sabato 18 maggio 2013

Basta vedere morire la gente. La politica la finisca di occupare potere e governi.


Cassintegrato suicida: ceramista viterbese temeva il licenziamento e si getta dal ponte

ANSA  |  Di Massimo ChiaravalliPubblicato:   |  Aggiornato: 18/05/2013 20:46 CEST
Era in cassa integrazione da alcuni mesi, ma aveva paura di ritrovarsi a settembre definitivamente senza lavoro. Perchè l'azienda in cui lavorava, la Galassia, una delle circa 70 del distretto ceramico di Civita Castellana, su 150 dipendenti ne avrebbe dovuti licenziare 53.
Così Gennaro De Luca, 46 anni, e padre di due figli, oggi pomeriggio intorno alle 15,30 ha deciso di togliersi la vita buttandosi dal ponte Clementino. Un gesto di disperazione, l' ennesimo innescato dalla crisi, questa volta nel viterbese.
Il ceramista non ha retto alla prospettiva di perdere il lavoro, lui che alcuni anni fa sembra avesse anche avuto bisogno di rivolgersi al Sert per qualche problema di droga. Fragilità che forse si è aggiunta a fragilità in un territorio segnato dalla crisi. Che qui è molto più antica che altrove: si lotta da almeno 15 anni, prima ha quasi annientato il settore delle stoviglierie, quindi ha intaccato pesantemente anche i sanitari.
Il paese in provincia di Viterbo è sotto shock, a cominciare dal sindaco Gianluca Angelelli. Mentre i sindacati sono in trattativa sul fronte della crisi, pare che all'uomo sia arrivata la voce che a settembre avrebbe potuto perdere definitivamente il lavoro. Il sindaco è scioccato. "Qui la situazione non è facile - dice - e questa purtroppo si è andata ad aggiungere ad altre personali". Alcune persone lo hanno visto poco prima che si buttasse. "Era venuto al bar - raccontano alcuni testimoni - qui era molto conosciuto e in giro si vedeva spesso".
I sindacati da una vita si battono per cercare di mantenere in vita il comparto. Il distretto ceramico, istituito alcuni anni fa dalla Regione Lazio, soffre: su circa 70 aziende e tremila addetti, due terzi sono interessati dalla crisi. In oltre 50 di queste, più di duemila lavoratori vivono sulla propria pelle i vari tipi di cassa integrazione, i contratti di solidarietà o la mobilità.
Ne sa qualcosa il segretario generale della Cgil di Viterbo, Miranda Perinelli, che ha saputo del suicidio sulla strada del ritorno dalla manifestazione di Roma della Fiom.
"Quanto accaduto - commenta - è un cazzotto nello stomaco. Siamo in emergenza, c'è bisogno urgente di lavoro". La Galassia, dove lavorava De Luca, non è esente da questo scenario: su circa 150 unità di personale, a settembre 53 dovrebbero essere licenziate. E De Luca aveva timore di rientrare tra questi. Pare che l'azienda li avrebbe chiamati a breve personalmente per comunicargli la notizia, ma lui non ha aspettato. I sindacati sono tuttora in trattativa per limitare le perdite, puntano ad allungare la cassa integrazione o far strada ai contratti di solidarietà. Alla Cgil la bocca resta amarissima per quanto accaduto. "Non avrei mai voluto sentire una cosa del genere. I lavoratori in cassa integrazione - conclude Perinelli - sono molti, ma in quelli più fragili si aggiungono situazioni personali che, unite all'insicurezza economica, mettono a dura prova soprattutto chi ha una famiglia. Fino a poco fa abbiamo parlato di diritti negati, di gente che si impoverisce sempre più, di situazioni drammatiche. Poi, sulla strada del ritorno, scopri che sono anche dentro casa tua".

Ma perchè a segretario del PD non ci mettiamo Papa Francesco?


Papa Francesco incontra Angela Merkel: "Chiacchierare è come caramelle di miele, fa venire mal di pancia" (FOTO, VIDEO)

L'Huffington Post  |  Pubblicato:   |  Aggiornato: 18/05/2013 21:49 CEST
"Questa è una crisi dell'uomo, che distrugge l'uomo. Nella vita pubblica, politica se non c'è l'etica tutto è possibile, tutto si può fare. Allora vediamo, leggiamo i giornali come la mancanza di etica nella vita pubblica fa tanto male all'umanità intera". Si chiude con la veglia con i movimenti la giornata di Papa Francesco. Dopo aver incontrato la Merkel e l'omelia alla messa di Santa Marta a Roma, il Pontefice risponde adomanda su come si possa vivere una Chiesa povera per i poveri.
Mancanza di etica e di politica fa male all'umanità. Bergoglio ha quindi raccontato, citando un rabbino del dodicesimo secolo, la storia della costruzione della Torre di Babele. "Quando cadeva una torre era una tragedia nazionale, veniva punito l'operaio, perchè i mattoni erano preziosi - ha detto -. Ma se cadeva l'operaio non succedeva niente". Oggi, ha proseguito, "se cadono gli investimenti, le banche, questa è una tragedia, se le famiglie stanno male, non hanno da mangiare allora non fa niente: questa è la nostra crisi di oggi. La Chiesa povera per i poveri va contro questa mentalità".
"Banche più importanti di famiglie? La Chiesa è contro". "Se cadono gli investimenti, le banche, questa è una tragedia, se le famiglie stanno male, non hanno da mangiare allora non fa niente: questa è la nostra crisi di oggi. La Chiesa povera per i poveri va contro questa mentalità". Lo ha detto Papa Francesco durante la veglia con i movimenti.
"Ci sono più martiri oggi che nei primi tempi della chiesa". Così il papa nell'incontro con i movimenti cattolici. Bergoglio ha però sottolineato che a volte le tensioni "vengono usate come benzina sul fuoco", mentre "il cristiano deve rispondere sempre al male con il bene".
"Preferisco mille volte una Chiesa incidentata piuttosto che malata per chiusura". Lo ha detto Papa Francesco nel discorso tenuto in piazza San Pietro in occasione della veglia di Pentecoste, rispondendo a una delle quattro domande che gli erano state poste da rappresentanti delle realtà ecclesiali che partecipano alla grande giornata nell'ambito dell'Anno della fede. "La Chiesa non è un movimento politico nè una struttura ben organizzata", ha aggiunto Bergoglio, ribadendo quanto già sostenuto a inizio pontificato.
L'incontro con la Merkel. Il Papa ha ricevuto Angela Merkel in udienza presso il Palazzo apostolico. E' durato oltre 45 minuti il colloquio privato nella Sala della Biblioteca tra papa Francesco e la cancelliera tedesca Angela Merkel. L'incontro, in cui la cancelliera si è rivolta al Papa in tedesco, si è svolto alla presenza di un interprete. Subito dopo la Merkel, che era in abito blu di seta, ha avuto un breve colloquio, di circa 10 minuti, col segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, mons. Dominique Mamberti. Il segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone, è infatti in questi giorni in Spagna.
È la seconda volta che la Merkel e il Papa si incontrano. La prima è accaduto il 19 marzo, subito dopo la messa di insediamento del Pontefice. Al centro del colloquio i diritti umani, le persecuzioni verso i cristiani, la libertà religiosa, la collaborazione internazionale per la pace. Riferisce la sala stampa che si è parlato anche dell'Europa "quale comunità di valori" e la sua responsabilità nel mondo", auspicando l'impegno per uno sviluppo "fondato sulla dignità della persona" e "ispirato ai principi della sussidiarietà e della solidarietà"
L'omelia a Santa Marta: "Chiacchiere distruttive nella Chiesa". Alla messa concelebrata a Santa Marta dal Papa, ha preso parte un gruppo di studenti della Lateranense guidati dal rettore monsignor Enrico Dal Covolo. Nell'omelia, Papa Francesco ha messo al bando le "chiacchiere distruttive nella Chiesa". Come riferisce la Radio vaticana, che pubblica ampi stralci dell'omelia del Pontefice, Francesco si è lamentato: "Quanto si chiacchiera nella Chiesa. Quanto chiacchieriamo noi cristiano. La chiacchiera è proprio spellarsi? Farsi male l'uno all'altro.
E' come se volesse diminuire l'altro: invece di crescere io, faccio che l'altro sia più basso e mi sento grande. Quello non va. Sembra bello chiacchierare... non so perchè, ma sembra bello. Come le caramelle di miele, no? Tu ne prendi uno e poi un'altro, e alla fine ti viene il mal di pancia. E perchè? La chiacchiera è così. E' dolce all'inizio e poi ti rovina, ti rovina l'anima". Il Pontefice ribadisce: "Le chiacchiere sono distruttive nella Chiesa. E' un pò lo spirito di Caino: ammazzare il fratello, con la lingua; ammazzare il fratello". Bergoglio che lancia l'avvertimento: "Su questa strada diventiamo cristiani di buone maniere e cattive abitudini".
Con la Merkel: Fedi, diritti e Europa. E ancora: "non è mancato" uno "scambio di vedute sull'Europa quale comunità di valori e sulla sua responsabilità nel mondo, auspicando l`impegno di tutte le componenti civili e religiose a favore di uno sviluppo fondato sulla dignità della persona e ispirato ai principi della sussidiarietà e della solidarietà". Lo si legge in un comunicato della sala stampa della santa sede.
I rapporti tra la Germania e la Santa Sede. "Durante i cordiali colloqui è stata ricordata la lunga storia dei rapporti che intercorrono tra la santa sede e la Germania, soffermandosi su temi di comune interesse, quali la situazione socio-politica, economica e religiosa in europa e nel mondo. In particolare, si è parlato della tutela dei diritti umani, delle persecuzioni nei confronti dei cristiani, della libertà religiosa e della collaborazione internazionale per la promozione della pace".
Lo scambio dei regali con Angela. Al momento dello scambio dei regali, dopo il colloquio privato nella Sala della Biblioteca, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha fatto dono a papa Francesco di tre volumi del poeta Friedrich Holderlin, in un'edizione originale del 1905. Il poeta, da lui citato recentemente in un suo intervento, è uno dei preferiti di Bergoglio. "Ma lei lo conosce", ha detto in tedesco la Merkel presentando il suo dono, al che il Papa sorridendo ha risposto di sì.
I 107 Cd per Papa Francesco. Un altro regalo della cancelliera è stata una confezione di 107 cd di brani classici diretti dal direttore d'orchestra Wilhelm Furtwangler. "Non so se lei troverà il tempo di ascoltarli", ha detto la Merkel al Pontefice. Durante il viaggio in aereo verso l'Italia, la cancelliera ha spiegato ai giornalisti che Furtwangler è un interprete molto amato da Bergoglio, che l'ha definito "il più geniale direttore tedesco, il miglior conoscitore di Wagner e Beethoven". Il Papa ha ricambiato ai doni con le medaglie della sede vacante. La Merkel, venuta in Italia solo per incontrare il Papa (è infatti ripartita subito dopo) era accompagnata da una delegazione di 15 persone.
L'incontro tra il Papa e Angela Merkel
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Per chi non conoscesse la canzone che accompagnava il video precedente. Mi viene da dire "...ma che erano mai questi Evanescence". Traduzione non buona ma rende il senso generale.


Non amo la retorica e sono sempre molto essenziale. Mi piace la chiarezza e detesto le persone costruite. Non so chi ha proposto questo filmato. Non so come si chiamano le persone presenti nel video. Niente può descrivere meglio l'amore di un padre nei confronti del proprio figlio. Forse questa è la forma più alta della politica.


I grillini giocano con la diaria. Berlusconi gioca con l'IMU. E un uomo cassaintegrato si uccide. Che rabbia.


Cassintegrato si suicida gettandosi da ponte
A compiere il gesto un ceramista
18 maggio, 17:33
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Civita Castellana
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VITERBO - Un uomo si e' suicidato oggi gettandosi dal ponte Clementino a Civita Castellana, in provincia di Viterbo. Si tratterebbe di un cassintegrato uccisosi a causa della crisi economica.

L'uomo, un ceramista di circa 50 anni, sposato e con tre figli, e' morto sul colpo. Inutile ogni soccorso.

Mentre i sindacati sono in trattativa sul fronte della crisi, pare che all'uomo sia arrivata la voce che a settembre avrebbe potuto perdere definitivamente il lavoro. Il sindaco Gianluca Angelelli è scioccato. "Purtroppo - dice - si sono sommate alcune situazioni personali ad altre che sta attraversando questa città. Dire che sono rammaricato è poco". Il riferimento è alla crisi del settore della ceramica, che qui è ormai ultradecennale: prima ha colpito le stoviglierie, poi i sanitari. Oggi su circa 70 aziende e tremila addetti, ben due terzi sono interessati dalla crisi: in oltre 50 di queste, superano i duemila i lavoratori divisi tra i vari tipi di cassa integrazione, contratti di solidarietà e mobilità".

Lascio alla vostra riflessione. Ovviamente è consigliata la lettura dei tre libri citati.


Grillo e la mentalità dell’alveare

L’infinita discussione sulla diaria, sui rimborsi spese, sui privilegi sta assorbendo tutta l’energia dei parlamentari del Movimento 5 Stelle in questa prima fase. La rivoluzione è rimandata. La democrazia diretta della rete e il processo decisionale in apparenza lineare e trasparente – evviva lo streaming – sono in realtà farraginosi e circolari. Tutto questo lo aveva già intuito Vincenzo Latronico che nel suo libro appena uscito per Bompiani racconta “La mentalità dell’alveare” (208 pag., 12,50 euro). Latronico ha 28 anni e ha già scritto un romanzo importante, “La cospirazione delle colombe”, ora passa al pamphlet narrativo, non un saggio ma un racconto, “perché non volevo parlare dei principi generali, ma dell’effetto che questi principi potrebbero avere nel particolare, sulla vita di chi li applica o di chi li subisce”.
Da Berlino, dopo le elezioni di febbraio, ha scritto in fretta “La mentalità dell’alveare” per rispondere a chi si entusiasmava per le novità emerse dalle urne. I riferimenti letterari sono due, uno esplicito, a Elias Canettti di Massa e potere, l’altro non dichiarato ma presente, Arthur Koestler con Buio a mezzogiorno, il populismo e l’ideologia sovietica che porta alla confessione anche l’innocente.
Nel presente prossimo di Latronico, tra 2013 e 2014, la Rete dei Volenterosi è il partito di maggior successo. L’ha fondata un ex presentatore televisivo, Pino Calabrò, passato dalla difesa dei consumatori alla politica. La sua piattaforma è l’Alveare, un sito-blog dove i Volenterosi discutono e votano, sottoponendo gli eletti a periodico scrutinio il cui esito negativo implica le dimissioni. Non c’è fantapolitica, Latronico non vuole costruire una distopia o divertirsi a immaginare le conseguenze del grillismo-Alveare al potere. Il suo scopo è raccontare cosa comporta la rinuncia alla propria individualità in nome di un processo decisionale collettivo. L’enfasi non è sul guru, Pino Calabrò appare poco nel libro, è soltanto un garante dell’Alverare. Quello che interessa a Latronico è lademocrazia della rete, la piazza virtuale che dovrebbe smascherare ipocrisie e scandali e invece costruisce una realtà artefatta e manipolabile. I protagonisti sono due Volenterosi, Camilla e Leonardo, il libro comincia col loro matrimonio e finisce con il divorzio.
La Rete dei volenterosi ha fatto approvare la non pignorabilità della prima casa (uno dei punti del Movimento cinque stelle), come risultato inevitabile i mutui sono diventati molto più costosi. Leonardo e Camilla trovano la scappatoia: comprando una piccola quota di un altro immobile, riescono a far risultare la loro prima casa come seconda, ottenendo così dalla banca un prestito molto più vantaggioso, perché è meno rischioso prestare a chi ha due immobili come potenziale garanzia invece che a chi ha solo quello su cui paga il mutuo. L’idea è efficace – un po’ disinvolta, ma tanto il danno è tutto per le banche cattive – e Leonardo la trasforma in una associazione che, gratis, offre servizi alle giovani coppie in cerca di un mutuo.
La Rete dei Volenterosi però gli impone di non divulgare la scoperta: risulterebbe una critica implicita alla legge sulla non pignorabilità voluta dal movimento. Ma scoppia lo scandalo: Leonardo parla della sua associazione in un articolo sul Guardian, con cui collabora, e nell’Alveare comincia il processo. Latronico non è un filosofo della politica o un sociologo, non si dilunga in analisi sul comportamento delle masse, ma dimostra in modo narrativo un concetto semplice: nell’Alveare non prevale la verità, ma il metodo Google, vince l’idea più condivisa, secondo una valanga cognitiva che travolge ogni tentativo di sopravvivenza individuale.
Come il Rubasciov di Koestler, Leonardo non è un dissidente: non ha fatto nulla di trasgressivo, non ha sfidato il Capo e rispetta le logiche dell’Alveare, le condivide perfino quando ne finisce stritolato, non sposta la sua battaglia per la sopravvivenza fuori dalla piattaforma, per esempio parlando ai giornali. Come Rubasciov vorrebbe affermare la verità, che lui sa essere tale, anche per dimostrare che l’Alveare non è ingiusto, che è efficiente, che non può commettere errori.
Ma è tutto inutile: più ricostruisce i dettagli della sua “colpa”, post dopo post, commento dopo commento, più viene travolto dalla furia dell’Alveare che giudica senza processare.
Il sollievo, per Leonardo, arriva solo con la confessione del crimine che non ha commesso e con le scuse: i dettagli non servono, chiede perdono per aver aperto un’associazione (alla fine non si capisce più se il problema era l’attività, cioè aggirare le banche, o la presenza del link all’Alveare nel sito), si duole di aver stabilito un rimborso spese di 500 euro per sé e una collaboratrice, certe cose ti rendono subito “casta”. E racconta di essersi separato dalla moglie Camilla, la cui carriera di cittadina eletta può continuare, a fianco di un nuovo compagno, almeno in apparenza più fedele all’Alveare.
Vincenzo Latronico non è animato da pregiudizi o scetticismo verso il Movimento 5 stelle – Rete dei Volenterosi: le politiche che attribuisce al suo Pino Calabrò – Beppe Grillo hanno un certo successo, riducono perfino lo spread. Ma tutto ha un prezzo: come ripetono sempre i Cinque Stelle – Volenterosi, se vuoi stare nel gruppo devi accettarne le regole. E vivere e pensare soltanto secondo la “mentalità dell’alveare”.

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