sabato 8 novembre 2014

Ma se i tre segretari dei sindacati insieme arrivano a più di 180 anni come possono rappresentare i nostri giovani più capaci? Considerato che quelli che fanno carriera nei sindacati sono i più corrotti e ignoranti?

Roma, manifestazione statali contro Renzi: “Rinnovo contratto o sciopero” FOTO

ROMA - A Roma manifestazione degli statali organizzata da Cgil, Cisl e Uil per protestare contro le misure del governo Renzi. Risposte dal governo “oppure sciopero”. E’ stata questa in sintesi la posizione dei sindacati. Che hanno parlato di 100mila persone in piazza.
Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, ha detto:
“Sappia il governo che se non ci saranno risposte” si andrà avanti “con lo sciopero della categoria”
“Le risposte le vogliamo. Smettete di fare i dilettanti allo sbaraglio, non si può trattare la P.a. come se non fosse il centro, il perno dei servizi. Il lavoro è una cosa seria”.
Anche il segretario della Uil Carmelo Barbagallo ha minacciato lo sciopero generale:
Il Governo è “il peggior datore di lavoro del Paese, se non si siede per rinnovare il contratto faremo lo sciopero generale dei lavoratori pubblici”.
“Ci riuniremo più tardi come segreterie generali per pianificare tutte le azioni future”
In testa al corteo i lavoratori hanno esposto un grande striscione unitario sorretto dai leader dei sindacati, tra cui Susanna Camusso: “Servizi pubblici perché servono, perché di tutti. Pubblico sei tu”.
“L’impegno che deve venire da questa manifestazione – ha detto Susanna Camusso - è che se non ci saranno risposte nei prossimi giorni si prosegua con lo sciopero”. Susanna Camusso si dice pronta anche a votare il referendum della Lega contro la legge Fornero: “Nel momento in cui la Corte Costituzionale ammettesse il referendum, sicuramente sì, perché determinerebbe per il Governo il tempo entro il quale abolire una legge ingiusta”.
Dopo la t-shirt ‘Io sono Marta’, indossata per la manifestazione del 25 ottobre, oggi il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, partecipa alla manifestazione unitaria del pubblico impiego indossando una maglietta rossa con disegnata una boccetta di profumo e la scritta ‘Arrogance, profumo di premier’.

Finalmente lo hanno beccato questo assassino e delinquente. Altro che dialogo con l'Isis.

Is, nuovi raid Usa in Iraq. Network tv di al Arabiya: "Colpito al-Baghdadi"

Fonti americane non confermano né smentiscono se il capo dello Stato islamico sia stato ferito. Già a settembre scorso l'intelligence curda diffuse la notizia, poi sconfessata dal Pentagono, della morte del 'Califfo'
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BAGHDAD - Tra gli obiettivi colpiti nell'ultima ondata di raid aerei Usa in Iraq ci sarebbe stato anche il capo di Is, Abu Bakr al-Baghdadi. Lo riferisce la rete tv Al-Hadath, parte del network di al Arabiya, secondo la quale i jet americani hanno centrato una casa nella cittadina di al-Qaim, al confine con la Siria, dove era in corso una riunione dei comandanti locali dello Stato Islamico, cui partecipava anche il 'Califfo'. Il leader dello Stato islamico sarebbe rimasto gravemente ferito, mentre altri membri del gruppo sarebbero stati uccisi. La notizia è stata ripotata anche dal quotidiano britannico Guardian e da quello israeliano Ynet. Testimoni locali riferiscono che gli jihadisti hanno evacuato l'ospedale per riservarlo ai loro uomini. Fonti Usa non confermano né smentiscono se al Baghdadi sia stato colpito.

Non vi sono ancora prove fotografiche o video della morte o del solo ferimento di al Baghdadi, che nei mesi scorsi si è autoproclamato Califfo e principe dei credenti. La prima e finora ultima apparizione video di Baghdadi risale all'agosto scorso, quando diresse la preghiera comunitaria musulmana nel venerdì che precedeva il mese del digiuno di Ramadan nella Grande Moschea di Mosul, la seconda città irachena conquistata in giugno dall'Is.

La presunta morte del capo dello Stato Islamico era stata annunciata già a settembre scorso da fonti dell'intellicence curda, ma venne poi smentita dal Pentagono. Quella volta era persino apparsa una 'foto di Baghdadi morto', raffigurante un volto con gli occhi chiusi molto somigliante a una delle immagini note del leader jihadista.

Intanto una nuova raffica di attentati si è abbattuta sul'Iraq: è di almeno 36 morti il bilancio delle esplosioni di sei autobombe e ordigni in zone a maggioranza sciita a Baghdad e Ramadi.

Nella capitale 10 persone sono morte sulla strada Sinaa, nel centro del quartiere Karrada. Due deflagrazioni hanno colpito la zona di Amin e un'altra autobomba è esplosa davanti a un negozio, provocando numerose vittime.

Nelle stesse ore, a Ramadi, nella provincia occidentale di Anbar, un kamikaze a bordo di un fuoristrada militare ha preso di mira un checkpoint e ha ucciso 5 soldati. Prima dell'esplosione i militari erano stati attaccati a colpi di mortaio, in una battaglia durata oltre un'ora. Gli attacchi non sono stati rivendicati, ma l'impronta e gli obiettivi sciiti danno per certa la responsabilità dei miliziani sunniti dello Stato islamico.

Dal governo iracheno intanto oggi è arrivato il ringraziamento alla comunità internazionale per la decisione un pò "tardiva" di inviare altri consiglieri militari, soprattutto americani, che dovranno aiutare il Paese nella lotta contro l'Is. "Questa misura è un pò in ritardo - ha fatto sapere in un comunicato l'ufficio del primo ministro iracheno Haidar al-Abadi - ma è la benvenuta".
 

Infatti i veri privilegiati sono la Camuso e company. E gli oltre 770 mila nullafacenti, ignoranti ed incapaci funzionari messi in quelle poltrone solo perché abbassano la testa.

Statali in piazza, Camusso attacca governo: 'Basta dilettanti allo sbaraglio'

Oltre centomila in piazza: "Se non ci saranno risposte nei prossimi giorni si prosegua con lo sciopero"

Oltre centomila persone, secondo le stime del sindacato, hanno partecipato a Roma alla manifestazione nazionale dei lavoratori del pubblico impiego. Dopo l'intervento dal palco del leader della Cgil, Susanna Camusso, ha salutato la folla Max Paiella con le imitazioni dell'attuale sindaco di Roma, Ignazio Marino, e dell'ex primo cittadino Gianni Alemanno.
"Se il premier Renzi afferma di non volere lo scontro sul lavoro - ha detto Camusso - allora dica alla sua ministra di smetterla di dire che i lavoratori pubblici sono privilegiati, perché così si divide il lavoro. Le risposte le vogliamo. Smettete di fare i dilettanti allo sbaraglio, non si può trattare la P.a. come se non fosse il centro, il perno dei servizi. Il lavoro è una cosa seria. Basta promesse - ha continuato, rivolgendosi al Governo - basta annunci. La prima risposta da dare, spiega, è quella di valorizzare il lavoro pubblico, dando anche risposte ai tanti precari e ai dipendenti delle Province. Non va bene una legge di stabilità che taglia i lavoratori pubblici e i servizi, mentre bisogna ripartire dai contratti nazionali. Se bisogna "riorganizzare il lavoro, questo lo si fa con i lavoratori. L'impegno che deve venire da questa manifestazione è che se non ci saranno risposte nei prossimi giorni si prosegua con lo sciopero". 
In piazza palloncini colorati, fischietti, tamburelli, bandiere dei sindacati, ma anche riproduzioni di lapidi realizzate dalle maestre delle elementari. "La scuola dell'infanzia è morta", c'è scritto su una finta tomba esposta da alcune insegnanti che stanno partecipando al corteo del pubblico impiego partito da Piazza della Repubblica e diretto a Piazza del Popolo. Tra gli striscioni anche uno della delegazione di alcuni medici ospedalieri di Vasto con su scritto: "Renzi fa accordi con Verdini e manganellano Landini". "Un Governo che non taglia la spesa pubblica e non rifà i contratti è un esecutivo che non fa nulla", dice un medico della cittadina abruzzese.
Governo è "il peggior datore di lavoro del Paese, se non si siede per rinnovare il contratto faremo lo sciopero generale dei lavoratori pubblici". Così il segretario generale aggiunto Uil Carmelo Barbagallo, alla manifestazione del pubblico impiego. "Ci riuniremo più tardi come segreterie generali per pianificare tutte le azioni future"
"Se la legge di stabilità non destinerà le risorse per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici, i sindacati di categoria faranno lo sciopero generale a dicembre". Lo dicono i segretari generali del pubblico impiego in piazza, a Roma, per la manifestazione nazionale. Chiudendo la manifestazione del pubblico impiego il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso ha annunciato che "se il governo non darà risposte" si andrà avanti "con lo sciopero della categoria" e non solo: "chiameremo tutti i lavoratori". Furlan: "Speriamo che questa manifestazione serva a sturare le orecchie del Governo" ma sullo sciopero generale frena: "Verificheremo insieme cosa fare". Il Governo è "il peggior datore di lavoro del Paese, se non si siede per rinnovare il contratto faremo lo sciopero generale dei lavoratori pubblici". Così il segretario generale aggiunto Uil Carmelo Barbagallo, alla manifestazione del pubblico impiego. "Ci riuniremo più tardi come segreterie generali per pianificare tutte le azioni future. Appello del card. Bagnasco al governo: dialoghi con sindacati.

E' proprio il caso di dire che il leader della setta a cinque stelle politicamente non vale uno, vale meno di zero.

Grillo: "Spezzare la catena del Nazareno". Toti: "Il Patto regge"

Il leader del M5s  sul blog. Crimi: "Nessuna sintonia con il Pd sulle riforme: il premier è un piazzista prezzolato"
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"Un partito che, solo per questo- aggiunge Grillo- dovrebbe essere sciolto almeno per pudore. Perchè sono intoccabili? E perchè hanno tutto questo potere? Chi c'è dietro? Chi muove i fili o, usando una metafora di Omero, chi ha in mano la catena che fa muovere i burattini, perché altro non sono? La massoneria, la mafia, i poteri finanziari, la Bce? Tutti questi ed altri ancora". E conclude: "Gli anelli della catena vanno spezzati, uno alla volta. Dopo, a loro rimarrà solo da tirare la catena del cesso".

Duro anche l'attacco di Crimi al Pd: "L'elezione del giudice della Corte Costituzionale ha solo dimostrato ciò che da sempre sosteniamo e dichiariamo: ogni volta che una parte politica avanza una proposta di buon senso, noi siamo pronti a votarla favorevolmente. Senza pretendere merce in cambio, senza staccare promesse di sorta". Poi un duro attacco al P definito come "il partito delle lobby e degli affari", il partito "che vota in massa 35 fiducie ad altrettanti provvedimenti in poco più di un anno", il partito "che annienta il dibattito democratico in aula e isola i dissidenti al suo interno". Ancora: il partito "che non ha battuto ciglio nel vedere il proprio premier defenestrato e sostituito con un piazzista prezzolato senza passare dal voto". E soprattutto il partito "che a braccetto con Berlusconi ha fatto scempio dell'assetto istituzionale del Paese in pieno agosto".

E non solo. Crimi accusa il Pd di essere anche il partito che "con una mano da dei mafiosi agli altri e con l'altra vota per abbassare le pene del voto di scambio politico-mafioso". Poi la critica allo "Sfascia Italia" e ai dirigenti democratici: "Il Pd è il partito dei berlusconiani travestiti da renziani".

Avanti a tutta.

Renzi alla Variante del Valico: reagire a “tunnel della rassegnazione” 

sabato, novembre 8th, 2014  
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matteo renzi 478x317 Renzi alla Variante del Valico: reagire a tunnel della rassegnazione
Matteo Renzi (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)
Il premier Matteo Renzi ha partecipato alla cerimonia di abbattimento dell’ultimo tratto delle gallerie della Variante di Valico, sulla A1, tra Bologna e Firenze. Qui ha incontrato i lavoratori, che gli hanno consegnato un documento critico nei confronti del Jobs Act: “La discussione che si sta facendo in questi giorni sulla riforma del lavoro non va nella direzione da noi auspicata. In questo Paese si continua ad affrontare il tema del lavoro soltanto dal versante del taglio dei diritti e dello smantellamento dello statuto dei lavoratori. Mentre servirebbero politiche che estendano diritti e creino occupazione”.
I lavoratori si dicono preoccupati per il loro futuro, al termine della costruzione della grande opera: “La maggior parte di noi hanno famiglie monoreddito, quindi capirà molto bene cosa vuol dire questo: si apre per tutti quanti un periodo di profonda incertezza occupazionale con tutte le ricadute che potrà avere per noi e per i nostri figli”. 
Il premier ha risposto agli operai con un messaggio di speranza e di incoraggiamento: “Il nostro paese è capace di uscire dal tunnel della pigrizia, della stanchezza, della rassegnazione. Dobbiamo abbattere gli ultimi tabù, le nostre paure, perché l’Italia è più forte e più grande di come viene descritta, i problemi li abbiamo, ma sappiamo essere anche più bravi degli altri” e non ha mancato di celebrare l’operato del suo governo, ricordando che “Tutti noi siamo impegnati perché da lunedì i lavoratori abbiano delle nuove opportunità, con lo ‘Sblocca Italia’ vogliamo impedire che le opere siano ferme per colpa di sua maestà la burocrazia”. 

dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...