lunedì 26 gennaio 2015

Riceviamo e pubblichiamo.

Matteo Renzi incontra i parlamentari del Pd: "Scheda bianca alle prime tre votazioni per il Quirinale" (DIRETTA)

Pubblicato: Aggiornato: 
MATTEO RENZI

Il Pd voterà scheda bianca alle prime tre votazioni. Lo ha annunciato il premier Matteo Renzi all'assemblea dei deputati alla Camera indicando il metodo per eleggere il Capo dello Stato. Intanto il vicesegretario democrat, Lorenzo Guerini, afferma che il nome del candidato sarà fatto prima di sabato 31 gennaio.
"Non faccio l'elogio del franco tiratore ma - vi stupirò - difendo il diritto di dissenso" sull'elezione del presidente della Repubblica. Così il premier Matteo Renzi, secondo quanto riferisce chi è presente, nel chiudere l'assemblea Pd al Senato.
Il Pd voterà scheda bianca nelle prime tre votazioni per l'elezione del capo dello Stato e "la quarta votazione sabato mattina sarà quella decisiva". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ai senatori del Pd, secondo il tweet della senatrice pd, Magda Zanoni.
"Sono assolutamente certo della lealtà di tutti nel Pd. Non penso a imboscate né a tattiche che possano portarci a risultati diversi". Lo ha detto il vice segretario del Pd Lorenzo Guerini parlando con i giornalisti in Senato.
"Lo faremo prima". Così risponde il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini a chi, al Senato, gli domanda se fare sabato un nome per la presidenza della Repubblica non sia troppo tardi, come sostiene qualche parlamentare Pd.
"Non si fa il presidente della Repubblica 'contro' nessuno. Neppure contro il Nazareno". Così Matteo Renzi rivolgendosi, a quanto si apprende, ai senatori Pd in assemblea sull'elezione del Capo dello Stato.
Anche per l'elezione di Ciampi ci furono 180 franchi tiratori, per Cossiga furono 170. Lo ha sottolineato il premier Matteo Renzi ai senatori Pd, secondo quanto viene riferito.
"Il presidente della Repubblica deve essere una persona capace di resistere a stress test". E' il requisito che, a quanto si apprende, Matteo Renzi indica ai senatori del Pd per il prossimo presidente della Repubblica.
L'assemblea "è andata benissimo". Lo ha detto Rosy Bindi al termine della riunione dei deputati Pd con Matteo Renzi sul Quirinale. Ai cronisti che le chiedevano se siano state trovate soluzioni definitive ha risposto: "Risolutiva sarà solo l'urna, ma il Pd è sulla strada giusta".
"Siamo in una settimana cruciale, ciascuno di noi ha ancora sulla pelle la ferita del 2013". Lo ha detto il capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza, parlando durante l'assemblea di Matteo Renzi con i parlamentari del partito democratico sulla sfida per il quirinale.
Speranza ha sottolineato che "ora è più che mai indispensabile un rapporto leale e franco per evitare le drammatiche vicende di due anni fa. Questo è solo il primo step, il rapporto e il confronto dentro i gruppi parlamentari sarà decisivo e io faccio appello a tutti voi: non perdiamo questa occasione per fare emergere il nostro punto di vista. Ciascuno può dire e proporre metodo e nomi, proviamo a utilizzare questi momenti di confronto nel modo più efficace possibile".
Il voto per l'elezione del Presidente della Repubblica non è un referendum su Matteo Renzi. Così lo stesso premier, secondo quanto riferito dai partecipanti, ha chiuso la riunione dei deputati dem. Il premier ha fatto un appello all'unità, nel solco di quanto detto da molti intervenuti: io sono favorevole all'unità, non tutti però hanno fatto uno sforzo in questo senso nei passaggi parlamentari di queste settimane.
Non so se c'è lo spazio perché si chiuda su una donna, lo verificheremo. Così Matteo Renzi, a quanto riferito dai partecipanti alla riunione del gruppo Pd della Camera.
Vediamo se questa volta M5s capirà che questa è l'occasione buona. Così Matteo Renzi all'assemblea dei deputati dem.
"Sulla Presidenza della Repubblica deve esserci una discussione reale fra le due aree politiche decisive per la sua elezione, quella di Renzi e del Pd e quella del centro-centrodestra. Questa discussione per essere reale deve avvenire da una parte e dall'altra su rose di nomi e non su proposte secche magari derivanti da un percorso che è una sorta di congresso di partito". Lo afferma Fabrizio Cicchitto, del Nuovo centrodestra.
"In sostanza -aggiunge- né Renzi né il Pd possono pretendere di comunicare alla vasta area di centrodestra e di centro il nome da essi prescelto chiedendo gentilmente di votarlo a scatola chiusa. Da una parte e dall'altra, al dunque, deve esserci una discussione reale".
Con una lettera inviata alla segreteria del Partito democratico, Pippo Civati candida Romano Prodi per la presidenza della Repubblica. Secondo quanto si apprende, nella lettera il deputato dem propone di ripartire dal nome che il Pd aveva candidato nel 2013.
Con una discussione franca sono convinto che riusciremo a superare lo scoglio dell'elezione del capo dello Stato se faremo una scelta unitaria. L'assemblea però non può essere uno spot. Possiamo condividere almeno un profilo? Dobbiamo indicare un politico, deve avere una visione e deve essere del Pd. Si tratta non di imporre ma di costruire. Così, secondo quanto si apprende, Cesare Damiano nel corso dell'assemblea dei deputati dem con Matteo Renzi, convocata in vista delle votazioni per l'elezione del presidente della Repubblica, che avranno inizio giovedì.
È importante che "il Pd riesca a superare la prova del Quirinale unito ed è sbagliata l'impostazione di cercare un candidato 'contro'. Va cercata la massima condivisione e in questo caso dobbiamo cercare l'interlocuzione con Fi". Così, a quanto si apprende, Stefano Fassina condivide la linea di Renzi all'assemblea.
La partita del Quirinale deve essere divisa da quella sull'Italicum. Così Davide Zoggia, esponente della minoranza Pd, intervenendo all'assemblea del gruppo dei deputati dopo Matteo Renzi invita, "nonostante le divisioni di questi giorni" a tenere distinte le due questioni. Quanto al metodo, Zoggia ha affermato che non si deve arrivare necessariamente alla quarta votazione prima di avere un nome, "sabato mattina è troppo tardi": "non si deve votare necessariamente scheda bianca alle prime tre votazioni" ha detto.
Pier Luigi Bersani non è presente all'assemblea del Pd nella quale Matteo Renzi ha indicato metodo e passaggi per l'elezione del presidente della Repubblica. Dei big del partito, manca alla riunione anche Dario Franceschini mentre partecipa il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.
Il Pd farà un nome secco per il Colle, alla quarta votazione, e non proporrà una terna. Lo ha detto il premier Matteo Renzi all'assemblea dei deputati del Pd.
I nomi dei candidati alla presidenza della Repubblica "non li facciamo perché poi decidano altri". Così Matteo Renzi, all'assemblea dei deputati, spiega il metodo per arrivare all'elezione del Capo dello Stato.
"Siamo in una settimana cruciale. Ciascuno di noi ha ancora sulla pelle le ferite del 2013. Ora è più che mai indispensabile un rapporto leale e franco per evitare le drammatiche vicende di due anni fa". Così il capogruppo Roberto Speranza nell'aprire l'assemblea Pd con Renzi sul Colle. "Questo è solo il primo step - ha spiegato - Il rapporto e il confronto dentro i gruppi sarà comunque decisivo e io faccio appello a tutti voi: non perdiamo questa occasione per far emergere il nostro punto di vista".
"Crediamo nel Pd, luogo di discussione". Così Matteo Renzi ha aperto l'assemblea dei deputati Pd alla Camera dedicata all'elezione del presidente della Repubblica.
Chi non condivide il nome del candidato alla Presidenza della Repubblica "dovrà dirlo apertamente". Così, a quanto si apprende, il premier Matteo Renzi all'assemblea dei deputati riunita in vista dell'elezione del Capo dello Stato.
Il Pd voterà scheda bianca alle prime tre votazioni. Lo ha annunciato il premier Matteo Renzi all'assemblea dei deputati alla Camera indicando il metodo per eleggere il Capo dello Stato.
"Noi ascoltiamo tutto il Pd, le proposte di tutto il partito. Ci confrontiamo con tutti per giungere a una scelta condivisa". Così il vice segretario del Pd Lorenzo Guerini ha risposto a una domanda dei giornalisti sulla disponibilità del Pd ad ascoltare la minoranza interna nella partita per il quirinale. Guerini è giunto a Montecitorio per l'assemblea dei parlamentari del Pd.
"Ci sono le condizioni - ha aggiunto - perché il partito possa trovarsi nella condivisione di un percorso e di un metodo fino alla proposta che poi faremo alle altre forze politiche e quindi presenteremo all'assemblea dei grandi elettori Pd". Quanto al nome "non credo si possa fare già oggi ma le condizioni per fare un buon lavoro - ha ripetuto - ci sono tutte". Insomma "nomi non ne facciamo" anche perché "abbiamo le consultazioni da fare".
Infine, sul pericolo di franchi tiratori in aula Guerini ha osservato che "la lezione del 2013 ha insegnato tanto a tutti", "sono sicuro che faremo bene il lavoro e lo faremo insieme".

Riceviamo e pubblichiamo.

Grecia, l'Italia ha prestato 40 miliardi

Davanti a noi Germania (60) e Francia (46). L'intera Eurozona esposta per 195 miliardiMore Sharing Services

L'Europa intera guarda alla Grecia dove la sinistra di Alexis Tsipras ha stravinto le elezioni. E si capisce. Il salvataggio di Atene, infatti, è costato all'Eurozona 195 miliardi di euro. In parte affluiti nelle casse pubbliche greche e per la maggioranza accantonati come garanzia per i fondi di salvataggio europei.
ITALIA ESPOSTA PER 40 MILIARDI. L'Italia è esposta verso la Grecia per circa 40 miliardi, se si considerano i prestiti bilaterali e le quote di partecipazione nel fondo salva-stati Esm, nella Bce e nell'Fmi. Il calcolo lo ha fatto Bloomberg secondo cui, davanti al nostro Paese ci sono solo Germania (60 miliardi) e Francia (46 miliardi).
322 MILIARDI DI DEBITI. I 322 miliardi di debiti della Grecia, secondo i dati del Ministero delle Finanze greco resi pubblici alla fine del terzo trimestre 2014, sono solo per il 17% in capo a soggetti privati. Il 62% è in capo ai governi dell'Eurozona, il 10% all'Fmi e l'8% alla Bce mentre il restante 3% è custodito nella Banca centrale greca. I governi dell'Eurozona, tra prestiti bilaterali concessi in occasione del primo salvataggio nel 2010 e fondi elargiti attraverso l'Esm, sono esposti complessivamente per 195 miliardi di euro.
L'ITALIA HA PAGATO IL 12,3% DEI PRESTITI BCE.  Inoltre hanno sostenuto la Grecia, in proporzione alle loro quote di partecipazione, anche attraverso la Bce, di cui l'Italia detiene il 12,3% del capitale e l'Fmi, di cui il nostro Paese è 'socio' con il 3,2%. Alla fine, leggendo in trasparenza gli impegni, risulta che l'esposizione dell'Italia ammonta a circa 40 miliardi. Dietro il nostro Paese si colloca la Spagna con circa 26 miliardi, seguita dall'Olanda con circa 12 miliardi.

Anche in questo caso condivido ogni parola di Renzi. Un tempo pensavo ad una giustizia giusta. Con l'età ho compreso quante collusioni ci sono tra magistrati, avvocati e uomini politici potenti. Per fortuna ancora vi sono persone oneste e serie ma oggi non è possibile generalizzare.

Renzi ai magistrati: contestazioni ridicole

Su Facebook il premier usa parole durissime dopo le inaugurazioni (e le polemiche) dell'anno giudiziario. Risposta a Maddalena: sulle vacanze critiche ridicole. L'Associazione nazionale magistrati controreplica: di cattivo gusto le parole sulle toghe uccise

L'Italia "che è la patria del diritto prima che la patria delle ferie, merita un sistema migliore. La memoria dei magistrati che sono morti uccisi dal terrorismo o dalla mafia ci impone di essere seri e rigorosi. Non vogliamo far 'crepare di lavoro' nessuno, ma vogliamo un sistema della giustizia più veloce e più semplice. E, polemiche o non polemiche, passo dopo passo, ci arriveremo".
E' dura la replica di Matteo Renzi alle polemiche sollevate ieri durante le inaugurazioni dell'anno giudiziario. In particolare in risposta alle parole del procuratore generale di Torino Maddalena. Sono "ridicole" le "contestazioni" di alcuni magistrati contro il taglio delle ferie, dice Renzi su Facebook. Che poi lancia un altro affondo:  "Bisogna anche valorizzare i giudici bravi, dicendo basta allo strapotere delle correnti che oggi sono più forti in magistratura che non nei partiti". "Oggi di nuovo le contestazioni di alcuni magistrati che sfruttano iniziative istituzionali (anno giudiziario) per polemizzare contro il Governo. E mi dispiace molto perchè penso che la grande maggioranza dei giudici italiani siano persone per bene, che dedicano la vita a un grande ideale e lo fanno con passione. Ma trovo ridicolo, e lo dico, senza giri di parole, che se hai un mese e mezzo di ferie e ti viene chiesto di rinunciare a qualche giorno, la reazione sia 'il premier ci vuol far crepare di lavoro'".
"Noi - chiarisce Renzi - vogliamo solo sentenze rapide, giuste. Un Paese civile deve avere una sistema veloce, giusto, imparziale. Per arrivare rapidamente a sentenza, bisogna semplificare, accelerare, eliminare inutili passaggi burocratici, andare come stiamo facendo noi sul processo telematico, così nessuno perde più i faldoni del procedimento come accaduto anche la settimana scorsa".
"Bisogna anche valorizzare i giudici bravi, dicendo basta - torna a dire - allo strapotere delle correnti che oggi - accusa - sono più forti in magistratura che non nei partiti".
"A chi mi dice 'ma sei matto a dire questa cose? non hai paura delle vendette?' rispondo dicendo che in Italia nessun cittadino onesto deve avere paura dei magistrati. E i nostri giudici devono sapere che il overno, nel rispetto dell'indipendenza della magistratura, è pronto a dare una mano. Noi ci siamo. L'Italia che è la patria del diritto prima che - rimarca - la patria delle ferie, merita un sistema migliore. La memoria dei magistrati che sono morti uccisi dal terrorismo o dalla mafia ci impone di essere seri e rigorosi.
Non vogliamo far 'crepare di lavoro' nessuno, ma - puntualizza Renzi - vogliamo un sistema della giustizia più veloce e più semplice. E, polemiche o non polemiche, passo dopo passo, ci arriveremo".
Botta e risposta con l'Anm. "Il problema non sono i magistrati, ma le promesse mancate, la timidezza in materia di prescrizione e corruzione, la proposta, alla vigilia di Natale, di depenalizzare l'evasione fiscale fino al 3%". Arriva anche in questo caso da Facebook la risposta dell'Associazione nazionale dei magistrati. "Le critiche che vengono dai magistrati sono dettate dalla delusione: noi riponevamo e vorremmo riporre fiducia nella volontà di fare le buone riforme, ma chiediamo coerenza tra parole e fatti. Renzi vuole un sistema più veloce e più semplice? Blocchi la prescrizione almeno dopo la sentenza di primo grado, introduca sconti di pena ai corrotti che collaborano con la giustizia, estenda alla corruzione gli strumenti della lotta alla mafia: i casi di corruzione clamorosi più recenti e più noti non sono indiscrezioni".
E ancora: "Non si può non trovare di cattivo gusto il richiamo ai magistrati uccisi. Noi stessi siamo molto cauti nel richiamarci al ricordo dei colleghi caduti per il loro servizio: lo facciamo solo per onorare la loro memoria e il loro sacrificio, non per accreditare la nostra serietà".

Sempre i soliti manipolatori i nostri grillini. I Berlusconi del web.

Il M5S di Roma e la foto di Piazza del Popolo sbagliata

L’account del MoVimento 5 Stelle di Roma ha appena pubblicato una foto di Piazza del Popolo spacciandola per quella della manifestazione “Notte dell’onestà”, voluta dai grillini.
m5s roma foto sbagliata
La foto però non si riferisce alla manifestazione di ieri. E’ stata invece scattata nel 2013, in occasione di una manifestazione di solidarietà a Silvio Berlusconi.
m5s roma foto sbagliata 1

Qui c’è la ricerca originale dell’immagine.

E adesso proviamo a cambiare l'Europa davvero.

La Grecia dà uno schiaffo all’Europa. Vola Tsipras ma non governerà da solo. Syriza si ferma a due seggi dalla maggioranza assoluta

  
dalla Redazione
Mondo
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Ora trema l’Europa dell’austerità. Syriza, il partito di sinistra di Alexis Tsipras supera il 35% dei voti e sfiora la maggioranza assoluta. Non la centra però e per questo non potrà governare da solo. Quando mancano poche schede alla fine dello spoglio, secondo i dati diffusi dal ministero dell’Interno greco, il partito della sinistra, Syriza, si ferma intorno al 36,34%. Risultato che garantirebbe al partito di Tsipras 149 seggi, due in meno di quelli che servono per centrare la maggioranza assoluta. Paura in Europa con la Bce che si prepara ad una riunione con la Commissione Ue, il Consiglio e l’Europgruppo per affrontare l’ennesimo cambiamento politico europeo.  Samaras al 27,81%. Al terzo posto si è piazzato il partito di estrema destra Chrysi Avghì (Alba Dorata) con il 6,28% e 17 seggi. Seguono nell’ordine To Potàmi (Il Fiume, centro-sinistra) con il 6,05% con 17 seggi, il Partito Comunista di Grecia con il 5,47% e 15 seggi, Greci Indipendenti (Anel) con il 4,75% e 13 seggi e il Pasok (socialista) con il 4,68% e 13 seggi.  E’ una vittoria storica. E’ la vittoria del popolo che si è mobilitato contro l’austerità”. Commentano così attendendo i dati ufficiali i responsabili di Syriza. E ora Alexis Tsipras, potrebbe essere il futuro premier della Grecia.

Riceviamo e pubblichiamo.

Rivoluzione nei licei, arriva il curriculum dello studente: potrà scegliere una parte delle materie

La novità nel decreto della Buona scuola. Negli ultimi anni i ragazzi potranno personalizzare il corso di studi scegliendo materie obbligatorie e facoltative: "Una offerta di strumenti reali per orientarsi dopo la scuola"
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Con la "Buona scuola" arriva anche il Curriculum dello studente. Da settembre, i ragazzi delle superiori potranno personalizzarsi il percorso di studi scegliendo una parte delle materie da studiare. "Gli studenti  -  dichiara la senatrice Francesca Puglisi, responsabile scuola della segreteria Pd  -  devono poter seguire e coltivare talenti e inclinazioni. Con il curriculum dello studente rompiamo la rigidità dell'orario settimanale uguale per tutti e offriamo strumenti reali per l'orientamento".

Tra poco più di un mese, il governo metterà nero su bianco le proposte contenute nel dossier, presentato dal premier lo scorso 3 settembre e successivamente sottoposto al giudizio degli italiani, che delinea una vera e propria riforma complessiva della scuola italiana. Il ministro Stefania Giannini, coadiuvata dal sottosegretario Davide Faraone e dalla Puglisi, sta lavorando con il suo staff alla definizione di un decreto-legge, che conterrà le misure urgenti da approvare prima dell'avvio del prossimo anno scolastico, e di un disegno di legge con le misure meno urgenti. Il primo, conterrà l'assunzione di tutti i precari della scuola inseriti nelle graduatorie provinciali ad esaurimento e la definizione dell'organico funzionale d'istituto. Ma anche il cosiddetto pacchetto studenti, attraverso il quale i ragazzi delle superiori potranno valutare i propri professori, la carriera degli insegnanti e il curriculum dello studente.

Quest'ultimo rappresenta una vera e propria novità per la scuola superiore italiana. Un'idea simile, poi superata dalla riforma Gelmini, era stata avanzata dall'ex ministro Letizia Moratti, nella riforma della scuola primaria e della secondaria di secondo grado. L'introduzione di una consistente flessibilità del curriculum di studio alle superiori rappresenta una mezza rivoluzione e servirà a rilanciare l'autonomia scolastica ma anche a creare quel ponte tra scuola e territorio che nessuna norma ha ancora realizzato concretamente. E questa sembra invece proprio la volta buona perché con l'organico funzionale d'istituto, o per reti di scuole, nelle superiori arriveranno professionalità in più che serviranno a disegnare nuovi curricoli, con materie obbligatorie, opzionali e facoltative. In altre parole, oltre agli insegnanti necessari per coprire le ore di lezione nelle singole classi e per soddisfare le esigenze organizzative  -  nomina di un vicario, supplenze brevi e svolgimento dei corsi di recupero, per esempio  -  le istituzioni scolastiche autonome avranno a disposizione anche il personale necessario per attivare nuove discipline di insegnamento, dando all'autonomia scolastica una nuova giovinezza.

La proposta è stata avanzata dalla senatrice Francesca Puglisi e approvata come risoluzione in commissione Cultura al senato lo scorso 14 gennaio. Ecco cosa contiene. L'idea è quella di "prevedere la possibilità, nel rispetto della tipologia e delle finalità dei singoli corsi di studio, soprattutto nelle classi terminali del secondo ciclo di istruzione, di un curriculum dello studente, formato da una parte obbligatoria per tutti e una parte opzionale, a scelta dello studente, oltre che da discipline facoltative di arricchimento". Una proposta che è finita dritta nel decreto-legge ancora in fase di definizione, ma che dovrebbe esplicare i suoi effetti già dal primo settembre di quest'anno. Lo scopo è quello di "garantire una personalizzazione del percorso di studi adeguandolo alle attitudini e agli interessi degli allievi, così da potenziare l'elemento orientativo dell'istruzione". Una proposta che guarda anche alla scelta universitaria in un'ottica di orientamento per evitare l'assalto ad alcune facoltà scientifiche, come Medicina e Odontoiatria, anche da parte di coloro che magari dopo lasceranno per mancanza di vocazione. Sarà compito dei singoli collegi dei docenti e dei consigli d'istituto dare forma concreta alla proposta del governo, abbandonando definitivamente l'omologazione su tutto il territorio nazionale dei curricoli scolastici e avviando una nuova sfida per la scuola italiana.

domenica 25 gennaio 2015

Questa è la candidata della setta a cinque stelle. Verrebbe da chiedersi:" Caterina chi?". Possibile che questo doveva essere un movimento giovane e ricicla solo vecchi? Caterina chi? Non la conosce nessuno a Voghera. E I Marfi, Barbieri, ecc. non sono cresciuti per tempo? O la lista Benzi l'ha fatta sulla falsa riga dell'Italia dei Valori. verrebbe da dire "la montagna ha partorito un topolino" o meglio ancora alla Troisi:" Pensavo fosse un giovane invece era un calesse". Povera politica italiana.


Anche su questo Renzi ha ragione. La presenza di Berlusconi ha sempre impedito un dibattito serio sulla magistratura. Noi abbiamo sempre difeso la magistratura perché Berlusconi era un pericolooggettivo per la legalità. Adesso serenamente possiamo veramente vedere che non é tutto oro ciò che luccica.

Giustizia, scontro Renzi-toghe: “Critiche ridicole”. Anm: “Promesse mancate”

Giustizia, scontro Renzi-toghe: “Critiche ridicole”. Anm: “Promesse mancate”
Giustizia & Impunità
Il premier risponde agli attacchi arrivati nell'inaugurazione dell'anno giudiziario. Nel mirino, in particolare, il pg di Torino Maddalena, che lo ha accusato di volere "far crepare di lavoro" giudici e pm. "Sfruttata iniziativa istituzionale per criticare il governo". L'Anm: "Il proèblema non siamo noi, ma prescrizione e sconti ai corrotti". Costa: "Abolire queste cerimonie"
Il giorno dopo le critiche al governo sollevate da diversi magistrati nelle cerimonie d’inaugurazione dell’anno giudiziario, è ancora scontro fra Matteo Renzi e le toghe. Il primo attacca sul fronte delle ferie, l’Anm replica sul fronte delle riforme, promesse e mancate. E il viceministro della Giustizia Enrico Costa chiede di abolire o comunque di rivedere completamente quelle cerimonie: “Non sarebbe ora d’interrogarsi sulla vetusta ritualità delle inaugurazioni dell’anno giudiziario? Non si tratta forse di momenti che andrebbero superati o, almeno, profondamente aggiornati?”.
“Oggi – afferma il premier su Facebook – di nuovo le contestazioni di alcuni magistrati che sfruttano iniziative istituzionali (anno giudiziario) per polemizzare contro il Governo. E mi dispiace molto perché penso che la grande maggioranza dei giudici italiani siano persone per bene, che dedicano la vita a un grande ideale e lo fanno con passione”. Nel mirino, in particolare, lo sfogo sul taglio delle ferie del procuratore generale di Torino Marcello Maddalena, che ha paragonato Renzi al Napoleone della Fattoria degli animali di Orwell. Che aveva trovato “il rimedio: lavorare, anzi far lavorare gli altri, di più. Fino a farli crepare dalla fatica, come il cavallo Gondrano”. “Ma trovo ridicolo”, continua Renzi, “e lo dico, senza giri di parole, che se hai un mese e mezzo di ferie e ti viene chiesto di rinunciare a qualche giorno, la reazione sia: ‘Il premier ci vuol far crepare di lavoro’. Noi vogliamo solo sentenze rapide, giuste. Vogliamo che i colpevoli di tangenti paghino davvero e finalmente con il carcere ma servono le sentenze, non le indiscrezioni sui giornali”.
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“Un Paese civile – conclude Renzi – deve avere una sistema veloce, giusto, imparziale. Per arrivare rapidamente a sentenza, bisogna semplificare, accelerare, eliminare inutili passaggi burocratici, andare come stiamo facendo noi sul processo telematico (così nessuno perde più i faldoni del procedimento come accaduto anche la settimana scorsa)” E ancora: “Bisogna anche valorizzare i giudici bravi, dicendo basta allo strapotere delle correnti che oggi sono più forti in magistratura che non nei partiti. A chi mi dice: ma sei matto a dire questa cose? Non hai paura delle vendette? Rispondo dicendo che in Italia nessun cittadino onesto deve avere paura dei magistrati. E i nostri giudici devono sapere che il Governo (nel rispetto dell’indipendenza della magistratura) è pronto a dare una mano. Noi ci siamo”.
Nel pomeriggio è arrivata la replica ufficiale dell’Associazione nazionale magistrati, che in realtà riprende il cuore delle crtitiche arrivate ieri da molte sedi giudiziarie, non tanto sulle ferie, ma sulle riforma mancate in tema di giustizia: “Il problema non sono i magistrati, ma le promesse mancate, la timidezza in materia di prescrizione e corruzione, la proposta, alla vigilia di Natale, di depenalizzare l’evasione fiscale fino al 3%”. Secondo il “sindacato delle toghe, “le critiche che vengono dai magistrati sono dettate dalla delusione: noi riponevamo e vorremmo riporre fiducia nella volontà di fare le buone riforme, ma chiediamo coerenza tra parole e fatti”. Il modo per fare i processi in modo “più veloce e più semplice”, come chiede il premier, c’è: “Blocchi la prescrizione almeno dopo la sentenza di primo grado, introduca sconti di pena ai corrotti che collaborano con la giustizia, estenda alla corruzione gli strumenti della lotta alla mafia: i casi di corruzione clamorosi più recenti e più noti non sono indiscrezioni”.
L’Anm, inoltre, esorta il governo a trovare “le risorse per coprire le oltre 8.000 scoperture nell’organico del personale amministrativo”. “Accanto alla messa alla prova, alla non punibilità per tenuità del fatto, al processo civile telematico, sono troppe le riforme timide o assenti”, lamenta l’Associazione nazionale dei magistrati.
Ma la polemica non si ferma qui. All’associazione magistrati non va giù neppure l’accenno di Renzi ai magistrati che dedicano la viota a un ideale:  “Non si può non trovare di cattivo gusto il richiamo ai magistrati uccisi. Noi stessi siamo molto cauti nel richiamarci al ricordo dei colleghi caduti per il loro servizio: lo facciamo solo per onorare la loro memoria e il loro sacrificio, non per accreditare la nostra serietà”.
Non mancano però le polemiche interne. Il segretario generale di Magistratura Democratica Anna Canepa replica su twitter al premier Matteo Renzi, na se la prende anche con il collega Maddalena. “@Matteorenzi ha ragione, anche noi vogliamo sentenze rapide. A che punto siamo con riforma della prescrizione?”, chiede Canepa, allegando la foto del tweet con cui, lo scorso 20 novembre, il presidente del Consiglio annunciava misure imminenti in materia. “Pg Maddalena su ferie: assist facile e goal!”, scrive ancora Canepa.

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dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...