mercoledì 6 settembre 2017

E adesso tutti i partiti democratici scendano in piazza il 28 ottobre contro i fascisti.

A 95 anni dalla marcia su Roma del Partito Fascista Forza Nuova ha annunciato di voler organizzare una "marcia dei patrioti" per cacciare il governo illegittimo. L'Italia però è ancora un Stato antifascista e non è chiaro se Forza Nuova vorrà mettere in scena una "rievocazione storica"
GIOVANNI DROGO
I neofascisti di Forza Nuova stanno organizzando una delle loro riuscitissime rievocazioni storiche. Dopo aver lanciato un appello per far rinascere le squadracce fasciste i forzanovisti fanno un altro tuffo nel passato con la marcia su Roma dei “patrioti” del 28 ottobre. La data ovviamente non è scelta a caso: il 28 ottobre 1922 il Partito Nazionale Fascista organizzò la famosa marcia su Roma, una manifestazione eversiva alla quale fece seguito la presa del potere da parte di Mussolini e l’inizio della dittatura fascista che portò l’Italia sull’orlo della distruzione.

Forza Nuova e la marcia dei patrioti

I nostalgici del fascismo, quelli che per ragioni anagrafiche il Ventennio non l’hanno mai vissuto, ricordano ancora con commozione quell’evento storico. E Forza Nuova è un partito che vive di quella nostalgia, ad esempio quella dei manifesti fascisti contro gli stupri dei “liberatori”. E cosa c’è di meglio che ricordarlo con una parodia? Detto fatto. E così Forza Nuova chiama a raccolta i compatrioti per la grande marcia Forzanovista “contro un governo illegittimo, per dire definitivamente no allo Ius Soli e per fermare violenze e stupri da parte degli immigrati che hanno preso d’assalto la nostra Patria”.
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Cosa serve? A parte il sostegno concreto dei patrioti ecco la lista dell’occorrente “bandiere, striscioni, auto, pullman, benzina”. Non è chiaro come mai viene specificato che serve la benzina, ma probabilmente si sarà trattato di una svista.

Forza Nuova e il cosplay delle camicie nere

Il programma della marcia dei patrioti non è ancora stato reso noto nel dettaglio. Per il momento Forza Nuova si limita ad invitare i camerati a fare una donazione sul conto paypal del partito di Roberto Fiore. Non è chiaro se ci saranno anche pugili e ultras, e nemmeno se i tassisti si offriranno di trasportare i manifestanti a Roma ad un prezzo di favore. Forse per evitare di andare contro la legge – specificatamente la legge Scelba e la legge Mancino – i Forzanovisti diranno che stanno solo facendo una manifestazione di cosplayer.
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E non è mica detto che il 28 ottobre ci sarà qualcosa contro cui manifestare. Quella di Forza Nuova avrà luogo dopo le manifestazioni rivoluzionarie organizzare dal Generale Pappalardo. Anche l’ex generale dei Carabinieri ha intenzione di unire i patrioti per “rovesciare il governo non eletto dal Popolo”. L’ultima volta che Forza Nuova ha manifestato a Roma non è andata benissimo. A giugno dopo il corteo di Forza Nuova contro lo Ius Soli (corteo non autorizzato) furono 64 gli attivisti di Forza Nuova identificati e denunciati dalla Digos. Chissà se questa volta eviteranno le denunce dicendo che si tratta di una rievocazione storica.

lunedì 4 settembre 2017

Quando vi imbattete in un asino: o è un grillino o è un leghista.


La sindaca ha chiesto le strutture al ministero. Ma ne ha già sei a disposizione. Il Comune però non ha effettuato i lavori nonostante i fondi a disposizione 

MARIO NERI


Su Facebook e davanti alle telecamere Virginia Raggi era stata davvero perentoria: «Per emergenza casa dare caserme vuote a chi da anni è regolarmente in lista d’attesa per un alloggio pubblico. A Roma ci sono oltre diecimila persone in lista d’attesa per un alloggio pubblico. È un’emergenza sulla quale è necessario intervenire». Ma, racconta oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, sei caserme sono già a disposizione del Comune di Roma dal 2014. Si tratta di stabili che si trovano sia in centro che in periferia, e che dunque sono idonei per l’emergenza.
Eppure non risulta che dal momento del suo insediamento abbia attivato i lavori di ristrutturazione, né che lo abbia fatto in seguito, quando si è posto il problema di trovare alloggi alternativi per liberare i palazzi occupati. E questo nonostante sia stata informata della disponibilità di quegli immobili da alcuni funzionari del Comune e anche dall’ex assessore Paolo Berdini.
Era stato il sindaco Ignazio Marino, il 7 agosto 2014, a firmare il protocollo d’intesa con il ministro Roberta Pinotti «per la razionalizzazione e la valorizzazione di immobili militari presenti nel territorio gli edifid del gli stabili che ministero della secondo un Difesa che censimento sono a richiesto dalla disposizione giunta guidata del da Virginia Campidoglio Raggi sono sin dal 2014: si occupati in tratta di stabili modo illegale ubicati sia in nella capitale centro sia in periferia comunale».
L’accordo riguardava sei caserme: la «Ulivell » in via Trionfale, la «Ruffo» in via Tiburtina, la «Donato» in via del Trullo, lo Stabilimento trasmissioni di viale Angelico, la Direzione magazzini commissariato in via del Porto Fluviale, il Forte Boccea e l’area libera adiacente in via di Boccea.
raggi caserme
L’infografica del Corriere della Sera sulle sei caserme a disposizione del Comune di Roma (3 settembre 2017)
Di queste sei, tre sono state consegnate subito all’amministrazione comunale e c’è la firma di un funzionario sul documento che lo attesta.
Più volte nel corso degli anni si è ipotizzato di effettuare i lavori di ristrutturazione anche perché ciò avrebbe fatto salire il valore complessivo a oltre due miliardi e mezzo di euro. Non a caso nel dicembre scorso l’allora assessore all’Urbanistica Berdini aveva proposto a Raggi di utilizzare la «Buffo» e la «Donato» proprio per fare fronte alle emergenze legate alla casa. Lui riteneva che all’interno dei due stabili si potessero ricavare dei piccoli appartamenti da destinare a chi era in attesa di un alloggio popolare. Un’ipotesi che evidentemente la sindaca non ha ritenuto di prendere in considerazione, anche tenendo conto che dopo poco Berdini è stato costretto a lasciare la giunta dopo la pubblicazione dell’intervista sul quotidiano la Stampa durante la quale si lasciava andare a giudizi tutt’altro che teneri su Raggi e i suoi fedelissimi.
Due giorni fa è stata però proprio la sindaca a chiedere a Minniti la possibilità di utilizzare le caserme e appena uscita dal Viminale lo ha ripetuto davanti alle telecamere. In realtà non aveva bisogno di alcun permesso. Avrebbe potuto farlo di propria iniziativa appena arrivata in Campidoglio, senza bisogno di rivolgersi al governo. E soprattutto evitando che si creasse una situazione grave come quella di via Curtatone. Esattamente quello che è già stato fatto in altre città come Firenze, Torino, Milano e Siracusa dove analoghi accordi hanno consentito ai sindaci di gestire i palazzi dei militari.
EDITGiovanni Caudo, assessore di Marino, su Facebook precisa:
Sulle Caserme e sull’attuazione del protocollo firmato da Marino e dal Ministro Pinotti il 7 agosto del 2014: 430 giorni di lavoro della Giunta Marino vanificati da 1037 giorni (Tronca e Raggi) di niente, anzi peggio di inadempienze e disattenzioni volute.
Si legge sui giornali di oggi (più o meno su tutti alla stessa maniera) che “il Protocollo di intesa siglato ad agosto 2014 dall’amministrazione di Ignazio Marino con il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, per la dismissione e valorizzazione di sei ex caserme inutilizzate, non è stato mai attuato dal Comune, ed ora è in attesa di essere rinnovato.”
La verità è l’esatto contrario: dopo la caduta improvvisa della Giunta Marino nessun adempimento è più stato fatto dall’attuale Giunta (né dal Commissario Tronca) vanificando tutto il lavoro fatto. Il tentativo di scaricare le colpe sulla Giunta Marino nasconde inadempienze amministrative, omissioni e precise responsabilità politiche dell’attuale amministrazione. Penso in particolare alla Caserma Ulivelli (Forte Trionfale) per il recupero della quale è stato fatto decadere, nel maggio 2017, il tempo per l’attuazione del piano di recupero che noi avevamo predisposto.
Il protocollo riguardava la valorizzazione di quattro caserme, per la sua attuazione fu insediato presso l’assessorato all’Urbanistica un tavolo di lavoro composto dalla Task Force della Difesa, guidata dal Generale Caporotundo, dall’Agenzia del Demanio e dal Comune di Roma, che definì le priorità e che tra settembre 2014 e ottobre 2015 si riunì due volte al mese (poi il sindaco è stato dimissionato) portando a compimento atti e delibere con un lavoro di squadra e di piena e fattiva collaborazione tra istituzioni.
Qui di seguito date e atti.
1. Caserma Ulivelli. Novembre 2014 – Delibera di giunta per la valorizzazione urbanistica e la definizione del Piano di recupero. Realizzazione del Parco, recupero dei manufatti storici, trasformazione dell’edificio Missana nella sede del Municipio XIV e realizzazione di alloggi. Approvazione in Assemblea Capitolina della perimetrazione del Piano di Recupero e della Variante urbanistica DAC n. 27 del 28 Maggio 2015. Entro due anni approvazione definitiva in Assemblea Capitolina del Piano di Recupero e avvio dei lavori (Maggio 2017 il tempo è stato fatto scadere, il progetto ha perso efficacia, si dovrà ricominciare da capo).
2. Caserma Donato (Trullo). Attuazione della valorizzazione in coerenza con Il PRG vigente, redazione del Programma integrato per la realizzazione di due edifici pubblici (Caserma dei Carabinieri, sede dell’Archivio del MIBACT), spazi per attività artigianali e produttive e quota residenziale. Delibera di Giunta predisposta firmata e pronta per l’approvazione, lasciata al Prefetto Tronca nell’ottobre 2015. (Punto 3 delle proposte di deliberazione predisposte, firmate e trasmesse al segretariato di cui alla lettera al prefetto Tronca, prot. 177121 del 30 ottobre 2015).
3. Caserma Ruffo (Tiburtina). Definizione dei contenuti urbanistici per la trasformazione, mantenimento dell’attuale Palazzina Comando da destinare a uffici per ridurre i fitti passivi della pubblica amministrazione, utilizzazione dell’area del forte per attrezzature pubbliche a servizio del quartiere e intervento residenziale di circa 25 mila mq, di cui la metà pubblici. Predisposizione del bando per la manifestazione di interesse da parte di soggetti privati per la trasformazione urbanistica.
4. Caserma di Viale Angelico. Fu lasciata in coda nelle priorità per volontà della Difesa in attesa di risolvere gli usi residenziali che ancora insistono sull’area da parte di militari o di loro eredi cosiddetti “sine titulo”.
Il protocollo inoltre dava il possesso anticipato di:
– Forte Boccea per il quale l’unica destinazione compatibile è l’uso pubblico a Parco pubblico, mentre per le aree esterne fu predisposto un progetto, di intesa con il Municipio, da parte dell’ufficio Commercio per lo spostamento del mercato rionale nell’area esterna e antistante il Forte.
– Ex Magazzino dell’Aeronautica in via del Porto Fluviale, stabile occupato che doveva essere oggetto di intervento nell’ambito della delibera della Regione Lazio sull’emergenza abitativa del dicembre 2014 il cui stanziamento di risorse è però avvenuto dopo la caduta del sindaco Marino.

Renzi svela l' azionista contestatrice : è una ex 5 stelle ... e fan ...

Se Bracconeri avesse solo un millesimo della intelligenza e della capacità intellettiva della Kyenge potrebbe rischiare di prendere il premio Nobel. Uno così, leghista sicuro, in Germania sarebbe stato allontanato dal paese nel giro di 24 ore.

Oggi Bracconeri è stato sospeso da Twitter per aver insultato l'ex ministra dell'integrazione. Il coronamento di un percorso con cui l'ex ragazzo sovrappeso della tivù commerciale anni Ottanta si è riciclato come opinionista xenofobo
GIOVANNI DROGO
C’era un tempo in cui Fabrizio Bracconeri era famoso per il ruolo di Bruno Sacchi, il ragazzo tonto, bamboccione e sovrappeso de I ragazzi della 3ª C. Non proprio la persona che avremmo pronosticato poter diventare un maître à penser su qualcosa di reale. Ma i tempi si sa portano con sé il cambiamento. Ed ecco quindi Bracconeri assistere all’amministrazione della giustizia nell’Aula televisiva di Forum. Oggi, come un liceale qualsiasi, Bracconeri è stato sospeso da Twitter per aver insultato l’ex ministra Kyenge.

L’account Twitter di Bracconeri sospeso per gli insulti a Cécile Kyenge

Da quando non recita più Bracconeri è molto dimagrito e ha iniziato a vestire il ruolo dell’opinionista gentista. Lo abbiamo visto all’opera mentre indagava sull’omicidio di Jo Cox, oppure quando si era lanciato a difendere il Santo Natale di Rozzano. Insomma negli ultimi tempi Bracconeri non aveva fatto certo mistero di avere simpatie destrorse e di non vedere di buon occhio quelli del PD. Commentando lo stupro di Rimini Bracconeri ha voluto però fare una scelta di nicchia. Invece che prendersela contro Laura Boldrini come hanno fatto in molti decide di andare contro la vera responsabile.
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Chi? Quella “buzzicona MUSLIM” che era ministro. A Bracconeri non viene in mente il nome, mannaggia, ma ci mette poco a trovarla: è Cécile Kyenge. L’ex ministra dell’integrazione è stata a lungo tempo bersaglio dei razzisti italiani, con tanto di augurio di essere stuprata da parte di una consigliera della Lega Nord di Padova. Bracconeri è indignato che la Kyenge non dica niente “dei suoi fratelli merde MUSLIM”. Forse, ipotizza l’attore, perché è abituata e conosce “i vostri usi con capre”. La conclusione è scontata: i musulmani fanno schifo e se ne devono andare io.
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La Kyenge peraltro aveva subito espresso solidarietà nei confronti delle vittime dello stupro di Rimini.  E qualche giorno fa condividendo uno status di Selvaggia Lucarelli aveva aggiunto che un delinquente è un delinquente. Poco importa che sia bianco, nero, cristiano o musulmano.
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Del resto l’aggravante etnica di reato non esiste. E chi chiede punizioni esemplari per tutti i muslim dimentica che la responsabilità penale è sempre individuale, non collettiva o etnica. Bracconeri, da vero gentista, sbaglia quindi due volte: la prima perché non comprende il codice penale, la seconda perché non ha verificato che la Kyenge aveva già espresso solidarietà alle vittime dell’aggressione del branco di Rimini.

La solidarietà a Bracconeri vittima della censura

La sospensione dell’account Twitter di Bracconeri non è certo stata decisa dal governo italiano ma dallo stesso social network. Ciononostante Bracconeri è passato dall’essere uno che scrive insulti razzisti su Twitter all’essere la “vittima” della censura buonista del politicamente corretto. A Bracconeri quindi, in quanto vittima va la solidarietà di molti razzisti e xenofobi che non capiscono come mai in Italia non si possano dire le cose come stanno. Tutta colpa ovviamente della dittatura che impone il pensiero unico buonista. E ovviamente colpa di quei “cattocomunisti idioti” che hanno vietato la libertà di pensiero.
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Gli italiani poi non sono razzisti ma è colpa dei politici che ci hanno fatti diventare tutti razzisti. Quindi lo sono, ma solo perché costretti ad esserlo da una politica che “si preoccupa degli immigrati”. E non certo per semplice umanità, ma per incassare i soldini della UE.
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Oramai agli italiani non è più consentito di esprimersi liberamente nel proprio paese. E bisogna smetterla di dire che gli stranieri non sono tutti uguali. Lo sono eccome invece!
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Laggente sono stufi di questi stranieri. E non dite che Bracconeri è un razzista e ce l’ha con l’Islam. Come dite? Bracconeri aveva proposto di obbligare i musulmani a mangiare mortadella e a sputare sul Corano “davanti alle autorità” e in diretta televisiva, pena l’espulsione? Tutta colpa di gente come la Kyenge.
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Ed evidentemente sono in molti a pensarla come lui. Ma non dite che sono razzisti, no, quello è decisamente troppo anche per loro.

Gli insulti alla Kyenge? Colpa della Boldrini!1

Siamo l’unico paese, scrive qualche esperto di flussi migratori, che “ha preso una clandestina e l’ha fatta diventare ministro”. Che la Kyenge non sia clandestina ed anzi sia cittadina italiana deve essere qualcosa di difficile da accettare. In fondo i negri sono tutti uguali no? Quindi deve essere per forza una clandestina. E chi ci assicura che non sia anche una stupratrice, Laura Boldrini forse?
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Ed ecco infatti che qualcuno scrive che la censura a Bracconeri è colpa “dell’Imam Boldrini” che difende le sue pecorelle.
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Altri ci spiegano che è tutta colpa della Kyenge che “attacca gli italiani, i leghisti e quant’altri attaccano i suoi clandestini, delinquenti e invasori”. Interessante che leghisti e “quant’altri” non siano considerati italiani: è il momento di espellerli dal Paese?
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Bracconeri ha un merito indubitabile: far venire ancora una volta allo scoperto tutti i razzisti che la pensano come lui.
fabrizio bracconeri kyenge insulti twitter - 11
Non ultima questa signora che sta con Fabrizio e ci tiene a ricordare che “il fatto sia una cicciona obesa è un fatto oggettivo”.

dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...