sabato 6 aprile 2013

Questo post é eccezionale. Troppo bello.



Crimi Vito detto lo Smentito...Internet non perdona, l'ironia della rete sul portavoce del movimento cinque stelle (FOTO TWEET)
Di Andrea Punzo
Pubblicato: 05/04/2013 11:37 CEST  |  Aggiornato: 05/04/2013 13:02 CEST


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I grillini lo ripetono come un mantra tutti i giorni: "Noi non siamo uguali agli altri". Un concetto che Beppe Grillo, il leader cinque stelle, non smette mai di ripetere, sempre attento a non confondere la sua truppa con il resto, quello che lui definisce il vecchio da mandare a casa.

C'è però un luogo dove queste differenze non esistono: il web. Alla rete, tanto amata e glorificata proprio da Grillo, non sfugge niente. Prende di mira le assurdità, ironizza sulle cadute di stile, colpisce chi prevarica, "sfotte" chi eccede. E non c'è Movimento Cinque stelle che tenga, perché la democrazia del sorriso non ha pariti o appartenenze.

Prendete il caso di Vito Crimi, portavoce del M5s, da giorni ormai al centro dell'attenzione politico mediatica: le sue prese di posizione contro il Presidente della Repubblica (ricordate la storia di Napolitano più sveglio del solito?), contro i giornalisti (definiti un po' stronzi e un po' invadenti) hanno fatto discutere e sorridere. Le sue uscite su future alleanze (Il Pd? Senza Bersani ci possiamo ragionare) venivano puntualmente smentite e ridimensionate prima da Grillo e poi da lui stesso: "Quella cosa? Mai detta".

Un andirivieni di dette e smentite che ha subito acceso la creatività del web che non ha fatto mancare il suo apporto. Su Twitter l'hashtag #romanzocrimi sta spopolando (guardate la gallery in fondo all'articolo), così come il nomignolo Crimi Vito detto Lo smentito. Per non parlare dei fotomontaggi che ritraggono il portavoce M5s in ogni posizione e posa (per farvi un'idea guardate la Gallery).


I fotomontaggi su Crimi
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Emiliano Carli
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Avanti

#romanzocrimi Vito detto Lo Smentito
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@ementana
enrico mentana
#RomanzoCrimi Vito, detto Lo Smentito


Avanti

Incredibile. Non é possibile che possa accadere una cosa simile. Ma ha scritto tutto Ruby? Magari qualche avvocato del PDL. Si sa che gli avvocati sono molto rappresentati nel PDL. É un modo di fare carriera anche se il curriculum é alquanto scarso.

http://youtu.be/GOQCt4-XCfY

È inutile ribadire che se la gestione del referendum sarà data nelle mani di Casalegggio l'esito sarà falso come le elezioni on line.


M5s, intervista al senatore Marino Mastrangeli: "Tutto quello che non è compreso nel Non statuto va messo al voto degli attivisti. Anche l'apertura al Pd", L'idea di un referendum online
Pietro Salvatori, L'Huffington Post  |  Pubblicato: 06/04/2013 15:02 CEST  |  Aggiornato: 06/04/2013 15:34 CEST


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Ieri Beppe Grillo ha annunciato durante la riunione con i suoi parlamentari che “entro due settimane avremo la piattaforma per condividere con la rete le iniziative di legge”. Marino Mastrangeli, che del Movimento 5 stelle è senatore, va oltre: “Tutto quello che non è compreso nel Non-statuto va sottoposto alla valutazione degli attivisti”.

Dunque anche la linea politica. Mastrangeli non è fra i trenta eletti che sostengono la necessità di dialogare con le altre forze politiche. Ma ritiene che quella posizione, ribadita ieri dalla deputata Giulia Sarti, debba essere presa in considerazione: “Non basta un voto a maggioranza di noi parlamentari. Noi siamo dei semplici esecutori del mandato che ci hanno conferito cittadini e attivisti, per questo dovremmo consultarli sempre, anche per queste questioni”.

Il senatore si richiama al ‘Comunicato politico numero 45’ di Grillo: “Ogni eletto risponderà al Programma del M5S e alla propria coscienza, non a organi direttivi di qualunque tipo. [...] La libertà di ogni candidato di potersi esprimere liberamente in Parlamento senza chiedere il permesso a nessun capo bastone sarà la sua vera forza”.

È una critica a Grillo?
Ma assolutamente no. Tra noi e Beppe c’è un rapporto come tra padre e figli. Lui ieri ci ha tenuto ad abbracciarci, e noi abbiamo voluto abbracciare lui. È stata una giornata molto bella, vissuta da tutti serenamente in un clima informale e conviviale.

Nella quale si è discusso anche della linea politica da tenere.
La nostra linea politica è quella sancita dal programma, le cose da fare sono già scritte lì. Poi io sono da anni fautore della democrazia diretta, per cui ritengo che qualunque provvedimento che non sia compreso nel programma debba essere sottoposto alla valutazione degli attivisti.

Anche la linea politica?
Certo, perché influirà sui futuri voti che saremo chiamati a dare. La richiesta agli iscritti deve essere la nostra bussola. E, ma questa è una mia opinione personale, il voto degli attivisti dovrebbe essere rispettato in modo proporzionale.

Si spieghi meglio.
Se dalla rete emerge che su un provvedimento c’è una fetta di minoranza che ha votato in altro modo, quel voto dovrebbe essere riflesso in Parlamento. Noi siamo schiaccia bottoni per conto del popolo, portavoce dei nostri elettori.

Sarebbe un modo per dare voce anche alla linea di chi vorrebbe il dialogo.
Bisogna trovare una maniera per tutelare quelle posizioni.

Lei le condivide?
Sono manifestazioni della democrazia che vige nel nostro Movimento, fanno parte di una legittima visione politica. Anche le posizioni di Tommaso Currò e Alessandra Bencini lo sono, e in parte posso anche condividerle.

Ma non c’è stato un voto a maggioranza dell’assemblea che ha deciso altrimenti?
Lo confermo ma ripeto, io sono un proporzionalista. Non stiamo parlando di una singola voce isolata, ma di almeno una trentina. È impensabile non dargli voce, cosa che andrebbe fatta anche se si trattasse di uno, stiamo parlando dell’ABC della democrazia.

Lei dice che lo si potrebbe fare attraverso la rete.
I nostri attivisti dovrebbero potersi esprimere anche su questi temi, a mio avviso non basta il voto dei parlamentari. Noi siamo 163, gli attivisti milioni.

Crede che si potrebbe arrivare a qualche abbandono da parte dei ‘dissidenti’?
Ma no, non credo proprio. Dialoghiamo, discutiamo su tutto, perché dovrebbero?

Ieri Roberta Lombardi sosteneva che chi vota in dissenso dalle indicazioni del gruppo lascerebbe di fatto il M5s.
Roberta ha ragione, dice delle cose che sono scritte chiaramente nel Codice di comportamento dei parlamentari. Io sostengo semplicemente che nel Comunicato politico numero 45 è lo stesso Beppe a sostenere che noi dobbiamo rispondere solamente al programma politico e alla nostra coscienza.

Gli incontri con Grillo aiutino a dirimere queste difficoltà?
Non può essere altrimenti. C’è un rapporto costante con lui, ed è fisiologico che non ci si veda più di una volta al mese, abbiamo tutti molto da lavorare. Ma già qualche giorno fa aveva telefonato in vivavoce a tutti i senatori, per mantenere un contatto umano, che è importantissimo. Lui tiene a noi come un padre tiene ai propri figli. E viceversa.

Ma prof.Becchi come riesce a fare queste pensate? Ma lasci fare a Gino Strada le cose che fa bene.


“Gino Strada candidato presidente a 5 Stelle”
06/04/2013 - Paolo Becchi parla del MoVimento e dell'elezione al Quirinale


 
di Redazione
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“Se gli altri partiti appoggiassero un candidato del Movimento 5 Stelle ci sarebbero sicuramente nuove prospettive per la formazione di un Governo. Finora il movimento non ha ottenuto niente”. Lo ha detto il professore Paolo Becchi, intellettuale vicino al Movimento 5 Stelle, parlando degli scenari politici futuri, a margine di un convegno alla biblioteca Berio di Genova.
PAOLO BECCHI CONSIDERA - “Credo -ha spiegato Becchi- che stiano tutti attendendo l’elezione del presidente della Repubblica. Io – ha proseguito – il Governo lo vedo in conseguenza di quelle elezioni. Dal presidente che uscirà capiremo il Governo che nascerà. Tutto -ha detto ancora Becchi- si gioca là”. “Se esce un presidente che prefigura già un accordo tra Pd e Pdl, allora -ha affermato l’intellettuale grillino- avremo già capito tutto. Se esce invece un presidente che avrà avuto anche l’appoggio del Movimento 5 Stelle si apre uno scenario nuovo ma -ha concluso- penso che alleandosi con il Pd il Movimento si snaturerebbe”.
GINO STRADA POTREBBE – Per il professore genovese Paolo Becchi, intellettuale ‘grillino’, ‘Gino Strada sarebbe il candidato con le maggiori opportunita’ per la presidenza della Repubblica’. ‘Strada piace al Movimento 5 Stelle, piace a molta altra gente, e’ una persona pulita che mette un impegno notevole in quello che fa’ ha detto Becchi a margine di un dibattito alla Biblioteca Berio a Genova. ‘Gino Strada sarebbe un sogno’ ha concluso. (ANSA)

Fanno proprio pena questi grillini. Altro che i partiti tradizionali. Di peggio che c'è in Italia?


I pecoroni stellari

La storia dell’hacker che ha messo online sul meetup grillino di Bologna le molte miserie e le poche nobiltà di alcuni personaggi a Cinque stelle lascia senza parole e ci consegna un partito-non partito che è peggio dei partiti-partiti. Con i consiglieri comunali Marco Piazza e Massimo Bugani oggi al centro delle polemiche per il loro carteggio via mail, insieme ad alcuni fedelissimi, contro Giovanni Favia e Federica Salsi. Una scambio impietoso che rivela invece esattamente cosa sia il M5S.
Il Movimento bolognese sin dalla sua nascita ha mostrato divisioni nonostante la facciata da bravi ragazzi uniti e contenti.
I nemici interni del popolo sono stati isolati e poi colpiti con una strategia poco raffinata ma efficace.
Il linguaggio riservato ai dissidenti è lo stesso che Beppe Grillo usa per il resto del mondo.
La Rete va bene solo per alimentare la retorica del Movimento dal basso, ma su molte questioni importanti per la vita delle Cinque stelle la trasparenza diventa un optional.
Gli attivisti, quasi in segno di disprezzo, vengono definiti “pecore”.

Mi chiedo: a quando un sussulto di dignità da parte dei pecoroni evidentemente buoni solo sotto elezioni, mentre prima e dopo sono considerati un fastidio?
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    Il vero problema dell'Italia. Ci teniamo dei grillini incapaci ed incompetenti e bamboccioni in Italia mentre i migliori, i più istruiti , i meno inclini allla corruzione, i più capaci vanno all'estero per rendere ricche le altre nazioni.


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    2012, i giovani in fuga dall'Italia.
    Emigrazione cresciuta del 30%

    I dati diffusi dall'Aire, l'anagrafe degli italiani residenti all'estero. Sono più uomini che donne. In testa i lombardi, davanti a veneti e siciliani. La destinazione preferita è la Germania, seguita da Svizzera e Gran Bretagna. La fascia in maggiore aumento è quella fra i 20 e i 40 anni

    ROMA - 2012, fuga dall'Italia. La crisi pesa e lo scorso anno l'emigrazione italiana ha fatto registrare un vero boom, con un aumento del 30 per cento rispetto ai 12 mesi precedenti. Ad andare all'estero sono più uomini che donne, più trentenni e lombardi, mentre il paese preferito come punto di arrivo è la Germania. Le ragioni sono principalmente legate alla mancanza di occupazione e, più in generale, di prospettive; sono molti però anche coloro che partono lasciando un'attività perché precaria, sottopagata, priva di sbocchi professionali o insoddisfacente sul piano personale.

    A rivelarlo sono i dati più recenti dell'Anagrafe della popolazione Italiana Residente all'Estero (Aire), resi noti dalla trasmissione "Giovani Talenti" di Radio 24 oggi. Lo scorso anno l'emigrazione dalla Penisola è passata dai 60.635 cittadini del 2011 ai 78.941 del 2012. Gli uomini erano il 56% contro il 44% di donne, e si conferma la preponderanza di giovani: gli emigrati della fascia di età 20-40 anni sono aumentati in un anno del 28,3%, alimentando quella che viene definita "la fuga dei talenti" che nel 2012 ha costituito il 44,8% del flusso totale di espatrio.

    A livello generale, la Lombardia si rivela la regione che maggiormente alimenta l'emigrazione: ben 13.156 lombardi hanno trasferito la propria residenza all'estero nel 2012, davanti ai veneti (7456), ai siciliani (7003), ai piemontesi (6134), ai laziali (5952), ai campani (5240), agli emiliano-romagnoli (5030), ai calabresi (4813), ai pugliesi (3978) e ai toscani (3887).

    Il 62,4% degli emigrati nel 2012 ha scelto l'Europa come Continente di destinazione, seguita dall'America Meridionale, l'America Settentrionale e Centrale e l'Asia-Africa-Oceania. Per Paesi, la Germania è la prima meta di destinazione (10.520 italiani l'hanno scelta), seguita da Svizzera (8906), Gran Bretagna (7520), Francia (7024), Argentina (6404), USA (5210), Brasile (4506), Spagna (3748), Belgio (2317) e Australia (1683).

    Sono 2.320.645 gli italiani complessivamente espatriati dal Paese a partire dal primo luglio 1990, quasi 600mila di questi appartenevano alla fascia 20-40 anni. Gli italiani complessivamente residenti all'estero al 31 dicembre 2012 ammontavano a 4.341.156, in crescita di 132.179 unità rispetto all'anno precedente.

    E come si può darle torto? Sono anni che dico queste cose e i partiti non cambiano, anzi ne nascono di peggiori come ad esempio il M5S.

    http://youtu.be/Cpc03NGo4Zw

    Bravissima Giulia Innocenzi. A differenza di Travaglio che non si muove da casa Giulia Innocenzi le cose le va a vedere. E quando le vedi é difficile mentire.

    http://youtu.be/hS8vW9SwV1w

    Quello che non ci hanno fatto vedere quando Grillo urlava in piazza livella campagna elettorale.

    http://youtu.be/WFBdWokKw8Y

    L'affermazione della sorella di Romeo Dionisi dimostra tutta l'ignoranza dei cittadini post Berlusconi. Una persona che non c'entra niente con la vecchia politica viene insultata. Nessuno ha il coraggio di urlare chi sono i responsabili di questa situazione: il clown n.1 che ha distrutto l'Italia e poi l'ha messa nelle mani di Monti affinché facesse il lavoro sporco. Il clown n.2 che continua a sparare a destra ed a sinistra le sue grandi idee fatte di insulti e non dice mai cosa vuole fare e con quali soldi.


    Suicidi nelle Marche, Boldrini contestata ai funerali di Civitanova

    "Faceva meglio a non venire" è lo sfogo della sorella di Romeo Dionisi. "Non ce la facciamo più" grida la folla. Il presidente della Camera andrà all'obitorio per incontrare i familiari delle vittime

    Laura Boldrini
    “Omicidio di Stato“, “Omicidio della politica”, “Ladri“,  e “neanche gli animali sono trattati così”. La tensione era alta nella Chiesa di San Pietro e Paolo di Civitanova Marche all’arrivo dei feretri dei tre anziani che si sono suicidati per gravi motivi economici. E, quando le porte della Chiesa si sono chiuse, chi è rimasto all’esterno ha continuato a gridare  ”assassini” e frasi come “non è vero che non hanno chiesto aiuto, non glielo hanno dato“.
    E al suo arrivo nella cittadina marchigiana la presidente della Camera è stata contestata. “Faceva meglio a non venire”, è lo sfogo che accoglie Laura Boldrini, giunta per partecipare ai funerali. 
     ”Non ce la facciamo più – è l’urlo della folla – non c’è futuro per i giovani”. Davanti al Comune, dove era in corso una riunione aperta per i coniugi morti, le grida erano alte. Laura Boldrini, però, si è difesa: “Ci tenevo ad essere qui, è una tragedia immensa“.
    ”Bisogna dare più misure di protezione sociale in un momento in cui la crisi è pesante” è l’appello lanciato dalla presidente della Camera, che ha definito il triplice suicidio “una tragedia che ha sconvolto il Paese”.  “C’è una cosa su cui dobbiamo riflettere: il senso di vergogna a chiedere aiuto – ha denunciato Laura Boldrini – è come se oggi nel nostro Paese non avere abbastanza soldi significhi essere una persona indegna”. L’invito è quello a “rivedere la scala dei valori”.
     ”Il primo dovere delle istituzioni è esserci, ‘metterci la faccia, tanto più nei momenti duri. Sarebbe troppo comodo – e per quanto mi riguarda inaccettabile – scegliere di essere presenti soltanto dove è garantito l’applauso”, ha  poi affermato rispondendo  alle contestazioni.  ”Non mi sono accorta di alcuna contestazione, né all’ingresso, né all’uscita dal Comune di Civitanova”, ha concluso la presidente della Camera.
    Prima della cerimonia la presidente della Camera ha visto il sindaco Tommaso Claudio Corvatta, e poi si è recata nell’obitorio per incontrare i familiari delle vittime, dove ha dialogato a lungo con due sorelle delle vittime e il nipote Sergio. All’uscita Laura Boldrini  è stata accolta da qualche applauso e da qualche “brava”.

    dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...