sabato 12 settembre 2015

Povero Salvini è proprio rimasto solo con l'Ungheria. Anche i Britannici ormai solidarizzano con i migranti.

 
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Erano in decine di migliaia in piazza a Londra sabato per chiedere al governo britannico di fare di più per i rifugiatied accoglierli nel Regno Unito. La protesta è nata spontaneamente: la gente è stata chiamata a raccolta via Facebook dall’iniziativa di due privati cittadini. Ma poi è arrivato il supporto di associazioni come Amnesty International.
Tutti in piazza con una sola convinzione e un solo obiettivo:“Siamo qui per mostrare solidarietà ai rifugiati: cercano solo un po’ di umanità da parte della gente. Il mondo sa che hanno perso troppo. Quindi vogliamo mostrare tutto il nostro supporto e dire ai rifugiati che sono i benvenuti in Inghilterra.”
Tante le famiglie con bambini. Musica, danze, solori, striscioni: “Siamo qui oggi con le nostre famiglie per dire al governo che dovrebbe aprire le frontiere e lasciare entrare i rifugiati. Questa gente non viene per guadagnarci, stanno solo scappando dalle nostre bombe ed è ora che ci prendiamo la responsabilità per i decenni di caos che abbiamo causato in Medio Oriente”. 
Non solo Londra. Manifestazioni a sostegno dei migranti che tentano di approdare in Europa, si sono tenute sabato anche all’Aia,e in altre città europee. E inaspettatamente nei luoghi più lontani come Hong Kong e Melbourne.

Grillini e leghisti hanno il disco incorporato con la frase Renzi dimettiti. Questa è la politica italiana fatta di scamorze.

Renzi a New York: i 5 Stelle chiedono le dimissioni, Salvini urla “vergogna” 

sabato, settembre 12th, 2015  
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Renzi New York Salvini 5 Stelle
(THIERRY CHARLIER/AFP/Getty Images)
E’ scoppiata una bufera sul viaggio del premier Renzi a New Yorkin vista della finale tra le due tenniste italiane Pennetta e Vinci al torneo di tennis dello Us Open. Carla Ruocco, membro del direttorio del Movimento 5 Stelle, afferma ad Affaritaliani.it: “E’ una vergogna. Vergogna, vergogna, vergogna. Quello di Renzi è un atteggiamento di totale distacco dalla vita reale, ha riportato in Italia quello che c’era prima del nostro arrivo in Parlamento. Queste cose sono la metafora e l’emblema della politica al servizio degli affari di pochi”. La polemica è legata soprattutto al fatto che per questo viaggio “di piacere” Renzi abbia senza problemi rinunciato a presenziare a Verona alla fabbrica della Coca Cola e soprattutto a Bari per l’inaugurazione della Fiera del Levante. Se poi ci aggiungiamo che proprio oggi è uscita la notizia del nuovo aereo di Stato (da 200 milioni) voluto da Renzi la bufera politica è servita.
L’esponente dei 5 Stelle ha poi aggiunto: “C’è dietro un discorso psicologico, una persona che fa queste cose si sente invulnerabile e superiore agli altri esseri umani. Deve andarsene e non deve essere più al governo di questo Paese. L’Italia ha bisogno di persone con i piedi per terra e che la vita se la guadagnano con le loro forze, come facciamo noi”.
Alle polemiche e alle critiche piovute sul premier si uniscono anche alcuni esponenti di Forza Italia. Gasparri ha detto: “Che la finale Vinci-Pennetta a New York sia un grande momento per l’Italia è evidente. Che il presidente del Consiglio voli lì per l’ennesimo spot pubblicitario a spese del contribuente, disertando un impegno istituzionale al Sud, è tipico del personaggio. Renzi, il furbo esibizionista, vola in America dove l’Italia con due finaliste vince comunque. Il Sud può attendere. Lo spot continua”. E Brunetta aggiunge: “Renzi va a New York a vedere la partita Vinci-Pennetta. Renzi è uno che scommette win-win, va a farsi comunque lo spottone. Chiunque vinca sarà un successo. Viva Pennetta, viva Vinci, abbasso Renzi l’opportunista”.
Drastico anche il leader leghista Salvini: “E’ una vergogna, perché se vuoi guardare le partite di tennis o te le guardi in televisione o non fai il presidente del Consiglio. Mi auguro che abbia tanto tempo per seguire lo sport e il tennis non facendo più il presidente del Consiglio”.

L'estrema destra italiana è proprio conciata male. Ma vi immaginate che in Germania l'oppositore socialdemocratico contesta alla Merkel di essere andata a vedere magari la squadra di calcio tedesca alla finale dei mondiali. Estrema destra sempre più senza argomenti. Parlano quelli della Lega che acquistavano diamanti con i fondi del finanziamento pubblico ai partiti e i forzasti che furono beccati mentre utilizzavano elicotteri dell'areonautica per andare a vedere il Gran Premio di Monza. Roba da ridere questi destroidi.

FI e Lega all'attacco di Renzi volato a New York per gli Us Open

La finale tra Vinci e Pennetta diventa un caso politico

FI e Lega all'attacco di Renzi volato a New York per gli Us OpenRoma, 12 set. (askanews) - La finale del torneo di tennis Us Open - che questa sera vedrà contendersi il titolo le italiane Flavia Pennetta e Roberta Vinci - è sicuramente per il nostro Paese un fatto eccezionale, un evento sportivo di portata storica. Nello stesso tempo, dopo la decisione del premier Matteo Renzi di annullare tutti gli impegni di oggi (a partire dall'inaugurazione della Fiera del Levante a Bari) per poter essere a New York in tempo per la partita, è diventata l'ennesimo terreno di scontro politico. Immediatamente si sono formati due schieramenti - uno a favore di Renzi (il Pd ovviamente) ed uno contro il suo viaggio (FI e Lega Nord su tutti) - che hanno cominciato a fronteggiarsi verbalmente in modo duro, a volte con lessico molto colorito. Non si è infatti risparmiato il segretario del Carroccio Matteo Salvini, che dopo aver definito "una vergogna" il viaggio del premier perché, ha spiegato, "se vuol guardare le partite di tennis o te le guardi in televisione o non fai il presidente del Consiglio", ha condito tutto con una parolaccia. "Un giornalista - ha detto rilasciando una dichiarazione in tv - mi ha chiesto cosa ne pensassi del fatto che Renzi sia volato a New York: mi viene un vaffanculo, perché io mi sento scemo". Il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta, dal canto suo, ha dato al premier dell'"opportunista". "Renzi va a New York a vedere la partita Vinci-Pennetta - ha detto - Renzi è uno che scommette win-win, va a farsi comunque lo spottone. Chiunque vinca sarà un successo. Viva Pennetta, viva Vinci, abbasso Renzi l'opportunista". Maurizio Gasparri, FI, vicepresidente del Senato, ha visto in Renzi "il furbo esibizionista", che "vola in America dove l'Italia con due finaliste vince comunque. Il Sud può attendere. Lo spot continua". Che la finale Vinci-Pennetta a New York sia un grande momento per l'Italia, ha proseguito, "è evidente. Che il presidente del Consiglio voli lì per l'ennesimo spot pubblicitario a spese del contribuente, disertando un impegno istituzionale al Sud, è tipico del personaggio". Anche Giovanni Toti, presidente della Liguria e consigliere politico di Forza Italia, si è mostrato perplesso: "Anche io tifo per l'Italia agli US Open - ha detto - ma si può fare anche senza volare a New York". Critici Giorgia Meloni, presidente di FdI, e Italia Unica, la formazione politica che fa capo a Corrado Passera. "Nulla da dire sul fatto che il Presidente del Consiglio sia presente a una finale storica tutta italiana - ha detto Meloni - solo avrei voluto vedere in Renzi la stessa prontezza nell'andare in India dai marò Latorre e Girone o a Palagonia per incontrare la figlia dei coniugi Solano". E' un premier, ha aggiunto, che "non mette mai la faccia sui problemi: le uniche cose che fa è mettere cappello sulle vittorie degli altri e i selfie con i vip. Renzi è il Paolini dei successi altrui". Per Italia Unica invece la scelta di Renzi "non è condannabile. Ma un presidente del Consiglio, per il rilievo e il significato del proprio ruolo, non può legare la propria agenda solo a vicende positive (in ogni caso sventolerà una bandiera italiana su Flushing Meadows), con tweet o post di Facebook tutti incentrati su una narrazione da istituto Luce". Per il movimento di Passera "è doveroso saper essere presenti sui luoghi del successo esattamente come su quelli dei drammi e delle difficoltà che attanagliano il Paese. Solo in questo modo si rappresenta tutti e non si bada solo a costruire la sceneggiatura perfetta per una fiction degna di 'House of Cards'". Il leader di Conservatori e Riformisti, il pugliese Raffaele Fitto, ha sostenuto invece che "il premier abbia colto la palla al balzo per non essere a Bari per non dire con chiarezza qualcosa sul Mezzogiorno anche se oggi è una splendida giornata per la finale di tennis con le due pugliesi in gara". Di tenore diverso ovviamente le dichiarazioni di sponda Pd e da parte del governo. Per il senatore Andrea Marcucci "la polemica sulla partecipazione di Matteo Renzi alla finale degli US Open è da rancorosi". Secondo Alessia Rotta, responsabile comunicazione del Pd, "per inseguire Salvini, Brunetta e Gasparri superano il ridicolo: se Renzi, che ha anche la delega allo Sport, non fosse andato a New York, avrebbero strillato che il governo disertava l'appuntamento. Ora che è andato, polemizzano, come fanno ogni giorno su qualunque cosa. Penosi. Nel giorno della festa per tutti gli italiani, certa destra alza polveroni inutili e polemiche: si commentano da soli". Per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, che ha sostituito Renzi all'augurazione della Fiera del Levante, "oggi due italiane, due splendide tenniste, due splendide donne pugliesi giocano la finale degli Us Open, un risultato storico per lo sport italiano, e in un momento come questo è doveroso che il presidente del Consiglio sia accanto a Flavia e a Roberta a far sentire il calore, la gioia, l'orgoglio del Paese intero. Di fronte a questo, onestamente, trovo ridicole le polemiche che ho letto qua e là sulle agenzia di stampa". Infine le parole del sindaco di Bari Michele Emiliano, da alcuni lette come una velata critica alla scelta del premier. "Mi sarebbe tanto piaciuto andare a New York per festeggiare questo evento che intendiamo sottolineare al loro rientro in Patria in modo adeguato - ha detto nel corso dell'inaugurazione della Fiera - ma il mio dovere me lo impedisce. Per noi qui in Puglia la partecipazione e la responsabilità verso i cittadini sono un metodo consolidato che presto diventerà una legge regionale, spero tra le più avanzate del mondo". Fdv-Plg

Riceviamo e pubblichiamo.

Weber: “Nuovi leader? No, resta il partito personale di Beppe Grillo”

M5S
Beppe Grillo con il parlamentare Luigi Di Maio sul palco alla festa del M5S al Circo Massimo, Roma 12 ottobre 2014. ANSA/ANGELO CARCONI
Roberto Weber. Il direttore dell’istituto di ricerca IXè.
I l Movimento 5 stelle non può essere un competitor nazionale per il Pd, ma nelle realtà locali in difficoltà, come Roma o la Sicilia, vince, perché l’insofferenza accentua la radicalità nell’opinione pubblica, che invece per il governo vuole un referente moderato». Secondo Roberto Weber, direttore dell’istituto di ricerca IXè, sondaggista di lunga data, i grillini si stanno trasformando ma reggono. Grillo sembrava avesse fatto un passo indietro e invece no, ha investito Di Maio come “leader” poi è tornato alle “parlamentarie” in Rete.
L’M5S non è più un partito personale, con un capo forte, secondo lei?
«Certo che lo è. Ha una dimensione splendidamente leninista… E Grillo come capo ha molto senso politico: sa fare passi indietro, si oscura e poi torna. Infatti dal movimento c’è una critica alla democrazia rappresentativa». Sì ma sono andati in Parlamento «Sono in Parlamento ma vogliono sembrare extraparlamentari. E hanno un forte senso di antipolitica. Magari sono confusi, ma questioni come l’abolizione del finanziamento pubblico, una delle ragioni della nascita del M5S, non si cancellano facilmente nell’opinione pubblica, va al di là delle mode che caratterizzano i movimenti europei, alcuni molto pericolosi. In Parlamento non mi sembra abbiano fatto cose trascendentali, antisacrali. Abbiamo visto molto di peggio anche prima dei tempi di Berlusconi».
Be’ anche saltare in massa sui banchi del governo come a una corsa a ostacoli? Non si era mai visto.
«Non so. Certo sono contraddittori, anche sulla rielezione di Napolitano giocarono una partita in casa, per rafforzarsi a dispetto degli interessi del Paese».
Ma Grillo è sempre il capo indiscusso, insieme a Casaleggio?
«La cosa curiosa è che nella nostra ultima indagine sulla fiducia generale Alessandro Di Battista è al 24 per cento scavalca Beppe Grillo, che è al 17, 18%».
Sarà perché Di Battista si fa vedere, è molto teatrale e… fighetto?
«Può darsi, perà dimostra che nei 5 Stelle c’è un po’ di stanchezza verso il fondatore, forse arriveranno a un lento cambiamento di leader».
È in ballo la scelta del candidato premier, del nuovo leader. Pensa che i grillini potranno vincere e andare a governo?
«Non sono un competitor nazionale, perché l’opinione pubblica italiana magari ama la radicalità, anche la rottamazione renziana piace, ma, siccome di fondo è moderata, quelle ipotesi radicali spaventano l’elettore. Renzi ha riposizionato il Pd su quell’Italia profonda che è moderata, quindi è difficile che l’M5S vinca. Ma a livello locale sì: nelle realtà locali più critiche, come Roma e la Sicilia, dove l’insofferenza delle persone è forte, per esempio nella capitale dopo che si è visto di tutto negli anni, lo “strumento” 5 Stelle è utile e può vincere. È un movimento duttile».
Alle amministrative quindi l’M5S ci guadagna?
«È possibile, però ai ballottaggi vengono sconfitti, come abbiamo visto con l’indagine IXè. E non vogliono fare alleanze, si giocano la partita da soli».
L’M5S è cambiato, secondo lei?
«È un movimento sincretico, ha più componenti anche della loro attuale conformazione. Ha cominciato con una cifra populista, o era percepita così da chi è strutturato nei partiti, ma con le denunce inziali dicevano anche cose di buon senso, altrimenti perché parte della sinistra ci avrebbe creduto? Il populismo è emerso con più forza dopo. Comunque gli esponenti che conosco, o qui a Trieste o in tev, sono spesso più preparati della media dei politici “nuovi”, anche se sono contraddittori».
Come sono visti nei suoi sondaggi?
«Sono solidi, non scendono mai sotto la media del 22 -23 %. E quando il Pd scende, l’M5S sale. Ai grillini però manca la scintilla strategica, perché nella fascia di età fino ai 54 anni arrivano anche al 25- 27%, mentre in quella di età più elevata crollano all’8%. E, a livello di contenuti, non fanno niente per recuperare consensi, come proporre delle politiche per i più anziani.»
È diminuito il mito della Rete? Grillo si è lamentato di aver imbarcato persone sconosciute…
«In Rete sono sempre quelle 20-40mila persone a partecipare, non tante. E Grillo parlava di quelli che sono usciti. Del resto in un partito splendidamente leninista, anche senza polizia segreta e senza morti, come si può stare».

Ancora! Ma sti grillini dove vivono?

Angelo Tofalo: il grillino complottista che «cerca la verità» sull’11 settembre

Oggi è l’11 settembre, sagra nazionale e internazionale del complottista, e non sarebbe stato un 11 settembre vero senza il parlamentare complottista. Angelo Tofalo del MoVimento 5 Stelle, anche componente della Commissione Difesa, ha appena pubblicato il video che vedete qui sotto, accompagnato da queste parole:
Da Ingegnere, da Portavoce del #M5S, da cittadino del mondo, non smetterò mai di cercare la verità su quel terribile 11 settembre del 2001. #11settembre #ae911truth #USA #Terrorismo
Ma se volete riacquistare un po’ di fiducia nell’umanità, potete dare un’occhiata alla sfilza di commenti negativi (alcuni anche di grillini) che lo accompagna:
angelo tofalo 11 settembre 1
angelo tofalo 11 settembre 2
angelo tofalo 11 settembre 3
angelo tofalo 11 settembre 4
angelo tofalo 11 settembre 5
angelo tofalo 11 settembre 6

dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...