sabato 6 aprile 2013

Sempre più identico alla spazzatura PDL il comandante Pound non si ferma neanche davanti alla morte. Perché quello che gli interessa sono le elezioni a Siena e la strategia che gli detta Casaleggio. Niente di Più di Berlusconi. Niente di meno rispetto a Reagan e Bush assieme. Una vera vergogna. Pensi alla democrazia che non esiste nella sua mente e nella sua setta di proprietà. E' il secondo partito di proprietà italiano con una differenza. Berlusconi è il padrone del PDL e lo dice. Grillo è il padrone della setta a cinque stelle ma non lo dice.


Mps/ Grillo, Rossi si e' buttato da finestra o lo hanno buttato?

Sabato, 6 aprile 2013 - 15:31:00
Beppe Grillo torna sul caso Monte Paschi di Siena e denuncia "il silenzio calato sul piu' grosso scandalo finanziario della Repubblica". Poi, sempre dal suo blog, annuncia: il Movimento 5 Stelle partecipera' alle elezioni comunali di Siena.  "Che silenzio c'e' su Siena. Da quando, David Rossi, il responsabile della comunicazione si e' buttato (lo hanno buttato?) dalla finestra di un ufficio del Monte dei Paschi dopo una lunga telefonata (con chi ha parlato? possibile che non si possa risalire all'interlocutore? o non si voglia?) sulla citta' e' calata una cappa che si taglia con il coltello". Lo scrive , sul suo blog, Beppe Grillo che torna sulla vicenda del Monte Paschi di Siena e aggiunge: " Qualcuno si chiede chi sara' il prossimo, la vox populi senese da' per certo che Rossi non sara' l'ultima vittima".

"L'informazione nazionale ha seppellito l'affare Monte dei Paschi/Santander sotto il gossip post elettorale, scrive di tutto per non trattare del piu' grosso scandalo finanziario della Repubblica", scrive Grillo. "Il buco, la sottrazione di beni, lo si chiami come si vuole, ammonta ad almeno 20 miliardi di euro. Improbabile che questo colossale saccheggio possa essere attribuito a Mussari, una testa di legno che giorno dopo giorno appare sempre piu' diafano, simile ormai a un fantasma. I poteri che hanno gestito la distruzione del MPS devono essere molteplici - aggiunge - Ci sono responsabilita' chiare: dei membri di nomina pidimenoellina della Fondazione Monte dei Paschi e di chi li ha nominati, dei segretari del pdmenoelle dal 1995 in poi, anno della privatizzazione di MPS, e altre meno chiare su cui sta indagando la magistratura".

La vicenda MPS, per Grillo, "assomiglia sempre piu' a quella del fallimento del Banco Ambrosiano in cui c'era di tutto e avvenne di tutto, in una brodaglia che vide coinvolti partiti, mafie, IOR, massoneria. Forse l'MPS ne e' la replica, se e' cosi' lo scopriremo in un prossimo futuro. Nel 2012 il MPS ha perso 3,17 miliardi contro i 2 attesi. Monti ha prestato 3,9 miliardi a MPS per tenerla in vita (pari all'IMU, ndr) che non potranno essere restituiti prima del 2019 e fino ad allora non potra' dare dividendi. Il suo valore di borsa e' crollato e nei giorni scorsi sono stati ritirati alcuni miliardi dai depositi, una fuga che puo' diventare inarrestabile e trasformare la banca in un guscio vuoto", prosegue il post di Grillo.

Quando sono gli altri ad usarla si chiama "auto blu". Quando la usano loro si chiama "auto non blu". E' come lo statuto che hanno ufficialmente a nome di Grillo e del nipote accanto a quello che si chiama Non Statuto.


Per gli amici del M5S: i proclami anticasta che rischiano di diventare un boomerang


"Non è un' autoblù ma una vettura di servizio". È costretto a rifugiarsi in un sofisma degno degli azzeccagarbugli della Prima Repubblica, il vicepresidente dell'Ars Antonio Venturino. Per difendersi da un comportamento di cui non dovrebbe dare alcuna spiegazione: l'utilizzo di una vettura dell'Ars per un incontro istituzionale. Peccato che facciano sorridere le sue parole, e il web rilancia questo sentimento, se accostate a quelle che Venturino pronunciò solennemente in un video confezionato da M5S qualche mese fa: "L'autoblù? Può restare parcheggiata da qualche parte, noi non la utilizzeremo assolutamente". 
L'on.Venturino (M5S) sale sull'autoblu  con autista e lampeggiante
Non era affatto tenuto, il neo-deputato grillino, a fare quell'affermazione, a gettarla in pasto ai tifosi dell'antipolitica, a indicare un modus operandi estremo: niente benefit, in ogni caso. E invece eccolo qui, il seguace di Grillo, prendere carta e penna e scrivere al presidente dell'Ars per chiedere una vettura di servizio ("con autista", specifica) e poi balzare sul sedile di quel simbolo della casta. Eccolo qui respingere con fare scostante i rilievi: "Io non ho l'automobile e mica posso venire qui in bicicletta".
Ora, a parte il fatto che Venturino dovrebbe spiegare perché fra gennaio e febbraio ha dichiarato di aver trattenuto 1.100 euro come "rimborso spese benzina", il punto è un altro: lodevole l'intento di eliminare sprechi e privilegi, encomiabile la restituzione di parte dei compensi da parte dei "cittadini a 5 stelle" eletti all'Ars. Ma risibile l'idea che la politica non abbia i suoi costi. Gli stessi grillini attingono alle spese dell'Assemblea (chissà fino a quando, se il decreto Monti sui trasferimenti ai gruppi sarà recepito anche in Sicilia) per pagare 13 collaboratori che contribuiscono a scrivere interrogazioni e disegni di legge. E non si scandalizzano per questo. 
E allora Venturino e i suoi colleghi dovrebbero riflettere sul fatto che i facili proclami a volte non pagano. Anzi, possono trasformarsi in formidabili boomerang. Specie se utilizzi la Rete che, come ben sanno gli esponenti di M5S, non perdona.

Emanuele Lauria

Due si alzano la mattina è dann gli ordini. Ueeeee ma che è sta' roba. Incredibile non vedere quello che tutti i giorni vede De Luca e vediamo noi.


E magari questi incontri farli in diretta streaming?


Casaleggio cerca padroni a 5 stelle

Pubblicato Sabato 06 Aprile 2013, ore 8,37

A metà aprile il guru del MoVimento farà tappa a Torino per un incontro con il mondo dell'imprenditoria piemontese. Grande attenzione soprattutto tra i titolari di piccole boite e padroncini, sedotti da Giannino. Regista del tour il milanese Artom

Finora è mancato l’endorsement clamoroso, nessuna dichiarazione di voto esplicita, nessun coming out da parte di personaggi blasonati del mondo degli affari. Eppure in campagna elettorale la mina anti-sistema di Beppe Grilloha fatto breccia persino nel fortilizio dell’imprenditoria sabauda, quell’Unione Industriale tempio dell’understatement di marca agnellesca, tanto che ai tavoli del ristorante interno non era raro cogliere espressioni di simpatia verso lo tsunami in arrivo. E ora che il cataclisma è arrivato non è così improbabile che qualche capitano d’azienda decida di uscire allo scoperto: si fanno molte illazioni, puntando gli occhi su chi negli ultimi tempi, anche in sede confindustriale, ha manifestato con toni via via più impetuosi il disagio di una categoria schiacciata dalla crisi e vessata da uno Stato corrotto e parassita. Il primo appuntamento “ufficiale” per verificare la reale apertura di un canale di dialogo tra il MoVimento 5 Stelle e l’imprenditoria piemontese è fissato a metà mese, nientemeno che al cospetto del guru Gianroberto Casaleggio.

Si tratta della terza tappa del tour che il fondatore e stratega del M5s ha deciso di intraprendere per portare il “verbo” grillino tra i padroni, in specie i piccoli o piccolissimi imprenditori, artigiani, titolari delle boite dove è difficile distinguere il proprietario dal suo dipendente. Il roadshow, partito da Treviso, dopo Milano farà una fermata a Torino, dove sono attese circa 150 persone. Gran regista è il consigliere di Assolombarda Arturo Artom, che con il suo “Rinascimento italiano” tentò di dar vita a una lista elettorale di «meritevoli», progetto arenato sullo scoglio della raccolta firme. Dopo alcuni abboccamenti con Oscar Giannino il “think tank” ha trovato sintonia in Veneto dove l’ex proprietario di Permastileesa Massimo Colomban ha lanciato ConfAPRI, acronimo che sta per “Confederazione delle attività produttive italiane”. Ed è proprio tra quanti, anche in Piemonte, avevano manifestato attenzione alle proposte di Fermare il declino che potrebbero arrivare i primi proseliti.

Al battesimo del 9 febbraio, nella residenza di Colomban a Castelbrando, il duo Casaleggio-Grillo venne accolto dagli applausi di un centinaio di self made man del triveneto. La replica, in miniatura, si è avuta giovedì scorso in un pranzo a Milano. Con Artom e Casaleggio, il patron del FernetNiccolò Branca, l’ad di Tre Più Silvio Santambrogio e altri quattro piccoli imprenditori brianzoli. A sentire Artom, i commensali hanno scoperto che le idee a Cinque stelle sono «esattamente quelle che abbiamo noi: merito, competenza, meno burocrazia, meno tasse, più liberalizzazioni».  E Casaleggio, che Artom apprezza «da molti anni» ha «una visione limpida di quel che serve all’Italia». Come riporta Qn, secondo lui «non ha l’angoscia del governo» ma intende lanciare «una rivoluzione istituzionale che rivaluti, come è giusto, la centralità del Parlamento». Intanto chi governa? «Non importa, si facciano subito le leggi che servono al Paese e alle imprese». Non si scandalizzerebbe di un Casaleggio a Palazzo Chigi («la competenza si acquisisce se le idee sono chiare e c’è disponibilità ad ascoltare») e per il Quirinale vedrebbe «una personalità dell’arte, della cultura o della moda, le eccellenze per cui siamo conosciuti nel mondo».

Iniziamo a ragionare ognuno con il proprio cervello che forse è meglio.


Lorenzo Battista: il senatore a 5 Stelle che boccia la linea di Grillo

06/04/2013 - Lo dice al Messaggero

Lorenzo Battista: il senatore a 5 Stelle che boccia la linea di Grillo
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‘Il movimento dovrebbe aprirsi al dialogo con le altre forze politiche. Trovo autolimitativo che finora questo confronto in Parlamento non ci sia stato. Non vuol dire fare alleanze ma trovare punti in comune anche per piccoli obiettivi’. Lo afferma al Messaggero, il senatore del Movimento Cinque Stelle, Lorenzo Battista.
LORENZO BATTISTA – Sul problema dei ‘dissidenti’, Battista spiega: ‘Noi abbiamo un codice di comportamento e dunque rispettiamo quello che la maggioranza decide. Cio’ nonostante e’ vero che se uno avanza idee minoritarie spesso gli viene a mancare qualsiasi supporto’. A Bersani, spiega Battista, non avrebbe dato la fiducia, ‘ma non basta dire ‘no’. Bisogna essere propositivi. Non vogliamo dare la fiducia – chiede -? Allora proponiamo qualcosa perche’ quello che finora abbiamo ottenuto e’ solo di aver congelato il governo Monti. E tutti quelli che critichiamo stanno ancora la”. sulla richiesta di Grillo di un governo 5 Stelle, Battista osserva: ‘Un’altra cosa che non capisco. Noi non siamo la prima forza politica di questo Paese. Perche’ il Capo dello Stato dovrebbe prendersi mai questo rischio?’. (ANSA).

Ah,ah il Popolo della libertà? Il popolo della dittatura con tutti i suoi intrallazzatori ed intrallazzati. Uguale al M5S.


Ecco, potete spiegarci perchè le vostre riunioni sono sempre segrete? E la democrazia diretta? Come dicevate che il gruppo Bilderberg faceva riunioni segrete e voi fate la stessa cosa ?


I nuovi carbonari. Parlano di democrazia diretta e di partecipazione e vanno a fare le riunioni segrete.

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La diretta streaming vale solo quando si applica agli altri. Quando devono discutere loro c'è il segreto di stato. Ma pensate che siamo proprio dei fessi?


Grillo, e la fine della luna di miele - "Quelli che lo streaming" cercano di nascondersi come carbonari

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    Grillo e la rete: luna di miele già finita?

    L’esito delle elezioni politiche ha generato un clima di grande incertezza dovuto al sostanziale pareggio tra le tre maggiori coalizioni, guidate da Bersani, Berlusconi e Grillo. A 40 giorni di distanza dalla chiusura delle urne com’è cambiato il sentiment della rete nei confronti di questi tre leader? Per verificarlo abbiamo misurato la popolarità di ciascuno di essi in tre diversi momenti successivi al voto, confrontandola con i valori registrati in precedenza. In ciascuna delle analisi, i tweet analizzati sono stati circa 200 mila. Bersani esce dalle urne in chiara difficoltà. La sua popolarità, che aveva toccato livelli molto elevati alla vigilia delle elezioni (48,5%) crolla bruscamente di oltre 20 punti in pochi giorni e continua a calare anche a causa del fallito tentativo di formare un governo, attestandosi oggi al 23,4%. Più stabile sembra invece il gradimento nei confronti del leader del centrodestra, Berlusconi, che si mantiene intorno al 30% registrando però una flessione negli ultimi giorni (23,7%).
    Il dato più interessante riguarda però il sentiment nei confronti di Grillo. Il leader del Movimento 5 Stelle poteva ritenersi, a torto o a ragione, come l’unico vero vincitore delle elezioni. In effetti, nei primi giorni immediatamente successivi al voto la popolarità del comico genovese registra una impennata e arriva a sfiorare il 70% di commenti positivi. Secondo molti analisti questo dato sarebbe da interpretare come una classica “luna di miele” tra gli elettori ed il candidato uscito vincente dalla tornata elettorale. Ma per Grillo la luna di miele, almeno in rete, sembra essere durata davvero poco.
    Da marzo in avanti la sua popolarità fa infatti segnare un trend decisamente negativo, scendendo in un solo mese di quasi 40 punti e attestandosi oggi al 31,4%. Le ragioni di questo calo possono essere molteplici. L’ostinazione, ad esempio, con cui il leader grillino ha rifiutato ogni apertura al dialogo con Bersani per accordare le fiducia ad un governo a guida PD che tenesse in considerazione alcune delle istanze programmatiche sostenute dal Movimento, oppure la scarsa trasparenza di alcune scelte fatte dai deputati del M5S. Ma questo calo di popolarità potrebbe essere dovuto anche a ragioni tutto sommato più fisiologiche: diventando, proprio a causa dell’eccellente risultato elettorale, un protagonista del gioco politico nazionale, il leader del M5S ha finito inevitabilmente per perdere la sua aura di “superiorità morale” che gli derivava dal suo essere fuori dai giochi della politica. E così oggi Grillo viene percepito sempre più dai cittadini nella nuove veste di politico, e quindi soggetto, esattamnte come tutti gli altri “politici”, a critiche e invettive. Queste utlime non necessariamente si tradurranno in un calo di voti, ma meritano la giusta attenzione, necessaria per interpretare gli scenari futuri.

    Un documento interessante. Mi fa piacere vedere che sono anni che dico queste cose. Speriamo che ce la caviamo.


    Ah Pizzaro' a mo' ca' te conosco. PDL e M5S a Parma hanno votato le stesse persone. Questo è un esempio della fine che farà l'Italia nelle mani di incompetente ed incapaci. Fanno le stesse cose che realizzate a Pavia, a Voghera ed a Vigevano.


    A Pizzarotti bisognerebbe far vedere i grillini vogheresi all'uscita del consiglio comunale mentre fanno quello che vedete nel filmato i dipendenti del comune di Parma. Quando le fanno loro vanno bene. Quando le fanno gli altri non sono civili. Gli angeli di Travaglio.


    Se la suonano e se la cantano. E andate avanti così. Crimi è la democrazia diretta. Chi meglio di lui sa.

    http://youtu.be/egJJKEFpbQg

    Pavia, Voghera e Vigevano e Parma fanno le stesse cose. Ho sempre detto che Grillo e Berlusconi erano intercambiabili. Ho sempre detto che il M5S è la fotocopia consumata di Forza Italia. Stessi personaggi, uguale supponenza, stessa incompetenza e incapacità ad amministrare.


    E adesso democrazia diretta. Siete nostri dipendenti e allora rispondete.

    http://youtu.be/L820TOQzzCE

    Ah,ah........La prossima volta portateli nella ex URSS.


    Off Topics del 6 Aprile - Un pullman a 5 Stelle si perde, Pinuccio telefona

    ...a furia di fare giri strani per depistare i giornalisti, uno dei pullman di Grillo si perde. Per fortuna che Pinuccio telefona...

    Pubblichiamo il post di Abbondanza il quale è stato "oscurato" da un branco di troll grillini. Gli angeli di Travaglio.

    http://www.facebook.com/media/set/?set=a.10200493232885297.1073741841.1591724997&type=1

    Una analisi di Gianni Boccella che pubblico volentieri. Non ho avuto modo di effettuare verifiche sui dati ma, considerata la fonte, direi che ci possiamo fidare.

    http://www.facebook.com/gianni.boccabella/posts/10200969118660669

    Iniziamo oggi la pubblicazione di una serie di racconti brevi, favole, fiabe, piccoli saggi. Come sempre nel passato , nel presente e nel futuro ogni riferimento a persone e cose è puramente causale. I personaggi sono fantasiosi. Quando si vorranno citare persone vere e circostanze realmente accadute si farà riferimento al nome e cognome della persona interessata.


    L’asino e il contadino
    Un giorno l'asino di un contadino cadde in un pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva più uscire. Il povero animale continuò a ragliare sonoramente per ore. Il contadino era straziato dai lamenti dell'asino, voleva salvarlo e cercò in tutti i modi di tirarlo fuori ma dopo inutili tentativi, si rassegnò e prese una decisione crudele. Poiché l'asino era ormai molto vecchio e non serviva più a nulla e poiché il pozzo era ormai secco e in qualche modo bisognava chiuderlo, chiese aiuto agli altri contadini del villaggio per ricoprire di terra il pozzo. Il povero asino imprigionato, al rumore delle palate e alle zolle di terra che gli piovevano dal cielo capì le intenzioni degli esseri umani e scoppiò in un pianto irrefrenabile. Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l'asino rimase quieto. Passò del tempo, nessuno aveva il coraggio di guardare nel pozzo mentre continuavano a gettare la terra. Finalmente il contadino guardò nel pozzo e rimase sorpreso per quello che vide, L'asino si scrollava dalla groppa ogni palata di terra che gli buttavano addosso, e ci saliva sopra. Man mano che i contadini gettavano le zolle di terra, saliva sempre di più e si avvicinava al bordo del pozzo. Zolla dopo zolla, gradino dopo gradino l'asino riuscì ad uscire dal pozzo con un balzo e cominciò a trottare felice.
    Quando la vita ci affonda in pozzi neri e profondi, il segreto per uscire più forti dal pozzo é scuoterci la terra di dosso e fare un passo verso l'alto. Ognuno dei nostri problemi si trasformerà in un gradino che ci condurrà verso l’uscita. Anche nei momenti più duri e tristi possiamo risollevarci lasciando alle nostre spalle i problemi più grandi, anche se nessuno ci da una mano per aiutarci.
    La vita andrà a buttarti addosso molta terra, ogni tipo di terra. Principalmente se sarai dentro un pozzo. Il segreto per uscire dal pozzo consiste semplicemente nello scuotersi di dosso la terra che si riceve e nel salirci sopra. Quindi, accetta la terra che ti tirano addosso, poiché essa può costituire la soluzione e non il problema.

    venerdì 5 aprile 2013

    Non fidatevi dei partiti. Quindi non fidatevi del M5S perché tra i partiti non vi è un partito più partito del M5S. Anzi una setta.


    GRILLO AI SUOI: "NON FIDATEVI DEI PARTITI.
    PD-PDL? DA PRENDERE I BASTONI" -FOTO

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    Venerdì 05 Aprile 2013 - 21:19
    ROMA - Se si verificherà 'l'inciucio' delle larghe intese «la gente, che è stufa, prenderà i bastoni». Così Beppe Grillo, parlando ai parlamentari del M5S nella riunione in corso in un agriturismo fuori Roma. «Dobbiamo arrivare calmi e sereni all'elezione del presidente della Repubblica che sarà molto diverso da questo», ha detto Grillo.
    «Si stanno dividendo gli altri, non noi. Non mi aspetto totale condivisione nel movimento, è leggittimo che qualcuno la pensi in maniera diversa», ha detto. «Non siamo noi che ci stiamo dividendo, sono gli altri», ribadisce.
    «Ho detto a Napolitano di darci l'incarico» di formare un governo e solo dopo «gli faremo un nome» per la sua guida. «Ora il nome è il Movimento nel suo insieme». «Abbiamo a che fare con gente incredibile. Fanno dossier e controdossier di tutti i tipi contro di me», ha detto il comico genovese. «Secondo questi dossier - aggiunge - avrei 13 ville in Costa Rica».

    "NON FIDATEVI DEI PARTITI" «Non fidatevi dei partiti. Non hanno nemmeno cambiato la legge elettorale», ha aggiunto Grillo. Nel suo intervento il leader del M5S ha ricordato a deputati e senatori le ragioni della dura critica del Movimento ai partiti. «Non stiamo per caso fornendo un pretesto ai partiti per fare un governissimo?», è la domanda posta da un parlamentare del M5S durante la riunione in corso. Grillo sta parlando quando una voce dalla sala lo interrompe, e lui risponde: «L'hanno già fatto da un mese. No, non gli stiamo fornendo nessun pretesto».

    "NO VITA PRIVATA SU FB" Non pubblicate sui social network elementi della vostra vita privata, ma solo l'attività parlamentare. È il consiglio di Beppe Grillo ai parlamentari del M5S nella riunione in corso in un agriturismo. Il leader del M5S spiega: d'ora in avanti sul mio blog parleremo solo di programma.

    IL VERTICE TOP SECRET Appuntamento a piazzale Flaminio per prendere l'autobus, destinazione ignota per tutti (o quasi).
    Parlamentari e senatori del Movimento 5 Stelle sono stati radunati per l'incontro con Beppe Grillo, a cui potrebbe partecipare anche Casaleggio, in un luogo sconosciuto non solo alla stampa ma anche agli stessi "cittadini". Qulcuno ipotizza che si tratti dei Castelli romani, c'è chi dice L'Aquila e chi un hotel in periferia. I grillini scherzano, qualcuno dice "ci portano allo zoo", come racconta il retroscena del Corriere della Sera.
    Vito Crimi aggiunge soltanto: "Gli autobus li paghiamo noi, 10 euro per l'autobus più una cifra variabile tra i 18 e 20 euro per il pranzo" e assicura che "non c'entra Currò" e la sua dichiarazione di dissenso rispetto al gruppo, poiché "l'incontro era previsto".

    LE DIVISIONI L'incontro con il "facilitatore" Grillo servirebbe a mantenere compatto il gruppo, ma è inevitabile pensare che potrebbe tornare utile anche per capire chi sono i "dissidenti" che voterebero la fiducia a Bersani e chiarire le posizioni di quanti vorrebbero allontanarsi dalla linea del "no" a oltranza. La conta interna dice che sarebbero nove i parlamentari pronti a passare al gruppo misto dando fiducia a un governo Bersani, mentre i generici insoddisfatti di quanto fatto finora sarebbero tra i 20 e 40 su 163. I deputati Mimmo Pisano, Matteo Dall'Osso, Tommaso Currò e la senatrice Alessandra Bencini hanno votato contro il dissenso al segretario del Pd. Astenuti i friuliani Walter Rizzetto e Aris Prodani. Anche la questione della lista sui candidati premier da presentare ha creato divisioni: 32 favorevoli e 10 astenuti.

    IN UN CASALE VICINO FIUMICINO Un casale in aperta campagna , «una location che fa eventi» e che ospita ricevimenti e matrimoni. È la sede scelta da Beppe Grillo per l'incontro con i parlamentari del M5s. Deputati e senatori sono giunti con due autobus e hanno incontrato Grillo all'ingresso di Villa Valente che si trova in località Tragliata , vicino Fiumicino. Grillo non ha voluto rispondere a nessuna domanda dei giornalisti.

    dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...