domenica 13 ottobre 2013

Incredibile ma vero. Anche Scanzi contro Grillo e Casaleggio. Incredibile ma vero. Aspettiamo Travaglio.


M5S, il post disastroso di Grillo & Casaleggio (Errata Corrige)

Casaleggio mi accusa di dire il falso sulla sua candidatura in Forza Italia. Uh oh. Vedo che anche lui, in mancanza di appigli migliori, gioca alla pagliuzza e alla trave. Come un D’Alema qualsiasi. Vero: tecnicamente non si candidò in Forza Italia. Chiedo scusa per la gravissima semplificazione: mi autopunirò guardando in loop un video qualsiasi su Gaia. Casaleggio si candidò però in una lista civica, nel 2004, a Settimo Vittone nel Canavese. Quella lista, “Per Settimo”, era capeggiata da Vito Groccia, “politico calabrese vicino a Forza Italia”. Ops. Casaleggio partecipò alla stesura del programma, si impegnò in prima persona e ottenne un risultato rutilante: sei voti e niente elezione. Tale ricostruzione della candidatura di Casaleggio è persino generosa nei suoi confronti, ma io in fondo sono un buono.
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Il post di Grillo e Casaleggio ha senso solo quando sottolinea un problema di metodo: il parlamentare 5 Stelle, secondo le regole, è solo un portavoce e non può pensare (troppo) con la sua testa. Ha poi il coraggio di ribadire come abolire il reato di clandestinità non basta per risolvere un problema drammatico, come vorrebbero far credere le anime belle della sinistra (beninteso: io avrei votato e voterei sempre contro quel reato di clandestinità. Nessun dubbio). Detto questo, quel post è un disastro in piena regola. Diciamolo à la Grillo: una cazzata titanica.
Lasciamo stare le due categorie verso cui deve andare tutta la nostra più profonda pietasintellettuale: i bombominkia che difendono a prescindere i due leader e i pasionari-di-Letta-e-Bocciache li attaccano a prescindere. Non sono interlocutori stimolanti, ma tifosi qualsiasi.
Il post sulla clandestinità è un disastro per almeno cinque motivi.
Bilioso. E’ un post rancoroso, scritto da due signori terrorizzati nel vedere il loro giocattolo quasi autonomo. Non ha i toni rabbiosi del diktat, come quelli sui Johnny Frigna e le Adele Piangens. E’ piuttosto il borbottio accigliato dello zio brontolone che se la prende perché ormai il nipote è indipendente e non lo ascolta più.
Inopportuno. Pensate alla reazione di un parlamentare 5 Stelle. Alludo a quelli bravi, e ce ne sono. Non parlo quindi dei Crimi e delle ex De Pin. Il pensiero è questo: “Lotto, spesso contro tutti. Mi sbatto. Ci credo. E poi, di colpo, un post rovina quasi tutto”. Se Grillo avesse fatto apposta, non sarebbe riuscito a creare un danno simile. Proprio mentre il lavoro dei parlamentari sta crescendo, arriva questo sfogo. Un autogol clamoroso.
Discutibile. Grillo e Casaleggio dicono che il reato di clandestinità c’è anche in paesi più civili di quello italiano. Certo. Ed è vero che fare entrare tutti, salvo poi fregarsene quando il clandestino viene schiavizzato (per esempio) dalla criminalità organizzata, è un’altra ipocrisia tutta italiana. Entrambi dovrebbero però ammettere che il problema è anche politico: il M5S raccoglie molte istanze di sinistra, benché postideologico, ma in tema di immigrazione è sempre stato un po’ paraleghista. Mi fa ridere come i soliti tonni nostromo della “sinistra” se ne accorgano solo adesso: sempre svegli, eh? Casaleggio non si candidò secoli fa in Forza Italia per caso, come non erano a caso certe battute sui cinesi negli spettacoli di Grillo (peraltro riprese da Striscia la notizia). I due se ne facciano una ragione: in tema di immigrazione e clandestinità hanno idee minoritarie rispetto ai “loro” parlamentari e al “loro” elettorato.
Sgradevole. Scrivere, come è stato fatto, che dichiarando di essere contro la clandestinità non sarebbe stato raggiunto quel consenso elettorale, significa ammettere implicitamente di avere qua e là mentito agli italiani in campagna elettorale. Un altro autogol. Vorrei poi dire a Grillo che, se i parlamentari dovessero fare solo quello che c’è scritto nel programma, non dovrebbero fare poi molto, visto che è un programma perennemente in itinere e a febbraio c’era scritto ben poco. I programmi si adattano al presente e si aggiornano (senza perdere la coerenza: altrimenti ci si chiama Pd) di giorno in giorno. Se la Polonia invadesse l’Italia, i 5 Stelle non reagirebbero perché nel loro programma non c’è scritto niente contro le invasioni subite dai polacchi? E dai Grillo, su, che non è sempre tempo di battute.
Surreale. Grillo deve capire che, quando si alza male e gli girano, non può scrivere un post. Non è un cittadino qualsiasi: è il co-leader di un movimento votato a febbraio da quasi nove milioni di italiani. Vada nell’orto e pianti pomodori, spacchi la legna. Faccia sesso, si sfoghi su Youporn. Scelga lui il modo, non mi interessa: non è possibile rovinare ogni volta tutto con questi post sbroccanti. Sarebbe bastata una sua telefonata ai senatori Cioffi e Buccarella. Invece ha voluto dichiarare un’altra volta guerra al suo ego. Che palle. Si dia una calmata, e chi gli sta intorno gli inibisca il wifi quando ha la luna storta. E un’altra cosa: un mesetto fa Grillo ha scritto un sms a Emiliano Liuzzi, informando lui e il Fatto Quotidiano che avrebbe incontrato due volte al mese i giornalisti (a Genova e Milano). Quando comincia? E soprattutto: quando è che Grillo – come ormai gli chiedono anche i fedelissimi– si smuove da Sant’Ilario e dà una mano ai parlamentari, quasi sempre soli contro tutti in una gabbia di leoni inferociti e molto più smaliziati di loro? Non è più tempo di pontificare dall’alto o dall’attico. Grillo è strepitoso quando combatte in piazza. Senza di lui, il Movimento avrebbe raggiunto cifre da prefisso telefonico (per parafrasarlo) e anzi neanche sarebbe esistito. Le cose buone restano superiori a quelle sbagliate. Ora però serve un ulteriore cambio di marcia. E’ uno snodo cruciale.
Torni a combattere in piazza, per strada: stabilmente, se ne ha voglia e non è stanco. Si trasferisca a Roma, o ci venga più spesso. E se invece è stanco, scriva un post in meno e rifletta un giorno in più. I 5 Stelle hanno già tutti contro e – per fortuna o purtroppo – sono l’unica opposizione agguerrita contro queste larghe intesi vomitevoli: basta col farsi male da soli.

Houston abbiamo un problema. I grillini non sanno più cosa si può fare e cosa non si può fare. Decide Casaleggio per tutti.


Movimento 5 stelle, Roberto Fico diserta un incontro degli attivisti: "Assurdo vietare l'accesso alla stampa"

L'Huffingtonpost  |  Pubblicato:   |  Aggiornato: 12/10/2013 13:48 CEST
Macchine fotografiche, videocamere e registratori banditi nella sala in cui il presidente della Commissione di vigilanza della Rai Roberto Fico avrebbe dovuto tenere questa sera una conferenza pubblica, ad Aosta. A comunicare il 'divieto' sono stati oggi i consiglieri regionali del M5s della Valle d'Aosta Stefano Ferrero e Roberto Cognetta: ''Non sara' consentito scattare foto né realizzare immagini video e registrazioni di varia natura''.
Ma l'esponente grillino ha declinato l'invito. "Sarò lieto di partecipare a un confronto in futuro, ma a condizione che il tutto avvenga con la massima e necessaria apertura. Mi dispiace molto per gli attivisti della regione dover declinare l'invito", ha scritto su Facebook. Il motivo del forfait è dunque la chiusura dell'incontro alla stampa, come tra l'altro esplicita senza mezzi termini: "Da quando ricopro il ruolo di presidente della Vigilanza Rai mi spendo affinché la trasparenza diventi il principio ispiratore del lavoro della Commissione in tutte le sue declinazioni. Proprio per l'importanza fondamentale che questo principio riveste per me come per tutto il Movimento 5 stelle, non posso immaginare che un incontro pubblico organizzato dallo stesso Movimento, come quello previsto oggi ad Aosta, voluto per parlare di libertà di informazione, sia fatto a porte chiuse, con l'assurdo divieto di ingresso per macchine fotografiche e telecamere, comprese quelle del servizio pubblico radiotelevisivo". 

Un cambio di passo non da poco dopo quel che è successo ieri sul tema dell'immigrazione. Ma soprattutto considerando quel che la pattuglia stellata andava predicando non più di qualche mese fa. Proprio Fico polemizzò vivacemente con telecamere di Ballarò, che provarono a filmare una riunione del meetup di Napoli, perché "non si erano accreditate".
Le immagini dello Tsunami tour di Beppe Grillo
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Cartosio, Cardinale
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E i grillini vogheresi talebani di Grillo tutte queste cose non le sanno? Cercano una poltrona. Punto.


Ernesto Leone «Tinazzi», il Fatto e il Manifesto

di  - 13/10/2013 - Il quotidiano risponde all'attacco di Grillo

Ernesto Leone «Tinazzi», il Fatto e il Manifesto
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Dopo l’attacco di ieri pubblicato sul blog di Beppe Grillo, Tommaso Rodano sul Fatto risponde raccontando chi ha firmato il post pubblicato sul blog del Semplice Portavoce:

L’autore dell’attacco al Fatto – nickname Tinazzi – si chiama Ernesto Leone. Nel suo curriculum vitae, che circola in rete, si definisce “dirigente d’azienda con ampia autonomia nella piccola industria”. Quello che non c’è scritto è che ha collaborato con l’ex sindaco di Albano Laziale del Pdl, Marco Mattei. Leone è l’or – ganizzatore del meetup “blog 878”, che ha base a Roma e coinvolge 520 attivisti. Un gruppo – come si legge sul Manifesto , a firma Andrea Palladino – che “da tempo si è assunto il ruolo di ‘manganel – latore’ all’interno del M5S. Non ha una veste ufficiale e riconosciuta, ma un peso molto forte sulla rete, dove riesce ad agglutinare quella base informe nata e cresciuta attorno al blog di Beppe Grillo”.
C’è da ricordare che l’attivista del MoVimento 5 Stelle, sul suo profilo Facebook, aveva già replicato ieri al Manifesto:
[dall'articolo del Manifesto, ndr] Scopro di essere diventato di destra , dopo che da questa ho rischiato dozzine di querele. E di essere il leader di un gruppo 878 ( non abbiamo leader ) e di un circolo magico che fa capo a Taverna ed Alessandro DE Battista ai quali non risparmio critiche forti anche.
Poi pur non essendo nulla , leggo che sono influente in rete ; ed è il piu’ bel complimento.
Il paradigma è sempre lo stesso ” divide et impera ” se non sei di sinistra sei di destra
Sbagliato : se non sei di sinistra e ne di destra o sei nel movimento o lo sei a tua insaputa .
Difficile cambiare questo paese , forgiato da secoli di plagio ideologico ad uso e consumo , strumentale alle seggiole e funzionale ad avere quei finanziamenti pubblici dell’editoria , che permettono di sopravvivere.

Pinuccio va a sentire Renzi.


Anche Dario Fo critica Grillo. Anche Scanzi. Solo i talebani grillini di Voghera e di Pavia condividono. Ma si sa questi talebano aspettano le poltrone.

Dario Fo critica Beppe Grillo: "Sui clandestini ha sbagliato, credo abbia capito" (FOTO)

Ansa, l'Huffington Post  |  Pubblicato:   |  Aggiornato: 12/10/2013 11:40 CEST
"Ci sono rimasto male, tutti quelli di sinistra ci sono rimasti male leggendo quel post". Lo afferma in una intervista alla Stampa Dario Fo dopo la sconfessione di Grillo verso i suoi parlamentari sul reato di clandestinità, sottolineando che "Beppe ha sbagliato e, credo, ha anche capito ieri sera tardi (nella notte di giovedì, ndr) di avere esagerato. Da quello che so se ne è reso conto, e c'è chi gliel'ha detto in modo franco".
"Io - aggiunge - sono sempre stato chiaro e non li ho mai adulati", anzi, "mi sono scagliato duramente verso tutti e due (Grillo e Casaleggio)" sul tema dell'immigrazione perché non considerano "tra le altre cose, il grandissimo utile che viene all'Italia dall'arrivo di questi profughi. Non è solo una questione etica, ho detto. E' un'opportunità per noi italiani".
Grillo a Milano
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dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...