martedì 16 luglio 2013

Ma secondo voi questo personaggio potrebbe fare il capogruppo di un partito in un altro paese europeo? Secondo me non sarebbe possibile.


SCENARI

Brunetta: «Cav? Elezioni in caso di condanna»

Il capogruppo Pdl alla Camera: «Non potremmo stare al governo».

Anche se sono tanti i motivi per cui il governo Letta deve andare avanti, Renato Brunetta non ha dubbi. In caso di condanna in Cassazione per Silvio Berlusconi nel processo Mediaset, non ci sarebbe alternativa alle elezioni.
«Non faremo cadere il governo Letta, non è questo il punto», ha spiegato il capogruppo alla Camera del Popolo della libertà.
«CRISI ISTITUZIONALE». Il partito, dopo aver fermato i lavori del parlamento per un giorno, continua a fare quadrato intorno al capo. «La condanna innescherebbe una crisi istituzionale, il cui rimedio sarebbe solo l'urna elettorale. Escludo che la sensibilità democratica del presidente Napolitano gli detti un comportamento diverso dalla convocazione delle elezioni».
In un'intervista a Oggi, Brunetta ha affermato inoltre: «Se ci fosse una condanna, essa sarebbe, nelle intenzioni dell'ala eversiva delle toghe, la parola fine su Berlusconi. Ma si illudono».
«LO VOGLIONO FUORI DAL PARLAMENTO». Difficile però capire se il Cavaliere potrebbe guadagnare consenso elettorale da un'eventuale condanna: «Questa domanda suppone un grado di cinismo che non possiedo», ha risposto Brunetta.
«So che c'è chi si figura un Berlusconi il quale, estromesso dal parlamento e da cariche pubbliche, continua a far politica dall'ufficio. Non ci voglio nemmeno pensare. Sono convinto che lo assolveranno. E se non accadesse, decideremo con lui il da farsi. Di sicuro il popolo dovrà essere chiamato alle urne. La crisi istituzionale impedirebbe a noi parlamentari e ai nostri ministri di continuare a lavorare dopo che ci hanno tagliato il capo, la testa».
Martedì, 16 Luglio 2013

Come sempre una grandissima presidente della Camera. Bravissima. Avessimo avuto presidenti del consiglio dal profilo morale della Boldrini forse oggi saremmo tra i paesi al mondo con il maggiore indice di legalità.


Caso Ablyazov, per Laura Boldrini compiacenze e omissioni inaccettabili

L'Huffington Post  |  Pubblicato:   |  Aggiornato: 16/07/2013 08:50 CEST
laura boldrini ablyazov
Laura Boldrini
"Colpisce e preoccupa che le autorità nazionali di un Paese, in cui il mancato rispetto dei diritti umani è stato ampiamente documentato dalle maggiori organizzazioni di tutela, possano richiedere e ottenere l'espulsione di alcuni loro concittadini e, conseguente rimpatrio, trovando immediata compiacenza da parte delle autorità italian, senza che venga preventivamente verificata la posizione delle persone coinvolte, quindi la condizione di rifugiato di Ablyazov, e le conseguenze del rimpatriodelle due donne, così come previsto dall'articolo 19 del Testo unico dell'immigrazione".
A sostenerlo è il presidente della Camera Laura Boldrini, in un intervento pubblicato sull'Unità di oggi.
"Ritengo", ha aggiunto la Boldrini, "che anche quando vi sono in gioco interessi economici o politici, all'autorità pubblica e all'azione di governo non sia consentito derogare alle norme internazionali sui diritti umani".

lunedì 15 luglio 2013

La domanda viene spontanea? Ma questa grillina ci fa o c'è?


Serenella Fucksia (M5s): "Roberto Calderoli contro Cecile Kyenge? Magari era un complimento, l'orango non è brutto"

L'Huffington Post  |  Di  Pubblicato:   |  Aggiornato: 15/07/2013 20:59 CEST
Tardo pomeriggio. Serenella Fucksia, senatrice del Movimento 5 stelle, si ferma a parlare con un gruppetto di cronisti davanti l'Aula. Si parla dei temi del giorno, dagli F35 al caso di Alma Shalabayeva. Poi il discorso si sposta su Roberto Calderoli, il vicepresidente leghista che ha paragonato il ministro Cecile Kyenge ad un orango. Ed ecco la posizione che non ti aspetti: "Voglio difendere Calderoli, è una persona a modo, nell'emiciclo si è sempre comportato bene. Si tende sempre a strumentalizzare tutto, come nel caso del femminicidio: l'hanno tirata tanto per le lunghe, hanno fatto una gran prosopopea, ma per me le persone sono tutte uguali".
Una stellata che difende il leghista? Fucksia si definisce "animalista": "Per me tutti gli animali sono da considerarsi con un'accezione positiva, c'è molta malafede, si vogliono sempre interpretare queste cose come attacchi, ma magari non è così". Qualcuno le fa notare il senso dispregiativo dell'accostamento: "Ma di fatto ognuno di noi può ricordare un animale, può assomigliargli - spiega - e Calderoli si è limitato a fare questo paragone. E poi l'orango non è mica brutto, non penso che nelle sue parole ci fosse malizia".
Fucksia va avanti: "Può anche darsi che le volesse fare un complimento. Quando a lui gli dicono che assomiglia a un maiale non se la prende nessuno. Detto questo, si è scusato, per me è sufficiente". La senatrice sorride, fa per andarsene. Ma stava scherzando? "Un po' di leggerezza ci vuole, ma sono anche seria". Il confine tra i due stati d'animo non è dato saperlo.

Tra Forza Nuova e Leghisti è difficile stabilire chi è il peggiore.


Cecile Kyenge a Pescara, cappi simbolici firmati Forza Nuova: "Contro qualsiasi tipo di ius soli" (FOTO)

L'Huffington Post  |  Pubblicato:   |  Aggiornato: 15/07/2013 13:48 CEST
Ancora insulti per il ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge, dopo le parole di Calderoli che l'ha paragonata a un orango. A Pescara, dove si è recata per partecipare a un dibattito, Kyenge ha trovato dei finti "cappi" da parte di Forza Nuova. Nella stessa mattina un assessore regionale del Veneto, Daniele Stival, rincuora l'orango nominato da Calderoli, condividendo su Facebook una scritta che parla da sola: "Riteniamo vergognoso che si possa paragonare un povero animale indifeso e senza scorta a un ministro congolese". Poco dopo l'eurodeputato Matteo Salvini - anche lui Lega Nord - invita Napolitano a "tacere, che è meglio".
Cappi a Pescara per il ministro Kyenge. Ad accogliere il ministro per l'Integrazione, Cecile Kyenge, a Pescara per partecipare a un incontro-dibattito su immigrazione e cittadinanza, "cappi" simbolici alle cui estremità sono stati posti dei manifestini "contro l' immigrazione" e "contro qualsiasi forma di ius soli" firmati Forza Nuova. Li hanno affissi nella notte, nel perimetro esterno della Provincia di Pescara, militanti della formazione di estrema destra.
"Nella notte fra il 14 e 15 luglio, alcuni militanti del nucleo forzanovista pescarese hanno affisso dei cappi simbolici nel perimetro esterno della Provincia di Pescara, alle cui estremità sono stati posti dei manifestini contro l'immigrazione. Con quest'azione, attuata a ridosso della partecipazione del ministro per l'integrazione Kyenge ad un dibattito proprio all'interno dell'edificio istituzionale, Forza Nuova intende ribadire, da un lato, la ferma contrarietà all'immigrazione come fenomeno d'invasione e a qualsiasi forma di ius soli, mitigato o meno, e dall'altro la convinzione che in questo momento storico siano necessari dispositivi antimigratori in entrata molto più ferrei rispetto a quelli già in atto". Lo sottolinea in una nota Marco Forconi, coordinatore regionale Forza Nuova Abruzzo.
"Nei prossimi mesi, quando la situazione economica nazionale si paleserà con un peso e una durezza senza precedenti, il tema dell'invasione allogena non potrà non essere posto al centro del dibattito politico e, molto probabilmente, Forza Nuova si troverà a dover ingaggiare una lotta dura contro una congiunturale e permissiva presa di posizione sull'immigrazione a livello parlamentare", conclude.
"Cappi" di Forza Nuova contro il ministro Kyenge
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Il Centro di Pescara
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L'assessore regionale veneto Stival che solidarizza con l'orango. Non si tratta che dell'ultimo episodio di violenza verbale e insulto razziale nei confronti del ministro Kyenge, dopo le polemiche innescate dalle dichiarazioni di Calderoli. Come riporta Il Mattino di Padova, infatti, a rincarare la dose ci ha pensato l'assessore regionale alla protezione civile del Veneto, Daniele Stival. Il leghista ha condiviso sul suo profilo Facebook una foto della pagina dell’”Antipolitica” in cui campeggia la ministra dell’Integrazione con la scritta testuale: “Siamo profondamente sdegnati per i termini offensivi utilizzati da Calderoli nei confronti di una creatura di Dio quale è l’Orango. Riteniamo vergognoso che si possa paragonare un povero animale indifeso e senza scorta a un ministro congolese”.
L'assessore, interpellato dal Mattino, si è spiegato così: "Ho solo visto una bella foto di una scimmietta e l'ho postata. La Kyenge è una nostra amica. Se uno non è neanche libero di dire come la pensa... A me non me ne frega nulla di queste polemiche. A noi ci minacciano di morte e nessuno dice niente, invece se la prendono per paragoni ad animali, si vede che oggi va di moda così". La storia è andata avanti così:
Pochi minuti dopo l'assessore Stival richiama per precisare: "Quando parlavo di scimmietta non mi riferivo alla Kyenge". E ci fa notare che poco più sotto, sempre nel suo profilo Facebook, c'è la foto di una scimmia vera e propria con la scritta: "Dice che la signora Cecilia mi somigli". "Ma di Cecilie ce ne sono tante - avverte il politico della Lega - e mi riferivo a una mia amica". Infine, serio: "Quella di Calderoli è una battuta estrapolata da un comizio, su cui non ho niente da dire, non me ne frega niente". Immediata la reazione del gruppo del Pd in Consiglio regionale, affidata a un comunicato stampa. "Chiediamo al presidente Zaia di prendere le distanze da Stival e le dimissioni dell'assessore. Si tratta di un comportamento scandaloso", anticipa il consigliere Claudio Sinigaglia.
Salvini: "Napolitano, taci che è meglio". "Napolitano si indigna per una battuta di Calderoli. Ma Napolitano si indignò quando la Fornero, col voto di Pd e Pdl, rovinò milioni di pensionati e lavoratori? io mi indigno con chi si indigna. Napolitano, taci che è meglio!". Lo scrive su Facebook Matteo Salvini.

Milano, Camusso contestata da una lavoratrice: "Lavorate per orticelli". Immaginate se questa donna avrebbe duvuto parlare con Scrima segretario della Cisl scuola o con Bonanni. Ormai questi due sono la contro parte dei lavoratori.

E' una vera vergogna vivere nel mio paese che amo dovendolo condividere con Calderoli.


Enrico Letta chiede la testa di Calderoli
di Redazione - 15/07/2013 - La conferenza stampa del premier a Palazzo Chigi

Enrico Letta chiede la testa di Calderoli <1>
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“Chiuda questa pagina, la vergogna è già abbastanza”: l’appello di Enrico Letta a Roberto Maroni è moderato nelle parole ma “ultimativo”, e a quanto pare il problema del vicepresidente del Senato Roberto Calderoli che va in giro a dare dell’”orango” agli avversari politici – nella fattispecie, il ministro Cécile Kyenge – sta diventando talmente importante da richiedere l’intervento definitivo. Come nei paesi normali.
ENRICO LETTA CONTRO CALDEROLI - “Quello che sta succedendo e’ un’altra pagina vergognosa nel nostro paese su questi temi, l’Italia oggi è presente sulla stampa estera per questa vicenda: è una vergogna che fa male all’Italia e faccio appello a Maroni, leader della Lega, perche’ chiuda questa pagina rapidissimamente altrimenti si entra in una logica di scontro totale che non serve a lui, non serve a nessuno, non serve al Paese. E’ una pagina veramente insostenibile, a Maroni appello sincero privo di strumentalizzazioni”, dice Letta a Palazzo Chigi. E aggiunge: “Difendo il presidente della Repubblica chiamato in causa da Salvini e da esponenti della Lega. Non provino a tirarlo in causa o si rendono ancora più ultimativi i toni”. D’altro canto, che i media stranieri stiano dileggiando l’Italia con la storiaccia della Kyenge è un dato di fatto:

Il Chicago Tribune titola: Il legislatore italiano che paragona un ministro nero ad un orango tango

Sueddeutsche Zeitung titola: Uscita razzista

Tf1 titola: Un politico italiano compara una ministra nera ad una scimmia


Il Sidney Moring Herald titola: Il senatore italiano coinvolto in un caso di razzismo

Die Welt titola: un politico paragona una ministra ad un orango tango

Focus titola: Un politico della Lega chiama orango tango una ministra nera


Der Spiegel titola: il presidente del consiglio Letta condanna l’attacco razzista ad una ministra


The Independent titola: importante senatore italiano criticato per aver comparato il ministro Kyenge ad un orango tango


BBC titola: Polemica razzista in Italia, Cécile Kyenge paragonata ad un orango tango

INDIGNAZIONE DIFFUSA - La BBC come The Independent, storica testata inglese, rimarcano la diffusa indignazione che ha scosso il nostro paese dopo le dichiarazioni di Calderoli. Dichiarazioni definite razziste dal quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, che ha dedicato al caso un artitocolo intitolato appunto “Uscita razzista”. Anche il conservatore Die Welt condivide la valutazione del progressista SZ, così come fa Focus. Die Welt sottolinea, ironicamente, come la Lega Nord non sia un partito noto per le sue posizioni favorevoli all’integrazione degli stranieri. Anche su Focus, settimanale tedesco di orientamento conservatore, rimarca l’ostilità del Carroccio agli stranieri, che già nel recente passato si era indirizzata contro la ministra Kyenge. Il più diffuso settimanale tedesco, Der Spiegel, invece dedica maggior attenzione alla immediata condanna del presidente del Consiglio Enrico Letta. Anche Der Spiegel evidenzia il carattere razzista delle affermazioni dell’ex ministro delle Riforme del governo Berlusconi.
IN TUTTO IL MONDO - Le dichiarazioni di Calderoli contro la Kyenge vengono riprese anche tanto da numerosi media europei, come il quotidiano francese Libération o il sito di TF1, il canale televisivo più visto della Tv transalpina, quanto da giornali di altri Continenti, come il prestigioso Chicago Tribune, o ilSidney Morning Herald. In tutti gli articoli presenti si sottolinea come le frasi razziste dell’esponente leghista non siano una novità, visto che già in passato lo stesso Calderoli, così come altri esponenti del suo partito come Borghezio, si erano distinti in atteggiamenti di aperta ostilità agli stranieri.  Chicago Tribune cita la maglietta anti Maometto indossata in Tv da Calderoli nel 2006, che scatenò un momento di fortissima tensione con la Libia. Il quotidiano della maggior città dell’Illinois, la terza metropoli statunitense, ricorda anche nel numerosi frasi anti Kyenge profferite da Borghezio, che aveva parlato “di governo del bunga bunga” indicando la presenza del primo ministro nero nella storia del nostro paese.

Sallusti altrogrande giornalista. Meglio di lui riesce a fare solo la direttrice della Provincia Pavese. Bravissima direttrice.

http://youtu.be/6kY_803prNQ

E' questo il nostro problema avre un paese di burocrati. Invece di dare i servizi ai cittadini si producono carte su carte. Povera Italia.


Pietro Ichino e la burocrazia

Il senatore ha scritto una lettera al Corriere della Sera, in cui racconta "l'odissea" per registrare un contratto di locazione

15 luglio 2013
Lunedì 15 luglio il Corriere della Sera ha pubblicato una lettera al direttore del senatore di Scelta Civica Pietro Ichino che racconta gli ostacoli che ha dovuto affrontare per registrare il contratto di locazione di una casa ereditata da sua madre.
Caro direttore, la burocrazia che affligge il nostro Paese fa molto danno ai cittadini, ma forse ne fa ancora di più allo Stato stesso che la produce. Nei mesi scorsi ho ereditato con mio fratello l’appartamento in cui ha abitato mia madre; e lo abbiamo affittato. Da aspirante buon cittadino, decido di andare a registrare il contratto, per poterlo poi indicare nella denuncia dei redditi.
L’impiegato che esamina la pratica osserva che sul contratto avrei dovuto apporre due marche da bollo, da 14,62 euro l’una.Vado dunque a comprarle e torno con le marche da bollo; sennonché l’impiegato osserva che le marche avrebbero dovuto recare una data anteriore a quella della stipulazione del contratto e ci aggiunge una sanzione di euro 3,65 (ma perché mai, dal momento che la registrazione, per legge, può avvenire fino a 30 giorni dopo la stipulazione?).
A questo punto, l’impiegato rileva che i proprietari sono due: non si può procedere alla registrazione senza che siano presenti entrambi. Ma mio fratello abita in un’altra città! Allora deve inviare una procura perché io possa rappresentarlo. Obietto che, se anche mio fratello non mi avesse incaricato di questo adempimento, lo Stato dovrebbe essere contentissimo del fatto che io lo compia. Niente da fare: occorre la procura. Perché? Perché anche su quella si paga l’imposta di registro: altri 168 euro. E se mio fratello fosse venuto di persona? Altri 168 euro anche in quel caso, senza rimedio. E se mio fratello non ne volesse proprio sapere? L’impiegato non risponde; ma i suoi occhi parlano da soli: «Vuole smetterla di formulare ipotesi totalmente estranee a quelle contemplate dal regolamento?». Chiedo dunque a mio fratello di prendere appuntamento con un notaio per stipulare la procura. Costo: 300 euro per il notaio più i 168 della registrazione dell’atto.
(Continua a leggere sul sito del Corriere)

Scusate Il Ritardo "Vincè fammi sfogare". Semplicemente straordinario.

Grandissima donna. Grandissimo ministro. Persona di infinita civiltà. Noi siamo sempre con lei contro i fanatici e ignoranti di Forza Nuova. Evidenza palese che la intelligenza e la stupidità non hanno un paese di nascita.


DOPO GLI INSULTI

Kyenge: «Non chiedo dimissioni di Calderoli»

Il ministro accolto a Pescara da cappi affissi da Forza Nuova.

Cecile Kyenge non vuole che le offese di Roberto Calderoli nei suoi confrontidiventino un fatto personale. «Il caso per me non si è mai aperto», ha detto il ministro per l'Integrazione a margine della Giornata della 'Carovana della libera circolazione' a Pescara. «Sicuramente non scendo allo stesso livello».
Rispondendo ai cronisti che le chiedevano se avesse intenzione di intraprendere azioni legali contro il vicepresidente del Senato, il ministro ha detto: «No, per conto mio no. Non chiedo le dimissioni di Calderoli».
SÌ AL CONFRONTO, NO ALLE OFFESE.In un'intervista al Corriere, Kyenge si è detta «disponibile al confronto, ma che si basi sui contenuti e non sulle offese. È arrivato il momento di dire basta».
CAPPI DI FORZA NUOVA. Non si fermano, però, le offese contro il ministro. Ad accoglierla a Pescara per l'incontro su immigrazione e cittadinanza, c'erano anche dei cappi firmati dai militanti di estrema destra di Forza Nuova.
Lunedì, 15 Luglio 2013

15 07 13 CICCHITTO SOLIDARIETA A KYENGE CALDEROLI HA PERSO OCCASIONE PER... Anche se Cicchitto è uno dei politici che più non sopporto bisogna proprio dire che ha rilasciato una ottima intervista. Segno che in democrazia si può anche essere d'accordo in alcune occasioni. Bravo Cicchitto.

La Storia siamo noi-Francesco De Gregori. Ovviamente ad eccezione di grillini e sindacalisti della cisl romana. Questi la storia non la faranno mai. Al massimo si fanno mantenere da noi contribuenti.

dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...