lunedì 28 settembre 2015

Noi ci chiediamo cosa succederebbe all'Italia se Salvini diventasse il leader del centro destra. Neanche la Nigeria gli permette di entrare nei propri confini. Come non pensare al peggio. In tre mesi rimaniamo politicamente isolati dal mondo e in quattro mesi l'Italia va in default.

Niente viaggio in Nigeria per Salvini: gli negano il visto sul passaporto

Il leader del Carroccio deluso: "Peccato, volevamo portare lì sviluppo e investimenti. Era tutto pronto, avevo anche fatto la vaccinazione per la febbre gialla"
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MILANO  - Lo aveva annunciato lo scorso agosto, alla Festa di Ponte di Legno: dal 29 settembre al primo ottobre sarebbe andato in Nigeria "per chiedere ai ministri nigeriani di che cosa hanno bisogno per evitare che i cittadini di quello stato lascino il loro Paese". Ma il viaggio di Matteo Salvini nel Paese africano non ci sarà. A quanto ha spiegato il leader del Carroccio intervenendo su radio Padania, gli è stato negato il visto sul passaporto.

"Me ne farò una ragione - ha commentato -  ci tornerò quando avranno compreso che noi siamo qua per aiutarli" ha detto Salvini, spiegando con una certa delusione che "era tutto pronto, avevo anche fatto la vaccinazione per la febbre gialla e sono stato due giorni a letto. E invece non si parte. La cosa assurda è che vengono in migliaia qui come clandestini e poi noi non possiamo andare in certi paesi". Secondo il segretario federale non avevano capito che "volevamo portare lì sviluppo e investimenti". Peccato, saremo più fortunati la prossima volta". "Non vorrei - ha aggiunto in tono scherzoso - che qualcuno del governo italiano abbia detto di non farci partire...".

L'annuncio del viaggio fatto ad agosto aveva suscitato l'ilarità di alcuni avversari politici, come la portavoce nazionale di Ncd Valentina Castaldini:


La Lega comunque non demorde e un viaggio presto sarà organizzato in un altro paese africano. "Ci sono contatti per una visita in Marocco - ha detto Salvini - un'altra terra ricca che esporta esseri umani".

Riceviamo e pubblichiamo.

Peter Gomez “è un somaro, un consumatore abusivo di ossigeno”. Le redazioni dei giornali locali di Salerno “sono piene di cafoni e imbecilli e la mattina sarebbe meglio andare a comprare le zeppole”.
NEXT QUOTIDIANO
Dopo l’uscita sul camorrismo giornalistico di Vincenzo De Luca, Il Fatto Quotidiano riepiloga oggi in una piccola scheda tutte le uscite del governatore della Campagna nei confronti di quei cattivoni che parlano male di lui:
Roberto Saviano è uno che “si inventa la camorra per guadagnare”.Peter Gomez “è un somaro, un consumatore abusivo di ossigeno”. Le redazioni dei giornali locali di Salerno “sono piene di cafoni e imbecilli e la mattina sarebbe meglio andare a comprare le zeppole”. Giovedì 26 marzo si è rivolto così ai cronisti campani che seguivano le primarie Pd: “D ov re s te limitare le cose che fumate o inalate di notte”. Il giorno dopo ha definito un giornalista de “Il Mattino”, senza farne il nome, “mentitore di professione”.E non dimentichiamo le minacce a Marco Travaglio, pronunciate durante un evento della campagna elettorale per le regionali del 2010: “Vorrei incontrarlo di notte, da solo, al buio”. Parole che gli sono costate una condanna in primo grado.
Qui potete vedere un paio di sue performance:

Chissà i gufi grillini e leghisti come stanno a gufare. Viva l'Italia.

Fiducia dei consumatori ai massimi da 13 anni

Il rapporto dell’Istat: a settembre in crescita anche l’indice relativo alle imprese

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28/09/2015
Famiglie e imprese italiane iniziano a credere nella ripresa. A settembre, secondo le rilevazioni Istat, l’indice del clima di fiducia dei consumatori balza a 112,7, il livello più alto da oltre 13 anni (marzo 2002) quando toccò 114,4. Anche l’indicatore delle imprese registra un deciso progresso raggiungendo 106,2, il top da otto anni (novembre 2007) quando segnò 107,1. 

Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori aumentano, con un incremento più consistente per quella economica (a 143,2 da 133,1) ma anche per quella personale (a 103,6 da 101,4), quella corrente (a 108,0 da 104,0) e quella futura (a 122,0 da 117,7). Migliorano nettamente anche i giudizi e le attese sull’attuale situazione economica del Paese (a -47 da -61 e a 14 da 6, i rispettivi saldi). Gli intervistati vedono un rallentamento della crescita dei prezzi sia nei 12 mesi passati sia nei prossimi 12 mesi (a -19 da -14 e a -18 da -14 i saldi). Diminuiscono significativamente le attese di disoccupazione (a 7 da 25). 

Per quanto riguarda le imprese, si registrano progressi su tutti i fronti: quello del settore manifatturiero (a 104,2 da 102,7), quello delle costruzioni (a 123,3 da 119,5), quello dei servizi di mercato (a 112,2 da 110,0) e quello del commercio al dettaglio (a 108,8 da 107,8). Nel commercio al dettaglio migliorano i giudizi sulle vendite correnti (a 16 da 14) ma peggiorano le attese sulle vendite future (a 28 da 29) e in calo sono giudicate le giacenze di magazzino (a 10 da 12). 

Tutti segnali che, per il governo, confermano che la strada intrapresa è quella giusta. «I dati sui consumi, sulla fiducia e perfino sul mercato immobiliare ci dicono che il Paese ricomincia a credere in se stesso - afferma il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio - abbiamo sempre detto che lavorando ogni giorno sui problemi cercando di mettere avanti le soluzioni con disciplina si poteva riacquistare la fiducia della gente, delle famiglie e delle imprese». 

Meno entusiasta la reazione delle associazioni dei consumatori. Per Federconsumatori e Adusbef, i dati Istat «sicuramente non fanno riferimento all’Italia. L’ottimismo non aiuta il Paese e allontana le riforme necessarie». Per il Codacons, invece, si tratta di «un vero e proprio `tesoretto´, di cui il Governo deve fare buon uso, evitando di sperperare propensioni positive e aspettative di famiglie e aziende». E Confesercenti incalza il governo: «Adesso la fiducia va premiata».  

Grillini sempre più intelligenti.

http://www.nextquotidiano.it/elena-fattori-e-il-cervello-degli-elettori-del-partito-democratico/

I grillini vantano conoscenze che non hanno. Grillo dichiarava di parlare a nome di me di alcuni premi nobel e dell'ex ministro delle finanze greco. Nessuna di loro conosce Grillo. Complimenti!

http://youtu.be/6y28f_JKOZk

domenica 27 settembre 2015

Preso direttamente da Facebook. E pensare che a volte sono tentato di chiudere Facebook perché si leggono troppe sciocchezze!

MATTEO RENZI, ESPONENTE DELLA NUOVA GENERAZIONE DI LEADER MONDIALI 
Ieri il Premier italiano Matteo Renzi era a New York per partecipare all'Assemblea Generale dell'ONU, e ha fatto una breve apparizione al Global Citizen Festival, concerto tenuto per promuovere gli obbiettivi delle Nazioni Unite.
Il famoso miliardario e filantropo Bill Gates, presente all'evento, lo ha definito dal palco "uno degli esponenti di una nuova generazione di leader mondiali".
E' strano però: a sentire Travaglio Renzi è un povero idiota, secondo Di Maio dovrebbe farsi una tac al cervello, per Salvini è "Finito". Voglio dire, alla fine, in confronto ai nomi qui sopra, Bill Gates chi è? Solo uno dei tanti pagati dal PD...
Mi raccomando amici del M5S, disinstallate subito Windows! Basta con i computer renziani!

Complimenti ai grillino di Bagheria. Non voglio neanche immaginare che cosa riuscirebbero a fare all'Italia se andassero al potere,

I REVISORI DEI CONTI DEL COMUNE A 5 STELLE DI BAGHERIA: “CONSULENZE, SPESE INOPPORTUNE”

cinqueIl collegio dei revisori dei conti del comune grillino di Bagheria, composto per il momento solo da 2 componenti: Giuseppe Pagano e Maria D’Asta bacchettano duramente l’amministrazione comunale, guidata da Patrizio Cinque, in riferimento alle consulenze esterne.

All’ordine del giorno anche la gestione del contenzioso del Coinres, la riorganizzazione dell’Ufficio legale e il conferimento incarichi e/o consulenze a professionisti esterni.

Sul Coinres (Consorzio intercomunale rifiuti, energia, servizi) il collegio sottolinea di avere richiesto dei chiarimenti sulla fuoriuscita dal consorzio ma di non avere ricevuto ancora nessun chiarimento. In riferimento alla riorganizzazione dell’ufficio legale il collegio ricorda che esiste una convenzione con il centro Pio La Torre che il servizio legale gratuitamente, ma che sono stati affidati alcuni incarichi a professionisti esterni “malgrado il nostro ente sia in dissesto finanziario e continuando oltremodo a impegnare fondi comunali proprio per la costituzione di parte civile nei processi penali.” Il collegio ricorda la necessità di risparmio e di tagli alla spesa.

“Entrando comunque nel merito della questione –scrivono i revisori-, poiché chiamato in causa, il collegio esprime molteplici perplessità circa la fattibilità della spesa in questione, definendola una spesa quanto meno inopportuna per un comune in dissesto finanziario”.

I 2 revisori aggiungono che “gli enti locali nell’ottica della Spending Rewiew devono obbligatoriamente ridurre dell’80% rispetto al bilancio 2009 le spese relative a Relazioni Pubbliche, Mostre, Convegni, Pubblicità e di Rappresentanza, e devono annullare – quindi nessuna spesa – le attività di Sponsorizzazione, includendo come tali anche i contributi che le amministrazioni locali erogano a favore di associazioni 5 presenti sul territorio.”

Sulla relazione dei revisori dei Conti, sono arrivate le critiche dell’opposizione alla maggioranza.

Per Maurizio Lo Galbo, di Forza Italia “riteniamo opportuno il richiamo al Sindaco e alla sua giunta da parte dell’intero collegio dei revisori su una razionalità della spesa , viste le casse esigue. Da questa nota si evince come l’amministrazione Cinque abbia dato incarichi a go go con spese sproporzinate che vanno in contrasto con l’ente in dissesto. Ci auguriamo che il Sindaco Patrizio Cinque faccia chiarezza e che ponga fine a una scellerata spesa irrazionale, come è accaduto in questi mesi.”

Daniele Vella del Pd, aggiunge che “ Quanto evidenziato dal Collegio dei Revisori – organismo ancora incompleto per gravissima responsabilità dell’Amministrazione e del Presidente del Consiglio – dà forza alle denunce politiche da noi fatte in questi mesi.
Sui rifiuti si rischia un danno erariale molto grave e a farne le conseguenze oltre che gli amministratori saranno i cittadini con ulteriori tasse. La Città è più pulita,ma a questo prezzo non ci voleva molto, l’Amministrazione agisce forzando ogni limite di legge,se non violandolo.
La pratica degli incarichi esterni ha preso una piega incontrollata ; allarmante sia dal punto di vista dei soldi che vengono sprecati -contro ogni promessa elettorale di risparmio – sia per il probabile tentativo del Sindaco e del Movimento 5 Stelle di farsi una platea di amici e clientes.
Soldi spesi per servizi,come quello legale,che potrebbero essere ottimizzati con risorse interne; incarichi per costituzione di parte civile in processi di mafia,laddove l’Ente avrebbe potuto usufruire gratuitamente della convenzione con il Centro Pio La Torre, “incarichi su incarichi” dicono testualmente i revisori.
Spese che in un Ente locale in dissesto finanziario possono essere rischio di danno erariale.
In tutto questo l’amministrazione continua a non avere un bilancio, nonostante il tempo trascorso sia oltre ogni previsione di legge e per giunt,a incurante dello stato di dissesto, la Giunta e la maggiorana sembrano sconoscere o ignorare le regole sulla copertura dei servizi individuali provocando anche lì,nel settore degli asili nido, un possibile danno erariale derivante dalla mancata copertura minima (prevista dalla legge) del costo del servizio. Assistere a questo stillicidio è disarmante.
Si assiste ad compagine che dimostra giorno per giorno la propria impreparazione e che, anche messa di fronte dalla stampa nazionale a questioni di opportunità (vedi il caso dell’assessore all’urbanistica Tripoli) rimane attaccata alle poltrone.”

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Fonte: La Voce di Bagheria

I puri e duri sono incapaci di fare politica.

Anche Mattarella mette in evidenza la riuscita di Expo. Sono rimasti solo Rifondazione Comunista e Grillini contro questa riuscita manifestazione. Loro che con Grillo sanno tutto su come sarà il futuro.

http://www.askanews.it/politica/il-presidente-mattarella-expo-2015-scommessa-pienamente-riuscita_711613581.htm

Avanti a tutta.

Riforme, Boschi: "Calderoli non bloccherà il Senato"

"Di fronte a una situazione inedita si può pensare a soluzioni eccezionali"

"Pur essendo molto ottimista, sono prudente sul voto. Ci sono 75 milioni di emendamenti e le prossime due settimane non saranno una passeggiata di salute". Così il ministro per le riforme istituzionali, Maria Elena Boschi, parlando a Salerno.
A proposito dei 75 milioni di emendamenti del senatore della Lega Roberto Calderoli, ha detto il ministro: "Di fronte a una situazione inedita si può pensare a soluzioni eccezionali, un senatore da solo non può paralizzare il Parlamento". 

Articolo da leggere integralmente se si vuole capire che cosa veramente ha fatto la Volkswagen.

COSA HA FATTO LA VOLKSWAGEN

Quello che c'è da sapere sullo scandalo per cui la casa automobilistica tedesca rischia una multa da 18 miliardi di dollari
Cosa ha fatto la Volkswagen
Il 18 settembre 2015 la United States Environmental Protection Agency (Epa), l'agenzia federale statunitense che si occupa della protezione ambientale, e il California Air Resources Board, la divisione californiana dell'agenzia, hanno diffuso la notizia che 482mila modelli di automobili Volkswagen e Audi con sistema Tdi da 2 litri vendute negli Stati Uniti tra il 2009 e il 2015 avevano installato un software che ne aveva falsificato la quantità di emissioni di ossidi di azoto.
Una parte delle autovetture del gruppo Volkswagen (di cui anche il marchio Audi fa parte) sono caratterizzate da un motore Tdi (marchio anche questo di proprietà Volkswagen), che indica i modelli Diesel - quindi alimentati a gasolio - a iniezione diretta e turbocompressore, il che significa: un risparmio economico in termini di carburante, una bassa quantità di emissioni e prestazioni elevate per quanto riguarda la potenza.
In altri termini, la Volkswagen avrebbe inserito un software nei motori delle auto Tdi di 2 litri di cilindrata, in grado di riconoscere quando la macchina stava affrontando un test e quando, invece, si trovava in condizioni di guida normale. In questo modo, il software durante i test limitava fortemente le emissioni di ossido di azoto, emissioni che quando il software era disattivato - e quindi in condizioni di guida normale - aumentavano tra le 10 e le 40 volte, violando così le norme anti inquinamento.
La Volkswagen, attraverso il proprio amministratore delegato Martin Winterkorn e il suo omologo della divisione statunitense dell'azienda, Michael Horn, ha ammesso le proprie responsabilità e si è scusata pubblicamente.
L'azienda tedesca ha inoltre aggiunto che 11 milioni di automobili avrebbero a bordo il software incriminato e, per questa ragione, ha stanziato 7 miliardi di dollari per disinstallarlo dalle auto. Inoltre, l'azienda ha sospeso, il 20 settembre, la vendita di macchine con motore Tdi negli Stati Uniti.
Il 21 settembre, primo giorno a mercati finanziari aperti da quando è stato reso noto lo scandalo, il titolo Volkswagen ha perso 20 punti percentuali presso la borsa di Francoforte.
Ma cosa rischia, adesso, la casa automobilistica tedesca?
Oltre al tracollo del titolo in borsa e la perdita di fiducia da parte dei consumatori, la Volkswagen rischia in primis una multa da parte dell'Epa e che potrebbe raggiungere la cifra di 18 miliardi di dollari, circa 37.500 dollari per ciascuna auto su cui il software era stato installato.
Una multa del genere potrebbe avere durissime ripercussioni su un'azienda che, solo nella giornata del 20 settembre, ha perso un quinto del proprio valore e il pagamento della sanzione potrebbe non porre fine alla problematica situazione.
L'agenzia di rating Fitch, infatti, ha reso noto che queste accuse potrebbero compromettere in modo serio l'immagine della Volkswagen.
Va inoltre ancora chiarito se il software usato sui motori Tdi era diffuso solamente tra le auto in vendita negli Stati Uniti o anche in altri Paesi. A questo riguardo il governo tedesco ha iniziato a fare le dovute valutazioni e seguiranno, con tutta probabilità, altri Paesi europei.
Il 23 settembre l'amministratore delegato Martin Winterkorn si è dimesso dal proprio incarico, pur definendosi estraneo ai fatti.
Resta ancora da capire se il governo tedesco fosse informato o meno delle emissioni truccate dalla Volkswagen: secondo il quotidiano tedesco Die Welt, infatti, l'esecutivo era informato sui fatti.
Altra incognita è se oltre alla casa automobilistica di Wolfsburg anche altre industrie abbiano manipolato le emissioni. Secondo la testata tedesca Auto Bild, infatti, anche la Bmw inquinerebbe dieci volte in più rispetto ai test su strada, ma questo fatto non è al momento stato dimostrato da alcuna autorità.
La casa automobilistica Volkswagen è stata fondata nel 1937 a Wolfsburg, in Germania, e negli anni ha acquisito diversi altri marchi del mondo dei motori, come Audi, Suzuki, Lamborghini, Bentley, Skoda, Scania, Seat, Ducati e Porsche.

Articolo da leggere nel quale viene raccontato come era Calderoli e come è oggi. Perfettamente uguale.

L’inutile ribalta di Calderoli. Dal grande falò delle leggi alla Emendamenti Spa. Quando era al Governo bruciò faldoni di norme. Ora sforna proposte fotocopia

  
Perché, in fondo, Roberto Calderoli è così. E’ uno che ama gli eccessi e la Lega allo stesso modo. E allo stesso modo è pronto a tutto sia per l’una sia per l’altra sua grande passione. Ma niente è casuale in Calderoli. Niente. Nemmeno i dieci milioni di emendamenti alla riforma del Senato. Per dire.…Continua →
Politica


Perché, in fondo, Roberto Calderoli è così. E’ uno che ama gli eccessi e la Lega allo stesso modo. E allo stesso modo è pronto a tutto sia per l’una sia per l’altra sua grande passione. Ma niente è casuale in Calderoli. Niente. Nemmeno i dieci milioni di emendamenti alla riforma del Senato. Per dire. Era il gennaio del 2009 quando l’ ex ministro leghista della Semplificazione annunciò il taglio di “29 mila leggi”. E siccome non tutto gli riesce con il buco dentro, liquidò con una smorfia il dettaglio che la sua rottamazione aveva inghiottito alcuni provvedimenti francamente trascurabili, come la legge con cui era stata abolita la pena di morte o quella che aveva istituito la Corte dei conti.
IL PERCORSO
Dettagli, che volete che sia. “Se su 29 mila leggi tagliate ce ne vengono segnalate solo quattro, significa che abbiamo fatto un lavoro della Madonna”, disse Roberto euforico. Pochi mesi più tardi spiegava che “entro il 2009 lo Stato sarà normato da soli 13.800 atti: ne abbiamo 440 mila ma 36 mila sono stati già abrogati e altri 40 mila lo saranno entro l’estate”. Quando a Palazzo Chigi è arrivato Mario Monti, il professore si è ritrovato dentro la stessa giungla normativa che Calderoli voleva potare. Stavolta, forse, un risultato lo ha centrato. “Io e la Lega abbiamo ritirato ufficialmente circa 10 milioni di emendamenti e ne abbiamo mantenuti 19 all’articolo 1 e sei all’articolo 2”, conferma Calderoli, riferendosi alla montagna di carta che il Carroccio aveva deciso di mettere sulla strada della riforma del Senato.
L’EPILOGO
Il ritiro degli emendamenti, spiega Calderoli, “ha consentito di sventare il golpe di Renzi di imporre un voto predefinito dell’Aula del tutto inattuabile, l’8 ottobre, una data così ravvicinata che avrebbe consentito l’aberrante e patologico richiamo alla cosiddetta tagliola, attribuendone a me la responsabilità”. Stavolta il taglio c’è se stato. Ma su se stesso. In fondo non c’è da stupirsi. Calderoli è sempre stato un parlamentare sopra le righe. Dal Porcellum ai “complimenti” all’ex ministro Kyenge, il leghista si è sempre tirato dietro le critiche di quasi tutto il mondo politico italiano.

dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...