mercoledì 11 luglio 2012


Egregia direttrice del New York Times dell’Oltrepò Pavese,
le scrivo dalla spiaggia di Minori, paese bellissimo in Costiera Amalfitana. Per quattro giorni l’ho trascurata ma, purtroppo o per fortuna, di ripetitori per le linee telefoniche, nel posto in cui mi trovo, ve ne sono pochi e la comunicazione risulta lenta.
Ma neanche la difficoltà nel comunicare da lontano mi impedisce di complimentarmi con lei.
Lei che è la luce per tutti i giovani giornalisti pavesi. Lei è l’esempio vivente di come si realizza la trasparenza nei giornali pagati dai contribuenti italiani. Lei è il faro di quelli che ritengono l’informazione un servizio pubblico essenziale per la crescita del nostro paese.
Ormai le lettere al suo giornale per il reintegro di tale Trivi arrivano a vagonate. E lei si può sottrarre? No. Lei può non assecondare la volontà del popolo sovrano. Lei, liberal e democratica, come nessun direttore di giornale fino ad oggi abbiamo conosciuto in Italia.
Ed in fondo la lettera che le ho fatto pervenire che valore potrà avere per il miglioramento della informazione in questo paese. Si tratta solo delle parole di un uomo libero, senza partiti, senza sindacati, che non è nato schiavo e non morirà servo di qualcuno. Si tratta solo delle parole di un uomo “molto pericoloso” perché ama dire la verità come gli hanno insegnato i propri genitori. Un uomo che ha preso solo l’11% dei voti degli elettori vogheresi. Un uomo che non ha mai chiesto né fatto raccomandazione. Un uomo che non ha potere se non quello delle sue ragioni e delle sue parole. Un uomo che può essere aggredito passando per aggressore, che viene segnalato dai sindacalisti della triplice sindacale al Direttore Generale per provare a vedere se può essere messo a tacere.
Un uomo semplice che in una piccola casa ha più libri che soldi, che ama mettere sul proprio balcone la bandiera italiana, quella del paese che malgrado i direttori di giornale ed i sindacalisti della triplice ed i politici corrotti vecchi e nuovi, riesce ancora a pensare come la “sua nazione”.  La stessa nazione che meriterebbe giornalisti migliori. Ovviamente migliore come lei che già è la migliore tra i migliori.

Nessun commento:

dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...