sabato 31 maggio 2014

Questo è il compagno di partito del Sen. Centinaio il quale presenta interpellanze su cittadini perbene. Ne avrebbe di materiale sul quale fare interpellanze. Ad esempio si potrebbe chiedere al ministro dell'istruzione il grado di civiltà che ha un troglodita come Borghezio.

Mario Borghezio insulta Cecile Kyenge: "Nel suo paese ho assaggiato il prodotto locale, lei non appartiene a questa specie"

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"Non ho più l'età per le prostitute però nel paese della Kyenge ho assaggiato il prodotto locale. Ci sono le più belle donne congolesi: le katanghesi". Parola di Mario Borghezio che a La Zanzara su Radio 24 non si fa scrupoli di riservatezza e racconta: "Le pagavo, certo. La sera non sapevi cosa fare e avevo 25 anni e quelle erano alte, belle e slanciate. La Kyenge - aggiunge l'eurodeputato della Lega Nord - non appartiene a questa specie. Nulla a che vedere". "Non mi ricordo più con quante sono stato, ma l'esperienza è stata ottima", rincara.
"Dobbiamo ringraziare il Pd - dice Borghezio passando, per così dire, alla politica - per aver inventato una come la Kyenge. Bisogna togliersi il cappello, un regalo così alla Lega non l'ha mai fatto nessuno. Con lei cuccavamo e cucchiamo un sacco di voti. Adesso che la mandano al Parlamento europeo alle prossime elezioni prenderemo più voti. Tutte le volte che parla sono voti per la lega, è una garanzia. Quindi: grazie Kyenge, ce ne fossero di altre Kyenge. Certo in Italia ha trovato l'America. Grazie al partito di Renzi ha trovato una bella vigna. Un bel culo, un gran culo".
Il dittatore congolese Mobutu? "Uno statista". Mentre per i militanti di CasaPound sarebbe "una calunnia" la definizione di 'antifascista'. Ecco le categorie della politica viste da Borghezio. "Ho sfondato nell'elettorato di destra, non proprio moderatissimo. Ma quelli di Casa Pound sono persone perbene, migliori di come vengono dipinti", dice allora l'esponente leghista osservando che "meglio di Marino ci vuole poco, anzi se uno di loro facesse il sindaco avremmo Roma più ordinata, più pulita e disciplinata".
Sempre degli aderenti a CasaPound, Borghezio dice che "non sono certamente antifascisti, anzi - rimarca - nessuno li calunni chiamandoli così. Ma ce ne fossero di ragazzi così. Vicino alla loro sede c'è un giardino che hanno recintato a loro spese dove non c'è un immigrato, un barbone, ma solo nonni e mamme con i bimbetti. Ha fatto tutto uno di loro, con una maglietta nerissima addosso". Il riferimento a Mobutu è relativo al periodo, in gioventù, trascorso in Congo: "Ero lì subito dopo la laurea per lavorare. E Mobutu è stato un grande politico, un grande statista".

Iniziano ancora le epurazione.

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Non sanno proprio come passare il tempo. Povera politica.

Carlo Sibilia, il grillino ossessionato dal gruppo Bilderberg: "M5s qui per tenere un faro acceso sui destini del mondo" (FOTO)

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Gli parli di Europa e lui ti risponde “Bilderberg!”, anzi “Bildebbbberg!”, gli menzioni le banche e lui scatta, sempre, pronto, “Bildebbbberg!”, gli dici qualcosa su Pdl e Pd e il suo riflesso pavovliano non lo coglie mai impreparato: “Bildebbbbberg!”. Carlo Sibilia, deputato del M5S, classe 1986, una laurea triennale in biotecnologie, è l’alter ego di Alessandro Di Battista, quello che trasforma ogni missione parlamentare in un’epica avventura. E anche a Sibilia piacciono le avventure.
Ogni anno prende l’aereo e vola a cercare il castello di turno dove si riunisce il Club Bilderberg, il gruppo che nell’immaginario beppegrillista rappresenta una sorta di loggia massonica in cui si prendono decisioni essenziali senza il coinvolgimento dell’elettorato. L’anno scorso, insieme al deputato Paolo Bernini (quello dei microchip sottopelle), partì alla volta di Watford, Hertfordshire, Gran Bretagna, “per tentare di documentare quello che succede in queste riunioni e provare a parlare con alcuni dei partecipanti italiani”.
Quest’anno il vertice si riunisce in Danimarca, a Copenaghen. Tra gli italiani che partecipano, oltre a Mario Monti, c’è anche la giornalista Monica Maggioni, cui “l’onorevole Sibilia” (ma non erano tutti cittadini?) ha scritto un sms per chiederle un incontro e consegnarle “un documento”; poi ha pubblicato la schermata del cellulare su Facebook.
Sibilia è partito insieme a Bernini “per tenere un faro sempre acceso su un evento che influenza i destini del mondo politico, economico e finanziario di tutto il mondo. Del quale il Movimento 5 Stelle è rimasto il solo a parlarne”, scrive Sibilia su Facebook allegando un selfie con il collega deputato appena atterrati in aeroporto.
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I quattro italiani del Gruppo Bilderberg e quelli presenti l'anno scorso
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Monica Maggioni
Ieri Sibilia ha anche pubblicato una foto del Marriot Hotel dove si svolge la riunione del Bilderberg e raccontato come sta procedendo il viaggio: “La buona notizia del giorno è che siamo riusciti a consegnare ad uno dei responsabili delle autorità che compongono il cordone di sicurezza la nostra proposta per arginare gli evidenti conflitti d’interessi che sussistono in seno al Club Bilderberg. La polizia, capendo il nostro ruolo istituzionale, si è resa disponibile alla presa in carico del documento”.
Dove tira aria di marcio, insomma, c’è Sibilia che vigila. Quando Beppe Grillo venne l’ultima volta a Siena, all’assemblea dei soci di Mps, chi c’era con lui? Sibilia, naturalmente, che vuole una commissione d’inchiesta parlamentare su Mps, banca “svenduta alla finanza internazionale”. Una volta parlò delle primarie del Pd e citò “i capibastone che vanno a falsificare le tessere delle primarie a due euro, e che in alcune regioni d’Italia potevano anche essere votate pagando due yen, perché molto spesso venivano usati anche i cinesi” (peccato che lo yen sia giapponese).
Ai tempi di Enrico Letta presidente del Consiglio, il Club Bilderberg era diventato una specie di quinta colonna della sua maggioranza, almeno stando a sentire gli interventi in aula di Sibilia. “Ha mai sentito parlare di signoraggio bancario, signor Letta? Ne parlate mai alle riunioni del club Bilderberg, club di cui lei, il suo predecessore Mario Monti, Emma Bonino, guarda caso ministro degli affari esteri, e Mario Draghi, guarda caso direttore della banca centrale europea, fate parte?”.
Del governo Letta disse che era sovversivo, perché “questo governo nasce nelle stanze della sua fondazione Vedrò”, che secondo Sibilia sta esattamente un gradino dopo Bilderberg nella classifica delle Cose-Che-Fanno-Male-Al-Mondo. Poi aggiunse: “Forse abbiamo sbagliato a chiamarvi bugiardi e ladri. Voi avete svenduto l’Italia per trenta denari quindi l’unico appellativo che meritate è quello di Giuda”. Quando Renzi si presentò alla Camera a chiedere la fiducia, nel febbraio scorso, Sibilia dagli scranni del M5S disse che lui e Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia, erano dei “figli di Troika”. Più recentemente si è lanciato pronosticando una vittoria schiacciante per il Movimento alle Europee. “Saremo un Paese così per altri 23 giorni. Poi manderemo a casa il boyscout di Licio Gelli e il granmogol di Riina”. Sono tutti lì. Anche Sibilia, con le 113 preferenze che gli hanno permesso di candidarsi alla Camera.

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"Accendiamo un faro sul BUILDerberg". Delegazione m5s "marcia" su Copenaghen
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Riceviamo e pubblichiamo

Grillo-Farage, Alan Sked: «Ukip, ricettacolo di razzisti e carrieristi»

Un opportunista. Che pensa solo per sé. E senza un pensiero forte sui grandi temi. Il fondatore dell'Ukip Sked contro Farage. E mette in guardia Grillo: «Vanno in Europa solo per i soldi».

INTERVISTA
Alan Sked sta a Nigel Farage come i primi attivisti del Movimento 5 stelle stanno a Beppe Grillo.
Professore di Storia internazionale alla London School of Economics, convinto anti europeista, è stato infatti tra i fondatori dello Ukip.
IL PADRE DELLO UKIP. Correva l'anno 1993 e all'indomani della firma del Trattato di Maastricht, Sked e Farage diedero vita a quello che oggi è diventato il primo partito di Gran Bretagna. Le cose, però, non andarono come avrebbe voluto il professore.
Negli Anni 90 il padre del partito per l'indipendenza ha visto la sua creatura spostarsi verso l'estrema destra e a poco a poco s'è convinto ad abbandonarla (dopo aver cercato anche di far espellere Farage, 'reo', a suo dire, di volere cambiare strategia dopo una sconfitta elettorale).
Il professore euroscettico è così finito ai margini della scena politica, mentre il suo vecchio amico ne conquistava il centro.
LO STRAPPO SUL NATIONAL FRONT. Lo strappo decisivo si consumò proprio su quelrazzismo che Grillo oggi smentisce convintamente.
Anche Farage ha sempre negato l'episodio, ma Sked, che nel 2013 ha fondato New Deal - movimento antieuropeista, ma di centrosinistra - insiste nella ricostruzione: «Stavamo discutendo dell'opportunità di candidare nelle liste un candidato proveniente dal National front (il movimento britannico riservato ai bianchi e con legami neonazisti, ndr), poi entrato nel partito. Io mi opponevo e invece Farage era favorevole: i negri, mi disse, non voteranno mai per noi».  
  • Alan Sked, fondatore dell'Ukip.
DOMANDA. Farage, però, nega questa dichiarazione sugli elettori di colore. 
RISPOSTA. Sta attento a non essere sfacciatamente razzista, ma allo stesso tempo dà l'impressione ai suoi seguaci che la gran parte dei problemi del Paese abbiano a che fare con gli stranieri.
D. Pensa che il leader sia responsabile anche per i membri del suo partito?
R. Penso che il leader dia in qualche modo il tono, in ogni caso l'Ukip è pieno di antislamici e omofobici e ogni giorno qualche candidato fa una gaffe contro i gay.
D. Farage dice che nel gruppo europeo gli xenofobi vengono espulsi.
R. Qualcuno, è vero, viene espulso, ma sono molti di più quelli che il partito tiene nelle sue fila.
D. Grillo sostiene che Nigel è spiritoso: lei lo ha conosciuto bene, condivide il giudizio?
R. Non penso che il suo sia vero sense of humour: è un opportunista, capace, che vuole fare carriera.
D. Non fa semplicemente politica?
R. Sulla maggioranza degli argomenti l'Ukip non ha una vera politica. Non ha un pensiero forte su economia, educazione e sanità. Anche di fronte alla crisi economica, non hanno ricette serie: è un partito in cui manca il ragionamento.
D. Anche in Europa?
R. Vanno al parlamento europeo solo per avere status e soldi. A loro non interessa essere costruttivi. Denigrano le istituzioni europee, però intascano lo stipendio.
D. Bè, Farage almeno a parole si dà da fare.
R. Da quando è a Strasburgo, Farage ha incassato oltre 2 milioni di sterline.
D. Tuttavia hanno fatto un percorso: non crede che le proposte dello Ukip siano cambiate?
R.
 Nel 2014 hanno presentato un nuovo manifesto, ma la base della strategia resta la stessa: senza un vero programma, ma con una forte posizione anti-immigrazione.
D. Ha più visto Farage da quando ha lasciato il partito?
R.
 No.
D. Se vi incontraste cosa gli direbbe?
R.
 Gli direi di guardare cosa è diventato l'Ukip, doveva essere un movimento critico, capace di raccogliere intelligenze e realizzare il meglio per i cittadini: Farage, lo hai trasformato semplicemente in un ricettacolo di pregiudizi.
Sabato, 31 Maggio 2014© RIPRODUZIONE RISERVATA

E adesso come fanno? Dieci vanno da una parte e sette vanno dall'altra?

Grillo spinge verso Farage ed alleanza M5S UKIP ma tra i 17 eurodeputati c’è chi preferirebbe allearsi coi Verdi

Pubblicato il 31 maggio 2014 da Giuseppe Spadaro 
Dibattito acceso sulla collocazione europea dei17 europarlamentari eletti il 25 Maggio. Grillodal blog, pubblicando un intervento di Farange (leader partito inglese UKIP) tenta di orientare il Movimento all’interno del quale c’è chi spinge per l’ingresso degli europarlamentari pentastellati nel gruppo dei verdi europei.
Così Beppe Grillo nel suo ultimo post: “Il 16 novembre 2011 Nigel Farage, in un discorso al Parlamento Europeo largamente ripreso e diffuso in Italia, ha accusato i burocrati europei di avere rimpiazzato il governo greco con un governo marionetta e di avere sostituito il governo Berlusconi con il governo Monti. Ha terminato il suo discorso chiedendo cosa, in nome di Dio, avesse dato loro il diritto di farlo. Segue la trascrizione e la fedele traduzione del suo intervento”.
Di seguito alcuni interventi di esponenti del M5S favorevoli ad alleanza coi Verdi europei.
Eurodeputato Piernicola Pedicini “Verdi meglio dell’Ukip” – L’eurodeputato Piernicola Pedicini afferma al Mattino: “I Verdi sono meglio dell’Ukip, con loro ci sono più affinità” e per la scelta “dobbiamo considerare la reazione della rete”Con Farage “vedo punti di contatto, ma anche delle differenze. Per esempio, lui è uno coraggioso, si è manifestamente schierato contro le lobby e contro i poteri forti”, ma “ci sono notevoli diversità, ad esempio sugli ogm e sul nucleare”, dice Pedicini. “Alcune cose ci lasciano perplessi, ma per capirsi ci si deve parlare, non si può rifiutare a priori il dialogo. Così come penso si debba parlare coi Verdi”. “La cosa fondamentale è costituire gruppi da 25 o meglio ancora da 40 deputati, provenienti da almeno sette paesi diversi”, osserva Pedicini. “Solo così potremo eleggere i presidenti, i vicepresidenti e i questori delle varie commissioni. In caso contrario, rischieremmo di essere esclusi dai processi decisionali”.
Deputata Federica Daga “Noi del M5S diversi dall’Ukip” – “Siamo diversi. Poi quel tizio (Farage, ndr) può dire quel che gli pare. Vado in bestia se penso che l’Europa ti costringe a un’alleanza”. La deputata M5S Federica Daga a Repubblica, rimarca le differenze con l’Ukip. “Noi, ad esempio, teniamo molto all’energia solare, loro sono per il fossile”. Tuttavia, dice, “preferisco non metterci troppo il becco. Devono essere i nostri 17 eletti a discutere della vicenda e a decidere”. “I nostri 17 potranno votare liberamente, non staranno dietro a quei signori lì”, afferma Daga. “Andare da soli, nel Misto, come si fa? Ti obbligano all’intesa”. In ogni caso “il mese è lungo. Non possiamo andare dietro a ogni virgola. Aspettiamo. E deciderà il blog”.
grillo farage a bruxelles
Grillo stronca Monica Frassoni, Presidente del Partito Verde Europeo. Beppe Grillo quasi in risposta alle voci più favorevoli ad un’alleanza coi Verdi che col gruppo di Farage pubblica sul blog un video in cui l’esponente dei Verdi critica il Movimento.
“Grillo autocratico e senza soluzioni [...] C’è un problema di assenza di soluzioni, non mi sembra che finora il MoVimento 5 Stelle abbia portato ad alcun contributo particolare nella soluzione di alcuna questione. [...] Ma non vedo un piano dei Cinque Stelle, tranne la protesta, solo indeterminatezza disonesta nei confronti degli elettori.” 13 maggio 2014.
“Da Grillo non arriva una proposta per l’Europa ma un vero e proprio delirio [...] La nostra idea di Europa è di apertura, di felicità, libertà [...] L’esatto contrario della prospettiva lugubre e violenta che si può ritrovare nelle urla di Grillo” 17 maggio 2014

dipocheparole     venerdì 27 ottobre 2017 20:42  82 Facebook Twitter Google Filippo Nogarin indagato e...