difenderanno le banche.
Dl Irpef, Patuelli: “Italia penalizza le banche serve un ripensamento”
Lo afferma il presidente dell'Abi dopo le misure presentate ieri dal governo Renzi. Le banche sono contrarie alla decisione di aumentare al 26 per cento l'aliquota d'imposta sulla rivalutazione delle quote di Banca d'Italia

Le banche sono contrarie alla scelta del governo Renzi di aumentare al 26 per cento l’aliquota d’imposta sulla rivalutazione delle quote di Banca d’Italia annunciata nel Consigli dei ministri di ieri per coprire le misure contenute nel Dl Irpef.
“Chiediamo un forte ripensamento“ all’esecutivo, afferma in una nota Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione bancaria italiana. “Il forte aumento della pressione fiscale deliberato ieri dalConsiglio dei ministri – sottolinea – si assomma a quello deciso il 25 novembre scorso dal precedente Governo: i due provvedimenti hanno determinato l’aumento dell’anticipazione Ires2013 al 130 per cento per banche e assicurazioni, l’enorme addizionale dell’8,5 per cento sull’Ires 2013 sempre di banche e assicurazioni, la rivalutazione delle quote di Banca d’Italia, ultimi in Europa, con l’imposta del 12 per cento disposta dalla legge di stabilità per tutte le rivalutazioni”. Imposta che ieri è stata aumentata al 26 “con effetti retroattivi – aggiunge Patuelli – giuridicamente più che discutibili”.
Il quadro complessivo che ne emerge, spiega il numero uno dell’Abi, “è che l’Italia, pienamente inserita nell’Unione europea ed anche nell’Unione bancaria, penalizza fiscalmente le banche operanti in Italia rispetto a quanto avviene alle concorrenti degli altri paesi Ue”, nell’anno in cui gli istituti di credito vengono sottoposti all’esame della Bce.
Il presidente Abi conclude ricordando come le banche stiano compiendo “contemporaneamente ogni sforzo per superare la crisi, anche rafforzando i propri capitali” e che “sono fortemente impegnate in riorganizzazioni, ristrutturazioni e processi di efficientamento”.
Questa è la grande, immensa , infinita, incommensurabile vergogna della nostra nazione. Portiamo Salvini in parlamento e Centinaio in senato. Mognaschi diventa vice sindaco a Pavia e Nanni diventa consigliere regionale per i grillini mentre i nostri giovani migliori cacciati dall'Italia sono apprezzatissimo all'estero. Mandiamo a casa questi nullafacenti e riprendiamoci i nostri ragazzi migliori.
Lodati all’estero ma bocciati in Italia. Gli accademici: “Provincialismo non fa onore al Paese”
Hanno curriculum stellari ed esperienza all’estero. Sono apprezzati dai colleghi in Europa, ma qui in Italia non risultano idonei all’insegnamento. Una delle “stranezze” (per usare un eufemismo) del nostro Paese, per le quali ci attiriamo il biasimo e l’ironia internazionale, riguarda decine di ricercatori e professori universitari che nonostante lavorino con successo negli atenei stranieri, sono stati “bocciati” dalla madre patria.
Così, dopo il caso degli illustri economisti (premi Nobel, docenti di Harvard, Oxford ecc.) che hanno scritto al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini in difesa di tre nostri celebri connazionali, scopriamo che anche altri docenti e giovani studiosi, questa volta di Diritto dell’Unione Europea e di altre discipline giuridiche, hanno inviato una lettera di protesta poiché molti di loro non hanno incredibilmente avuto l’abilitazione scientifica nazionale (ASN), che è necessaria per l’insegnamento nelle Università italiane. Il documento, indirizzato anche al premier Matteo Renzi, è firmato da una ventina di ricercatori e professori di discipline giuridiche che lavorano o hanno lavorato nel Regno Unito, in Belgio, Spagna, Francia, Stati Uniti, Olanda; e continuano ad arrivare nuove adesioni.
Il riconoscimento della qualifica di professore avviene unicamente per titoli (curriculum ed esperienze) e pubblicazioni, in base quindi a parametri oggettivi e predeterminati. Ma allora come mai in questo caso, leggiamo nel testo, «sono stati adottati criteri restrittivi basati su logiche vecchie, cavilli burocratici e metodologie di valutazione difformi dalle migliori a livello internazionale?». Le domande di abilitazione all’insegnamento accademico sono valutate da una commissione nazionale per ciascun settore disciplinare. Ogni pubblicazione e progetto dovrebbe contare nella valutazione finale. Eppure, secondo i ricercatori, non sono stati considerati «la qualità e la rilevanza scientifica di scritti pubblicati in riviste internazionali di primo piano». Il problema è di credibilità nazionale: «È irrazionale credere che la cultura o il sapere scientifico possano delimitarsi territorialmente. Questa situazione è inaccettabile e mette a rischio la capacità del sistema accademico italiano di attrarre i migliori talenti e le migliori energie a livello internazionale». Nell’appello al ministro Giannini ci si chiede anche perché «giovani docenti stranieri già abilitati oltre confine con procedure analoghe a quella italiana, cessano di essere idonei all’insegnamento e alla ricerca quando arrivano nel nostro Paese». Cervelli in fuga, quindi, e non solo italiani: «La procedura di abilitazione – dichiarano senza mezzi termini – è servita a mantenere quel miope provincialismo che corrompe le istituzioni accademiche e che non fa onore all’Italia».
Tra i promotori dell’iniziativa lo studioso Alberto Alemanno, professore a Parigi e New York e referente internazionale del Miur per i progetti in campo giuridico, ritenuto però “inidoneo” dalla commissione che ha valutato la sua domanda. La lettera è ora sul tavolo del ministro Giannini. Vedremo se le motivazioni di tanti giovani accademici saranno ascoltate: «Abbiamo voluto trasmettere la nostra indignazione ma anche una speranza – ci dice uno dei firmatari, il ricercatore Alessandro Spina, che lavora a Londra – abbiamo avuto la fortuna di conoscere realtà accademiche di altri Paesi, e crediamo in un futuro più apertamente meritocratico, e più credibile a livello internazionale».
Avanti a tutta. Mandiamo a casa la Lega Nord e il M5S. Stessa incapacità, stessa dittatura, stessa ignoranza.
Europee 2014: il Pd allunga su M5s e Forza Italia
Intenzioni di voto: i dem in testa. Dietro resta il Movimento 5 stelle.
SONDAGGIO IPSOS
Il Partito democratico si conferma il primo partito d'Italia. Seguito dal Movimento 5 stelle e da Forza Italia.
A rilevare lo status dei partiti in vista delle Europee 2014 è stato il sondaggio Ipsos pubblicato sabato 19 aprile da Il Corriere della Sera.
Nelle intenzioni di voto, il Pd è salito al 35% (il 2 aprile era al 33,3%, sempre secondo l'Ipsos), mentre il M5s ha conquistato lo 0,2% assestandosi al 21,4% (a inizio mese era al 21,2%). Cala ancora Forza Italia che resta sotto il 20% (19,6% contro il 21,1% del 2 aprile).
SALE NCD DI ALFANO. Dietro alle tre principali forze politiche del Paese, il sondaggio Ipsos ha assegnato il quarto posto al Nuovo centrodestra-Unione di Centro al 6,4% (era al 5,7%), seguito da Lega Nord al 4,9% (era al 5,3%), Fratelli d'Italia al 3,8% (era al 3,5%), Scelta europea al 3,5% (era al 3,8%) e Lista Tsipras al 2,9% (era al 3,1%).
IL CAV PAGA LE FUORIUSCITE. Nella sua analisi dei dati del sondaggio sulle colonne del quotidiano di via Solferino, il presidente di Ipsos Nando Pagnoncelli ha spiegato che il calo del partito di Silvio Berlusconi (il Cav è riapparso in tivù con un'intervista al Tg5) si possa spiegare con il delicato momento che sta attraversando l'ex Cavaliere, non solo per la conclusa vicenda giudiziaria (l'ex premier deve scontare la pena prestando servizio in una comunità di anziani nell'hinterland Milanese), ma anche per i mal di pancia suscitati dalla composizione delle liste per il voto del 25 maggio. E dall'uscita di scena del portavoce storico Paolo Bonaiuti.
IL VUOTO DOPO SILVIO. Secondo il campione intervistato, inoltre, per il 62% (il 55% se si considerano solo gli elettori del partito di Berlusconi) Forza Italia non sembra in grado di trovare un nuovo leader di guidare il partito, mentre appena il 30% s'è detto certo che il movimento possa trovare un altro leader altrettanto carismatico.
Inoltre, il 60% (il 57% considerando solo gli elettori di Forza Italia) pensa che le fuoriuscite dal partito dell'ex Cavaliere siano motivate dal disagio: per il 28% si tratta di scelte di rinnovamento del partito.
A rilevare lo status dei partiti in vista delle Europee 2014 è stato il sondaggio Ipsos pubblicato sabato 19 aprile da Il Corriere della Sera.
Nelle intenzioni di voto, il Pd è salito al 35% (il 2 aprile era al 33,3%, sempre secondo l'Ipsos), mentre il M5s ha conquistato lo 0,2% assestandosi al 21,4% (a inizio mese era al 21,2%). Cala ancora Forza Italia che resta sotto il 20% (19,6% contro il 21,1% del 2 aprile).
SALE NCD DI ALFANO. Dietro alle tre principali forze politiche del Paese, il sondaggio Ipsos ha assegnato il quarto posto al Nuovo centrodestra-Unione di Centro al 6,4% (era al 5,7%), seguito da Lega Nord al 4,9% (era al 5,3%), Fratelli d'Italia al 3,8% (era al 3,5%), Scelta europea al 3,5% (era al 3,8%) e Lista Tsipras al 2,9% (era al 3,1%).
IL CAV PAGA LE FUORIUSCITE. Nella sua analisi dei dati del sondaggio sulle colonne del quotidiano di via Solferino, il presidente di Ipsos Nando Pagnoncelli ha spiegato che il calo del partito di Silvio Berlusconi (il Cav è riapparso in tivù con un'intervista al Tg5) si possa spiegare con il delicato momento che sta attraversando l'ex Cavaliere, non solo per la conclusa vicenda giudiziaria (l'ex premier deve scontare la pena prestando servizio in una comunità di anziani nell'hinterland Milanese), ma anche per i mal di pancia suscitati dalla composizione delle liste per il voto del 25 maggio. E dall'uscita di scena del portavoce storico Paolo Bonaiuti.
IL VUOTO DOPO SILVIO. Secondo il campione intervistato, inoltre, per il 62% (il 55% se si considerano solo gli elettori del partito di Berlusconi) Forza Italia non sembra in grado di trovare un nuovo leader di guidare il partito, mentre appena il 30% s'è detto certo che il movimento possa trovare un altro leader altrettanto carismatico.
Inoltre, il 60% (il 57% considerando solo gli elettori di Forza Italia) pensa che le fuoriuscite dal partito dell'ex Cavaliere siano motivate dal disagio: per il 28% si tratta di scelte di rinnovamento del partito.
Sabato, 19 Aprile 2014
Grillo il dittatore colpisce ancora.
Goebbels Grillo colpisce ancora. Tocca a Ellekappa
pubblicato il18 aprile 2014, 17:16
ultimo aggiornamento
18 aprile 2014, 17:16
18 aprile 2014, 17:16
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Dopo i giornalisti tocca ai vignettisti. Ad affiancare la controversa rubrica-gogna “il giornalista del giorno”, dedicata a tutti i commentatori politici colpevoli di criticare il Movimento 5 Stelle e che – secondo il comico genovese – scrivono sotto dettatura dei loro editori asserviti alla politica e ai partiti che sono morti e bla bla bla, arriva quella dedicata al “vignettista del giorno”.
La prima disegnatrice “vittima” della blacklist grillina è stata Laura Pellegrini, in arte Ellekappa, per la vignetta apparsa oggi su Repubblica dedicata al voto contrario dei grillini sulla legge 416ter che punisce il voto di scambio politico – mafioso.
Si allunga così la lista dei cosiddetti “mercenari assoldati” per screditare il Movimento, una lista sempre più lunga che va da Michele Serra a Massimo Gramellini, passando per giornalisti di minor fama come la povera Maria Novella Oppo, redattrice dell’Unità passata alle cronache per le migliaia di insulti e minacce ricevute a seguito di un pezzo pubblicato.
La novità è che da oggi, sul blog di un comico che ha fatto le sue fortune economiche e poi politiche sulla satira, venga attaccato proprio chi fa satira come i vignettisti. Miracoli della rete.
Andiamo avanti contro i gufi.
Cgia: la “cura Renzi” aiuta gli under 30
La Cgia di Mestre dà ragione a Matteo Renzi. Il taglio delle tasse sulle buste paga delle fasce medio-basse, voluto fortemente dal premier, procura benefici soprattutto alla vasta platea di under 30 il cui stipendio non raggiunge i mille euro mensili. Per la precisione, lo stipendio medio di un lavoratore dipendente italiano under 30 ammonta a 977 euro al mese.
Secondo il rapporto degli artigiani, al vertice della graduatoria figurano i bancari e gli impiegati nelle assicurazioni, per i quali lo stipendio mensile è di 1.426 euro. Seguono gli autisti di macchine per il movimento terra e dei muletti, con una retribuzione di 1.230 euro, mentre al terzo posto troviamo il personale dell’esercito che porta a casa 1.207 euro netti al mese.I livelli retributivi sono invece più bassi per gli addetti alle pulizie, con 721 euro, le baby sitter, con 717 euro, i massaggiatori/estetisti, con 705 euro, e le colf con 559 euro.
Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia, illustra i dati: “Negli anni ’70 e ’80 il bancario è stato il sogno di intere generazioni di giovani. Successivamente, questo impiego ha perso un po’ di appeal anche perchè sono venuti meno molti benefit. Ora, guardando il livello retributivo medio, un posto di lavoro in banca è diventato il più attrattivo dal punto di vista economico, anche se rispetto ad un tempo perfino gli istituti di credito non sono più in grado di garantire il posto fisso a vita”.
“Oltre a ciò – aggiunge Bortolussi – le professioni di carattere tecnico/professionale ad alta specializzazione hanno scalato molte posizioni in classifica. Nonostante la crisi e il forte aumento della disoccupazione giovanile, non sono poche le imprese che ancora adesso faticano a trovare del personale con un sufficiente livello di preparazione”.
Il più grande ignorante italiano ha colpito ancora. Immaginate uno così a governare l'Italia. Bancarotta nel giro di tre giorni.
Grillo non sa cosa sia l'avanzo primario
Come segnalato su Rebel Ekonomist, l'odierno strafalcione di Beppe Grillo sul suo blog è qualche cosa di epico (per chi studia economia). Se questi vogliono fare la rivoluzione, è bene che prima tornino a frequentare come minimo la ragioneria, vista la palese impreparazione in materia economica (fosse solo quella poi...).
Citiamo:
E questi vorrebbero far la rivoluzione?
Citiamo:
"Ultimo post sul blog di Grillo titolato "L'Italia in mano agli usurai". Si parla di Europa (...). Solite cose su complotti e pagamenti di interessi alle banche tedesche (non dite lui che circa il 60-70% del debito italiano è detenuto da istituti, imprese e famiglie italiane). Ad un certo punto però, ecco la perla di saggezza:Siamo tornati al '600 in Italia. Al posto degli eserciti stranieri, i poteri finanziari, ma almeno, allora, non ci prendevano per il culo con una finta democrazia e le riforme costituzionali fatte solo per perpetuare la Casta. Lo Stato italiano spende circa 800 miliardi di euro ogni anno. Di questi, 100 sono di interessi sul debito, senza questa zavorra avremmo un avanzo primario. Le entrate sarebbero superiori alle spese nonostante gli sprechi, che comunque sono enormi, tra i 100 e i 150 miliardi.Dov'è la stupidata? Suggerimento: se avete frequentato almeno i primi due anni di ragioneria in due secondi la trovate da soli.
Questo per dire a tutti gli altri quando grande sia la vaccata scritta:
"Lo Stato italiano spende circa 800 miliardi di euro ogni anno. Di questi, 100 sono di interessi sul debito, senza questa zavorra avremmo un avanzo primario"
Cari lettori, grillini e non, dovete sapere che l'avanzo primario è la differenza fra le entrate e le spese pubbliche senza la spesa per interessi. Quindi, quei 100 miliardi non si contanto nel calcolo dell'avanzo primario.
Tanto per, l'Italia è già in avanzo primario, ed anche di un bel po' (4% circa sul PIL)."
E questi vorrebbero far la rivoluzione?
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