venerdì 5 agosto 2016

Scalfarottto ha mille volte ragione. Noi abbiamo giovani con tre lauree e vari phd e vari master che non trovano lavoro o sono costretti ad andare all'estero e poi ci ritroviamo con un presuntuoso che ha provato a prendere due lauree senza riuscirne a prenderne una che fa il vice presidente della camera. A casa la casta grillina.

Scalfarotto contro Di Maio: “Voglio vedere il suo CV, non ha nemmeno la laurea”

Scalfarotto contro Di Maio: “Voglio vedere il suo CV, non ha nemmeno la laurea”

 

Nuova polemica sul vicepresidente della Camera. Il sottosegretario dello Sviluppo Economico Ivan Scalfarotto contro Di Maio, in discussione il curriculum  e le esperienze del grillino

Nuovo attacco a Di Maio:

Non c’è un momento di pace per Luigi Di Maio. Il vicepresidente della Camera, con le sue idee politiche ben chiare e le sue dichiarazioni spesso molto dirette, è uno dei personaggi più in vista del Movimento 5 Stelle e tra i più discussi dalle altre fazioni politiche. Ivan Scalfarotto contro Di Maio, il sottosegretario allo Sviluppo Economico si scaglia contro il grillino attaccandolo in quanto non laureato. Scalfarotto, dal Caffé della Versiliana in provincia di Lucca, ha messo in discussione con i giornalisti il curriculum di Luigi Di Maio paragonando con le sue esperienza lavorative.

Ivan Scalfarotto contro Di Maio:

Visto che l’onorevole Di Maio si candida come presidente del Consiglio dei Ministri, quindi aspira ad un ruolo di grande responsabilità, mi piacerebbe vedere un suo curriculum, chiedergli per esempio in che cosa è laureato. Perchè non mi risulta che lo sia, per esempio…” ha dichiarato Ivan Scalfarotto contro Di Maio. Un attacco chiaro quello del sottosegretario allo Sviluppo Economico, che non ha ancora portato alla replica del grillino.
Le esperienze di Scalfarotto:
Io conosco fior fiore di professionisti che hanno deciso di fare politica. Non per voler personalizzare ma io ho lavorato per molti anni per una grande istituzione finanziaria, ho lavorato a Londra, ho lavorato a Mosca, guadagnavo prima più di quel che guadagno oggi e sono ben contento di guadagnare un po’ meno prima di tutto perché sono sempre ben pagato, e in secondo luogo perché rendo un servizio al mio Paese e credo sia un grande onore e un grande privilegio” ha aggiunto Ivan Scalfarotto, elogiandosi e confrontando le sue esperienze con quelle di Luigi Di Maio.

La cialtronata di Paola Muraro

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Paola Muraro, assessora all'ambiente nel comune di Roma, tirata in ballo da Daniele Fortini per non avere denunciato una truffa in corso, replica: "Non ho fatto alla procura quelle segnalazioni perché avevo un obbligo di riservatezza nei confronti dell'Ama".
La spiegazione non spiega nulla, anzi aggrava la sua posizione. Infatti ogni obbligo di riservatezza connesso a rapporti funzionali od organici con la pubblica amministrazione si arresta di fronte al sospetto di reato. Nel (giuridicamente) privato esistono obblighi di riservatezza che, anche in questo caso, non possono riguardare notizie di reato. Il sistema è oggetto anche della nota (anticorruzione e altro) legge 231.
Se per caso la Muraro avesse firmato un impegno con Ama per tacere sugli eventuali reati che avesse scoperto, avrebbe firmato un impegno nullo. Perciò, la scusa accampata (l'obbligo di riservatezza) è una vera cialtronata.

giovedì 4 agosto 2016

Questo è il segretario della Lega Nord che ha denunciato, insieme a Centinaio, una persona perbene come Rubiconto. La casta protetta non può essere querelata.E adesso i rappresentanti della Polizia Giudiziaria chiederanno a Salvini se ha scritto lui quelle frasi?

Salvini attacca Laura Boldrini: "Sei una tarata mentale"

Salvini attacca Laura Boldrini: "Sei una tarata mentale"
Matteo Salvini (fotogramma)
Il leader della Lega torna a insultare la presidente della Camera per le sue posizioni sull'immigrazione, durante un comizio ad Arcore. Il capo del Carroccio ha poi incontrato Berlusconi: "Colloquio cordiale e in amicizia. Sulle alleanze, vedremo"
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ARCORE - "Un incontro cordiale e in amicizia dopo l'operazione. Abbiamo iniziato a ragionare di contenuti, di tasse, immigrazione, Europa e Terrorismo. Vedremo". Lo ha detto Matteo Salvini, al termine dell'incontro con Silvio Berlusconi durato circa un'ora e mezza. Un accordo per una nuova alleanza di centrodestra si farà solo "se l'accordo è sui temi concreti, sulle cose da fare, senza raccattare i naufraghi del passato, gli Alfano, i Verdini, i Casini, di cui gli italiani fanno a meno", ha aggiunto il segretario della Lega, rispondendo ai giornalisti al suo arrivo alla festa del movimento che si è tenuta ad Arcore, da dove verso le 22 si è poi spostato a villa San Martino per l'incontro con Silvio Berlusconi. Secondo Salvini, "flat tax al 15%, meno Stato, quindi no prefetture o soprintendenze, e riforma della giustizia a partire da quella civile". Nella Lega e anche nel centrodestra, ha concluso, "ci sono decine di amministratori locali che potrebbero fare i ministri meglio della Boschi e Renzi".

Arcore, Salvini attacca Laura Boldrini: "È tarata mentalmente"

Nel suo discorso alla festa del movimento leghista, Salvini non ha risparmiato nuovi attacchi alla presidente della Camera, Laura Boldrini. Prima "un saluto e affettuoso e commosso" è stato indirizzato alla presidente della Camera Subito dopo, il leader del Carroccio è tornato però a criticare in maniera diretta gli interventi della Boldrini in materia di politiche per l'immigrazione. "Sei una tarata mentale, se pensi - ha detto Salvini - che bisogna sostituire gli italiani che non fanno figli con gli immigrati: domandati perché gli italiani non fanno più figli".

mercoledì 3 agosto 2016

Il qualunquismo grillino non ha limiti. Se Renzi fa pagare il canone Rai nella bolletta dell'ENEL non va bene. Va bene far pagare la Tari nella bolletta dell'ACEA. Non sono nuovi, erano solo sconosciuti.

Raggi: "Come il canone Rai, anche la Tari nella bolletta Acea"

 POLITICA
  
Raggi: Come il canone Rai, anche la Tari nella bolletta Acea
Immagine d'archivio (FOTOGRAMMA)
"Il pagamento della Tari, in analogia a quanto in essere per il canone Rai, può avvenire unitamente alla bolletta elettrica o idrica di Acea Spa. In tal modo, il panorama di utenze fantasma andrà immediatamente a restringersi e si allargherà la platea degli utenti contribuenti". E' quanto ha affermato la sindaca di Roma Virginia Raggi illustrando le 'Linee programmatiche 2016-2021 per il Governo di Roma Capitale' in Assemblea capitolina.
"Acea Spa detiene il data base utenze elettriche residenziali, artigianali, commerciali e industriali di oltre il 60% delle utenze romane - ha spiegato - la bollettazione idrica ed elettrica, pertanto, può comprendere anche la riscossione della Tari in quanto già disponibili le banche dati di riferimento che dovranno essere opportunamente incrociate per lo scopo".
La sindaca ha spiegato che il "monitoraggio e controllo" è "inteso come monitoraggio delle utenze fantasma".
"Roma Capitale - ha detto la Raggi - deve rivendicare e fare propria ogni sinergia attivabile tra le società del Gruppo Comune di Roma, in primis Acea Spa La prima sinergia di cui riappropriarsi è il ricorso all’efficientamento delle competenze che devono essere ricondotte a servizio della città, tanto nel dare che nell’avere".

Il contratto della Raggi finisce in Procura. Denunciata la Casaleggio

Nuova querela per il Movimento 5 Stelle. L’accusa: attentato contro lo Stato, truffa e associazione a delinquere

virginia raggi
di Marco Zonetti

Altri guai giudiziari per il M5S. La vittoria dei ricorsi contro le espulsioni di alcuni candidati romani ha scatenato un autentico “assalto giuridico” al movimento, che - dopo l’esposto dell’avvocato Venerando Monello presentato al tribunale di Roma sulla presunta ineleggibilità della Raggi - torna per l’ennesima volta nell’occhio del ciclone con una nuova querela, questa volta presentata da Orazio Fergnani e Giorgio Vitali, che già da anni - tramite il loro sito www.albamediterranea.com - si propongono di smascherare eventuali contraddizioni e scheletri nell’armadio del Movimento Cinque Stelle.
L’oggetto della querela è il controverso “contratto” fatto firmare ai candidati delle amministrative, secondo il quale gli eletti al comune di Roma potranno essere multati per qualunque atto che Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio (nel frattempo deceduto, quindi si presume che in questo senso la mano passi al figlio Davide) riterranno lesivo dell’immagine del Movimento. Ulteriore clausola vuole che, sempre per volere di Casaleggio e Grillo, gli eletti saranno anche obbligati a dimettersi. La stessa Raggi ha del resto candidamente confessato che, se glielo chiedesse Beppe Grillo, sarebbe disposta a lasciare la poltrona di sindaco. Il contratto precisa anche che «Le proposte di atti di alta amministrazione, e le questioni giuridicamente complesse verranno preventivamente sottoposte a parere tecnico legale a cura dello staff coordinato dai garanti del M5S». In soldoni, gli eletti del Movimento non potranno prendere decisioni rilevanti riguardo all’amministrazione comunale qualora gli atti non venissero prima approvati da Grillo e Casaleggio, che hanno facoltà di nominare del tutto autonomamente lo staff di comunicazione del gruppo consiliare del M5S ed eventualmente anche quello del sindaco.
Proprio questi punti vengono contestati da Fergnani e Vitali nella loro querela, che si estende anche a tutti i candidati che abbiano sottoscritto il contratto in questione. I reati imputati da Fergnani e Vitali alla Casaleggio & Associati sono vari: concorso formale in reato continuato; attentato contro l’indipendenza e l’unità dello Stato; attentato contro la Costituzione dello Stato; tentativo di usurpazione di potere politico; attentato contro organi costituzionali e contro assemblee regionali; attentati contro i diritti politici del cittadino; associazione a delinquere; minaccia; truffa; abuso della credibilità popolare, e così via.
Queste gravi contestazioni, ancora da confermare e che dovranno ovviamente essere oggetto dell’analisi delle autorità competenti, diventano dunque una ulteriore gatta da pelare per Virginia Raggi, che finora ha sempre sminuito ricorsi, esposti e quant’altro, arrivando a ignorare del tutto la questione dei candidati espulsi e poi riammessi, ma comunque mai - ingiustamente - rimessi in condizione di presentarsi alle elezioni, malgrado la procedura della loro esclusione sia stata contestata dal giudice.
Dopo il caso Pizzarotti, il malcontento - già fortissimo - dilaga nel m5s in tutta Italia, ma è soprattutto a Roma che volano i coltelli dietro la facciata “raggiante” della candidata a sindaco. In molti lo chiamano già il “movimento delle querele”, non solo per i fatti succitati, ma anche per la facilità con cui queste fioccano ai danni di attivisti scomodi o giornalisti, spesso semplicemente rei di aver contestato questo o quel portavoce o di aver rilevato incongruenze nelle procedure. Fatto del tutto peculiare, visto che qualche anno fa - prima dell’ingresso in Parlamento - la querela veniva considerata uno strumento per imbavagliare l’opposizione o addirittura espedienti per soffocare la verità.
Tornando alla questione del contratto, è quanto mai inquietante che eventuali sindaco e consiglieri - eletti pubblicamente e, come tali, soggetti soltanto ai cittadini - possano essere addirittura liquidati secondo un atto privato. Fatto più inquietante di tutti, lo “staff” che avrebbe tale potere risulta ancora misterioso, anche se è stata resa nota la presenza di un “minidirettorio” composto da parlamentari, europarlamentari e consiglieri in Regione Lazio. Notizia che ha scatenato l’attacco del senatore del Pd Esposito, secondo cui: "Mentre ieri Roberto Giachetti, come aveva promesso, e in piena autonomia, ha presentato la sua giunta, oggi Virginia Raggi ci comunica che le scelte per la capitale d'Italia, nella remota ipotesi che il m5s possa guidare Roma, saranno affidate, come da regolamento del movimento ed evidentemente da contratto con la Casaleggio & co, ad uno staff composto da 4 persone che con Roma e la eventuale giunta nulla hanno a che fare. Questa è l'idea di governo e di amministrazione di Roma che alberga a Milano, nella sede di una società privata che, se la Raggi dovesse vincere, deciderà le sorti di milioni di cittadini della capitale. Davvero un gran bel programma". Andrea Romano, dal canto suo, stigmatizza così: “La Raggi e i candidati al comune di Roma sono talmente inaffidabili agli occhi dei loro capi da essere messi sotto tripla tutela: la Casaleggio associati, l'oscuro staff e i parlamentari a 5 stelle. Non si fidano di lei e degli altri al punto che non gli è bastato neanche il contratto capestro”.
Contratto capestro che approda dunque in tribunale e che rappresenta l’ennesima stoccata al movimento a pochi giorni dalle elezioni romane. I cittadini ci penseranno due volte prima di affidare le sorti della città a una candidata legata a un contratto con una società privata, che avrebbe diritto di “vita e di morte” su di lei e sulla sua squadra? Dopo le dimissioni di Ignazio Marino e il commissariamento, Roma non meriterebbe forse di pensare serenamente a un sindaco libero da vincoli di qualunque natura e soggetto soltanto ai cittadini? Il responso fra poco meno di due settimane, tutt’altro che facili per la Raggi e il suo entourage.

I grillini sono diventati il partito del copia e incolla. Povera politica.

Il copia e incolla di Raggi
Ecco i brani del programma
pescati da altri documenti

Il programma per il governo della Capitale, che la sindaca di Roma ha presentato lunedì al consiglio comunale, è stato copiato da una serie di documenti già presenti sul web 

Virginia Raggi
shad
«Roma Capitale è portatrice di una visione biocentrica che si oppone all’antropocentrismo specista che nella cultura occidentale ha trovato la sua massima espressione». Siamo alle prime righe del punto 4 («Tutela diritti degli animali e biodiversità») del capitolo 6 delle Linee programmatiche 2016-2021 per il Governo di Roma Capitale. È il programma con cui Virginia Raggi si è presentata lunedì al consiglio comunale di Roma, testo di cui hanno dato conto tutti i mezzi di informazione. Se negli anni Novanta eserciti di musicologi e periti di ogni tipo si divisero sull’ipotesi che la star planetaria Michael Jackson avesse copiato la sua «Will You Be There» dalla decisamente meno nota «I cigni di Balaka» del nostro Al Bano, sulla «visione biocentrica opposta all’antropocentrismo» del programma della Raggi dovrebbero esserci molti meno dubbi. Basta leggere alcune righe del documento finale di una vecchia conferenza programmatica della Federazione dei Verdi (proprio loro, il partito che fu di Pecoraro Scanio) facilmente scaricabile al link www.verdi.it/download/animali.pdf. In particolare queste: «Siamo portatori di una visione del mondo biocentrica che si oppone all’antropocentrismo che nella cultura occidentale ha trovato la massima espressione (…). Oggi, alla difesa di questi diritti (…) si aggiunge la lotta con lo specismo». Le prime righe sono di fatto uguali. Mentre lo «specismo» del vecchio documento dei Verdi si trasforma, nella versione Raggi, nell’aggettivo «specista» appiccicato all’«antropocentrismo» (presente, ovviamente, anche nel testo dei Verdi).
Copiati integralmente o in parte
Con un’abbondante dose di generosità si potrebbe sostenere che è tutto un caso. Oppure che gli estensori del programma di Raggi si siano «ispirati» al vecchio documento dei Verdi, confinato in un sito web che nessuno monitora da secoli. Ma l’abbondante dose di generosità svanisce di fronte alla scoperta che il signor Tommaso Martelli, già candidato al consiglio comunale di Roma con la Lista Marchini, ha fatto quarantott’ore fa. Martelli, reduce da una campagna elettorale quasi integralmente concentrata sull’abbandono dell’Ospedale Forlanini, è anche uno di quegli esperti di comunicazione che mescola i tic del ragazzino «smanettone» a un’adulta competenza sulle nuove tecnologie. Non appena le linee programmatiche della Raggi sono state caricate sul sito del Comune di Roma, gli è venuta l’idea di prendere i brani più «tecnici» e infilarli nella stringa di ricerca di Google. Che cosa ha scoperto? Semplice. Che dei brani interi del programma illustrato dalla Raggi sono stati copiati da documenti già presenti sul web. Integralmente o in parte. Un po’ lo stesso scivolone in cui è caduta Melania Trump, sorpresa a saccheggiare un vecchio discorso di Michelle Obama.
A pagina 26, il punto 8.2.1 del capitolo dedicato a «Roma Semplice» contiene la stessa identica ricetta a cui arrivarono gli «Stati generali dell’informazione» contenuta in un recente articolo-manifesto facilmente consultabile sul sito dell’Agenda digitale al link http://www.agendadigitale.eu/smart-cities-communities/l-innovazione-delle-citta-passa-da-questi-punti-ecco-una-proposta-per-i-neo-sindaci_2339.htm. Un cambio qua, qualche correzione là e il gioco è fatto. 
Il capitolo sulla «Smart City»
Il link dell’Agenda digitale dev’essere piaciuto assai all’estensore materiale del programma della sindaca di Roma. Tanto che anche il punto 8.2.2 delle linee guida di Raggi è identico — tranne tre parole, «nel suo ambito» — al testo presente sul web («L’amministrazione è chiamata, nel suo ambito, alla definizione di una politica industriale del territorio, individuando i settori strategici sui quali realizzare specifiche azioni di abilitazione»). Mentre pezzi del capitolo sulla «Smart city» sono stati «presi in prestito» da articoli, saggi o proposte già presenti sulla Rete e l’incipit del capitolo sullo sport risulta copiato dall’articolo 1 di un recente protocollo d’intesa sottoscritto dall’Anci e dal Coni. Anche in questo caso, con qualche piccolo aggiustamento. Ma i piccoli aggiustamenti sono sempre troppo piccoli rispetto alla grandezza della Rete. Di citazioni, brani copiati, spunti presi in prestito nel programma di Raggi ce ne sono altri e sono facilmente individuabili grazie a Google. Perché la Rete sa essere una risorsa. Ma la Rete, come dice Grillo, «non perdona». Mai.

Questo è il paese che Salvini ama. Lo stesso Salvini che querela persone perbene come Rubiconto utilizzando lo status di casta e impiegando i soldi delle nostre tasse per pagare i suoi avvocati. Noi gli avvocati li paghiamo con il nostro stipendio.

Corea del Nord, nuovi lanci di missili balistici

Corea del Nord, nuovi lanci di  missili balistici
Il sistema di difesa antimissile schierato dagli Usa nella Corea del Sud (ansa)
Due razzi sono caduti nelle acque antistanti la provincia di South Hwanghae, nell'area nordcoreana. A metà luglio furono lanciati altri tre ordigni: Pyongyang aveva minacciato Usa e Sud Corea di azioni "ritorsive" se avessero dispiegato il sistema di difesa antimissile THADD. Stati Uniti: "Sono missili a medio raggio". Uno è caduto a 250 Km dalle coste di Tokyo
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TOKYO - La Corea del Nord ha lanciato due missili balistici dalla costa nord orientale nella mattinata di mercoledì, secondo quanto riferito dal Comando di Stato maggiore congiunto di Seul. Il test segue quello di metà luglio, quando 3 missili vennero lanciati coprendo una distanza di 500-600 chilometri prima di cadere nelle acque del mar del Giappone. Secondo quanto riferisce il comando militare americano, i due missili sarebbero del tipo a medio raggio. Uno dei due sarebbe esploso subito dopo il lancio, avvenuto da una base missilistica nord coreana nei pressi di Hwangju, l'altro sarebbe caduto nel Mar del Giappone.

Il ministero della Difesa giapponese ha confermato che uno dei due missili lanciato dalla Corea del Nord è atterrato nelle acque territoriali del Giappone, a 250 km a ovest della penisola di Oga, nella prefettura di Akita, dopo aver sorvolato il mar del Giappone per circa 1.000 km. Se accertato sarebbe la prima volta dal 1998 che un razzo raggiunge le acque territoriali dell'arcipelago giapponese. L'agenzia sud coreana Yonhap, citando una fonte militare, ha indicato che si tratta di un missile a medio raggio del tipo Rodong con una gittata di 1.300 km, consentendo eventualmente al razzo di raggiungere le coste nipponiche. Il primo razzo sarebbe esploso subito dopo il lancio. In un comunicato il governo di Tokyo ha espresso una forte protesta nei confronti del regime di Pyongyang, ribadendo come l'azione sia contraria alle risoluzioni delle Nazioni Unite e rappresenta un'azione azzardata dal punto di vista della sicurezza di volo per le flotte commerciali.

In Giappone il ministro della Difesa Gen Nakatani ha ordinato lo stato d'allerta alle proprie forze di auto difesa (Sdf) dopo il lancio del missile balistico nordcoreano avvenuto alle 7:50 ora locale dalla provincia di South Hwanghae. Al momento non sembrano essere stati segnalati danni sul territorio giapponese, mentre si è riunita la task force per condurre ulteriori analisi nell'ufficio del premier Shinzo Abe. "Il lancio di questi missili - ha detto il ministro della Difesa - rappresenta un serio rischio per la sicurezza del Giappone"

Nei giorni scorsi la Corea del Nord aveva minacciato gli Stati Uniti e la Corea del Sud di "azioni militari" di ritorsione se quest'ultimi avessero dispiegato il sistema di difesa antimissile THADD. Il sistema è in corso di istallazione in alcuni siti della Corea del Sud e dovrebbe entrare in funzione entro la fine dell'anno.

Durissima la reazione di Washington alla nuova violazione da parte della Corea del Nord delle decisioni prese dal
Consiglio di sicurezza dell'Onu sull'armamento nucleare di Pyongyang e sul lancio di missili: "Siamo pronti a difendere con tutti i mezzi necessari la sicurezza dei nostri alleati nella Regione", ha fatto sapere il Dipartimento di Stato americano, allertando anche il Pentagono.

martedì 2 agosto 2016

«Muraro nella diretta streaming durante il blitz in azienda, mi ha chiesto di usare il tritovagliatore di Cerroni, di portare i rifiuti a un impianto abusivo, indagato, per cui vi è una inchiesta che ha per oggetto truffa ai danni di Ama»
NEXT QUOTIDIANO
«Il golpe c’è, è mirato a rimuovere chi in Ama crea ostacolo a disegni molto evidenti. Quali? Nei due incontri riservati, di cui abbiamo dato conto alla magistratura, che io e l’ingegner Filippi (ex dg Ama, ndr) abbiamo avuto con l’avvocato Manlio Cerroni presso la sede di AssoAmbiente, è stato molto esplicito. Quando noi rivendicavamo l’autonomia di Ama, il diritto di diventare un’impresa protagonista del ciclo dei rifiuti, lui ci rispondeva: ‘Siete degli illusi, tanto vi cacciano’». Daniele Fortinipresidente di Ama in uscita il 4 agosto ad Agorà su Rai3 oggi ha spiegato la sua versione dei fatti riguardo il golpe dei rifiuti denunciato con audacia e sprezzo del ridicolo ieri dal MoVimento 5 Stelle sul blog di Beppe Grillo.

Paola Muraro: la verità di Fortini sui blitz dell’assessora

E la sua versione dei fatti discolpa la sindaca Virginia Raggi per puntare il dito sull’assessora Paola Murato: «Il Comune può requisire a Manlio Cerroni l’impianto di Rocca Cencia. Non doveva essere costruito in quell’area, ma dentro il perimetro della discarica di Malagrotta. Mi è stato chiesto di portare rifiuti in un impianto abusivo», dice, riferendosi al patto segreto sull’immondizia che Stefano Vignaroli, la stessa Muraro e gli avvocati del gestore del Colari hanno sottoscritto insieme allo stesso Fortini. «Credo che sindaco Raggi sia stata manipolata da iniziative non sue», ha aggiunto. E di chi allora? È facile capirlo quando Fortini ripercorre l’intera vicenda, puntando l’attenzione sulla prima mossa della sindaca e dell’assessora: la visita all’impianto del Colari: «Perché il primo blitz viene fatto a Rocca Cencia e non al Salario? Perché il sindaco e Muraro vanno a Rocca Cencia con la Muraro che dice ‘non c’entro niente, qui ho sempre denunciato che le cose non vanno’? A Rocca Cencia c’è un inchiesta che potrebbe riguardarla, al Salario no». Fortinisottolinea che è l’impianto Tmb del Salario «quello dove abbiamo la crisi più acuta nei rapporti con i cittadini»e dove, secondo il presidente di AMA, «la risposta non può che essere il suo smantellamento perché il sindaco e Muraro non sono andate lì” e invece sono andate “a Rocca Cencia, con la Muraro che dice ‘non c’entro niente, qui ho sempre denunciato che le cose non vanno’ facendolo in diretta streaming e proteggendosi con il sindaco per dirlo a tutti?». E se non fosse abbastanza chiaro, aslla giornalista che gli chiede se intende dire che l’attuale assessore capitolino all’Ambiente Paola Muraro lo caccia per fare gli interessi di Cerroni, lui risponde: «Muraro nella diretta streaming durante il blitz in azienda, mi ha chiesto di usare il tritovagliatore di Cerroni, di portare i rifiuti a un impianto abusivo, indagato, per cui vi è una inchiesta che ha per oggetto truffa ai danni di Ama. Io dico che se si vuole andare in quell’impianto perché lo si ritiene indispensabile (cosa che non è) un’arma c’è: la legge. Può essere requisito in uso dal sindaco: lo togliamo a Cerroni e lo usiamo nell’interesse di Roma. La legge è la 116 del 2014. Portare rifiuti a quell’impianto, senza gara, senza ordinanza, senza un atto legale non è possibile e io non lo farò». Per il presidente dell’Ama «è evidente che ci sono più conflitti di interesse della dottoressa Muraro. E’ evidente che c’è un interesse a togliere di mezzo da Ama quelle persone che in questi anni hanno fatto da ostacolo e impedimento alle pratiche illegali. Io credo che questo disegno non debba essere portato a compimento, auguro all’amministrazione di trovare la forza per correggersi».

La piazzata della Muraro all’AMA

Infine, riferendosi alla piazzata in streaming che l’assessora Muraro ha deciso di fare all’AMA qualche giorno fa, Fortini spiega: «Mi è stato chiesto di produrre nell’arco di 10 giorni una relazione completa per rispondere su 23 quesiti che il sindaco mi chiedeva. Lo abbiamo fatto con una relazione che ha impegnato 14 dirigenti giorno e notte per arrivare il 4 luglio a presentare una relazione di oltre 700 pagine per spiegare a che punto è la situazione. Questa collaborazione, questo mettersi a disposizione della amministrazione sono stati ripagati da un blitz a Rocca Cencia che io penso sia stato strumentalizzato e da un blitz in azienda. Anziché essere invitati a discutere ai tavoli su come risolvere i problemi, noi produciamo documenti, informazioni, notizie e la risposta sono blitz intimidatori. È inaccettabile».

dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...