sabato 30 agosto 2014

Non solo noi crediamo che Madia non abbia tolto libertà sindacali ma solo eliminati privilegi per la casta sindacale, riteniamo che è ancora poco: eliminare tutti i distacchi e tutti i permessi a questa casta che è talmente potente da interferire anche sulla politica.

Madia: «Non ho tagliato le libertà sindacali»

Marianna Madia, 640 Disegno di Natalia Lombardo
Marianna Madia, 640 Disegno di Natalia Lombardo
Di Maria Zegarelli
30 agosto 2014
listen this page
A - A
Sgattaiola fuori dal ministero eludendo il controllo degli “angeli custodi”, la cosidetta “tutela” dovuta a tutti i ministri senza portafoglio. “Le dispiace se ci prendiamo un caffé?”, chiede prima di iniziare l'intervista. Quando al rientro, gli addetti alla sua sicurezza le dicono, «ministro, è uscita di nuovo da sola...», chiede scusa. «Hanno ragione, ma non sono abituata a muovermi dovendo comunicare ogni spostamento...», spiega la ministra Marianna Madia, a capo della Pubblica Amministrazione.

Su, al primo piano, la grande stanza che la ospita è sobria, un grande divano bianco, una scrivania piena zeppa di documenti,  i faldoni dei tanti capitoli della riforma della Pubblica Amministrazione, i giornali sparsi. Tubino nero, ballerine dello stesso colore, capelli raccolti in una crocchia, si accomoda e spegne il cellulare. Una «secchiona», racconta chi la conosce. Una che dietro il sorriso dolce, nasconde una determinazione di ferro, dicono nella sede della P.A, in corso Vittorio. Una che ogni tanto si attira aspre critiche.

Ministro, la rete l'ha presa di mira per il suo “ice bucket”. Poteva fare di meglio e con acqua davvero gelata?
«Sì è vero, potevo fare di meglio. Anzi, se devo dirle la verità  se tornassi indietro non lo farei proprio, ma ero stata “nominata” dal sindaco di Bari, Antonio Decaro e così ho accettato di fare la doccia gelata. E l'acqua, mi creda, era freddissima anche se non ho gridato». 

Perché non ha detto neanche una parola sulla ricerca?

«Perché c'è stata una grande inflazione di parole, era stato detto tutto e mi sembrava che anche solo la doccia fosse un modo chiaro di aderire ad una campagna mondiale di sensibilizzazione. Capisco le critiche, anche se quando arrivano si fa sempre una certa fatica ad accettarle, ma sono un personaggio pubblico e quindi vanno messe nel conto».

Una di queste è di aver sempre avuto una sorta di corsia preferenziale, fin dai tempi di Veltroni.
«Io sono stata effettivamente una privilegiata per avere vissuto in una famiglia che mi ha permesso di studiare con tranquillità e grazie alla quale, anche per vicende non felici, ho avuto modo di incontrare persone che  hanno deciso di darmi delle opportunità. Opportunità che molti altri miei coetanei, altrettanto preparati, non hanno avuto, ma questa non è una mia colpa. Quello che cerco di fare è di lavorare affinché tutti possano avere delle chance, per questo quando sono arrivata al Ministero ho compiuto delle scelte anche pensando alle tante professionalità che questo Paese ha ma che non riesce a valorizzare. Dovendo fare delle nomine, per esempio, come per la presidenza dell'Istat o per i quattro membri che lavorano nella Commissione di Cantone, ho scelto di procedere con una “call pubblica” proprio per aprire il più possibile a competenze e talenti». 

E adesso ancora più alla grande.

Vertice Ue, Mogherini è Lady Pesc fatta l'intesa

Napolitano: 'Importante riconoscimento per l'Italia' Renzi: 'Buon lavoro a Federica'

Accordo raggiunto sulle nomine Ue: Federica  Mogherini è Lady Pesc, ad annunciarlo è stato Van Rompuy. E subito dopo la nomina sono arrivati gli auguri del premier, Matteo Renzi: "Buon lavoro a Federica Mogherini e premier Tusk #Europa". 
Il vertice Ue, infatti, ha deciso anche di nominare l'attuale premier polacco Donald Tusk presidente permanente del Consiglio Europeo e dell'Eurosummit. Tusk, appartenente alla famiglia dei Popolari, succederà ad Herman Van Rompuy.
Napolitano,Italia ottiene importante riconoscimento - "L'Italia ha ottenuto un importante riconoscimento e, soprattutto, ha dato un positivo contributo alla soluzione del problema dei nuovi incarichi di vertice dell'Unione Europea. E' stata infatti apprezzata la indicazione, da parte del governo italiano, di una candidatura femminile". Lo afferma in una nota il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.
 RENZI AL PRE-VERTICE ALL'ELISEO - "La crescita non è una richiesta dei Paesi che stanno peggio, è ciò che serve all'Europa". E' quanto ha detto il premier Matteo Renzi - secondo quanto si apprende - nel suo intervento al pre-vertice dei socialisti europei a Parigi salutando positivamente l'impegno di Juncker per i 300 mld di investimenti.
"Dobbiamo fare dell'Europa un luogo che serve ai cittadini", ha quindi sottolineato il presidente del Consiglio, aggiungendo che non è in discussione il rispetto degli accordi e delle regole, così come ha sempre ribadito l'Italia. La "flessibilità" va insomma cercata "entro le regole che già ci sono".
 Sul nome di Federica Mogherini come Alto rappresentante della politica estera Ue, tra i socialisti europei "c'è un consenso credounanime", ha detto invece il premier uscendo dalla riunione. "Sulla nomina del presidente del consiglio europeo dal vertice dei leader socialisti europei a Parigi non esce un'indicazione sul nome perche" ci sarà bisogno di un'ulteriore discussione. Che sarà fatta oggi pomeriggio". Secondo Renzi infatti bisogna trovare "una figura capace dicreare consenso". 

 Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si è recato all'Eliseo per l'incontro con tredici dirigenti socialdemocratici europei che precede il Consiglio di questo pomeriggio a Bruxelles. Nel cortile del palazzo presidenziale, Renzi è stato accolto dal presidente francese, Francois Hollande.
All'incontro organizzato all'Eliseo prendono parte, oltre a Renzi, il cancelliere austriaco Werner Faymann, il premier belga Elio di Rupo, la premier danese Jelle Thorning-Schmidt, il premier croato Zoran Milanovic, quello maltese Joseph Muscat, quello romeno Victor Viorel Ponta e quello slovacco Robert Fico.
Prendono parte ai colloqui anche il sottosegretario agli affari europei ceco, Tomas Prouza, li vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel, il ministro degli Esteri lussemburghese Jean Asselborn, il capo del partito laburista olandese, Diederik Samsom e il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz. 

Grillo e Salvini hanno passato la recente campagna elettorale per affermare che Renzi andava in Europa con il cappello in mano. Io non ho mai visto un presidente del consiglio italiano più rispettato.

Mogherini eletta ad Alto

rappresentante per gli affari esteri

Il ministro italiano era il favorito. Juncker: «Competente ed europeista» 
Il polacco Tusk eletto presidente del Consiglio europeo

di Redazione Online

Federica Mogherini (Lapresse)Federica Mogherini (Lapresse)
shadow
Il ministro Federica Mogherini è stata eletta. Era la superfavorita per ricoprire l'incarico di Alto rappresentante per gli affari esteri nell'Unione europea. E così è stato. Durante la giornata, in molti avevano giudicato molto positivamente la sua candidatura, dai socialdemocratici dell'Eliseo, al presidente francese Hollande, fino al presidente della commissione Ue Jean-Claude Juncker che, dopo un incontro tra i due avvenuto nel pomeriggio a Bruxelles, aveva definito Mogherini: «Molto competente ed europeista convinta».
Le nomine
Per quanto riguarda le nomine, oltre a parlare del consenso per la Mogherini, Renzi ha spiegato: «non tiriamo per la giacchetta il presidente Juncker per il posto di commissario agli affari economici», e ha aggiunto, però, di avere «un’opinione ottima di Pierre Moscovici». I socialisti europei non presenteranno alcuna candidatura per la poltrona di presidente del Consiglio dell’Ue, spianando in questo modo la strada alla nomina di Federica Mogherini ad alto rappresentante della politica estera dell’Ue. «Sicuramente nel Pse ci sono personalità in grado di ricoprire questo ruolo, ma si è scelto di non formalizzare alcuna candidatura» socialista, ha spiegato il premier italiano.
Il ruolo dell’Italia in Ue
Al termine del vertice all’Eliseo Renzi ha parlato del ruolo dell’Italia in Ue, sottolineando che «siamo a un passaggio chiave, difficile, io non sto facendo una battaglia per l’Italia, stiamo cercando di dire che l’Europa deve cambiare politica economica, che deve essere maggiormente incentrata sulla crescita ma rispettando le regole». Parlando dei temi dei quali si è discusso durante il vertice Renzi ha poi elencato le«questioni economiche, con grande attenzione sul tema della crescita» e «flessibilità, entro le regole che già ci sono». Sulla crescita, in particolare, il premier ha confermato la convocazione di un vertice straordinario, anticipata ieri, venerdì 30, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, spiegando che il Pse lo ha appoggiato e che si terrà «a inizio ottobre in Italia». 
La situazione economica e occupazionale in Europa «genera preoccupazioni significative», nonostante «importanti miglioramenti delle condizioni dei mercati finanziari e gli sforzi strutturali fatti dagli Stati membri». E’ quanto si legge invece nella bozza delle conclusioni del vertice straordinario Ue in corso a Bruxelles. Il Consiglio europeo, inoltre, «accoglie positivamente l’intenzione del governo italiano di tenere un vertice dei capi di Stato e di governo il 7 ottobre sull’occupazione, specialmente giovanile, gli investimenti e la crescita, a seguito di quelli di Berlino e Parigi». Secondo quanto si apprende, il vertice, finora indicato per il 6 ottobre, si terrà il giorno successivo. Ancora da decidere, invece, la località, che però potrebbe essere Roma.
Ucraina e sanzioni
Come detto, l’altro argomento sul tavolo del vertice di Bruxelles anche la crisi in Ucraina. L’Unione Europea varerà nuove sanzioni contro la Russia: a preannunciarlo è stato il presidente ucraino Petro Poroshenko, dopo un incontro con il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso. «Non ho dubbi che oggi i leader adotteranno una decisione per dare alla Commissione europea l’incarico di preparare una decisione specifica sulle sanzioni, ha detto. Se l’attueranno o meno, dipenderà da quanto velocemente saremo in grado di dimostrare progressi nella de-escalation» della crisi in Europa. Dopo che nei giorni scorsi la Russia è stata accusata di avere inviato truppe in Ucraina per combattere al fianco dei separatisti filorussi, oggi Poroshenko ha parlato di «migliaia di soldati stranieri e centinaia di carri armati stranieri» sul territorio ucraino. Il presidente ucraino ha poi auspicato che Mosca possa accettare il proposto piano di pace che secondo lui potrebbe mettere fine al conflitto per l’inizio di settembre. Oltre ad avvertire che la situazione è vicina al punto «da cui non ci sarà un ritorno al piano di pace», il leader ucraino ha anche esortato a non «innescare la nuova fiamma della guerra in Europa». «Oggi, ha detto Poroshenko, stiamo parlando del destino dell’Ucraina, ma domani potrebbe essere quello per la sicurezza e la stabilità dell’intera Europa». Il presidente ha infine ribadito che l’Ucraina «sta cercando la pace» non la guerra.

dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...