Liberi cittadini contro il regime partitocratico, i privilegi della casta sindacale della triplice, la dittatura grillina e leghista, la casta dei giornalisti
sabato 23 marzo 2013
E mentre il mio paese sta morendo un clown va in piazza dimenticando di ricordare che ci ha portati quasi alla bancarotta mentre l'altro clown continua a sparare stupidate più o meno come aveva fatto durante la campagna elettorale.
Confcommercio: consumi 2013 caleranno del 2,4%, oltre 4 milioni poveri
venerdì 22 marzo 2013 19:02
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CERNOBBIO (Reuters) - L'ufficio studi di Confcommercio rivede al ribasso le stime sui consumi nel 2013 a -2,4% dalla precedente previsione di -0,9% abbassando pertanto le previsioni sul Pil a -1,7% dal -0,8%, indicato cinque mesi fa.
In un rapporto presentato oggi a Cernobbio, Confcommercio delinea un quadro non ottimista sulle prospettive dell'economia italiana dove meno occupazione, produttività stagnante e pressione fiscale "particolarmente elevata" implicano meno consumi.
Per l'anno prossimo i consumi sono attesi in ripresa marginale, pari allo 0,3% "quindi nullo in termine pro capite", mentre il Pil è visto a +1%.
Con queste valutazioni, spiega Mariano Bella, direttore dell'ufficio studi della Confcommercio, la perdita di consumi reali per abitante alla fine del 2014 rispetto al picco del 2007, sarebbe pari al 9,7%, equivalente ad una riduzione, ai prezzi del 2012, di circa 1.700 euro pro capite.
Per il 2014 Confocommercio stima una Pil in crescita dell'1,0%. Gli investimenti dovrebbe crescere dell'1,1% da -3,5% stimato per l'anno in corso.
"Verosimilmente non ci aspetta più soltanto qualche mese ma almeno un anno di gravi difficoltà", dice Bella.
"Per molti imprenditori questo significherà la fine dell'avventura. Per molti lavoratori, l'esperienza della disoccupazione. Per tutti gli italiani, una nuova rilevante perdita di benessere. Per alcuni di loro, l'entrata nella sempre più folta schiera dei poveri in senso assoluto", ha aggiunto.
OLTRE 4 MILIONI DI "POVERI ASSOLUTI" NEL 2013
L'allarme sugli effetti sociali derivanti dalla crisi economica è stato evidenziato dal presidente Carlo Sangalli.
"L'area della povertà assoluta potrebbe estendersi a oltre quattro milioni di persone nell'anno in corso", ha detto il numero uno della Confcommercio.
"E' come se l'orologio produttivo della nostra economia avesse riportato indietro le lancette di quasi tredici anni, fermandosi alle soglie dei primi anni duemila", ha aggiunto.
Sul tema del disagio sociale, l'ufficio studi dell'associzione ha elaborato un nuovo indicatore macroeconomico denominato 'Misery Index Confcommercio' (MIC) mettendo insieme le componenti relative al mercato del lavoro, la disoccupazione ufficiale, la cassa integrazione, gli scoraggiati e il tasso di variazione dei prezzi di beni e servizi acquistati con maggiore frequenza.
Una stima di questo indice per il 2013 indica in oltre 4 milioni le persone 'assolutamente povere', rispetto al dato certificato dall'Istat di 3,5 milioni circa per il 2011.
Confcommercio sottolinea che "l'Italia in cinque anni ha prodotto circa 615 nuovi poveri al giorno, per un totale di un milione e 120mila poveri assoluti aggiuntivi tra il 2006 e il 2011. Come detto quest'area di disagio grave che è destinata a crescere ancora, e di molto", si legge nello studio.
ITALIANI LAVORANO PIU' DEI TEDESCHI MA PRODUCONO MENO
In tema di lavoro Confcommercio evidenzia alcuni dati per certi versi soprendenti e che sembrano sfatare alcuni luoghi comuni sulla laborosità degli italiani.
Nel 2011 in Italia, sia i lavoratori dipendenti che indipendenti, hanno lavorato complessivamente 1.774 ore a testa, ovvero il 26% in più dei tedeschi e il 20% in più dei francesi.
Tra le due macro-categorie di lavoratori, quelli indipendenti, sia imprenditori o autonomi, lavorano quasi il 50% in più dei dipendenti, ovvero 2.338 ore contro 1.604, "come dire tre mesi in più, inclusi sabati e domeniche", fenomeno che comunque si riscontra anche in altri paesi.
A fronte delle maggiore quantità di ore lavorate la produttività del lavoratore italiano è tuttavia più bassa rispetto a quello che si registra in altre nazioni.
In Italia si realizza in media un prodotto pari a 36 euro per ogni ora lavorata. Rispetto a noi, i tedeschi producono il 25% in più e i francesi quasi il 40% in più. Guardando al trend l'Italia è il fanalino di coda in termini di crescita di produttività rispetto agli altri paesi considerati.
Tra il tra il 2007 e il 2011 la produtività in Germania è cresciuta del 20% in Germania, in Francia anche di più, in Spagna dell'11% circa e in Italia solo il 4% rispetto al 2007.
Cambiano persone ma il giro è sempre quello. Adesso si comprende perché era così attivo nel palazzo di giustizia. Si porta avanti.
Sanità lombarda, conflitto
di interessi per Mantovani
Il neo assessore alla Sanità del Pdl gestisce case di riposo e assistenza convenzionate con la Regione. Rimborsi per circa 12 milioni all’anno.
Di Giuseppe Vespo
22 marzo 2013
Ma nessuno finora aveva fatto i conti: in un anno alla Fondazione Mantovani vanno rimborsi per circa 12,5 milioni di euro. La cifra, rielaborata dagli uffici del Pd lombardo su dati regionali, è approssimativa e prudenziale. Viene fuori mettendo in relazione il numero dei posti letto delle diverse strutture sanitarie accreditate (e contrattualizzate) in Regione e il costo medio degli stessi posti letto. Che sono 860 e si dividono tra case di riposo, case famiglia per disabili, centri diurni e residenze per malati di alzheimer.
Basta guardare il sito internet per sapere che diversi coordinatori delle case di riposo portano lo stesso cognome del senatore. Ovviamente non c’è nulla di illegale in tutto questo. Ma in molti, prima e dopo il nuovo incarico di Mantovani al Pirellone, hanno mostrato perplessità. E non solo tra i suoi avversari politici: anzi, a rileggere alcune recenti cronache, pare che il primo a ipotizzare un conflitto d’interessi sia stato il neo senatore Roberto Formigoni, ex governatore lombardo, finito sotto indagine in una delle tante inchieste aperte sulla sanità, privata e pubblica, della regione.
D’altro canto, com’è già stato scritto non solo nelle pagine dei quotidiani locali, con l’arrivo di Maroni le poltrone chiave della Sanità al Pirellone sono tutte girate. A partire da quella dell’assessore. Negli ultimi anni è sempre stato un leghista, adesso invece è un pidiellino. Cambia anche il direttore generale: via il pluri-indagato Carlo Lucchina e dentro Walter Bergamaschi, già al ministero della Salute. Infine giro di poltrone anche per molti dirigenti delle Asl.
Eppure, per colmo di ironia, una delle ultime delibere della vecchia Giunta sembra acuire il possibile conflitto d’interessi di Mantovani. È la delibera 4879 del 21 febbraio, oggetto: «Definizione di metodologie e indicatori per la programmazione socio sanitaria». In sostanza prevede una razionalizzazione dei posti letto nelle strutture per anziani e per disabili contrattualizzate con la Regione. L’effetto, a detta dei tecnici, sarà che in alcune province i posti per i quali si potrà chiedere il rimborso alla regione diminuiranno, in altre, come Milano, aumenteranno. Ed è in questa provincia che opera la onlus della famiglia Mantovani.
Ma non è questo l’unico caso che potrebbe mettere in imbarazzo il vice di Roberto Maroni alla guida della Lombardia. Alfieri fa riferimento anche ad un progetto di riforma del welfare lombardo di cui si parla da tempo. A questo proposito, c’è uno studio affidato nella scorsa legislatura ad una grossa società di consulenza. Tra le varie ipotesi, il ripensamento del modello fin qui utilizzato proprio per le strutture che accolgono gli anziani. Si pensa allo strumento del vaucer, del buono, in sostituzione dell’accreditamento.
È solo un’ipotesi allo studio. Ma in questo modo sarebbe l’anziano a decidere dove spendere il buono. «Anche in questo caso toccherebbe all’assessorato alla Sanità stabilire le linee guida della riforma. Noi non abbiamo pregiudizi, ma è evidente il problema dell’opportunità politica».
Intanto che si dichiarano NO TAV i grillini non potrebbero anche urlare No Fascism? E come fanno a gridare no fascism se hanno nelle loro liste molti "fascist" (ah, ah, ah.....)
I No Tav e Beppe Grillo
“Fascisti!”, i grillini contestati in Val di Susa
Vito Crimi, capogruppo del M5S al Senato accolto da grida e cori dai sindacati. GUARDA IL VIDEO
I No Tav in Val di Susa
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VAL DI SUSA - Applausi, consensi bulgari e tante spillette per il Movimento 5 stelle in Val di Susa, ma anche qualche contestazione. Succede a Vito Crimi, capogruppo al Senato dei grillini, che, durante il corteo mentre è impegnato in un'intervista televisiva, viene raggiunto dai cori lanciati dai militanti del sindacato di base Usb. Urlano "siamo tutti antifascisti, dovete parlare di antifascismo". Nel mirino le affermazioni della capogruppo alla Camera, Roberta Lombardi, che prima delle elezioni sul suo blog difese il fascismo delle origini: "L’ideologia del fascismo, prima che degenerasse, aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia".
Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/grillini-fascisti-val-di-susa#ixzz2ONorEXsI
Attendiamo che Travaglio accetti di confrontarsi pubblicamente con Grasso. O dobbiamo pensare che ha fatto sue le posizioni di Grillo: Monologo a tutti i costi?
Le amnesie di Marco Travaglio
Non è dato sapere se questa fila esista davvero, ma èdifficile che possano appoggiare in toto le inesattezze esposte dal giornalista.
A cominciare dal presunto rifiuto da parte di Piero Grasso a firmare l’atto di Appello del processo Andreotti. Codice alla mano, è previsto che i sostituti possano agire in completa autonomia, anche senza il placet del capo dell’ufficio. Detto questo, a Grasso non venne chiesto di controfirmare quell’atto ed è noto che condivise le motivazioni dei suoi pm.
Per quanto riguarda la legge contra personam, una legge vergogna confezionata da Berlusconi e compari per far fuori Gian Carlo Casellidalla corsa alla poltrona di superprocuratore e renderlo del tutto inoffensivo, è quantomeno fantasioso leggere una partecipazione di Piero Grasso al complotto. Grasso era uno dei candidati e la sua candidatura del tutto lecita nè gli si poteva certo chiedere di dimettersi quando l'emendamento Bobbio venne dichiarato illegittimo.
Anche sulla vicenda Schifani, Marco Travaglio ha ricordi piuttosto lacunosi,non fu il procuratore Grasso a richiedere l’archiviazione del futuro presidente del Senato, ma fu il Giudice per le indagini preliminari, per insufficienza di elementi probatori. Tant’è che un nuovo filone d’indagine venne avviato dopo la partenza di Grasso da Palermo e non ebbe miglior sorte: egualmente archiviata.
Non si tratta di rispolverare le annose rivalità tra grassiani e caselliani, che hanno lacerato la procura di Palermo, due magistrati completamente diversi, che certamente non si sono mai amati, ma non facciamo classifiche e confronti, non rilanciamone lo scontro, non ne uscirebbe bene la magistratura e ne trarrebbe giovamento la mafia.
E soprattutto un giornalista preparato e competente, quale Travaglio è, dovrebbe trattare certi argomenti con più terzietà e distacco.
Come si può leggere il problema delle fondazioni non era limitato a MPS. E se si va avanti se ne scopriranno di belle.
Finanza territoriale sotto accusa
Svalutazioni e derivati, la nuova Mps sta a Cuneo?
Lunedì il bilancio Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo. Le richieste del ministero dell’Economia
Una Mps alla bagnacauda. È ciò che rischia la fondazione Cassa di risparmio di Cuneo, tra gli azionisti forti di Ubi Banca con una quota del 2,23 per cento e al 15% della Bre, controllata dall’istituto di credito lombardo. I fatti riguardano la più classica delle malversazioni: affari in palese conflitto d’interesse tra membri degli organi dell’ente. Vicende che non hanno mai turbato i sonni del ministero dell’Economia e della Consob. Almeno fino a qualche mese fa. Secondo quanto risulta a Linkiesta, lo scorso novembre gli uomini del V ufficio della IV Direzione del Dipartimento del Tesoro, che si occupa di vigilanza sulle fondazioni, hanno infatti chiesto alla fondazione di produrre le sue controdeduzioni in merito ad alcune segnalazioni giunte sul tavolo del dicastero di via XX Settembre in merito alle suddette operazioni. Se le controdeduzioni non saranno ritenute soddisfacenti, potrebbe scattare l’ispezione.
Per capire come mai, seppure in forma “soft”, la vigilanza abbia finalmente deciso di muoversi – giova ricordare che le fondazioni sono azioniste di Cassa depositi e prestiti, controllata dal Tesoro – è necessario un passo indietro. Esattamente al marzo 2010, quando Pietro Bortolotto, nominato da qualche settimana presidente del consiglio di gestione della fondazione, viene sostituito con Gianluigi Gola, membro del consiglio di gestione di Ubi banca nonché editore del dorso locale de Il Giornale di Paolo Berlusconi. Il motivo dietro alla promozione, come ricostruisce La Repubblica, sono 200mila euro complessivi con cui nella primavera del 2009 la Piemonte advisor building – società partecipata al 40% dalla Media Sas della moglie di Gola Roberta Carrara, e al 20% a Laura Dompè, dipendente fiduciaria di Gola – finanzia la Linea Computer, soceità di cui il presidente della fondazione, Ezio Falco detiene il 33 per cento. Iniezione di liquidità tramite cui la Piemonte advisor building diventa socia al 33% dell’azienda di Falco. Un anno dopo, previa cessione della sua quota nella Media Sas, Gola sale ai vertici della fondazione.
Non basta: un altro socio di Gola nella Piemonte advisor building – e in altre tre società – è il costruttore Giuseppe Ferrero, che si è aggiudicato, sempre nel 2009, un appalto da 1,2 milioni per il riammodernamento della ex Sala Contrattazioni di Via Roma nella nuova “Sala Fondazione CRC 1855”. Senza gara. Niente di illegale: le fondazioni non sono enti pubblici e dunque non sono tenute a rendere pubblici gli appalti. Tuttavia, a quanto risulta a Linkiesta, alcuni membri degli organi sociali avrebbero sollevato delle perplessità, lo scorso gennaio, sul rispetto del codice etico all’organismo di vigilanza dell’ente, con particolare riferimento all’appalto.
I comportamenti del management sono stati oggetto di atti di sindacato ispettivo e interrogazioni parlamentari da parte del senatore ex Dc ed ex primo cittadino di Cuneo Giuseppe Menardi, che a Linkiesta denuncia «lo stato di omertà» dei vertici della fondazione. Ai suoi rilievi, lo scorso 7 giugno, ha risposto il sottosegretario all’Economia, Gianfranco Polillo prendendo per buone le dichiarazioni della fondazione stessa la quale «ha precisato, inoltre, che dagli atti in possesso non sono emersi elementi dai quali desumere che siano state effettuate dazioni di denaro o altra utilità da parte del signor Giuseppe Ferrero a favore del Presidente della Fondazione o a società allo stesso facenti capo, né che vi siano situazioni di conflitto di interessi, che possano aver influito sul corretto svolgimento della procedura competitiva».
La questione sarà lunedì sul tavolo del consiglio generale dovrà approvare il consuntivo 2012. Un’assise che si preannuncia a dir poco infuocata. E non soltanto per l’affaire Gola. Il convitato di pietra sono i derivati. Il loro ammontare, secondo alcuni consiglieri, non è chiaro, così come le eventuali perdite o gli utili. Secondo quanto trapela si tratta di opzioni call e put su titoli in portafoglio come Enel o Telecom. Funziona così: se ne giro di sei mesi il titolo dell’ex monopolista, ad esempio, passa da 10 a 11 euro, e l’opzione vale 10,50, l’ente guadagna 50 centesimi, che vanno a finire nel calderone degli utili da negoziazione. Se va male, la minusvalenza rimane in portafoglio, ma non emerge a conto economico. Fortunatamente, stando all’ultimo bilancio disponibile, l’utile da negoziazione di strumenti non immobilizzati derivati è salito a 1,2 milioni di euro da 924mila del 2010.
Per ora, come si legge nei conti 2011, di svalutazioni sul portafoglio degli investimenti finanziari nemmeno l’ombra, nonostante le minusvalenze latenti siano a quota 220 milioni di euro. «Il valore di mercato della partecipazione alla chiusura dell’esercizio 2011 è pari ad Euro 63,7 milioni; il rapporto con il valore contabile evidenzia un decremento di valore di oltre il 66% corrispondente a circa Euro 128,3 milioni. Tale minusvalenza latente rispetto al valore contabile non è stata rilevata a Conto Economico», recita la nota di bilancio.
Una situazione che nel 2012 non è migliorata: in Piazza Affari Ubi ha perso l’11% da un anno a questa parte, Enel il 5% e Telecom il 32 per cento. Torna così in auge la vecchia idea di fonderla con la fondazione Crt, azionista di Unicredit ed espressione del vicepresidente di Piazza Cordusio, Fabrizio Palenzona. D’altronde, le due sono già socie di Perseo – finanziaria di cui Crt possiede il 40% circa al fianco di Mediobanca, Generali, Aviva Italia e fondazione Crc – che nel 2011 ha chiuso in perdita per 96 milioni di euro.
Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/fondazione-cuneo-derivati-mps#ixzz2ONdzK2Ty
Questa è la destra italiana. Ferma a trenta anni indietro con tanti fessi che saltano dimenticando che di comunista nel mondo è rimasto solo Putin, il più grande amico del secondo clown d'Italia.
Chi non salta comunista è
23/03/2013 - Il motto che riassume al meglio la piazza di Silvio Berlusconi
di Redazione
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‘Grazie per essere qui in tanti siete uno spettacolo straordinario, gia’ tutti pronti per una campagna elettorale per vincere davvero alla grande’. Lo afferma Silvio Berlusconi dal palco di piazza del Popolo dove si presenta da solo e senza occhiali. ‘A Pierluigi Bersani e’ stato dato un incarico precario’ inizia, e l’intento è chiaro: qui si fa campagna elettorale o si muore. Tanto che l’ex Premier lo dice senza metafore: il voto non gli fa paura. A noi sì.
FINI A MONTECARLO E BERSANI – Niente di meglio, per scaldare la platea, che un salutino ai nemici di sempre. Ed ecco quindi evocata l’ombra del traditore maximo Fini: ‘Mando un saluto a Gianfranco Fini e a tutto il suo club di gentiluomini. Sono convinto che a Montecarlo non se la passi cosi’ male’. Poi, rivolto a Bersani: ‘E’ passato piu’ di un mese, dite a Bersani che non ha vinto le elezioni’. E su Grillo: “Sembra il dittatore dello stato libero di Bananas”
UE - Ma i nemici non sono solo interni: anzi. Arriva quindi la bordatina quindi ai nostri vicini di casam nella persona di Angela Merkel: ‘L’Europa della moneta unica non e’ nostra nemica. Siamo contro i poteri egemoni, noi siamo come Francia e Germania pilastro costruzione europea e abbiamo autorita’ di volere politiche espansive per far muovere capitali. Con l’austerita’ ci sono stati oltre 50 milioni di europei senza lavoro’. Tocca poi alla propaganda stile Grillo: ‘Presenteremo nei prossimi giorni i primi 4 ddl per abolire e restituire l’Imu e per modificare i poteri del ‘mostro’ Equitalia. Gli altri chiacchierano – dice – noi lavoriamo per il cambiamento’. Ci manca solo: “Siete circondati!” ma forse non lo dice per scaramanzia.
IL FANGO - Il cuore del comizio è ovviamente l’attacco ai giudici: ‘Siamo qui per dire basta all’uso della giustizia come arma contro gli avversari politici. I magistrati non devono solo essere imparziali, ma apparire imparziali. Per questo vogliamo affermare il diritto del cittadino e di chi ancor piu’ e’ stato eletto dal popolo alla revoca di un pm che militi in una corrente della magistratura ideologizzata e politicizzata per combatterlo e danneggiarlo’. ‘Non voglio parlarvi delle assurde vicende di cui sono vittima – prosegue – mi voglio dedicare ai vostri problemi e con la sinistra che gioca con le sorti del paese. Pero’ lasciatemi dire che solo io potevo resistere a tutte le false accuse e fango che mi e’ stato gettato addosso in questi anni, al dolore che mi provocano e alle spese. La riforma della giustizia deve essere fatta per i cittadini perche’ non gli capiti quello che e’ accaduto a me’
CHI PAGA? – Intanto emergono nuovi dettagli sui costi degli spostamenti relativi ai manifestanti diretti all’iniziativa del Pdl a piazza del Popolo. Dopo bus e traghetti, non pagano nemmeno la metropolitana. E questo grazie ad un forfait che il Pdl si e’ impegnato a versare ad Atac. ‘Siamo arrivati qui senza pagare la metropolitana’, dicono alcune signore. E altri in piazza confermano. Dunque grazie al conto pagato dal Pdl l’azienda di trasporto di Roma ha provveduto ad aprire i tornelli in tre Stazioni della linea A (Anagnina Cinecitta’ e Subaugusta) e tre della B (Eur Palasport Santa Maria del Soccorso e Pietralata) per permettere il passaggio dei manifestanti. Stessa cosa accadra’ per il deflusso in altre tre fermate della A (Spagna Barberini Lepanto). La misura ha innescato anche liti e tensione in alcune fermate metro dove invece cittadini e turisti pagano il biglietto.(ANSA).
Le immagini della manifestazione da La Presse:
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