giovedì 22 agosto 2013

I grillini sono ridicoli, incapaci, incompetenti, ignoranti, presuntuosi, servi...........impossibile fare anche sono un accostamento con Boldrini che ad oggi è la migliore presidentessa della camera. E a dire il vero la vedrei bene anche com Presidente della Repubblica.


Boldrini sotto attacco grillino Ma i deputati M5S restano al mare

Montecitorio La seduta convocata per l’avvio del dibattito sul femminicidio si trasforma in una bagarre contro la presidente

Camera - informativa del Governo sul Consiglio Europeo
I riflettori a Montecitorio erano stati "posizionati" sullo scranno della presidente Laura Boldrini (Sel) all’indomani di Ferragosto, quando in una nota si annunciava che «la Camera dei Deputati riapre il 20 agosto» e che la presidente Boldrini sarebbe stata presente. Una precisazione dovuta alle polemiche sollevate dai grillini sulla presunta assenza della numero uno di Montecitorio. Così, come da copione, alle 13.10 di ieri la seduta che ha incardinato l’iter per la discussione e l’approvazione del decreto legge sul femminicidio si è trasformato in un vero e proprio attacco congiunto che ha prolungato una seduta di pochi minuti in una «corrida» durata oltre un’ora e mezza. In un’Aula praticamente deserta: presenti solo 104 deputati, di cui 48 del Pd, 23 del Movimento 5 Stelle, 4 del Pdl, 8 di Sel, 4 del Misto e 15 di Scelta civica. Scesi poi a 77 a fine lavori.
I toni più duri sono quelli del leghista Gianluca Buonanno che alla Boldrini ha chiesto: «La seduta non si poteva fare prima? Non potevamo lavorare una settimana invece che un giorno? Devi andare al mare? Questo voglio chiederti, cara donna Prassede». E alla presidente che, con pacatezza, ha sottolineato che il deputato leghista «non sa esprimersi senza offendere», ha controreplicato: «Guardi che non è un’offesa, donna Prassede è un personaggio dei Promessi Sposi...». Ma sono soprattutto i deputati 5 stelle che sono intervenuti numerosi (presenti però in 23 sui 106 del gruppo), tutti contro la Boldrini. Massimo Artini ha chiesto polemico: «Questa seduta il 20 le faceva comodo tra una vacanza e l’altra? Spero di no, presidente». Il collega Walter Rizzetto ha puntato il dito sugli sprechi: «La seduta di oggi è costata, a spanne, 150-200mila euro e noi avremmo preferito dare questi soldi magari ai centri antiviolenza». Ma la Boldrini non ha esitato a rispondere: «Ma lei ha capito che è un obbligo essere qui? La Costituzione ce lo chiede, cosa parla di sprechi? Questo è un esercizio democratico». Più diplomatico Luigi Di Maio, che è deputato grillino e anche vicepresidente della Camera: «Lei ha postato su Fb la notizia di oggi ma sui giornali è stato scritto che il Parlamento tornava a lavorare. Allora avrei voluto la stessa solerzia per smentire la notizia che la Boldrini aveva chiamato tutti all’appello ma che questo era solo un adempimento formale. Ora, visto che siamo qui, ricominciamo a lavorare davvero, perché da oggi al 6 settembre ci sono altri 16 giorni di ferie. Ma se i presidenti delle commissioni stanno pensando di iniziare prima, lo apprendo adesso e vorrei saperlo ufficialmente». Decisamente sopra le righe il deputato grillino Andrea Colletti: «Capisco la Boldrini. Nella sua vita professionale ha sempre strumentalizzato le tragedie di poveri rifugiati - scrive su Facebook - ora che è diventata presidente della Camera (non certo per meriti suoi visto che si dimostra spesso una incapace) giustamente strumentalizza omicidi di donne per farsi un po’ di pubblicità. Se questa è maturità preferisco di gran lunga l’immaturità».
Un "dibattito" paradossale, al quale la Boldrini ha replicato di volta in volta. «Le polemiche sono tutte chiacchiere di chi non ha argomenti validi - ha detto poi a margine la presidente della Camera - dispiace che accada e non sono segno di maturità. Tutto questo va a discapito dell’istituzione stessa e allontana i cittadini dalle istituzioni. Dispiace a chi, come me, sta cercando di avvicinare i cittadini alle istituzioni. Evidentemente chi solleva polemiche prestestuose non ha lo stesso obiettivo». Cerca di controbbattere a un attacco ormai irrecuperabile, il capogruppo Pd in commissione Giustizia, Walter Verini: «Quando il Parlamento funziona e lavora, il Movimento 5 Stelle sembra entrare nel panico e perdere la sua ragione sociale: denigrare le istituzioni. La seduta della Camera di oggi è un atto di normalità istituzionale. Rendo noto ai colleghi grillini che la presidente della commissione Giustizia, Donatella Ferranti del Pd, ha contattato il suo omologo della commissione Affari costituzionali per anticipare la riunione degli uffici di presidenza delle due commissioni e avviare così la discussione del decreto sulla violenza contro le donne il 26 agosto e non il 5 settembre. L’impressione - conclude Verini - è che il M5S abbia a cuore non la funzionalità del Parlamento ma la volontà di denigrarlo a tutti i costi».
Nella bagarre sollevata dai grillini il rischio boomerang però è altissimo. Sulla rete la base è inferocita: «Dov’erano gli altri 84 deputati?? E noi paghiamo». Nel frattempo il deputato grillino Stefano Vignaroli posta sulla rete una foto che lo ritrae al mare con fidanzata e grigliata di pesce. Eppure nel manuale del giovane grillino la coerenza dovrebbe essere tra i primi punti.
Le premesse per un autunno bollente a Montecitorio non mancano. Una riflessione sul femminicidio: se al posto della Boldrini ci fosse un uomo, anticipare al 20 agosto la seduta della Camera sarebbe stata pubblicità?

1 commento:

Unknown ha detto...

Avanti a tutta presidente Boldrini. Non ti curar di loro......

dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...