sabato 25 febbraio 2017

Meloni e Salvini sono i politici che si candidano a fare i presidenti del consiglio dell'Italia. Ma se non riesco a distinguere una bufala dalla realtà come potranno creare posti di lavoro per i giovani?


Matteo Salvini e Giorgia Meloni erano insorti contro l'ennesimo episodio di violenza di cui si erano resi protagonisti due immigrati. Oggi si scopre che quel tentativo di stupro probabilmente non è mai avvenuto e che la vittima si è inventata tutto
GIOVANNI DROGO
Una decina di giorni fa diversi giornali hanno dato la notizia di un presunto tentativo di stupro avvenuto il 9 febbraio a bordo di un treno della della linea Milano-Mortara ai danni di una ragazza di 15 anni residente a Vigevano. A commettere le molestie sarebbero stati due cittadini identificati come “nordafricani” e “magrebini”. La ragazza sarebbe stata insultata, presa a calci e pugni e palpeggiata più volte nelle parti intime dai due sconosciuti che in seguito si sarebbero dati alla fuga una volta che il treno è arrivato a Vigevano. Paola Fucilieri sul Giornale di oggi dà la notizia che la presunta vittima si sarebbe inventata tutto.
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stupro immigrati vigevano 15enne - 1

Cosa è successo davvero sul treno dello strupro

A giungere a queste conclusioni, dopo che politici come Giorgia Meloni e Matteo Salvini avevano chiesto di usare il pugno duro contro gli stranieri che delinquono e che assaltano le nostre donne, sono stati gli agenti di Polizia che non solo non hanno ritrovato alcun riscontro nei fotogrammi delle telecamere di sorveglianza ma che hanno scoperto che uno dei due presunti stupratori aveva un alibi di ferro. La ragazzina infatti aveva raccontato che qualche tempo addietro era stata contattata via Facebook da un giovane nordafricano il quale aveva insistito per avere un incontro con lei per conoscerla. Il ragazzo si è presentato in commissariato con il suo avvocato precisando che sì, aveva avuto dei contatti via social con la ragazza ma raccontando che in seguito i due si erano conosciuti (cosa che la vittima aveva negato) e soprattutto fornendo le prove che lui su quel treno dove sarebbe avvenuta l’aggressione non c’era né da solo né in compagnia di un amico. Inoltre incredibilmente gli inquirenti non hanno trovato testimoni oculari che confermassero il racconto della ragazza.
stupro immigrati vigevano 15enne - 2
Matteo Salvini, che aveva invocato la castrazione chimica per gli stupratori ha sorvolato sulla notizia data dal Giornale, così come lo ha fatto Giorgia Meloni. Nonostante infatti gli articoli di quei giorni avessero più volte precisato che la Polizia era ancora alla ricerca di un riscontro oggettivo rispetto a quanto raccontato dalla ragazza diverse pagine di fascionazionalisti avevano iniziato a cavalcare l’onda della protesta scatenata dalle reazioni dei leader della Lega e di Fratelli d’Italia.
stupro immigrati vigevano 15enne - 4
Il noto sito riscattonazionale.it raccontava così l’occultamento della verità in atto sui quotidiani “di sinistra” che evitavano di menzionare la nazionalità dei due stupratori (nazionalità che nemmeno la vittima ha indicato):
Una sorta di timore di fondo di chiamare le cose con il proprio nome. Né «Repubblica» né «Corriere della Sera» indicano nella titolazione la provenienza dei due aggressori della ragazzina. «La Stampa», invece, si limita a indicare, attraverso le parole della vittima, che i due «erano nordafricani». Usare cautela in un caso di cronaca che dipende solo dalle parole della vittima è sempre buona norma, cercare di nascondere le evidenze però lo è meno. In uno degli articoli neanche si fa accenno alla provenienza dei due aggressori (da stigmatizzare pure se fossero italiani, senza dubbio), ma si parla genericamente di «accento nordafricano».
Curiosamente oggi il sito che ci racconta quotidianamente tutti i crimini degli immigrati nasconde la notizia data da Paola Fucilieri sul Giornale. Perché del resto il fatto che due nordafricani abbiano stuprato una ragazzina italiana fa notizia. Quello che la vittima si è inventato tutto probabilmente no. Complotto?
stupro immigrati vigevano 15enne - 4
Il punto non è la fake news perché quando i giornali hanno riportato la notizia era “vera”, cioè era vero che una ragazza avesse denunciato due ignoti nordafricani per un tentativo di violenza sessuale. La ragazza aveva una costola fratturata e diversi lividi sul corpo. Quello che è grave è quello che è successo dopo, ovvero il modo in cui la notizia è stata manipolata dai politici esperti nel criminalizzare gli immigrati. La polizia non aveva ancora arrestato nessuno né incriminato qualcuno di preciso che già Salvini e Meloni avevano celebrato tre gradi di giudizio e  proposto la loro ricetta anti-violenza. Ricetta che però nel caso in questione non serve a nulla. Ma intanto altro odio è stato seminato contro una categoria di persone già “sgradita” a molti italiani.

Questo è il grande politico tanto acclamato da Grillo e Salvini. I politici di noialtri vorrebbero l'Italia amministrata come sta facendo Trump con gli USA.

Trump contro la stampa. Cosa c’è dietro l’ennesimo attacco del tycoon

Usa
epa05763698 US President Donald J. Trump speaks during a meeting on cyber security, in the Roosevelt Room of the White House, in Washington, DC, USA, 31 January 2017.  EPA/MICHAEL REYNOLDS
Il nuovo inquilino della Casa Bianca continua a delegittimare le istituzioni: dopo la magistratura è il turno della stampa
 
Una pressione fortissima sull’Fbi perché chiuda il dossier sui legami tra la Casa Bianca e il Cremlino.
Sarebbe questo il nucleo della battaglia che Trump sta portando avanti in queste ore nei confronti di alcuni media americani, rei di essersi schierati a favore dell’Fbi. Sono ormai diversi gli osservatori che sottolineano quest’aspetto, alludendo al fatto che all’interno dell’inchiesta dei federali potrebbero esserci elementi per un tentativo di impichment. Una tesi forte.
Ieri è stato escluso un numero di giornalisti da un incontro privato nell’ufficio del portavoce di Donald Trump, Sean Spicer. Tra i media che non hanno avuto accesso ci sono Cnn, New York Times, The Hill, Politico, BuzzFeed, the Daily Mail, BBC, the Los Angeles Times and the New York Daily News.
Per protesta AP e il magazine Time non hanno partecipato all’incontro. Alcuni dei media esclusi sono stati ripetutamente attaccati dal presidente americano Donald Trump: li ha definiti disonesti e capaci solo di diffondere notizie false. Spicer invece ha voluto all’interno del suo ufficio un numero di media di destra, tra cui Breitbart, The Washington Times e One America News Network.
Il gesto senza precedenti non è per nulla da sottovalutare, per due aspetti: in primo luogo perché rappresenta un attacco (fortemente antidemocratico) alla stampa Usa, ma soprattutto perché dietro c’è il tentativo di allontanare l’attenzione dall’inchiesta dell’Fbi, di cui il Tycoon ha timore (è come in qualche modo stesse dicendo ai media: state lontani da quel dossier). Ricordiamo che il New York Times aveva pubblicato indiscrezioni secondo le quali consiglieri di Trump avevano avuto contatti con agenti dell’intelligence russa durante la campagna presidenziale. Un legame pericoloso politicamente (e non solo) che potrebbe far vacillare anche l’appoggio dei suoi stessi sostenitori repubblicani.
In questo modo, però, il nuovo inquilino della Casa Bianca continua a delegittimare le istituzioni: dopo la magistratura, è il turno della stampa. E c’è da chiedersi fino a che punto verrà sostenuto su questo fronte così distruttivo. Certo, la cosiddetta pancia dell’America sembra continuare a gradire le sue mosse. Il Tycoon lo sa, è consapevole dello scollamento che c’è ormai tra la stampa e quell’America profonda che tanto lo adora (le presidenziali l’hanno confermato). Ma questa luna di miele continuerà per tutta la durata del suo mandato? Posterity will judge.

venerdì 24 febbraio 2017

Questo è il grande politico amico del presidente della Corea del Nord (quello che ha commissionato l'uccisione del fratellastro) che querela persone perbene come Kyìenge e Rubiconto dopo che dichiara di difendere dei criminali italiani che hanno fatto quello che neanche in Siria riuscirebbe a fare Assad.

GIOVANNI DROGO
Due dipendenti della LIDL di Follonica hanno rinchiuso in un gabbiotto due donne nomadi che vi erano entrare per rovistare tra i rifiuti e tra la merce difettata che l’azienda deve restituire ai fornitori per provvedere alla sostituzione. Non contenti – prima di liberare le due donne – gli addetti hanno filmato la scena per dare modo di apprezzare le urla delle due persone rinchiuse nella gabbia. I due addetti sono stati denunciati ai Carabinieri e si sarebbero difesi spiegando che in realtà la loro era una “soluzione temporanea” in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine che però non sono mai state chiamate. Ci sono pochi dubbi che l’episodio sia stato reso possibile dal fatto che per la maggior parte degli italiani – come testimoniano anche le migliaia di commenti al video su Facebook – i Rom, i nomadi o come li chiamano molti con disprezzo “gli zingari”, non sono vere persone. E in italia a parte le formazioni neofasciste c’è solo un politico che ha deciso di cavalcare e capitalizzare per meri fini propagandistici l’odio verso i Rom: Matteo Salvini.
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salvini rom follonica ruspe

Perché Salvini dovrebbe condannare il gesto dei due dipendenti della LIDL di Follonica

Ed infatti Salvini questa mattina cosa ha fatto? Ha messo in moto la sua bella #ruspa e ha offerto il sostegno ai dipendenti della LIDL che si sono resi protagonisti di un episodio di sequestro di persona. Per l’ennesima volta la Lega sta con chi commette un reato, a patto che sia italiano. Da sempre la la Lega Nord ha incanalato l’odio per Rom e nomadi convogliandolo per la creazione del suo bacino elettorale. Tutto mentre finanziava a suon di milioni di soldi pubblici la costruzione di campi Rom oppure semplicemente li rilocalizzava in zone più lontane dallo sguardo dei cittadini delle città che amministrava. Da quando Salvini è il Capitano della nuova Lega Nord gli attacchi verbali contro i Rom sono all’ordine del giorno e si sono fatti sempre più minacciosi e violenti.
salvini rom follonica ruspe - 2
Così Salvini il 6 marzo 2016
Qualche tempo fa Salvini se ne andava in giro nei salotti televisivi e facendo “blitz” nei campi Rom predicando la necessità di sbarazzarsi di quella “gentaglia” a suon di ruspa. In diverse occasioni Salvini si è offerto di guidare lui stesso la ruspa.
Il post di Salvini che invoca la ruspa contro un Rom incappucciato
Salvini quindi ha soffiato per mesi sull’odio nei confronti dei Rom, di fatto dando dignità politica ad opinioni razziste e fornendo la giustificazione per comportamenti spregevoli. La responsabilità del gesto dei gli addetti della LIDL – dai quali l’azienda ha prontamente preso le distanze – è sicuramente personale e non ci sono mandanti ma non è possibile non notare che solo pochi giorni fa Salvini a Recco ha dichiarato che “ci vuole una pulizia di massa anche in Italia, via per via, quartiere per quartiere e con le maniere forti se serve, perché ci sono interi pezzi d’Italia fuori controllo”.
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Non sappiamo se i due addetti della LIDL siano elettori o simpatizzanti leghisti, ma questo non è il punto della questione perché Salvini non parla solo ai comizi o alle riunioni di partito, Salvini imperversa ovunque in televisione a sputare continuamente odio su Rom e immigrati. Non è possibile salvarsi dalle sue dichiarazioni che avvelenano una situazione che già di per sé è tesa. Il Capitano della Lega non ha “inventato” l’odio e il disprezzo per i Rom ma è colui che – grazie ai buoni uffici del suo consulente d’immagine Luca Morisi – ha elevato l’odio contro rom e “zingari” ad arma di discussione politica facendolo diventare il principale punto programmatico della Lega dopo l’uscita dall’Euro.
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Per evitare che qualcuno passi davvero alle maniere forti Salvini dovrebbe prendere le distanze da quello che è successo a Follonica invitando gli italiani a rivolgersi alle forze dell’ordine. Ma non può farlo. Perché la Lega è anche il partito che sostiene le ragioni della legittima difesa spiegando che “lo Stato ha abbandonato i cittadini”.
salvini rom follonica ruspe
E non può farlo perché non è nel suo stile. Un esempio? Qualche giorno fa Salvini proponeva la castrazione chimica (una misura piuttosto inutile a fini del contrasto del fenomeno nonché lesiva della dignità umana) per due nordafricani colpevoli di aver molestato una ragazza di 15 anni su un treno. Si apprende oggi che la ragazzina si era inventato tutto e che le forze dell’ordine non hanno trovato riscontro alle sue affermazioni. Non è la prima volta che Salvini toppa clamorosamente su un episodio di cronaca sul quale era passato a tutto vapore con la sua bella ruspa. Ma l’aderenza alla realtà dei fatti non rappresenta un vero problema per Salvini, per lui conta la propaganda, per il Capitano della Lega Nord è importante avvelenare i pozzi in modo che gli elettori si convincano che tutti i crimini degli immigrati e dei Rom sono qualcosa per cui prendere in mano bastoni e pietre e iniziare una pulizia di massa.
La dimostrazione è tutta nei commenti al post nel quale la LIDL si dissocia e condanna fermamente il comportamento dei suoi dipendenti di Follonica.
salvini rom follonica ruspe
Per la maggior parte dei commentatori i due dipendenti sono le vere vittime e la LIDL sbaglia a “schierarsi dalla parte dei Rom”. Il reato commesso dai due (sequestro di persona) passa in secondo piano perché è stato fatto a fin di bene. Non quello di prevenire un furto, perché se ci avessero trovato dentro un nonnino italiano probabilmente non sarebbe successo nulla, ma quello di reprimere con le maniere forti un tentativo di furto commesso da due nomadi.

I tifosi della Roma identificati. >I cafoni delinquenti tassisti che in diretta minacciano di morte Renzi e la sua famiglia neanche denunciati. Un incitamento statale alla violenza. Quei tassisti devono essere denunciati e messi in galera.

I tifosi al Campidoglio per lo stadio identificati dalla Digos

I partecipanti alla manifestazione a sostegno del progetto relativo al nuovo stadio, che si è tenuta questo pomeriggio in piazza del Campidoglio senza preavviso, sono stati tutti ripresi dalle telecamere della polizia scientifica. La Digos della Questura di Roma è già al lavoro per identificare le persone che saranno deferite all’Autorità Giudiziaria. I primi tifosi sono arrivati allle 16 del pomeriggio, al grido di “Famo ‘sto stadio”, con qualche goccia di pioggia , nel giorno di quello che potrebbe essere l’incontro decisivo tra l’amministrazione comunale e i proponenti dello stadio della Roma a Tor di Valle. 
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Uno dei cori è stato “Famolo ‘sto stadio, o Virginia famolo ‘sto stadio”; hanno srotolato uno striscione con scritto ‘Sì allo stadio, basta melina’. “Per motivi di ordine pubblico e sicurezza, le luci di piazza del Campidoglio non saranno spente alle 19, come previsto in occasione dell’iniziativa ‘M’illumino di meno’. Le luci sulla piazza rimarranno quindi accese. Sono state invece regolarmente spente quelle del Foro di Augusto, come gesto simbolico per sensibilizzare i cittadini romani sul tema della riduzione dei consumi elettrici”, ha fatto sapere in una nota il Campidoglio.
tifosi campidoglio

Era chiaro come l'acqua cristallina della sorgente del fiume PO che c'era qualcosa che non quadrava nel racconto fatto dalla ragazzi. Ma come è noto: sciacalli si nasce.

Matteo Salvini e Giorgia Meloni erano insorti contro l'ennesimo episodio di violenza di cui si erano resi protagonisti due immigrati. Oggi si scopre che quel tentativo di stupro probabilmente non è mai avvenuto e che la vittima si è inventata tutto
GIOVANNI DROGO
Una decina di giorni fa diversi giornali hanno dato la notizia di un presunto tentativo di stupro avvenuto il 9 febbraio a bordo di un treno della della linea Milano-Mortara ai danni di una ragazza di 15 anni residente a Vigevano. A commettere le molestie sarebbero stati due cittadini identificati come “nordafricani” e “magrebini”. La ragazza sarebbe stata insultata, presa a calci e pugni e palpeggiata più volte nelle parti intime dai due sconosciuti che in seguito si sarebbero dati alla fuga una volta che il treno è arrivato a Vigevano. Paola Fucilieri sul Giornale di oggi dà la notizia che la presunta vittima si sarebbe inventata tutto.
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Cosa è successo davvero sul treno dello strupro

A giungere a queste conclusioni, dopo che politici come Giorgia Meloni e Matteo Salvini avevano chiesto di usare il pugno duro contro gli stranieri che delinquono e che assaltano le nostre donne, sono stati gli agenti di Polizia che non solo non hanno ritrovato alcun riscontro nei fotogrammi delle telecamere di sorveglianza ma che hanno scoperto che uno dei due presunti stupratori aveva un alibi di ferro. La ragazzina infatti aveva raccontato che qualche tempo addietro era stata contattata via Facebook da un giovane nordafricano il quale aveva insistito per avere un incontro con lei per conoscerla. Il ragazzo si è presentato in commissariato con il suo avvocato precisando che sì, aveva avuto dei contatti via social con la ragazza ma raccontando che in seguito i due si erano conosciuti (cosa che la vittima aveva negato) e soprattutto fornendo le prove che lui su quel treno dove sarebbe avvenuta l’aggressione non c’era né da solo né in compagnia di un amico. Inoltre incredibilmente gli inquirenti non hanno trovato testimoni oculari che confermassero il racconto della ragazza.
stupro immigrati vigevano 15enne - 2
Matteo Salvini, che aveva invocato la castrazione chimica per gli stupratori ha sorvolato sulla notizia data dal Giornale, così come lo ha fatto Giorgia Meloni. Nonostante infatti gli articoli di quei giorni avessero più volte precisato che la Polizia era ancora alla ricerca di un riscontro oggettivo rispetto a quanto raccontato dalla ragazza diverse pagine di fascionazionalisti avevano iniziato a cavalcare l’onda della protesta scatenata dalle reazioni dei leader della Lega e di Fratelli d’Italia.
stupro immigrati vigevano 15enne - 4
Il noto sito riscattonazionale.it raccontava così l’occultamento della verità in atto sui quotidiani “di sinistra” che evitavano di menzionare la nazionalità dei due stupratori (nazionalità che nemmeno la vittima ha indicato):
Una sorta di timore di fondo di chiamare le cose con il proprio nome. Né «Repubblica» né «Corriere della Sera» indicano nella titolazione la provenienza dei due aggressori della ragazzina. «La Stampa», invece, si limita a indicare, attraverso le parole della vittima, che i due «erano nordafricani». Usare cautela in un caso di cronaca che dipende solo dalle parole della vittima è sempre buona norma, cercare di nascondere le evidenze però lo è meno. In uno degli articoli neanche si fa accenno alla provenienza dei due aggressori (da stigmatizzare pure se fossero italiani, senza dubbio), ma si parla genericamente di «accento nordafricano».
Curiosamente oggi il sito che ci racconta quotidianamente tutti i crimini degli immigrati nasconde la notizia data da Paola Fucilieri sul Giornale. Perché del resto il fatto che due nordafricani abbiano stuprato una ragazzina italiana fa notizia. Quello che la vittima si è inventato tutto probabilmente no. Complotto?
stupro immigrati vigevano 15enne - 4
Il punto non è la fake news perché quando i giornali hanno riportato la notizia era “vera”, cioè era vero che una ragazza avesse denunciato due ignoti nordafricani per un tentativo di violenza sessuale. La ragazza aveva una costola fratturata e diversi lividi sul corpo. Quello che è grave è quello che è successo dopo, ovvero il modo in cui la notizia è stata manipolata dai politici esperti nel criminalizzare gli immigrati. La polizia non aveva ancora arrestato nessuno né incriminato qualcuno di preciso che già Salvini e Meloni avevano celebrato tre gradi di giudizio e  proposto la loro ricetta anti-violenza. Ricetta che però nel caso in questione non serve a nulla. Ma intanto altro odio è stato seminato contro una categoria di persone già “sgradita” a molti italiani.

dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...