giovedì 20 ottobre 2016

Un retroscena sulla riunione tra i vertici del MoVimento 5 Stelle e dei parlamentari di due settimane fa a Roma: una fronda interna ha tentato di mettere in discussione il suo ruolo del vicepresidente della Camera nel MoVimento
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Il Corriere della Sera in un articolo a firma di Emanuele Buzzi ci racconta oggi un retroscena interessante sulla riunione tra i vertici del MoVimento 5 Stelle e dei parlamentari di due settimane fa a Roma. Nell’occasione infatti una fronda interna ha tentato di mettere in discussione il suo ruolo nel MoVimento:
A preoccupare maggiormente Di Maio, però, è la situazione interna al Movimento. Le diverse anime pentastellate in Parlamento sono divise in piccoli gruppi. L’ala più numerosa, quella ortodossa capeggiata da Roberto Fico, è al centro di alcune indiscrezioni sul presunto tentativo di richiedere una assemblea congiunta per parlare proprio delle prerogative del vicepresidente della Camera. I fatti risalgono a due settimane fa, al giorno successivo alla partenza di Beppe Grillo e Davide Casaleggio da Roma dopo il loro blitz e il loro reiterato invito a rimanere uniti, compatti. Un drappello di deputati ortodossi sonda gli umori e inizia a chiedere una riunione. La voce arriva a un ex capogruppo alla Camera, che decide di stoppare il tentativo, facendo circolare la voce.
I vertici, che si sentono scavalcati dopo i loro inviti, intervengono con il pugno duro e da quel momento scende il gelo con l’ala ortodossa. La situazione non è migliorata certo ieri, dopo alcune fughe di notizie sulle tensioni interne. Grillo e Casaleggio si sono sentiti di prima mattina e hanno esortato personalmente Fico a prendere posizione. «Nel Movimento 5 Stelle non ci saranno mai correnti interne — ha scritto in un post su Facebook il presidente della Vigilanza Rai —. Si lavora a un obiettivo comune che è quello di cambiare il Paese». «Tutto il resto sono chiacchiere da bar», ha concluso. Lo stesso Di Maio, poco più tardi, ribadisce la linea.
La storia viene raccontata proprio nel giorno in cui Di Maio finisce nella polemica per quanto raccontato nel libro “Supernova” di Nicola Biondo e Marco Canestrari. Molti giornali infatti raccontano le lamentale dei grillini per le note spese di Di Maio, che ha speso 100mila euro in tre anni per i viaggi:
di maio 100mila euro viaggi
La prima pagina del Giornale di oggi con Di Maio e i viaggi
di maio 100mila euro viaggi-1
La Stampa su Di Maio e i viaggi
Ma, racconta La Stampa, i vertici non sembrano aver perso fiducia in lui:
Grillo e Davide Casaleggio venerdì hanno riconfermato la fiducia a Di Maio, mostrandosi in terzetto vicinissimi al funerale di Dario Fo (c’è un patto tra Di Maio e Davide, dal quale Grillo non sembra in grado di prescindere, va dicendo «Luigi deve solo abbassare un po’ le penne, ma dobbiamo tenere lui»). Nondimeno è altrettanto vero che i malumori dei parlamentari ormai tracimano, vengono esposti ai quattro venti.

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