lunedì 11 giugno 2012

Il titolo della "Provincia Pavese" pubblicizzato davanti alle edicole era: "Rissa al bar, il preside Rubiconto nei guai". Titolo che non coincide con l'articolo scritto all'interno. Diffamazione e calunnia? Decideranno i giudici perché finché avrò un solo filo di vita non mi fermerò fino a quando un magistrato non mi dirà che non ho ragione. Costi quel che costi la Direttrice di questo giornale dovrà rispondere di quello che ha fatto scrivere. Ovviamente è inutile ribadire che la Provincia Pavese ha sempre fatto scomparire le notizie e le foto che riguardano Rubiconto consigliere comunale di opposizione. E le ha trovate subito quando ha voluto scrivere strumentalmente "Preside Rubiconto nei guai". Chissà perché. Sarà mica che la casta dei giornalisti della "Provincia Pavese" si è sentita offesa dal fatto che il consigliere Rubiconto ha chiesto e ottenuto l'eliminazione di un privilegio che prevedeva il posto gratuito in piazza Duomo per cinque auto per 365 giorni all'anno domeniche comprese? No, tutto per libera informazione. Perché come è noto la direttrice è seduta su quella seggiola per il suo curriculum, la sua grande indipendenza, la sua infinita professionalità. Si per tutto questo, proprio come capita negli USA. Ed infatti noi chiamiamo la Provincia Pavese il New York Times della provincia di Pavia. Si perché da tutto il mondo vengono a Pavia per imparare come si può fare il vero giornalismo. Viva l'Italia che esporta all'estero tante e tali competenze.

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