Liberi cittadini contro il regime partitocratico, i privilegi della casta sindacale della triplice, la dittatura grillina e leghista, la casta dei giornalisti
sabato 22 giugno 2013
Grillo aveva dichiarato che si trattava solo di qualche dissidente come capita in tutti i movimenti. A noi sembrano più di un qualche.
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AMMUTINAMENTO
Movimento 5 stelle, fuori anche Paola De Pin
La senatrice se ne va dopo il caso Gambaro. Furnari: «Presto altre fughe». Mentre Grillo fa mea culpa.
L'ennesimo 'ammutinamento' ha sconvolto il Movimento 5 stelle, sempre più diviso al suo interno e in calo nei sondaggi.
La senatrice Paola De Pin ha deciso di lasciare il gruppo dopo «una lunga e sofferta riflessione» sul caso dell'espulsione di Adele Gambaro, a cui ha espresso «piena solidarietà».
«GOGNA MEDIATICA». De Pin ha anche manifestato il suo dissenso rispetto alla «gogna mediatica» e alla reazione del Movimento.
«Mi riservo di presentare in futuro le dimissioni da senatrice», ha aggiunto. «Fino a quando ciò non accadrà, porterò avanti lo stesso in parlamento e nelle commissioni i valori del Movimento in cui continuo peraltro a credere».
«RESTITUIRÒ LA DIARIA». Per evitare ogni speculazione riguardo alle diarie, ha spiegato De Pin, «annuncio che darò in beneficenza tutti i denari non spesi per ragioni di servizio, come già mi ero impegnata a fare di fronte agli elettori, all'Associazione Nostra Famiglia di Conegliano (Treviso) che si dedica alla cura e alla riabilitazione delle persone con disabilità, soprattutto in età evolutiva».
GRILLO LA SNOBBA. Da parte sua, Grillo ha volutamente snobbato la fuoriuscita: «La sua è una scelta personale. Non c'entra con quello che è già successo», ha dichiarato il leader pentastellato, riconoscendo, però, per la prima volta di aver commesso degli errori in sede di campagna elettorale. Errori, alla base, con ogni probabilità, del vistoso calo di popolarità accusato sui social network dall'ex comico.
HANNO LASCIATO IN CINQUE. Con De Pin salgono a quota cinque i grillini che hanno lasciato, per scelta o perché allontanati loro malgrado, il M5s: Marino Mastrangeli, Adele Gambaro (entrambi espulsi), Alessandro Furnari, Vincenza Labriola e adesso Paola De Pin.
«PROCESSO POLITICO». Quest'ultima si è detta «profondamente ferita» dal «processo politico» contro Gambaro e ha sostenuto che «il pericolo ora sia che nessuno voglia esprimere il proprio disaccordo per paura delle conseguenze. Se adesso facessimo calare un velo di omertoso silenzio verso la scellerata decisione di espellere un parlamentare solo per aver espresso opinioni non gradite, violeremmo i principi del Movimento e della democrazia».
La senatrice Paola De Pin ha deciso di lasciare il gruppo dopo «una lunga e sofferta riflessione» sul caso dell'espulsione di Adele Gambaro, a cui ha espresso «piena solidarietà».
«GOGNA MEDIATICA». De Pin ha anche manifestato il suo dissenso rispetto alla «gogna mediatica» e alla reazione del Movimento.
«Mi riservo di presentare in futuro le dimissioni da senatrice», ha aggiunto. «Fino a quando ciò non accadrà, porterò avanti lo stesso in parlamento e nelle commissioni i valori del Movimento in cui continuo peraltro a credere».
«RESTITUIRÒ LA DIARIA». Per evitare ogni speculazione riguardo alle diarie, ha spiegato De Pin, «annuncio che darò in beneficenza tutti i denari non spesi per ragioni di servizio, come già mi ero impegnata a fare di fronte agli elettori, all'Associazione Nostra Famiglia di Conegliano (Treviso) che si dedica alla cura e alla riabilitazione delle persone con disabilità, soprattutto in età evolutiva».
GRILLO LA SNOBBA. Da parte sua, Grillo ha volutamente snobbato la fuoriuscita: «La sua è una scelta personale. Non c'entra con quello che è già successo», ha dichiarato il leader pentastellato, riconoscendo, però, per la prima volta di aver commesso degli errori in sede di campagna elettorale. Errori, alla base, con ogni probabilità, del vistoso calo di popolarità accusato sui social network dall'ex comico.
HANNO LASCIATO IN CINQUE. Con De Pin salgono a quota cinque i grillini che hanno lasciato, per scelta o perché allontanati loro malgrado, il M5s: Marino Mastrangeli, Adele Gambaro (entrambi espulsi), Alessandro Furnari, Vincenza Labriola e adesso Paola De Pin.
«PROCESSO POLITICO». Quest'ultima si è detta «profondamente ferita» dal «processo politico» contro Gambaro e ha sostenuto che «il pericolo ora sia che nessuno voglia esprimere il proprio disaccordo per paura delle conseguenze. Se adesso facessimo calare un velo di omertoso silenzio verso la scellerata decisione di espellere un parlamentare solo per aver espresso opinioni non gradite, violeremmo i principi del Movimento e della democrazia».
Morra: «De Pin non ci ha spiegato la sua scelta»
Nicola Morra, presidente dei senatori M5s, ha detto di voler telefonare alla senatrice per sentire le sue ragioni.
«Avrei però preferito che la collega avesse fatto sapere prima a noi le ragioni della sua scelta», ha aggiunto.
«Entro martedì 25 giugno tutti i nostri senatori faranno un bonifico per la restituzione delle indennità e della diaria. Vedremo cosa farà davvero De Pin». Morra da detto di essere a conoscenza di alcuni motivi di disagio della collega «espresso peraltro in un'assemblea di 15 giorni fa, ma non avevo notato da parte sua toni particolarmente duri. Faccio notare - ha proseguito il capogruppo - che queste fuoruscite coincidono sempre con appuntamenti elettorali e non a caso siamo a ridosso del ballottaggio a Ragusa. Ora siamo a quota 158 parlamentari, con una 'emorragia' equivalente al 4%. Mi sembra abbastanza poco, visto che anche Grillo aveva ipotizzato tutto questo. In ogni caso stanno vincendo le ragioni dell'unità e dell'armonia».
NO COMMENT ALLA CAMERA. No comment invece alla Camera da parte dei deputati M5s. Non ha voluto parlarne il capogruppo Riccardo Nuti e anche il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio è stato netto: «Mi volte chiedere della fiducia al dl emergenze? Di altro non parlo».
Neppure Laura Castelli, che il giorno dell'assemblea congiunta sull'espulsione di Gambaro si è presa l'incarico di affrontare telecamere e microfoni per spiegare le ragioni del voto, ha voluto sapere di parlare di questa nuova uscita.
«Non c'è niente da dire, è soltanto un parlamentare che vuole lasciare. Oggi si parla di cose più importanti: come la fiducia al dl emergenze e come questa forzatura verrà presa in Europa».
VOCI SUI RIMBORSI. Alcuni, tuttavia, malignano che anche l'ultima uscita sia legata ai rimborsi. Un attivista del meet-up di Oderzo ha ricordato la vicenda: dal territorio era stato chiesto a De Pin di spiegare la grande differenza (si dice 12 e 5 mila euro) tra i 'risparmi' suoi e quelli del collega Gianni Girotto. «Da quel giorno non l'abbiamo più vista, nessuna notizia, è sparita», ha sottolineato l'attivista, spiegando così anche i dissidi tra la senatrice e l'ex consigliere comunale di Treviso, David Borrelli. Finiti per essere oggetto di una riunione del gruppo al Senato in cui De Pin era arrivata a parlare di stalking nei suoi confronti per alcuni sms ricevuti sulla questione.
«Avrei però preferito che la collega avesse fatto sapere prima a noi le ragioni della sua scelta», ha aggiunto.
«Entro martedì 25 giugno tutti i nostri senatori faranno un bonifico per la restituzione delle indennità e della diaria. Vedremo cosa farà davvero De Pin». Morra da detto di essere a conoscenza di alcuni motivi di disagio della collega «espresso peraltro in un'assemblea di 15 giorni fa, ma non avevo notato da parte sua toni particolarmente duri. Faccio notare - ha proseguito il capogruppo - che queste fuoruscite coincidono sempre con appuntamenti elettorali e non a caso siamo a ridosso del ballottaggio a Ragusa. Ora siamo a quota 158 parlamentari, con una 'emorragia' equivalente al 4%. Mi sembra abbastanza poco, visto che anche Grillo aveva ipotizzato tutto questo. In ogni caso stanno vincendo le ragioni dell'unità e dell'armonia».
NO COMMENT ALLA CAMERA. No comment invece alla Camera da parte dei deputati M5s. Non ha voluto parlarne il capogruppo Riccardo Nuti e anche il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio è stato netto: «Mi volte chiedere della fiducia al dl emergenze? Di altro non parlo».
Neppure Laura Castelli, che il giorno dell'assemblea congiunta sull'espulsione di Gambaro si è presa l'incarico di affrontare telecamere e microfoni per spiegare le ragioni del voto, ha voluto sapere di parlare di questa nuova uscita.
«Non c'è niente da dire, è soltanto un parlamentare che vuole lasciare. Oggi si parla di cose più importanti: come la fiducia al dl emergenze e come questa forzatura verrà presa in Europa».
VOCI SUI RIMBORSI. Alcuni, tuttavia, malignano che anche l'ultima uscita sia legata ai rimborsi. Un attivista del meet-up di Oderzo ha ricordato la vicenda: dal territorio era stato chiesto a De Pin di spiegare la grande differenza (si dice 12 e 5 mila euro) tra i 'risparmi' suoi e quelli del collega Gianni Girotto. «Da quel giorno non l'abbiamo più vista, nessuna notizia, è sparita», ha sottolineato l'attivista, spiegando così anche i dissidi tra la senatrice e l'ex consigliere comunale di Treviso, David Borrelli. Finiti per essere oggetto di una riunione del gruppo al Senato in cui De Pin era arrivata a parlare di stalking nei suoi confronti per alcuni sms ricevuti sulla questione.
Venerdì, 21 Giugno 2013
venerdì 21 giugno 2013
Non si capisce più niente.
Ballottaggio Ragusa: Pdl appoggia Pd, Sel con M5S e Storace
Pubblicato il 21 giugno 2013 16.20 | Ultimo aggiornamento: 21 giugno 2013 16.23
RAGUSA - Ballottaggi, Ragusa: il Pdl appoggia il Pd, Sel con M5S e La Destra. Strani incroci siciliani a Ragusa nel ballottaggio per eleggere il sindaco della città. Il Pdl locale, escluso dalla competizione, invita i suoi elettori a votare per il candidato Pd Giovanni Cosentini, che al primo turno è risultato il più votato con il 29,34%: accoppiamento contro-natura reso meno scandaloso dall’esempio delle larghe intese sperimentate dal governo nazionale. Lo sfidante di Cosentini è il candidato 5 Stelle Federico Piccitto, che parte dal 15,64%.
Il partito di Beppe Grillo ha ribadito che non fa apparentamenti o né accordi con gli altri partiti. Ma c’è un ma. Il M5S può contare su un’intesa con le lista civiche Movimento Città e Partecipiamo: queste potranno contare sul supporto di Sel e su quello della Destra di Storace. A complicare le cose, replicando in piccolo le tensioni nazionali, c’è la minaccia di una fronda significativa del secondo circolo Pd più importante della città: qui, si vuole appoggiare M5S, una sorta di edizione ragusana del “governo del cambiamento” cara all’ex segretario Pd Bersani.
E magari un po' di democrazia no!!!!!!!!! E' questo il vero problema. La democrazia.
MEA CULPA
Amministrative, Grillo ammette gli errori M5s
Il leader: «Non ci siamo dedicati abbastanza ai capoluoghi».
Alla fine Beppe Grillo ha dovuto ammetterlo: «Alle amministrative abbiamo fatto degli errori, ma abbiano capito dove abbiamo sbagliato e non lo faremo più».
Il leader del Movimento 5 stelle ha analizzato così, a margine di un incontro a Ragusa a sostegno del candidato sindaco Federico Piccitto, il crollo di consensi alle amministrative.
«L'errore è stato di fare 200 liste, 50 delle quali in Sicilia, e non dedicarci ai capoluoghi, come Messina e Catania, con liste raffazzonate, fatte anche di brave persone, che erano già distrutte al loro interno perché erano entrate persone non compatibili con il Movimento».
«DE PIN? SCELTA PERSONALE». Grillo ha anche commentato l'uscita dal M5s della senatrice Paola De Pin. «L'ho saputo, ma sono scelte personali, non so come andrà e non entro nel merito di queste cose, non c'entra con quello che è già successo».
Il leader del Movimento 5 stelle ha analizzato così, a margine di un incontro a Ragusa a sostegno del candidato sindaco Federico Piccitto, il crollo di consensi alle amministrative.
«L'errore è stato di fare 200 liste, 50 delle quali in Sicilia, e non dedicarci ai capoluoghi, come Messina e Catania, con liste raffazzonate, fatte anche di brave persone, che erano già distrutte al loro interno perché erano entrate persone non compatibili con il Movimento».
«DE PIN? SCELTA PERSONALE». Grillo ha anche commentato l'uscita dal M5s della senatrice Paola De Pin. «L'ho saputo, ma sono scelte personali, non so come andrà e non entro nel merito di queste cose, non c'entra con quello che è già successo».
Venerdì, 21 Giugno 2013
Riceviamo e pubblichiamo.
l'Unità fa cronaca, Grillo attacca
Sardo: «Ecco perché ci insulta»
Vedi anche
Il leader dei 5 Stelle non tollera critiche dai parlamentari del suo stesso movimento, figuriamoci se le accetta da chi non ne fa parte. «L'Unità fa schifo perché oggi apre con un titolo che è spudoratamente falso». Il titolo di apertura del giornale dice: "Grillo contro i terremotati". E l'occhiello (cioè il sottotitolo) sintetizza: "L'osrtuzionismo alla Camera mette a rischio il decreto".
E il richiamo in prima pagina del nostro giornale riferisce semplicemente questo: "L'ostruzionismo del M5S mette a rischio il decreto emergenze e quindi gli aiuti ai terremotati". Di conseguenza - scrive Federica Fantozzi nella sua cronaca - "il governo è costretto a mettere il voto di fiducia". E questo è un dato di fatto.
- Ecco perché ci insulta: la risposta del direttore Claudio Sardo a Grillo
- Ostruzionismo M5S di F.F.: LEGGI l'articolo che Grillo non tollera
Per quanto riferito ai nostri lettori in un post pubblicato sul suo blog Beppe Grillo si scaglia contro il nostro quotidiano. Si scaglia usando come al solito la clava verbale: «L'Unità fa schifo perché non racconta che il M5S ha donato già un acconto di 350.000 euro risparmiati della campagna elettorale al Comune di Mirandola colpito dal terremoto -prosegue- l'Unità fa schifo perché Rigor Montis l'anno scorso ha deliberato 5.267.860,38 di euro (per l'anno 2010) di finanziamenti in suo favore. Alla faccia della crisi, compagni».
E ancora, tra le sue tante ragioni, ne indica una che evidentemente gli brucia: «L'Unità fa schifo perché ogni giorno getta fango sui cittadini M5S in Parlamento e sui 9 milioni che li hanno votati». In realtà il nostro giornale cosa fa? Racconta semplicemente quanto accade tra i parlametari a 5 Stelle, i tormenti e i travagli, e non è l'Unità che ha voluto l'espulsione, ad esempio, di Adele Gambaro, ma ha fatto la cronaca di quanto accaduto. «L'Unità fa schifo perché non dice agli aquilani e agli emiliani che il governo non vuole dargli i soldi per finanziare gli f35 e la Tav. L'Unità fa schifo perché non dice che solo il M5S si è opposto. L'Unità fa schifo perché solo il M5S ha votato per la sospensione dell'Imu ai terremotati. L'Unità fa schifo. E quando chiuderà non mancherà a nessuno». Dei problemi dei terremotati abruzzesi (non solo aquilani) e di quelli emiliani, di disfuzioni e mancati finanziamenti soprattutto per l'Abruzzo, il nostro giornale parla dai giorni immediatamente successivi ai due terremoti, non nasconde mai i problemi ma se Grillo non lo sa.
Il post si chiude con l'immagine del «bonifico che attesta l'avvenuta transazione di 350.000 euro in favore del Comune di Mirandola per la costruzione della palestra di Quarantoli».
E il richiamo in prima pagina del nostro giornale riferisce semplicemente questo: "L'ostruzionismo del M5S mette a rischio il decreto emergenze e quindi gli aiuti ai terremotati". Di conseguenza - scrive Federica Fantozzi nella sua cronaca - "il governo è costretto a mettere il voto di fiducia". E questo è un dato di fatto.
- Ecco perché ci insulta: la risposta del direttore Claudio Sardo a Grillo
- Ostruzionismo M5S di F.F.: LEGGI l'articolo che Grillo non tollera
Per quanto riferito ai nostri lettori in un post pubblicato sul suo blog Beppe Grillo si scaglia contro il nostro quotidiano. Si scaglia usando come al solito la clava verbale: «L'Unità fa schifo perché non racconta che il M5S ha donato già un acconto di 350.000 euro risparmiati della campagna elettorale al Comune di Mirandola colpito dal terremoto -prosegue- l'Unità fa schifo perché Rigor Montis l'anno scorso ha deliberato 5.267.860,38 di euro (per l'anno 2010) di finanziamenti in suo favore. Alla faccia della crisi, compagni».
E ancora, tra le sue tante ragioni, ne indica una che evidentemente gli brucia: «L'Unità fa schifo perché ogni giorno getta fango sui cittadini M5S in Parlamento e sui 9 milioni che li hanno votati». In realtà il nostro giornale cosa fa? Racconta semplicemente quanto accade tra i parlametari a 5 Stelle, i tormenti e i travagli, e non è l'Unità che ha voluto l'espulsione, ad esempio, di Adele Gambaro, ma ha fatto la cronaca di quanto accaduto. «L'Unità fa schifo perché non dice agli aquilani e agli emiliani che il governo non vuole dargli i soldi per finanziare gli f35 e la Tav. L'Unità fa schifo perché non dice che solo il M5S si è opposto. L'Unità fa schifo perché solo il M5S ha votato per la sospensione dell'Imu ai terremotati. L'Unità fa schifo. E quando chiuderà non mancherà a nessuno». Dei problemi dei terremotati abruzzesi (non solo aquilani) e di quelli emiliani, di disfuzioni e mancati finanziamenti soprattutto per l'Abruzzo, il nostro giornale parla dai giorni immediatamente successivi ai due terremoti, non nasconde mai i problemi ma se Grillo non lo sa.
Il post si chiude con l'immagine del «bonifico che attesta l'avvenuta transazione di 350.000 euro in favore del Comune di Mirandola per la costruzione della palestra di Quarantoli».
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