lunedì 28 dicembre 2015

Incredibile a che cosa debbano arrivare i politicanti italiani per ottenere qualche voto in più.

Quei 60 mila morti in più? Aspettiamo a parlare di inquinamento

11 per cento di decessi in più nel 2015, ma le variabili in gioco sono molte. Al contrario di ciò che i campioni del populismo vogliono farci credere

28 Dicembre 2015 - 08:08
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Il tema è drammatico perché si sta parlando di un andamento sull’anno (abbiamo dati fino ad agosto) che potrebbe portare a più di 60 mila morti in più, su un totale annuale di circa 656.000, quindi circa l’11% in più di decessi.
Per capire bene di cosa stiamo parlando partiamo dall’idea che l’invecchiamento della popolazione porta inevitabilmente ad un aumento annuale dei decessi in Italia. Ma questo aumento è di circa 4000 decessi in più per anno medi. Un aumento di 60 mila è più di 15 volte questo numero, rappresentando una anomalia. I decessi in anni normali hanno un andamento stagionale, con l’inverno che ha circa 10 mila morti in più al mese rispetto al resto dell’anno (55 mila rispetto a 45 mila). Il secondo tema è la fluttuazione casuale di questo numero. Per capire di cosa stiamo parlando prendiamo il dato degli ultimi 5 anni:
  1. 2009 588 mila
  2. 2010 584 mila
  3. 2011 594 mila
  4. 2012 613 mila
  5. 2013 599 mila
  6. 2014 598 mila
Da cui si evince che il dato oscilla di circa 10 mila anno su anno. Il dato di cui si sta parlando proiettando l’andamento fino ad agosto è di 666 mila decessi. Una enormità in più rispetto al 2014. Per darvi una idea di quanto sia importante questo numero, scorrendo i dati passati ci sono stati due picchi di decessi rispetto all’anno precedente, uno nel 1983 e uno nel 2003, di circa 30 mila decessi in più in un anno. Quindi siamo di fronte ad un fenomeno potenzialmente più che doppio rispetto al peggiore anno passato successivo al 1945.
Un’altra ipotesi teoricamente possibile è quella relativa ad una aumentata epidemia influenzale (e agli effetti debilitanti della stessa), anche e soprattutto dovuto al fatto che c’e’ stato un crollo delle vaccinazioni dell’11% da un anno all’altro.
Se analizziamo i dati mensili scopriamo che l’anomalia si è avuta soprattutto nei mesi di Gennaio, Febbraio, Marzo e Luglio. Questi mesi in termini di clima sono stati più caldi della media degli anni precedenti, in particolare Luglio è stato il più caldo degli ultimi 136 anni. Ma un ultimo importantissimo studio uscito su LANCET (Mortality risk attributable to high and low ambient temperature: a multicountry observational study, Gasperini et Al., 20 May 2015) che analizza una maestosa quantità di dati di molti paesi, tra cui l’Italia, afferma che il freddo uccide 20 volte più che il caldo, apparentemente non dando base scientifica all’idea che queste morti siano dovute ad un clima più caldo.
Un’altra ipotesi teoricamente possibile è quella relativa ad una aumentata epidemia influenzale (e agli effetti debilitanti della stessa), anche e soprattutto dovuto al fatto che c’e’ stato un crollo delle vaccinazioni dell’11% da un anno all’altro. La curva epidemiologica ci racconta un anno normale e senza nessuna anomalia rispetto all’anno precedente. Ma qui, viene il dato fondamentale. Quello che noi chiamiamo influenza in realtà è fatta di vari ceppi virali e ogni ceppo ha un effetto diverso sulla salute delle persone. Il dato rilevante è che questo fenomeno è accaduto in tutta Europa e apparentemente è dovuto soprattutto ad un ceppo influenzale particolarmente “cattivo” (A(H3N2), pari al 56% degli influenzati).
Ovviamente le ipotesi su fenomeni che non hanno cambiamenti rilevanti da un anno all’altro non reggono dal punto di vista logico. In questa categoria possiamo mettere quelle relative agli stili di vita e quelle relative al sistema sanitario. Parlare di questi temi rispetto a questo tema è scorretto sul piano logico e scientifico, anche se serve a qualcuno per buttarla in caciara invece che cercare di capire in modo profondo cosa sta accadendo.
Quindi qui siamo di fronte ad un mistero che vale 68 mila vite in un anno. E che riguarda l’Europa intera. Per arrivare in fondo alla comprensione di quello che sta accadendo dobbiamo aspettare i dati puntuali. Con quelli si potrà analizzare il fenomeno in termini geografici (quale distribuzione ha il fenomeno tra le diverse regioni?) di patologia (su quali patologie si è concentrato l’aumento?) di età (è relativo solo agli anziani o anche gli altri gruppi di età ne sono toccati?) e di sesso (c’e’ una preferenza verso uno dei due sessi di questo picco di decessi?).
E dobbiamo aspettare gli stessi dati per gli altri paesi, per capire se il fenomeno si ripete ovunque nello stesso modo. Sarà anche molto interessante vedere cosa accade in questo inverno e verificare se l’ipotesi influenzale regge. Come spesso accade in questi casi sarà una attenta analisi dei fatti a gettare luce sugli eventi.

Ma se un leader politico non comprende il senso di un lavoro scientifico o se, al contrario, capisce il senso ma scrive sul suo blog cose non vere potrà mai non mentire se dovesse andare a governare l'Italia?

Beppe Grillo e il post pasticcio sui 68 mila morti causati dallo smog (e dal governo Renzi)

Beppe Grillo morti smog
Gian Carlo Blangiardo, docente di demografia citato sul blog, spiega un'altra versione dei fatti parlando di dati manipolati. E tra i tanti fattori mostra una causa che sfugge al leader M5S: per esempio il crollo delle vaccinazioni
Ieri Beppe Grillo, nel post “Morti di guerra in tempo di pace #68000morti”ha parlato del problema dell’emergenza smog nelle città. Lo fa attaccando l’esecutivo:
Premier e ministri non si rendono conto di ciò che accade nel Paese. Litigano per mezzo punto percentuale di PIL e fanno decreti lampo di domenica per salvare le banche mentre passeggiano incuranti sui cadaveri di 68.000 italiani che non hanno saputo proteggere. Sono una sciagura per il Paese, il prezzo della loro spocchia lo stiamo pagando col sangue. Prima se ne vanno e meglio è.
Beppe Grillo dà ampio spazio ai problemi dell’inquinamento, cita i dati Istat e riprende il lavoro di Gian Carlo Blangiardo, docente di demografia presso l’Università di Milano Bicocca, pubblicato sul network Neodemos, un interessante progetto dove nel gruppo d’orientamento figurano personalità come Elsa Fornero e Romano Prodi. Ecco cosa è stato riportato sul blog:
Come si giustifica un rialzo della mortalità di queste dimensioni? E’ solo la naturale conseguenza del progressivo marcato invecchiamento della popolazione italiana o è (anche) un segnale di allarme? Il sistema socio-sanitario, che finora ha permesso un continuo allungamento della vita anche alle età anziane, inizia forse a subire gli effetti di una congiuntura economica meno favorevole? In altre parole ci chiediamo se i tagli alla sanità pubblica, dovuti alla crisi, abbiano accresciuto nel corrente anno il rischio di mortalità nei gruppi tipicamente più fragili: i vecchi”.
I tagli alla sanità sono responsabili dei morti? I nostri anziani sono in pericolo? Il problema è che Blangiardo stesso ha dichiarato come il leader M5S abbia manipolato i dati in questione nel suo post sul blog. Ecco la sua intervista su Il Mattino, dove chiarisce come lo smog non sia l’unica causa da ricercare. Anzi:
«L’incremento delle morti – chiarisce lo studioso – c’è stato eccome. Ma di qui a imputare la causa solo all’inquinamento ce ne vuole. Ci sono invece un mix di motivi tutti fondanti. Primo l’invecchiamento della popolazione. Ad esempio, sul solo caso milanese, ho rilevato che da un anno all’altro l’incremento più
vistoso si è avuto per gli over85enni. Dunque almeno in 20mila casi il motivo è l’età sempre più avanzata. Gli altri motivi riguardano poi il crollo delle vaccinazioni nel 2015 rispetto al 2014. Questo perché – come si ricorderà – si diffuse un vero e proprio panico da vaccino e naturalmente i soggetti più deboli sono state le prime vittime. A questo aggiungiamo la forte crisi del sistema sanitario: a furia di tagliare, risparmiare e spostare si è finiti col costringere i pazienti a pagare di tasca propria gli esami in strutture private. Il punto è che le fasce più povere sono state automaticamente messe fuori. E hanno dovuto rinunciare o spostare troppo oltre indagini cliniche che in molti casi sarebbero state salva-vita. Infine, anche le rivendicazioni sindacali dal fronte della Croce Rossa ci hanno messo lo zampino riducendo sensibilmente le unità operative addette a prestare i primi soccorsi». E allora il dubbio sorge spontaneo: vuoi vedere che per confezionare tutti quei titoli ad effetto sull’aumento dei morti avvelenati solo dall’aria, dall’acqua e dalle polveri sottili, Grillo non abbia poi strumentalizzato le cifre del demografo? «Trovo – dice il diretto interessato – quella di giocare con i numeri una orrenda pratica tra l’altro molto diffusa in politica. Il dovere di noi studiosi è informare in modo corretto perché chi ha il potere di intervenire per migliorare le cose, possa farlo. È un servizio sociale in piena regola. Se poi c’è chi manipola i dati ad arte per finalità partitiche davvero non so che dire. Questa non è ne resterà la prima e ultima volta. Io comunque vado avanti nel mio lavoro».
Anche perché, se rileggete l’articolo del docente di demografia, si parla di molti potenziali fattori ma non certo della emergenza smog. Sul blog di Grillo si è sollevata una polemica politica, parlando di morti,  basandosi su un articolo che però non cita l’emergenza inquinamento ma bensì congiunture economiche e welfare. Non solo, nel post si riprendono dati poi ridimensionati dall’autore stesso.  «Se poi c’è chi manipola i dati ad arte per finalità partitiche davvero non so che dire. Questa non è ne resterà la prima e ultima volta. Io comunque vado avanti nel mio lavoro», ha spiegato il professore contattato da Il Mattino. Cui prodest?
(in copertina foto ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

Ops....Houston abbiamo un problema.

Non solo stipendio, ecco perché Grillo vuole espellere Serenella Fucksia

M5S
Serenella Fucksia nell'aula del Senato durante l'esame del DEF (Documento Economia e Finanza), Roma 17 Aprile 2014. ANSA/GIUSEPPE LAMI
Due anni di scontro con gli attivisti del Movimento e la Casaleggio Associati. Cosa c’è dietro il processo che si sta celebrando in queste ore sul blog
Il sondaggio-epurazione è già partito: sul blog di Beppe Grillo è in corso la votazione per espellere dal Movimento Cinquestelle la senatrice Serenella Fucksia. Il motivo ufficiale è spiegato nel post scritto dalla squadra del comico: “Chi non restituisce parte del proprio stipendio come tutti gli altri, non solo viola il codice di comportamento dei cittadini parlamentari MoVimento 5 Stelle, ma impedisce a giovani disoccupati di avere ulteriori opportunità di lavoro oltre a tradire un patto con gli elettori”. E Fucksia è accusata di non avere “ancora restituito le eccedenze degli stipendi di aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre 2015, così come richiesto dallo Staff e nonostante i diversi solleciti inoltrati con scadenze in data 8, 21 e 26 dicembre”.
Ma è la stessa parlamentare a spiegare che in realtà le motivazioni sono ben altre: “La rendicontazione è una scusa – afferma – il motivo della richiesta di espulsione nei miei confronti è molto più becero. C’è una lotta di potere in corso e si è trovata questa scusa per parlare di altro, per non affrontare il problema. Ma questo modo di comportarsi non fa onore al Movimento, è un altro autogol”.
Tutto è iniziato ormai quasi due anni fa, nel marzo 2014, quando in relazione allo scontro tra i vertici cinquestelle e il senatore Bartolomeo Pepe, che di lì a poco avrebbe abbandonato il gruppo grillino, Fucksia in un’intervista al Fatto criticò la gestione del Movimento, spiegando che “sei persone comandano per tutti” e che trai suoi colleghi “molti non capiscono un caz…”. Immediata la presa di distanze del meetup di Fabriano (la sua città), in una nota in cui già si segnalavano problemi nella rendicontazione delle spese della senatrice.
Tra gli ‘oltraggi’ ai principi del Movimento, c’è anche la sua contrarietà all’omeopatia, poiché sarebbe “acclarata la sua inefficacia”, come ha scritto su Facebook linkando una ricerca scientifica volta a dimostrare la sua tesi. Ma c’è di peggio. Molto di peggio, secondo i dettami imposti dalla diarchia a capo del M5S. Fucksia, infatti, ha osato più volte mettere in discussione gli spazi on line della Casaleggio Associati, definendoli “siti diversamente seri”, fatti “solo per i click e per ridere”. La sua giustificazione? “L’ironia per me è sacra”.
Talmente sacra che la senatrice è finita sotto attacco anche per aver difeso la libertà di espressione di Luciana Littizzetto, che in un suo intervento a Che tempo che fa ha accostato il M5S alla cacca. La reazione grillina ovviamente è stata feroce, ma Fucksia su Facebook ha provato a stemperare lo scontro, finendo anche lei sulla graticola: “La satira è satira, chi la fa l’aspetti – ha scritto la senatrice – Gira il mondo e girano le sorti. Io sono per non cacciare nessuno mai! Libertà di parola, critica e satira sempre!!!!”. Evidentemente Grillo e Casaleggio non la pensano così.
Ma se questa è la reazione per la difesa di un comico, cosa può succedere se un parlamentare cinquestelle osa schierarsi al fianco di un politico avversario? Insulti a valanga, ovviamente. E non conta nemmeno se quel politico è morto. Dopo la scomparsa di Donato Bruno, infatti, Fucksia ha pubblicato un post di rispettoso commiato dal collega scomparso. I commenti degli attivisti grillini hanno superato e di molto i limiti della decenza: “È andato all’inferno un altro”, “20mila euro al mese risparmiati! Avanti il prossimo!”, “Meno male che c’è la morte sennò non li leviamo più dalle p…” e via dicendo. I tentativi della povera senatrice di rintuzzare queste offese sono andati miseramente a vuoto.
Il culmine si raggiunge però quando Fucksia riserva parole di elogio addirittura a esponenti del Pd. Linkando sulla propria pagina Facebook l’intervento di Roberto Giachetti a una Direzione dello scorso mese di aprile, la senatrice cinquestelle commentava così: “Giachetti brillante, coinvolgente e fantastico… a prescindere”. I commenti? Meglio lasciar perdere.
Infine, è di pochi giorni fa un esplicito “chapeau!” indirizzato a Maria Elena Boschi dopo il suo intervento in aula a palazzo Madama sulla questione delle banche fallite, che le è costata anche una mozione di sfiducia individuale presentata proprio dal M5S. Dalla base è partita naturalmente la rivolta, a suon di “quando te ne vai?” e “quanto ti pagano?”.
Sono solo alcuni esempi, ai quali si accompagnano diverse altre interviste critiche di Fucksia nei confronti del M5S (“Siamo partiti per essere oltre, per premiare la meritocrazia e metodo. Purtroppo non emerge una selezione al rialzo, vedo più fanatismo, più divisioni, che collaborazione costruttiva”, Corriere della sera dell’8 aprile 2015). Insomma, la restituzione dello stipendio può essere un problema, ma sono soprattutto le idee della senatrice a essere processate in queste ore sul blog di Grillo.

Nessun commento. Che cosa si deve fare per un voto in più.

Grillo manipola i dati sullo smog. Parla l’autore dello studio

M5S
beppe-grillo-napolitano
Ecco la bufala del blog di Grillo sui morti per inquinamento. Il professor Blangiardo smentisce la lettura del comico genovese 
Da quando Beppe Grillo ha scritto sul blog un post dal titolo “Morti di guerra in tempo di pace”. “Il 2015 si chiuderà secondo l’Istat con 68.000 morti in più rispetto al 2014″ è esploso il caso politico di fine anno: l’inquinamento è secondo Grillo colpa di Renzi, o di Pisapia definito ‘simpaticamente’ Pisapippa.
Nel giro di poche ore anche il segretario della Lega Nord Matteo Salvini salta sul carro dell’attacco puramente strumentale e twitta “Bloccare le auto non serve a nulla. Fossi sindaco mi occuperei di controllare le caldaie e di comprare autobus che inquinino meno”.
Peccato, però, l’autore dello studio a cui Beppe Grillo fa riferimento, il professor Giancarlo Blangiardo, docente di demografia presso l’Università di Milano Bicocca, smentisce la lettura che viene fatta del suo studio e sostiene invece che l’incremento delle morti siano causate da un mix di motivazioni, prima fra tutte l’invecchiamento della popolazione.
Nel suo studio infatti Blangiardo scrive: “Come si giustifica un rialzo della mortalità di queste dimensioni? E’ solo la naturale conseguenza del progressivo marcato invecchiamento della popolazione italiana o è (anche) un segnale di allarme? Il sistema socio-sanitario, che finora ha permesso un continuo allungamento della vita anche alle età anziane, inizia forse a subire gli effetti di una congiuntura economica meno favorevole? In altre parole ci chiediamo se i tagli alla sanità pubblica, dovuti alla crisi, abbiano accresciuto nel corrente anno il rischio di mortalità nei gruppi tipicamente più fragili: i vecchi”.
Addirittura il professore, intervistato dal Mattino, dichiara che non sapeva nulla del post incriminato e definisce “un’orrenda pratica quella di giocare con i numeri, tra l’altro molto diffusa in politica”.
Poi aggiunge: “Il dovere di noi studiosi è informare in modo corretto” perché “chi ha il potere di intervenire possa farlo”. Infine il professore si toglie un sassolino dalla scarpa: “Se c’è chi manipola i dati ad arte per finalità partitiche davvero non so che dire”.

domenica 27 dicembre 2015

E pensare che i leghisti hanno il coraggio di affermare che chi viene dalla Nigeria non sfugge ad una guerra. Vorrei vedere un loro figlio che non può andare a scuola per tutta la vita.

Boko Haram nega a un milione di bambini di andare a scuola

BOUREIMA HAMA/AFP/Getty Images
La denuncia di Unicef: «Più tempo passano lontano da scuola, più rischiano di essere vittime di abusi, rapiti oppure reclutati dai gruppi armati»
Uno stillicidio. Un disastro educativo. Più di un milione di bambini sono stati costretti a lasciare la scuola a causa delle violenze compiute da Boko Haramcontro le popolazioni civili nel nord-est della Nigeria e nei paesi limitrofi. Questo il dato diffuso oggi da Unicef: «Un numero impressionante. Il conflitto ha dato un duro colpo all’istruzione in questa regione, e la violenza ha lasciato molti bambini fuori dalle aule scolastiche per più di un anno, facendo notevolmente aumentare il rischio di un totale abbandono scolastico», ha detto Manuel Fontaine direttore dell’organizzazione umanitaria nell’Africa Centrale e Occidentale.
NIGER-NIGERIA-UNREST-DEMO

«Più tempo passano lontano da scuola, più rischiano di essere vittime di abusi, rapiti oppure reclutati dai gruppi armati». La situazione si aggrava ogni giorno che passa, considerando che prima ancora dell’inizio della guerra circa 11 milioni di minori in età scolare erano già fuori dai banchi di scuola in Nigeria, Camerun, Ciad e Niger.

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I pochi istituti aperti – più di 2000 restano chiusi in tutta la zona interessata – sono gravemente sovraffollati, fa sapere Unicef, e alcuni di questi vengono usati per ospitare sfollati.
boko haram
BOUREIMA HAMA/AFP/Getty Images
L’obiettivo dichiarato di Boko Haram è proprio la guerra senza quartiere a scuole, studenti – come nel caso del rapimento di 276 giovani ragazze nel nord-est del paese ad aprile 2014 – e insegnanti – di questi ultimi 600 sono stati uccisi dall’inizio della rivolta.

Complotti ovunque. I cittadini che ogni giorno combattono in trincea contro lo strapotere dei potentati politici e sindacali di destra sono perseguitati non certo la Mannoia. Non ci sarà? Ce ne faremo una ragione.

Fiorella Mannoia, il M5S e il complottone del Concertone di Capodanno

È partito il complottone del Concertone. Fiorella Mannoia scrive uno status su Facebook per avvertire i fans che non suonerà al concerto di Capodanno a Roma. E già che c’è aggiunge con dovizia di puntini puntini puntini: «Non chiedetemi perchè, non lo so…..anche se..un’idea ce l’ho».
fiorella mannoia concerto
Lo status di Fiorella Mannoia sul complottone del concertone
Ovviamente se la Mannoia ha un’idea chi siamo noi per negare al cittadino Senatore Maurizio Santangelo (quello delle scie chimiche) di aver capito tutto, ‘ché a lui nulla sfugge? «Voglio avvertire tutti che il concerto di Capodanno a Roma è saltato. Non chiedetemi perchè, non lo so…..anche se..un’idea ce l’ho. Approfitto per augurarvi una notte serena. Buon Natale!», scriveva la Mannoia. #iostoconfiorella, risponde il cittadino: «Fiorella Mannoia annuncia, sul suo profilo Facebook: “Voglio avvertire tutti che il concerto di Capodanno a Roma è saltato. Non chiedetemi perché, non lo so… anche se… un’idea ce l’ho. Approfitto per augurarvi una notte serena. Buon Natale”! Non scende nei particolari ma rispondendo ad un utente aggiunge: “Non è il Vaticano che non mi vuole”!».
fiorella mannoia concerto 1
E se c’è Maurizio Santangelo, Angelo Tofalo non dovrebbe intervenire? Eccolo lì, pronto a denunciare il Complottone del Concertone:
fiorella mannoia angelo tofalo
Solo che in tutto ciò c’è un problema. Il Messaggero scrive che è mancato l’accordo economico per avere la Mannoia in piazza:
fiorella mannoia concerto 2
Da Il Messaggero del 12 dicembre 2015
In più, il quotidiano romano segnala qualche notizia a proposito degli organizzatori del concerto:
L’evento che inizialmente non si doveva fare,ma che alla fine andrà in scena, con una notevole corsa contro il tempo, inizia a scaldare i motori. E nei prossimi giorni sarà presentato in Campidoglio dal commissario Francesco Paolo Tronca. Il concertone sarà a costo zero per il Comune, che si limita al patrocinio. Fondamentale il ruolo di sei sponsor (Eni, Banca Intesa, Enel, Poste Italiane, Time Toyota) e il contributo (170mila euro) deliberato dalla Camera di Commercio. La notte del 31 sarà festa anche nelle periferie, come aveva pensato l’ex sindaco Ignazio Marino, con quattro eventi in prossimità delle fermate metro A e B (Rebibbia, Laurentina, Anagnina e Battistini) con musica a partire dalle 18. Gli occhi sono tutti puntati sul Circo Massimo.
Ad aprire la festa, alle 22, sarà la musica di Bennato, l’artista ha chiuso il contratto a ridosso del Natale. A pochi minuti dalla mezzanotte toccherà alla conduttrice televisiva Gioia Marzocchi accompagnare il pubblico verso il conto alla rovescia e il brindisi del 2016. Le prime ore dell’anno nuovo saranno invece riscaldate dal sound salentino dei Negramaro.

Ora, sicuramente la Mannoia smentirà che sia mancato l’accordo economico, come scriveva stamattina Il Messaggero. Rimane che chi mette i soldi sono aziende romane e la Camera di Commercio di Roma. Non è certo il comune di Roma, peraltro commissariato, o il governo. Cosa ci sarà di politico in un’eventuale esclusione della Mannoia è un mistero. In più la partecipazione di Edoardo Bennato, che ha duettato con Beppe Grillo al Circo Massimo durante Italia a 5 Stelle (lo stesso Bennato che aveva partecipato al Vday di Napoli del 2008 cantando con con Beppe “Nisciuno”) dovrebbe rassicurare il popolo: niente complotti anche stavolta. Grrr, maledetto Ginko!

Questo Salvini è il leader che merita l'Italia? Monotematico.

L’insostenibile inconsistenza di Salvini

Politica
Il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, in una immagine del 19 dicembre 2014.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Fenomenologia di un accusatore seriale, senza mai lo straccio di una proposta. Questa volta l’obiettivo è Pisapia
L’implacabile Salvini colpisce ancora. Fa passare giusto un giorno di tregua natalizia e a Santo Stefano riparte all’attacco di chiunque rappresenti in qualche modo un’istituzione con responsabilità di governo. Il 26 dicembre, però, potrà essere ricordato come il giorno in cui il leader della Lega non parla di Renzi e non prende di mira il governo nazionale.
Dopo la twittata mattutina con l’invito a “ripulire Genova”, si butta su Milano e in particolare sferra il suo attacco contro il sindaco Giuliano Pisapia, colpevole di aver adottato la misura estrema del blocco del traffico per tre giorni per combattere l’emergenza inquinamento. Salvini, questa volta su Facebook, bolla l’iniziativa come “una cazzata inutile che non risolve i problemi dell’aria (che fa schifo) e disturba solo chi vorrebbe lavorare”.
Un’uscita in pieno stile Salvini. Un atto d’accusa vuoto, senza lo straccio di una proposta alternativa. La solita strumentalizzazione di problemi oggettivi solo per lucrare qualche elemento di consenso, o almeno per provarci. Quando il ‘felpato’ scegli i social, poi, non ce n’è per nessuno. Per il suo ruolo di accusatore seriale le regole di comunicazione imposte da Twitter e Facebook sono perfette: poche parole (tanto non c’è niente da spiegare), il solito super-concentrato di demagogia.
E così quando un sindaco sceglie una misura estrema come il blocco del traffico, ecco Salvini che riemerge dal breve letargo natalizio e in un colpo solo dice che “l’aria di Milano fa schifo” (lavandosi le mani del fatto che la Lega governa in Lombardia e al Nord ormai da decenni) e soprattutto che la scelta di Pisapia “è una cazzata” perché mette in difficoltà chi “vorrebbe lavorare”. Appena c’è uno spiraglio di malcontento, Salvini ci si infila senza pudore.
Facciamo nostra la risposta del senatore del Pd Franco Mirabelli

dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...