sabato 29 aprile 2017

I grillini bugiardi, come i leghisti, non si smentiscono mai.


28 aprile 2017

Ong, quando per il M5s il Moas era un ente benefico

Nel 2015 l'europarlamentare 5 stelle Corrao a bordo della Phoenix raccontava l'opera meritoria dell'organizzazione dei maltesi Catrambone. Ora nel mirino di Grillo e Di Maio.

             
Niente da fare, la polemica sulle Ong taxi del Mediterraneo è un piatto ricco per il Movimento 5 stelle che non molla la presa. Anzi, raddoppia. Luigi Di Maio in testa rilancia l'hashtag #rispettoPerZuccaro e cioè il pm di Catania che lancia accuse alle organizzazioni senza poter, dice, mostrare le prove. «Sul caso Ong il sistema sta reagendo in modo scomposto», scrive su Facebook il vicepresidente della Camera. «Evidentemente si è aperto un vaso di Pandora. Ora dobbiamo capire fino in fondo cosa sia stato nascosto ai cittadini italiani sulle operazioni nel Mediterraneo. Gli scafisti hanno contatti con alcune ONG? Le finanziano? Dei 180 mila migranti entrati in Italia nel 2016, quanti sono stati traghettati in Italia e quanti invece sono stati salvati?». E poi l'appello per Zuccaro, nuovo eroe pentastellato. Nonostante il caso sia finito al Csm.
Di più. Il Blog apre citando un articolo dell'odiato (almeno quando si occupa di Virginia Raggi e delle beghe capitoline) Messaggero, in cui viene fatto il punto sulle Ong che nel Mediterraneo operano. Scorrendo la lista ci si imbatte nella maltese e «controversa Moas (Migrant Offshore Aid Station) con le Phoenix e Topaz Responder».

QUANDO IL MOAS ERA SOSTENUTO DAL M5S. Ma non era proprio la Phoenix sulla quale nel settembre 2015 si faceva immortalare l'europarlamentare pentastellato Ignazio Corrao insieme con Regina Catrambone? Scorrendo il blog del grillino siciliano i dubbi si sciolgono. A scovare il vecchio link Gino Pino su Facebook, a dimostrazione che la Rete non perdona né dimentica. «La storia che vi sto per raccontare è una storia veramente eccezionale che ho potuto toccare con mano ieri a largo di Lampedusa», scriveva Corrao chiedendo ai lettori la stessa attenzione che il collega Di Maio invoca per Zuccaro e le sue denunce. «Ascoltatela con attenzione perché è una storia che va in totale controtendenza con la disarmante avidità con cui conviviamo ogni giorno», continuava l'europarlamentare. «È una storia positiva, una di quelle storie che ci fa credere che esiste speranza negli uomini in questo mondo».

Ignazio Corrao con Regina Catrambone a bordo della Phoenix. 

«La nave che vedete nella foto è la Phoenix», spiegava Corrao, «e la signora che è con me si chiama Regina Catrambone ed è originaria di Reggio Calabria. Lei e suo marito Christofer, statunitense, hanno deciso di trasferirsi a Malta (anche se stanno spesso a bordo) ed impiegare le proprie risorse private per salvare le vite dei migranti nel mar Mediterraneo. Si, avete capito bene, usano soldi privati per salvare vite umane. MIGLIAIA DI VITE UMANE» (in maiuscolo). Dunque un'opera meritoria e non delinquenziale come invece sostengono Beppe Grillo e Di Maio. Di più: «La nave dei coniugi Catrambone è la prima imbarcazione di salvataggio finanziata interamente da privati e appartiene al Migrant offshore aid station (Moas) che fa quello che gli Stati non fanno, ossia ricerca e salvataggio nel mar Mediterraneo. Sulla Phoenix ci sono due gommoni, due droni-elicottero, presidi sanitari e di prima accoglienza e la presenza nell’equipaggio di Medici senza Frontiere. L’equipaggio sta a bordo per mesi, vive costantemente alla ricerca del salvataggio di vite umane».

LA RICHIESTA DI FINANZIAMENTI. E poi arriva la parte finanziamenti, quella su cui Di Maio - testuale - vuole andare «fino in fondo». «Chiaramente una missione del genere ha un costo ingente (circa 12 mila euro al mese oltre all’investimento iniziale per la Phoenix», faceva notare Corrao, «e a causa dell’esaurimento delle risorse private dei Catrambone la missione era stata interrotta. Per poi fortunatamente riprendere grazie all’ingresso di nuovi soci e donazioni. Siamo stati ospiti sulla Phoenix e abbiamo intervistato Regina, che ci ha spiegato come secondo lei e suo marito è normalissimo che i privati facciano quello che le istituzioni non riescono a fare…». Insomma: è normalissimo che i privati facciano ciò che il pubblico non riesce a realizzare. Per cui perché non aiutare questa opera benemerita? «Per chi volesse saperne di più, e magari dare il suo contributo, sul sito del Moas c’è sia il contatore delle vite umane salvate (l’ultimo display ne conta più di 11.100) sia il contatore del crowdfunding, oltre alla analitica spiegazione di come si svolgono le missioni…». Per fare luce sul presunto business delle Ong Di Maio avrebbe potuto chiedere all'amico Corrao che su quella nave c'era stato e addirittura aveva intervistato Regina Catrambone ora accusata di fare soldi sulla "pelle di poveracci" in combutta con gli scafisti.

Carte false contro Renzi . Mentre il pluricondannato Travaglio non si pr...

Ah, ah, ah..... Questi grillini!!!!! Una proposta di legge elettorale fatta proprio a misura del M5S. E dire che continuano a ripetere che a loro non interessano le poltrone. Suggerisco di fissare il premio di maggioranza al 32%. Certamente una legge come questa la voteranno tutti gli intellettualoidi di sinistra. Non fosse altro che per far dispetto a Matteo. La ragione di tutta la loro vita.

Premio di governabilità e sbarramento al 5%; collegi molto piccoli per trasformare di fatto la legge in un maggioritario
NEXT QUOTIDIANO
La Stampa racconta oggi di una proposta nuova del MoVimento 5 Stelle al Partito Democratico per la legge elettorale, dopo il richiamo di Sergio Mattarella a fare presto. La proposta prevede un abbassamento della soglia per il premio di maggioranza al 35%, uno sbarramento al 5% per eliminare i piccoli partiti e il metodo d’Hondt per l’attribuzione dei seggi. Tutte proposte che avvicinerebbero la possibilità per i 5 Stelle di avere la maggioranza assoluta del Parlamento dopo le prossime elezioni:
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I 5 Stelle sono rimasti molto colpiti dalla risposta dell’ex premier durante il confronto Sky sulle primarie del Pd dove, di fronte alla domanda del ministro Andrea Orlando, non ha escluso le larghe intese con Silvio Berlusconi. Se la legge rimarrà questa, un proporzionale puro, lo scenario più probabile è quello. Ma i grillini hanno anche annusato che a breve arriverà qualche novità interessante. Sanno che Renzi ha qualcosa in serbo.
E non vogliono farsi trovare impreparati quando domenica sera sarà incoronato segretario del Pd. A quel punto la storia cambierà, il leader dem farà la sua proposta e cercherà un’intesa in Parlamento. «Se Renzi gioca pulito – spiega un parlamentare della prima commissione e fa una cosa seria in modo che o vince lui, o noi, o il centrodestra, noi siamo disponibili a parlare. Ma no ai trucchetti».

venerdì 28 aprile 2017

Casaleggino di Svevia in TV , Renzi e Barnard sfottono la dina$tia Casal...

venerdì 28 aprile 2017 17:00 

Il daspo di Marcello De Vito ai lavoratori Multiservizi che protestano contro la giunta M5S

In omaggio alla democrazia IN diretta, Marcello De Vito, presidente dell’Assemblea Capitolina, ha annunciato su Facebook di aver cacciato alcuni lavoratori della Multiservizi che avevano protestato ieri “Ho appena firmato il provvedimento di esclusione dall’Aula per due mesi di alcuni cittadini, resisi protagonisti di tumulti durante la seduta di ieri (e non solo…). Non è una bella cosa, mi rendo conto. Ma e’ un atto necessario! Non si può pensare ogni volta di fare irruzione in Aula ed imporre le proprie questioni, sovvertendo l’ordine dei lavori previsto. Ieri ho dovuto sospendere la seduta su un provvedimento fondamentale: ossia la delibera che istituisce la commissione di indagine sui piani di zona. Anche questo e’ un tema importante per Roma. Molto importante! Riguarda la casa (e quindi la vita!) di decine di migliaia di famiglie romane. Inutile che oggi ‘i soliti noti’ si presentino in Aula”. Ieri pomeriggio l’Aula era stata teatro di una vivace protesta da parte di alcuni lavoratori della Roma Multiservizi che aveva costretto De Vito a sospendere i lavori e a chiedere l’allontanamento dei manifestanti. Quelli daspati dal presidente sono circa una trentina.
marcello de vito
Il provvedimento non pare essere piaciuto molto, visto che in molti si sono presentati a protestare sulla pagina del presidente dell’Assemblea. Nel corso della seduta dell’assemblea capitolina i consiglieri d’opposizione, Orlando Corsetti del Pd, Stefano Fassina di Sinistra per Roma e Fabrizio Ghera per Fdi, hanno chiesto che “venga ritirato il provvedimento di esclusione dall’aula per due mesi dei lavoratori Multiservizi” che ieri hanno protestato nel corso della seduta in aula Giulio Cesare.
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“Censurare la Multiservizi non è giusto. Sono lavoratori che venivano sostenuti dal M5s quando eravate all’opposizione e ora invece vengono espulsi dall’aula”, ha detto il capogruppo di Fdi Ghera mentre Fassina ha sottolineato che “emettere provvedimenti che vietano l’ingresso in aula ai cittadini rischia di abbassare l’asticella che garantisce la partecipazione dei cittadini”. I lavoratori di Roma Multiservizi avevano già inscenato un’altra protesta alla fine di dicembre accusando il M5S di aver preso i voti illudendoli ma poi evitando di fornire una soluzione definitiva come promesso. Era stata l’allora assessora all’ambiente Paola Muraro a promettere che i lavoratori venissero assunti in AMA. Una promessa che poi Colomban si era dovuto rimangiare.

La lettera aperta della titolare di un bar di Ostia finito nelle mire dei clan a Virginia Raggi
MARIO NERI
Carmela De Marco, titolare del bar di Ostia finito nelle mire dei clan, ha scritto una lettera aperta alla sindaca di Roma Virginia Raggi pubblicata oggi da Repubblica Roma. La De Marco critica la sindaca per aver detto che tutto va bene ad Ostia:
CARA sindaca,
leggo dai giornali che lei è venuta a Ostia e ha detto che va tutto bene. Ma lei è per caso il sindaco di New York? O di Roma? È venuta a Ostia a 400 passi dal mio bar finito otto mesi fa nelle mani degli Spada e della rete dei loro complici (prestanome titolari di agenzie immobiliari e la lista è lunga); e che solo grazie all’aiuto di una campagna stampa condotta dal giornale che ospita questa mia lettera e delle forze dell’ordine sono riuscita a riavere.
Lei viene a Ostia e non si è preoccupata di venire a darmi un conforto. Anzi, si permette di dire che va tutto bene a Ostia? Lo sa che così lei si è guadagnata i voti dei criminali? Le chiedo di venire a vedere in che condizioni vivo io e la mia famiglia oggi, col terrore che mi brucino viva o che mi ammazzino ogni giorno. Cara sindaca, scenda dal piedistallo e guardi la realtà invece di parlare di legalità a Ostia. Io e tanti commercianti siamo nella morsa dei criminali. E voi sareste i paladini della legalità accanto alla gente? Voi sareste quelli che combattono la mafia?
Cara sindaca a Ostia la legalità è un miraggio e dire che va tutto bene significa fare un favore a chi le regole le vuole mantenere sottosopra. Quando dice certe cose, si rende conto del danno che fa alla gente perbene che a Ostia ci vive e sulla propria pelle subisce il male di questi malavitosi? Io sono sola, a parte la solidarietà di chi mi è stato vicino in questa vicenda. Io vorrei che lei si scusasse con me e con tutta le gente perbene di Ostia per le dichiarazioni che ha fatto durante la sua visita. Qui a Ostia non va bene niente, se lo ricordi. E vorremmo che lei stesse dalla nostra parte.
ostia lungomare 1
All’inizio di aprile un articolo di Federica Angeli ed Enrico Bellavia aveva raccontato la strategia dei clan per agganciare gli imprenditori in difficoltà invitandoli a concedere in affitto l’attività per rifiatare e ripartire quando la liquidità sarà nuovamente in cassa:
È successo con il tentativo di esproprio del lido Orsa Maggiore, denunciato da Repubblica, è accaduto con una tabaccheria e una gelateria in via Stiepovich, cui sono seguiti blitz e arresti.
Nell’ultimo anno a Ostia, gli Spada e i loro alleati, i Fasciani, guidati da Terenzio, detto Garibaldi, con all’attivo un’accusa per mafia schivata in secondo grado, mostrano di non accontentarsi più, vogliono prendersi quanta più roba è possibile, piazzare bandierine nella città che conta. Far vedere, esibire la propria potenza sottraendo i sia pur esigui margini di concorrenza.
Succede così che in poche settimane il sistema si sia messo in moto, replicando con meticolosa efficienza lo schema di sempre. Il primo caso ha fatto scuola. E a seguire se ne sono verificati altri cinque: via Corrado del Greco, via delle Azzorre, via Piola Caselli, via dei Promontori, piazza della Stazione Vecchia, piazza Quarto dei Mille.

dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...