domenica 7 aprile 2013

Il motivo per il quale la sinistra non riuscirà mai a governare con questi dirigenti è desumibile dal tweet di Orfini alla fine dell'articolo. Non è possibile ripetere che Berlusconi ha distrutto l'Italia e poi allearsi per fare le cose che non si sono fatte in più di un anno. Il PDL è marcio completamente. Lo si vede tutti i giorni. La qualità dei suoi amministratori fondata sulle clientele e sulla cura dell'immagine. La presenza di corruttori in tutti i gangli della vita istituzionale del paese. La collusione con la criminalità organizzata. L'arroganza nell'esercizio del potere. Come è possibile far comprendere agli elettori del PD che bisogna allearsi con questa feccia. Si agli elettori del PD che rappresentano quella Italia onesta che descriveva Pasolini più dei loro dirigenti.


Pd, Laura Puppato: "All'interno del Movimento cinque stelle si sta muovendo più di una cosa" (TWEET)

L'Huffington Post  |  Pubblicato:   |  Aggiornato: 07/04/2013 17:30 CEST
Se sulla sponda del Movimento cinque stelle inizia ad esserci più di una turbolenza e le voci di parlamentari grillini che vorrebbero aprire al Pd si fanno sempre più insistenti, com'è la situazione nel partito guidato da Pier Luigi Bersani?
La prima democratica a far capire che l'idea di un governo a guida Pd con il sostegno dei grillini - oltre a un dialogo sull'elezione del nuovo capo dello Stato - è Laura Puppato: “All’interno del M5S - dice in un'intervista al Tgcom24 - si sta muovendo più di una cosa e le umiliazioni del loro leader stanno aiutando in questo senso insieme alla volontà popolare. Da un lato c’è la possibilità di confronto per il Quirinale e per la nuova legge elettorale in funzione del voto. La scelta di un governo programmatico sarebbe una scelta rovinosa”.
Sulla possibilità di un governo di larghe intese ha aggiunto: “Leggevo oggi gli 8 punti di Berlusconi e sorridevo. Pensiamo all’Imu , ma non possiamo nemmeno pagarci gli ammortizzatori sociali. Questa non è una diversità programmatica, ma di onestà intellettuale nella risposta ai problemi. A prescindere da quello che dicono i giornali, c’è ancora la possibilità di scuotere l’albero del M5S perché l’unico mandato che abbiamo è quello del cambiamento".
La Puppato ha spiegato: "La vera umiliazione l’hanno subita gli eletti del M5S costretti a salire sui pullman confezionati, ma in quella situazione ne mancavano 30. A questi non è piaciuta l’idea di salire su dei pullman per destinazione ignota. È un segnale di ritrovamento della dignità. Un governo va fatto e non può essere un governicchio”.
Oltre ai bersaniani di stretta osservanza, alla finestra per vedere cosa succederà nel M5s, ci sono anche i vendoliani e i Giovani turchi. Proprio un democrat di questa corrente, Matteo Orfini, oggi ha scritto un tweet "contro" le aperture verso il Pdl di Dario Franceschini e del capogruppo alla Camera Roberto Speranza. Chiudendo di fatto la porta a intese col partito di Silvio Berlusconi, reo "di aver distrutto l'Italia". Gli risponde Giampaolo Galli, suo compagno di partito, sempre via Twitter: "Tornare al voto è molto rischioso, la linea Draghi alla bce potrebbe non reggere.

Vediamo se posso iniziare a dire che almeno qualche grillino è normale.


M5s, conti in tasca al movimento: in quanti sostengono la linea dell'intransigenza di Beppe Grillo (FOTO)

Pietro Salvatori, L'Huffington Post  |  Pubblicato:   |  Aggiornato: 07/04/2013 17:10 CEST
Facciamo i conti in tasca al Movimento 5 stelle. Quanti sono i deputati che sostengono tout-court la linea di intransigenza di Beppe Grillo? Quanti coloro che vorrebbero l'apertura al dialogo? Chi è indeciso?
Un primo dato numerico è fornito dalla votazione che ha sancito la contrarietà nel proporre a Giorgio Napolitano un nome per Palazzo Chigi e la chiusura nei confronti delle commissioni dei saggi. In quel caso - eravamo all'inizio della scorsa settimana - contrari furono 86, favorevoli 32, astenuti una dozzina. Tra questi ultimi, almeno la metà propende per il fronte del dialogo, come il deputato friulano Walter Rizzetto. Considerando gli assenti, si raggiunge un numero che supera le quaranta unità fra Camera e Senato, un quarto dei 163 parlamentari a 5 stelle.
Non ha partecipato a quella votazione, per esempio, Giulia Sarti, impegnata nella stesura di un comunicato, che proprio venerdì di fronte al leader ha ribadito pubblicamente la propria posizione sulla necessità di un cambio di rotta. Il capofila degli 'aperturisti' │ Tommaso Currò, il deputato siciliano che ha fatto outing in un'intervista a La Stampa. Con lui, oltre a Sarti e Rizzetto, ci sarebbero anche i colleghi a Montecitorio Alessio Tacconi, Mara Mucci , Paolo Bernini, il siciliano Francesco D'Uva, Matteo Dall'Osso, Stefano Vignaroli e Vincenzo Caso.
Tra i senatori è arrivato oggi l'outing di Fabrizio Bocchino. Con lui si schiererebbero anche altri due siciliani, Mario Michele Giarrusso e Francesco Campanella. Significativo che i boatos di Palazzo accreditino anche Bartolomeo Pepe tra chi vorrebbe maggiora apertura. Tutti e quattro furono tra coloro che votarono Piero Grasso alla presidenza del Senato. Iscritta per sua stessa ammissione alla mozione di minoranza la senatrice toscana Alessandra Bencini. Se lo zoccolo duro dell'eterodossia del Movimento si trova nelle pattuglie dei siciliani e degli emiliano-romagnoli, ormai il fenomeno ha travalicato le appartenenze regionali. Oltre a Vignaroli, │ del Lazio anche Marino Mastrangeli, ufficialmente tra i puristi, ma promotore di un referendum tra gli attivisti per sciogliere il dilemma.
L'ala ortodossa è ovviamente capeggiata dai due capigruppo, Roberta Lombardi e Vito Crimi. Con loro anche il questore a Palazzo Madama Laura Bottici, i futuri membri della Commissione esteri della Camera Alessandro Di Battista e Manlio Di Stefano, il vice di Lombardi Riccardo Nuti, la piemontese Laura Castelli, Riccardo Fraccaro, Carlo Sibilia e il già candidato alla presidenza di Montecitorio Roberto Fico.Al Senato Ornella Bortorotta, Elisa Bulgarelli e, spiegano alcune fonti, Luis Orellana. Tra i 'pontieri' fra le due anime del Movimento - tra le quali c'è un costante e vivace dialogo - oltre a Rizzetto e Mastrangeli, anche il trentino Aris Prodani e il marchigiano Andrea Cecconi.
Secondo il principio dell'"uno vale uno", la quarantina di parlamentari grillini che non condividono la linea si dovrebbero rimettere al parere della maggioranza. La maggior parte lo farà, ma le scommesse sono partite su quanti saranno tentati dall'abbandono. Un fronte aperto esplicitamente da Currò: "Se lascio il Movimento? Non lo so, sono giorni complicati, devo riflettere".

Ecco una persona che ha qualche idea buona da spendere nel futuro.


Barca tra Bersani-Renzi: “Pd-sinistra unite, ma io non segretario”

Pubblicato il 7 aprile 2013 17.20 | Ultimo aggiornamento: 7 aprile 2013 17.29
ROMA – Il ministro Fabrizio Barca scende in campo per il Pd ma chiarisce: “Non ambisco a fare il segretario” e “non sono contro Renzi” ma “ambisco a far parte del gruppo dirigente”. Durante il programma di Lucia Annunziata “In mezz’ora” e annuncia che laprossima settimana presenterà la sua “memoria”, ovvero l’agenda.
“Il Pd, la sinistra e Sel hanno bisogno di fare squadra, non ovviamente a costo di un compromesso, non se non c’è un ‘sentimento’ di squadra”, ha spiegato. “Serve il superamento di due cose: l’idea tecnocratica, cioè pensare che ‘il cosa fare’ lo sappiano 15-20 persone, e l’altra secondo la quale ‘ormai siamo in un mondo in cui tutti sanno cosa fare e veniamo convocati tutti davanti al computer e basta fare un referendum’. Si tratta di due visioni sbagliate”.
Su Renzi dice: ”Non avendo ancora detto sul piano politico le mie intenzioni in modo articolato, mi sembra pretenzioso dire” che sono antagonista.
Annunciando poi la presentazione della sua agenda, Barca dice: ’Può darsi che io stia sbagliando, che sia un utopista, ma penso che sia estremamente utile un partito che sia di mobilitazione cognitiva.
La proposta del ministro Barca di una mobilitazione cognitiva significa ”un partito in cui le persone si incontrano e mettono in comune le idee per risolvere i problemi”.

Dopo l'incontro/scampagnata Grillo ha ordinato e gli zombie hanno eseguito. Un atto gravissimo a mio avviso. Si può protestare in aula come facevano i radicali. Si può manifestare il proprio dissenso in parlamento. Ma occupare il parlamento é una affermazione gravissima. Come occupare il palazzo di giustizia di Milano per manifestare contro la magistratura. Ancora una volta la strategia la detta Grllo e la servitù esegue.


M5S attacca: “Subito le Commissioni o martedì occupiamo la Camera”

Senza il governo non partono gli organismi parlamentari ma i grillini, appoggiati da Sel, non ci stanno. Flick: "Non paralizzare il sistema, non esistono impedimenti". Ceccanti: "E' un problema di democrazia"

Camera dei Deputati
“Martedì occuperemo la Camera perchè vogliamo che si formino le Commissioni permanenti, staremo lì fino a mezzanotte. Questa storia che senza il governo non si possano formare non sta in piedi”. La deputata 5 stelle Giulia Sarti porta avanti l’idea del MoVimento di cominciare a far lavorare il Parlamento anche senza un esecutivo in carica. Appoggiati dai parlamentari di Sinistra ecologia e libertà, i grillini sono pronti a un atto dimostrativo.
Infatti per ora le Camere sono ferme. Mercoledì scorso l’aula di Montecitorio si è riunita solo per cinque minuti e fino a martedì i parlamentari non sono riconvocati. L’organismo speciale eletto per esaminare gli atti del governo (40 membri alla Camera, 27 al Senato) ha prodotto due risoluzioni sui crediti delle imprese e sugli esodati. La prossima settimana toccherà al provvedimento sull’8 per mille e quello su Roma Capitale. Per il resto il lavoro è fermo.
“In questo momento è prioritario non paralizzare le Camere. Sia nei regolamenti di Camera e Senato sia nella Costituzione non c’è nulla che in merito alle Commissioni faccia riferimento a un problema di maggioranza e minoranza” sostiene l’ex presidente della Consulta Giovanni Maria Flick. “Il regolamento di Montecitorio dice che i gruppi designano i loro rappresentanti nelle Commissioni subito dopo essersi insediati. Al Senato entro 5 giorni. E quando i gruppi si insediano non c’è ancora un nuovo governo in carica”. Non è d’accordo il costituzionalista Stefano Ceccanti: “E’ previsto che le Commissioni nascano solo dopo la formazione dell’esecutivo, per rispettare il rapporto fiduciario tra governo e Parlamento in modo da bilanciare la rappresentatività”.
Il Movimento 5 stelle cita tre precedenti in cui è successo il contrario: “I casi sono quelli del 1976, del 1979 e del 1992. Nel 1976 per esempio la costituzione delle Commissioni è avvenuta mentre era pendente la riserva formulata dal presidente del Consiglio incaricato”. Ma Ceccanti insiste: “C’è anche un problema di democrazia dovuto al fatto che se una maggioranza è composta, come nel nostro caso, da almeno due partiti (A e B), per garantire la massima rappresentatività e il dialogo istituzionale si è soliti affidare il ministro al partito A e il presidente della Commissione competente al partito B”. E se decidessero di eleggerle, il Pd come dovrebbe comportarsi? “La maggioranza deve sempre tenersi strette le Commissioni Bilancio e Affari costituzionali, sul resto può discutere”. Per quanto riguarda le leggi di bilancio invece serve un governo. Che per ora non è all’ordine del giorno.

Articolo interessantissimo. Anche in questo caso mi spiace dover affermare l'avevo detto con molto anticipo.

http://www.camelotdestraideale.it/2013/04/07/la-cultura-e-la-competenza-al-tempo-del-movimento-5-stelle-il-caso-di-loretta-napoleoni/

E mentre i grillini giocano a fare le star l'Italia affonda sotto i colpi della recessione.


LICENZIAMENTI, AUMENTO BOOM NEL 2012:
PIÙ DI UN MILIONE DI PERSONE A CASA 
TAG : licenziamenti, 2012, dati, disoccupazione
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Domenica 07 Aprile 2013 - 13:29
ROMA - Sono stati più di un milione (1.027.462) i licenziamenti registrati nell'arco del 2012 in Italia, il 13,9% in più rispetto al 2011. I dati provengono dal sistema delle comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro. Nel solo ultimo trimestre sono stati 329.259, con un aumento del 15,1% sullo stesso periodo 2011.

2012 NERO Nell'intero 2012 sono stati attivati circa 10,2 milioni di rapporti di lavoro a fronte di quasi 10,4 milioni cessati, nel complesso, tra dimissioni, pensionamenti, scadenze di contratti e licenziamenti. I licenziamenti registrati nel periodo riguardano sia quelli collettivi, sia quelli individuali (per giusta causa, per giustificato motivo oggettivo o soggettivo). Tornando al quarto trimestre del 2012, le nuove assunzioni (in termini di rapporti di lavoro attivati, dipendenti o parasubordinati) sono state oltre 2,2 milioni (2.269.764), con un calo del 5,8% rispetto allo stesso trimestre del 2011. Assunzioni che corrispondono a poco più di 1,6 milioni (1.610.779) di lavoratori interessati, in ampio decremento: l'8,2% in meno rispetto al quarto trimestre del 2011, con valori negativi maggiori tra i giovani (-13,9% e -10,9% rispettivamente tra i 15-24enni e i 25-34enni). I lavoratori over-55, tra i 55 e i 64 anni registrano un leggero incremento (+0,4%), mentre più sostenuto è l'aumento, sempre rispetto allo stesso periodo dell'anno prima, degli ultrasessantacinquenni interessati da un nuovo rapporto di lavoro (+7,6%). Infine, sempre nel quarto trimestre del 2012, in totale i rapporti di lavoro cessati sono stati poco più di 3,2 milioni (3.205.753), con una leggera diminuzione (-0,2%) rispetto al quarto trimestre 2011.

Ancora una persona che si rende conto della incapacità di questo movimento/ setta.



Alessandra Bencini: l’altra senatrice a 5 Stelle contro Grillo
07/04/2013  - “Dobbiamo dare delle risposte al Paese, dire no a tutto mi mette a disagio”


  
di Dario Ferri
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Alessandra Bencini è senatrice del MoVimento 5 Stelle. Per ragioni familiari non è andata al raduno di venerdì in cui i senatori hanno discusso della linea politica con Beppe Grillo. Smentisce, in un’intervista, di voler lasciare il MoVimento, ma sembra non vivere bene la situazione attuale:

«No, non voglio dire addio. Con i ragazzi si sta bene. All’incontro di ieri volevo esserci. Serviva anche a fare gruppo. Sottolineo l’importanza dello stare insieme, di continuare a credere in quanto abbiamo creduto nel meetup. Posso anche avere un altro pensiero. Io ho un mio cervello pensante, ci si confronta e si decide. Mi sento libera di esprimermi, non ho paura di esprimermi. Nessuno mi ha dato addosso».
È forse l’intransigenza fine a se stessa che la mette a disagio. 
«Non so se viverlo come un disagio. Magari sono io. Ci incolpano di non aver fatto nulla di costruttivo. Nel movimento c’è chi mi ricorda che siamo arrivati ora, non siamo noi la forza che ha sfasciato il Paese. Io li ascolto, mi dicono che sono gli altri che ci vogliono far sentire in colpa. Mi fanno ragionare. Se 19 su 20 la pensano diversamente da me, magari sono io che ho un gap da colmare ».
Eppure sembra a disagio. 
«Non so che dirle. Intanto vediamo se si trova un buon nome per il Presidente della Repubblica. Noi proporremo il nostro nome ».
E se dovessero emergere altre personalità di valore? 
«Noi proporremo il nostro nome. Se poi venisse disatteso, si guarderà alle altre forze e vedremo come valutare. Ci confronteremo. Per correttezza comunque se ne dovrà riparlare».

La setta a cinque stelle colpisce ancora. Questi sono gli angeli di Travaglio. Si, e io sono la madonna dell'addolorata.


M5S chiede la censura, Facebook esegue

La pagina Fb della Casa della legalità seguiva le vicende del M5s di Bologna. I grillini non hanno gradito e hanno chiesto a Fb di oscurare la pagina. Account sospeso.

redazione
venerdì 5 aprile 2013 21:08

E' scattato poco prima delle 20 il blocco per 24 ore dell'account Facebook del presidente della Casa della legalità, Christian Abbondanza. Lo denuncia l'Ufficio di presidenza della Casa della legalità. "Nel pomeriggio - spiega in una nota - era partita la censura per oscurare quanto avveniva nel M5S di Bologna. Poco prima delle 20, a seguito della richiesta di cancellazione delle immagini relativi alla discussione del M5S di Bologna, è scattato il blocco per 24 ore dell'account Facebook e Christian Abbondanza non può scrivere, commentare e nemmeno rispondere ai messaggi". "Parlano e urlano contro il bavaglio - è il commento della Casa della legalità - e poi sono proprio loro che chiedono la mordacchia sul web. Abbiamo scritto di potenti, politici, alte cariche dello Stato, di mafiosi, faccendieri, criminali di primo piano, di servitori infedeli dello Stato, delle indecenze di tutti i partiti, e nessuno ha osato chiedere ed ottenere da Fb il blocco dell'account. Si è toccato il M5S di Beppe Grillo ed è scattata la mordacchia. Sapevatelo", è la conclusione ironica.
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Altra famosa costituzionalista nonché grande democratica. Occupate il parlamento? E come vi permettete di occupare il parlamento italiano razza di incapaci. Giù le mani dal parlamento italiano altrimenti poi veramente dobbiamo urlare "siete circondati, arrendetevi".


M5S, LA DEPUTATA SARTI: "COMMISSIONI
PERMANENTI O OCCUPIAMO LA CAMERA" 

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Domenica 07 Aprile 2013 - 10:54
ROMA - «Martedì occuperemo la Camera perché vogliamo che si formino le commissioni permanenti, staremo lì fino a mezzanotte. Questa storia che senza il governo non si possano formare non sta in piedi. Poi daremo la nostra solidarietà al magistrato Nino Di Matteo minacciato di morte dalla mafia e faremo tutto quello che è in nostro potere per costringere le istituzioni a discutere delle responsabilità politiche legate alle stragi degli Anni Novanta». Lo afferma Giulia Sarti, deputata dell'M5S, in un'intervista alla Stampa.

"NON CI SONO LEADERISMI" Sarti smentisce di aver proposto di dare la fiducia a Bersani nell'incontro di venerdì scorso tra Beppe Grillo e i parlamentari del movimento. «Ho sostenuto la necessità di passare all'attacco. Ho detto: presentiamo i punti chiave del nostro programma e affianchiamoli con dei volti, estranei alla politica, che li sostengano», spiega. «È stato spiegato che sul tema avevamo già votato. E che per ora saremmo andati avanti come sempre. Lui - racconta - ha concluso: siete ovviamente liberi di discutere ciò che volete. Noi Cinque Stelle siamo tutti uguali, non ci sono leaderismi». «Chi vede Grillo come un kapò è fuori dal seminato», dichiara Sarti. «Anche venerdì ci ha ripetuto: io per voi ci sarò sempre, vi farò da garante, ma ho superato i 60 anni e non ho più le forze per continuare a passare da un palco all' altro in giro per l'Italia. Vuole che cresca una classe di persone in grado di portare avanti questo progetto».

dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...