giovedì 6 dicembre 2012

20 domande. A me sarebbero bastate anche 10 domande come quelle alle quali Berlusconi non ha mai risposto. E anche Peppe 'u curtu non risponderà. e dire che queste domande le vado facendo da due anni. Mai nessuna risposta neanche dai grillino vogheresi i quali "muti sono" quando si parla di democrazia.


Parlamentarie M5S: le famose 20 domande del web a Grillo e Casaleggio

La prima volta che le ho viste erano sulla pagina Facebook di Federica Salsi*, poi sono state riprese da innumerevoli blog e giornali tra cui Pubblico. Sulla sua pagina la Salsi risponde: “domande legittime ma sono da porre a Grillo e Casaleggio” e promette di fare in modo che le suddette arrivino a destinazione. Giulia Innocenzi ieri sera ne ha parlato da Mentana, sottolineando come queste “parlamentarie” di Grillo siano blindatissime, molto peggiori di quelle del centrosinistra che invece hanno avuto un’altissima partecipazione.
Il Pd pare aver accolto alcune critiche del Movimento 5 Stelle, probabilmente, visto che leBindi (sempre da Mentana) afferma che i primi nemici sono “astensionismo, Grillo e poi la destra” queste primarie sono nate anche per contrastare le accuse di nomenclaturadinosaurismo e chiusura.
Quanti sono gli iscritti ufficiali al Movimento 5 stelle?
Chi compie davvero le scelte, gli ordini vengono dall’alto?
Si parla di casta ma chi sono Grillo e Casaleggio allora? hanno un mandato che scadrà anche loro?
E’ lecito essere proprietari di un movimento?
Questa del web può essere una vera democrazia?
Nella coscienza collettiva il Movimento 5 Stelle ha avuto il pregio di immettere il germe dellatrasparenza, del controllo, della partecipazione dal basso, la denuncia dei ladrocini e sprechi ma quanto Grillo e Casaleggio sono davvero democratici?
Queste domande oramai se le pongono in molti e le epurazioni e litigi interni dei dissidenti hanno aperto una questione cui non si può sfuggire. Quando si immette nella mente un dubbio esso cresce e si insinua e se chi di dovere non lo sfata, rischia di divorare tutto.
E’ lecito che i futuri parlamentari debbano firmare per mettere nelle mani di un’agenzia di comunicazione gestita sempre e solo da Grillo e Casaleggio i fondi parlamentari?
Gli attivisti come potranno decidere sui candidati guardando solo dei video di presentazione? 
*il post sul Facebook di Federica Salsi dove si trovavano le domande è stato cancellato. Non ricordiamo il nome dell’utente che le aveva poste, ma solo la risposta di Salsi: “Dovreste chiedere risposte non a me, ma a Grillo e Casaleggio”, ma le venti pertinentissime domande a Grillo e Casaleggio sulla trasparenza delle “parlamentarie” girano in rete e sono queste, cosa ne pensate? Primarie chiuse, blindate e poco trasparenti, soprattutto dopo la grande partecipazione di quelle del centro sinistra, qualcuno si degnerà di rispondere?
1 – Chi è o chi sono gli amministratori del Portale?
2 – Dove è fisicamente il server su cui è il Portale?
3 – Chi ha accesso alle informazioni sensibili?
4 – Come vengono scelte le persone che hanno accesso al Portale come amministratori?
5 – Quali metodologie di sicurezza vengono adottate?
6 – Quanti iscritti vi sono sul Portale?
7 – Quanti degli iscritti operano regolarmente?
8 – Come sono suddivisi per regione e provincia gli iscritti e gli attivi?
9 – Come si pensa di garantire trasparenza nelle votazioni?
10 – Chi e come certificherà che le votazioni sono libere, reali e che il conteggio sarà corretto?
11 – I verbali dei risultati come verranno resi pubblici?
12 – Si prevedono “terze parti” che saranno abilitate al controllo e alla certificazione del voto?
13 – Nel caso di problemi di accesso o di attacco hacker, come si pensa di rendere possibile il voto?
14 – Sarà possibile per tutti i cittadini verificare le operazioni di voto, scrutino e proclamazione degli eletti?
15 – Nel caso di controversie o ricorsi chi e come si deciderà?
16 – Ogni votante avrà una certificazione dell’avvenuto voto verificabile in ogni momento anche a valle della chiusura delle votazioni?
17 – Le informazioni sul voto essendo dati estremamente sensibili, da chi verranno gestite, archiviate e rese inaccessibili?
18 – Come verranno proclamati gli eletti?
19 – Vi sono state deroghe per la scelta dei candidati, ripeetto alle varie regole, post e comunicati politici?
20 – Quale sarà la “struttura di comunicazione” che sarà destinataria dei fondi dei gruppo parlamentari?

martedì 4 dicembre 2012

La carica dei 700 mila. Passano il tempo a distruggere quello che gli italiani costruiscono. una pletora di ignoranti e ruffiani al seguito che usufruiscono di privilegi da vera casta. Mille distaccati dalla scuola nel sindacato. Generosa la scuola se non fosse che lo stato paga i distaccati, detti anche professionisti del sindacato, e anche il supplente del distaccato. In quale paese avviene, in quale nazione così tanti privilegi. Più di tutte le caste esistenti in Italia. E allora mandiamoli a lavorare loro che lavorare non sanno neanche cosa vuol dire.

Tanti sono i delegati sindacali in Italia. Sei volte più dei carabinieri. Solo i permessi che le aziende sono tenute a concedere loro costano al sistema paese 154 milioni di euro all'anno. Una parte la paga lo stato, che continua a stipendiare i travet prestati a CGIL, CISL e UIL.
Su un organico di 20 mila tra alti dirigenti, capetti e funzionari la Triplice, nel biennio 2004-2005 hanno ricevuto in omaggio 2 mila e 584 impiegati pubblici. Il meccanismo è quello del distacco e prevede che l'amministrazione di provenienza continui a fornire graziosamente la busta paga, comprensiva beninteso di premi di produttività e buoni pasto, al piccolo esercito affaccendato in questioni sindacali. Mentre a scuola perdiamo ogni anno scolastico personale ATA e docenti i sindacalisti pagati dal contribuente italiano non si fanno mancare niente in quanto ad organici. Pensare che con un miliardo e 850 milioni all'anno che lo stato italiano regala ai sindacati in esoneri e distacchi potrebbe consentire la assunzione di tutti i precari o potrebbe produrre un aumento di almeno 500 euro a testa per tutti i docenti in servizio. Noi paghiamo dei nullafacenti che passano il tempo a distruggere ciò che gli italiani costruiscono pagati dagli stessi italiani. Altro che casta, altro che politici. E allora mandiamoli a lavorare questi lazzaroni e riprendiamoci nello stipendio i soldi che lo stato paga per loro.

E questa la chiamano democrazia diretta. Nel senso che Casaleggio e Grillo scelgono direttamente i loro vassalli. Pensare che Peppe 'u curtu riteneva le elezioni del PD una follia. In verità quelle sono state l'esempio di cosa é la democrazia e le elezioni on line di Casaleggio sono l'esempio delle elezioni di una setta o di una confraternita di massoni. Ovviamente massoni on line.


Grillo, al via le 'parlamentarie' online. Ma il sito del M5S è già in tilt

Scatta oggi e durerà quattro giorni il voto su internet per le liste elettorali del Movimento 5 Stelle alle politiche. Le 'istruzioni per l'uso' pubblicate sul blog del leader politico. Il sito per votare va però a rilento, forse per un sovraccarico di accessi
di MONICA RUBINO

ROMA - All'indomani delle primarie del centrosinistra, partono oggi le 'parlamentarie' promosse dal Movimento cinque stelle per scegliere i candidati del movimento alle prossime elezioni politiche. "Per quattro giorni- spiega Beppe Grillo in un post pubblicato sul suo blog- si vota on line. I votanti possono attribuire tre preferenze ai candidati della loro circoscrizione".

Come si vota. Le votazioni si terranno per un periodo e un arco orario giornaliero molto limitato: fino a giovedì 6 dalle 10.00 alle 17.00 di ogni giorno. Ma su Twitter (hashtag #parlamentarie) molti hanno lamentato che il sito per votare (www.beppegrillo.it/votazioni) funziona a rilento, probabilmente per un sovraccarico di accessi. Fino alle 13 è stato, infatti, impossibile collegarsi. In un tweet postato intorno alle 12.30 si legge, ad esempio: "Le #Parlamentarie del #M5S iniziano con un bell'errore a 5 Stelle: "Internal Server Error - Read" [ andiamo bene... ] ". Forse lo staff di Casaleggio Associati, che cura la comunicazione del movimento, non pensava che il sito, appena lanciato, venisse subito preso d'assalto. 
 
Chi può votare. Può votare chi è iscritto al M5S al30/9/2012 e ha inviato i suoi documenti di identità digitalizzati. Ogni votante ha a sua disposizione tre preferenze da attribuire a candidati della sua circoscrizione elettorale, al cui elenco viene indirizzato al momento del voto. "Il voto non costerà nulla - si legge sul blog - Il M5S è un movimento no profit". 
 
I candidati. Sono 1.400 i candidati che parteciperanno alle elezioni online. "Tutti coloro - si legge ancora sul blog di Grillo- che hanno accettato la candidatura si sono in precedenza presentati alle elezioni comunali o regionali per il M5S, non hanno precedenti penali, non sono in carica come sindaci o consiglieri, non hanno fatto due mandati. Cittadini, non onorevoli! ". Gente 'normale', insomma. E infatti, scorrendo le candidature sul sito per votare, incontriamo operai, casalinghe, professionisti, disoccupati, piccoli imprenditori, precari, impiegati statali, studenti. Di ognuno di loro c'è la foto e il curriculum, l'indirizzo email e i riferimenti su web e social network (guarda la fotogalleria). L'elettore clicca, legge e sceglie.   
 
Ognun per sé. "Il voto - aggiunge Grillo - è individuale e bisogna evitare che sia pilotato da fantomatiche assemblee o comitati, entrambi esclusi categoricamente dal non statuto. Dobbiamo evitare la replica delle congreghe partitiche su base locale create per favorire uno o più candidati a scapito di tutti gli altri". Insomma, avverte Grillo, "chi cercherà di pilotare il voto sarà diffidato e escluso dalle votazioni, sia che si tratti di candidato che di votante". E conclude con la solita formula di saluto, che con il passare dei giorni si va facendo sempre meno astratta: "Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere".

Timori. Intanto, nel Pd, c'è chi manifesta subito preoccupazione per le potenzialità del M5S: "Servono facce nuove per per combattere il nostro vero competitor che è Beppe Grillo - dice Mario Adinolfi ad Agorà su RaiTre - Il centrosinistra non riuscirà a cambiare se non porterà il segno della battaglia di Renzi".

lunedì 3 dicembre 2012

Il giudizio che danno di Grillo questi ex militanti è identico a quello che io ho espresso da più di due anni. Ognuno ci arriva con i suoi tempi. Non importa quando, non importa attraverso quale percorso, non importa con quale modalità. Ma se una persona è perbene non può far finta di niente, non può far finta che dentro questa setta ci sia la cosa alla base di qualsiasi partito o movimento: la democrazia. Una persona perbene non può mentire a se stessa affermando che Grillo non conta niente e che quello che fanno i militanti nelle città e nei paesi è il vero movimento. Non è così. Chi accetta di sacrificare la democrazia e la libertà personale e degli altri non può mentire. Perché dire che in questa setta c'è democrazia è come affermare che sulla luna c'è la vita. Un grande bluff!


“Grillo ne colpisce uno per educarne cento”. Un gruppo di espulsi fonda il Movimento a “Sei Stelle”

In provincia di Ferrara un gruppo di 5Stelle espulsi da Grillo aggiunge una stella al movimento del comico. “E’ quello della coerenza – dicono – Grillo con noi e con Tavolazzi ha fatto come Mao e le Br: colpirne uno per educarne cento”.
Questa è una storia piccola, ambientata in una cittadina di appena 36mila abitanti, una storia che non ha come megafono un blog da milioni di contatti: i protagonisti sono appena poche decine di persone.
Questa è anche una storia esemplare, perché racchiude in sé una vicenda più ampia che, in nuce, riguarda il futuro di tutti.
A Cento, in provincia di Ferrara, c’è un gruppo di cittadini che da anni lavora sul territorio: acqua, ambiente, referendum, rifiuti, connettività, i loro cavalli di battaglia. Per le scorse elezioni amministrative avevano avuto una certificazione dal blog di Beppe Grillo: come Movimento Cinque Stelle Cento erano riusciti a raccogliere il 5,8 per cento dei voti. Non risulterà nessuno eletto, ma la soddisfazione è comunque tanta.
Lo scorso marzo però da BeppeGrillo.it parte una fatwa contro Valentino Tavolazzi, uno degli amministratori più esperti del movimento, lodato e consultato molto spesso da Grillo stesso. Com’è noto, Tavolazzi è “reo” di aver partecipato ad un incontro a Rimini in cui si rifletteva sulla “democrazia interna” del Movimento Cinque Stelle – le malelingue aggiungono che in realtà la competenza politico-amministrativa di Tavolazzi era diventata eccessiva agli occhi di Grillo e del suo stratega Gianroberto Casaleggio.
Il caso Tavolazzi – che il sindaco grillino di Parma Pizzarotti voleva nominare direttore generale del comune, prima di ricevere un niet da Casaleggio in persona – porta grandi malumori nel movimento e il gruppo di Cento decide di manifestare la sua disapprovazione modificando temporaneamente il logo del 5Stelle e sostituendolo con un slogan molto caro al Grillo della prima ora: “Uno vale uno”. Non l’avessero mai fatto. Dal BeppeGrillo.it parte immediatamente un’altra scomunica: “A Cento hanno cambiato il simbolo del MoVimento 5 Stelle con un altro. Liberi di farlo. Non potranno però più usare in futuro il simbolo del Movimento 5 Stelle” la nota sul suo blog.
Per i militanti di Cento è un duro colpo: per un po’ continuano a lavorare come “Ex movimento 5 Stelle di Cento”. Ma con il passare del tempo sentono troppo stretta questa definizione. Così, mercoledì, rompono gli indugi, riferendosi alla loro espulsione – e a quella di Tavolazzi - scrivono nero su bianco: “Con la situazione impostaci ed ispirata alla filosofia maoista ‘Colpirne uno per educarne cento’ ripreso poi dalle Brigate Rosse italiane, oramai non è più accettabile e plausibile presentarci come ‘Ex MoVimento 5 Stelle di Cento’”.
(Tavolazzi e Grillo)
Qual è la soluzione allora? Semplice, aggiungere “una stella”. “6 Stelle, perché la sesta stella è quella della coerenza – la loro nota su Facebook -. La coerenza di non fermarci solo per un’imposizione venuta dall’alto senza nessuna consultazione democratica e decisione deliberata dalla ‘base’. La coerenza di fare politica senza nessuna mira personale, come deve essere fatta da un qualsiasi appartenente al Movimento 5 Stelle”. “Proseguiamo – aggiunge al telefono Raffaele De Sandro Salvati, che dei 5S di Cento era il candidato sindaco  - nel solco di quel programma elettorale, non è cambiato niente, se non la nostra espulsione per ragioni che non ci sono stati mai comunicate”.
Dalle sue parole traspare anche tanta amarezza: “Beppe Grillo ha fatto tanto per noi, ci ha svegliato, ci ha fatto aprire gli occhi. Ma adesso? Dove porterà questo suo comportamento maoista, questo sparare nel mucchio? Se lo ha fatto con Tavolazzi, poi con noi che siamo una realtà piccolissima, potrà farlo con chiunque”.
Per ora il “Sei stelle” è e vuole rimanere un “movimento locale”, anche se richieste di contatti sono arrivate un po’ da tutta Italia. Vuole rimanere, insomma, una storia piccola. Che propone uno spaccato dell’Italia: il percorso ascendente di un comico che diceva “uno vale uno” e adesso, come un “caro leader” qualsiasi, si arroga il potere di decidere per tutti.

Ma non vi ricorda mica qualcuno che alle udienze non si presentava mai? Quando vengo chiamato da un magistrato mi reco negli uffici giudiziari per farmi ascoltare. Quando mi querelano chiedo sempre ai miei avvocati di non rimandare mai le udienze perché per me non esiste la prescrizione. E se anche dovessi, in un processo, non essere giudicato nei tempi di legge rinuncerei certamente alla prescrizione. Speriamo che dopo 15 anni di Peppe o' calvo non ci tocchino ancora 15 anni di Peppe 'u curtu. Viva l'Italia, a prescindere.


Aula presidiata ma Grillo diserta l'udienza


Aula presidiata ma Grillo diserta l'udienzaTribunale presidiato da polizia e carabinieri: si attendeva l'arrivo di Beppe Grillo. Il capo del Movimento 5 Stelle avrebbe dovuto comparire come imputato, insieme con altre 21 persone (tra loro anche il leader No Tav Alberto Perino), nel processo a suo carico per la violazione dei sigilli posti dalle forze dell'ordine alla baita abusiva che i manifestanti No Tav avevano costruito in Val Clarea nel dicembre 2010, nel tentativo di impedire l'inizio dei lavori per il passaggio dell'Alta Velocità.
Il comico, però, ha disertato l'udienza e nell'aula numero uno il giudice ha deciso di rinviare.

domenica 2 dicembre 2012

E io pago!!!!!!!! Ecco perché l'IMU è una tassa odiosa. Ecco perché l'ICI doveva essere tolto. In verità l'unica cosa che ha dato fastidio a Peppe o vuapp' di tutte le cose che ha detto la Salsi in televisione scommetto che quella dell'ICI è stata la più fastidiosa


Sentenza sull'Irap
"Grillo paghi tutte le sue tasse"

Respinto il ricorso del comico: non saranno restituiti i 577 mila euro versati. Per la Commissione tributaria la tassa è dovuta perché l'artista è aiutato nel suo lavoro e, le spese per i suoi collaboratori hanno carattere "continuativo"

di MASSIMO CALANDRI
Sarà pure una cosa pazzesca, come gli piace dire, ma anche Beppe Grillo deve pagare le tasse. La commissione tributaria della provincia di Genova ha respinto il ricorso del comico, che chiedeva all'Agenzia delle Entrate la restituzione di 577.296 euro versati in cinque anni precedenti a titolo di Irap.

Grillo pretendeva indietro il denaro, sostenendo che il suo lavoro d'artista era stato svolto in maniera del tutto personale. Senza cioè quella organizzazione e l'uso di dipendenti o collaboratori che sono il presupposto dell'imposta regionale sulle attività produttive. 

I giudici del capoluogo ligure però non sono d'accordo. Vanno bene il pianoforte e lo stereo, così come lo studio nella villa di Sant'Ilario, dove il comico è solito scrivere i testi dei suoi spettacoli. Cose da artista solitario, appunto. Ma le altre "macchine elettroniche", e soprattutto l'uso di aiutanti, pagati in maniera continuativa, presuppongono una struttura un po' più complessa di quella raccontata da Grillo attraverso il suo avvocato. 

La sentenza di risposta al portavoce del Movimento 5 Stelle, che ha sempre polemizzato contro l'iniquità della tassazione italiana e in particolare di questa imposta, è stata depositata il 14 novembre. Due giorni dopo, sulla homepage del Movimento è comparso un intervento dal titolo: "Aboliamo l'IRAP, l'Imposta RAPina che tassa imprese anche in perdita e penalizza chi ha più lavoratori", in cui si preannuncia la presentazione nella prossima legislatura, tramite i parlamentari "grillini", di un progetto per eliminare questo tipo di prelievo fiscale.

 Il comico nel gennaio 2011 aveva chiesto di riavere quanto versato di Irap dal 2006 al 2010 compresi. "Il ricorrente - scrive la commissione - ha evidenziato di esercitare la propria attività professionale di artista mediante lo svolgimento e interpretazione personale di performance teatrali originali, scritte ed elaborate dallo stesso autore in modo del tutto personale, avvalendosi - per l'organizzazione degli spettacoli - di una società (Marangoni spettacolo srl, specializzata nell'organizzazione di eventi artistici) che non è in alcun modo collegata al ricorrente, né quest'ultimo risulta essere socio". 

La commissione tributaria non è d'accordo. "La tesi difensiva non può essere accolta", scrive. E spiega che tra i cosiddetti beni strumentali posseduti da Beppe Grillo ve ne sono alcuni che "paiono eccedere il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività". Ma il punto sono le spese per i collaboratori. "Hanno carattere continuativo e non occasionale, essendo riscontrabili in ogni annualità d'imposta. La continuità di erogazioni, ancorché non omogenea sotto il profilo quantitativo in relazione ad ogni singola annualità d'imposta, costituisce tuttavia un significativo e decisivo indicatore dell'esistenza di un'autonoma organizzazione (...) si pensi, ad esempio, alle collaborazioni nella stesura dei testi, all'attività di ricerca, oppure semplicemente alla risoluzione dei problemi pratici che l'artista non ha il tempo di affrontare".

Dialogo tra il grande statista Crimi che si è presentato alle ultime elezioni regionali lombarde ed essendo stato trombato ha diritto a ripresentarsi e il candidato sindaco dei M5S a Legnano. Non credo proprio che ci siano commenti da fare. Quando dico che era meglio morire democristiano forse mi sbaglio?

‎- Daniele Dida Gourcuff Berti: Complimenti a Vito Crimi,fai una lista di tuoi amici che vorresti portare a roma,cosi non perdiamo tempo nemmeno a fare le votazioni...
- Vito Crimi : Daniele tu sei quello che ha minacciato di non appoggiare la campagna regionale se non metttevamo in lista almeno due persone di Legnano da te individuate? Con che coraggio fai la predica? Dillo a tutti cosa pretendevi. Io mi limito a dire chi IO voterei i miei tre.click... Che poi vincano o perdano poco importa... :-):-)
- Daniele Dida Gourcuff Berti: Tu sei anche quello che ha risposto e chissenefrega faremo senza di voi e non ne Daniele Dida Gourcuff Bertisentiremo la mancanza...Un sentito vaffanculo pur non essendo nè il 2007 nè il 2008....Vai e diventa famoso anche tu e che dio ti aiuti

(Il legnanese ancora alla ricerca di poltrone. E' stato gabbato a Legnano dal PD/DC, e ora verrà gabbato anche da Crimi, intimo amico di Grillo/Casaleggio.)

dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...